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Politica

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Pubblicato 19 ago

Il processo di accumulazione capitalistico procede per cicli. Il primo fu quello delle città italiane, poi quello tra Genova e la Penisola Iberica, seguito dai Paesi Bassi, Regno Unito e infine gli Stati Uniti. Ogni ciclo prevedeva un'estensione degli spazi, della manodopera, della produzione, spesso era associato a progressi tecnici che rendevano questa anche più veloce, quindi maggiore nel tempo. Parallelamente il capitalismo ha apportato migliorie agli strumenti finanziari e di credito. Ogni ciclo, avviato spesso da una guerra e da un incremento produttivo, si è concluso con un lungo autunno finanziario. L'accumulazione si chiude in un segmento improduttivo, in cui i vecchi produttori si trasformano in speculatori, percettori di rendita. Questo accade per una serie di dinamiche note. Oggi i governanti italiani puntano tutto sul turismo, ancora peggio su quello mordi e fuggi, con effetti devastanti a livello ecologico, che non porta ricchezza al paese ospitante, produce lavoro sottopagato e non qualificato. Un qualcosa di simile era capitato alla Repubblica di Venezia che nel '700 si trovò a puntare il tutto per tutto sul turismo. Tra oggi e domani usciranno le slide sul tema su Instagram, un video su Youtube/Spotify (oggi alle 12.00), tutti ispirati da un testo di Andrea Alexandro Naletto che faremo (ri)uscire sul canale Telegram - Link a tutto nei commenti.

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Pubblicato 18 ago

Nel video di oggi affrontiamo il concetto di sistema-mondo attraverso lenti poco convenzionali: teoria dei sistemi complessi, dinamiche caotiche ed esempi concreti che mostrano quanto sia difficile fare previsioni affidabili in geopolitica ed economia. Dal rapporto preda-predatore alle alleanze internazionali, passando per i casi storici come il Giappone degli anni ’80, esploriamo perché ogni variabile può cambiare radicalmente il corso della storia. Un viaggio tra modelli matematici, politica internazionale e ucronie che ci aiuta a capire meglio l’instabilità del presente. 👉 Iscriviti al canale per altri approfondimenti di geopolitica, storia e attualità internazionale. ISCRIVITI AL CANALE Seguimi anche su: Instagram: https://www.instagram.com/gab.germani Spotify: https://podcasters.spo... Telegram: https://t.me/gabgerm Linktree: https://linktr.ee/gabr... https://youtu.be/N-FHAdYZB0c?si=S1UyjdJfrecvj1FS

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Pubblicato 18 ago

Cipro ha un problema (un altro). Dal 2018 la popolazione israeliana è più che raddoppiata passando da 6.500 a 15.000. Migliaia di ettari acquistati, spesso vicino ad aree militari. Il Partito Progressista dei Lavoratori (AKEL) ha proposto due leggi per aumentare il controllo sui cittadini extra-UE e l'acquisto massiccio di terre, in particolare vicino ad aree di interesse per la sicurezza nazionale. Sono intanto sorte cittadine residenziali sorvegliate con muri, filo spinato, telecamere, riservate ai soli israeliani in vacanza. A gettare benzina sul fuoco ci sono le minacce lanciate dalla stampa israeliana alla Repubblica Turco Cipriota, non riconosciuta a livello internazionale, ma indicata come una base militare di Ankara, proiettata verso la Palestina. Il nodo del contendere sono le acque territoriali, i gasdotti e il gas sotto i fondali. Grecia e Israele hanno stretto un accordo sui confini marini nel Mediterraneo orientale, incontrando in questo l'ok di Nicosia (la parte greca) in funzione anti-turca. In questo lembo di mare passerebbe Eastmed, il gasdotto che aggirerebbe la Turchia, mandando all'aria la strategia di Erdogan per diventare un hub energetico vitale per l'UE. Il gasdotto replicherebbe il programma della Via del Cotone indiana: collegare tramite Grecia-Israele, l'UE alle petromonarchie sunnite (amiche dell'Occidente). Da qui il riscaldarsi dell'aria a Cipro che diventa l'ennesimo teatro della Guerra Fredda dell'Asia Occidentale tra Israele e Turchia (gli altri sono Siria e Libano). Si conferma quanto accaduto negli ultimi mesi della presidenza Biden, quando alla Casa Bianca si era annunciato l'avvio di un percorso per portare l'isola nella NATO (tanto per tranquillizzare l'area). Nonostante l'estate l'aria sull'isola si fa pesante e molti, complice l'antichità classica, tornano lontano con la memoria al 116 d.C., quando durante la rivolta ebraica (parte della Seconda guerra giudaica) furono uccisi tutti i cittadini gentili di Salamina. Link alle slide su instagram: https://www.instagram.com/p/DNfTlJMs-... ⚡️🗣 Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 18 ago

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Pubblicato 18 ago

III🦁 IL CAMBIO ECONOMICO, DALLA MERCATURA INTERNAZIONALE ALL'INVESTIMENTO FONDIARIO E IN DEBITO PUBBLICO. Con la caduta di Costantinopoli e la dominazione ottomana dell’oriente mediterraneo gli spazi per il commercio su cui la Repubblica aveva potuto fiorire nel basso medioevo divengono più onerosi e difficili. Accanto a questo i mercanti portoghesi nel corso del primo ‘500 avevano raggiunto le isole delle spezie mettendo definitivamente fuori mercato le rotte commerciali Venete. Ancora per poco il sistema delle Mude restò attivo, ma le galee commerciali atte ai trasporti di beni di alto valore o le cocche (navi tondeggianti a vela) per i carichi più dozzinali (quali il cotone d'Egitto riesportato in bassa Alemagna per farne fustagni) solcarono il mediterraneo verso Oriente per caricare e verso occidente per vendere, ma la redditività del commercio divenne sempre più residuale, tanto da portare ad una progressiva diversificazione degli investimenti da parte dei Patrizi e dei Cittadini della Dominante. Gli abitanti della città erano distinti in Patrizi: le grandi famiglie con pieni diritti politici. I Cittadini: gli abitanti originali della Capitale, con parziali diritti come i ruoli nelle Scole grande e picołe ed infine i Sudditi il popolino spicciolo senza peso politico ed amministrativo. Processo favorito dagli eventi legati alle guerre della fine del ‘300 e del ‘400: la guerra di Chioggia con Genova che portò ad enormi necessità finanziarie coperte con la vendita di seggi in Mazor Consejo (Maggior Consiglio), il costo era di 100.000 Ducati Veneziani, ogni Ducato pesava 3,49 grammi di oro a 22 carati. In questo caso si parlava di Fameje Nove (nuove famiglie) e di Zonte/Xonte (aggiunte) di nuovi componenti al MC, che dopo la Serrata del 1297 non aveva più consentito l'accesso alle famiglie economicamente emergenti. Soprattutto le necessità finanziarie furono coperte con la sottoscrizione di debito pubblico, che rappresentò un'importante alternativa nella diversificazione degli investimenti e contemporaneamente la progressiva creazione dello “Stato da tera”nato dalla necessità di evitare il sorgere di stati troppo forti vicino alla laguna. Spinti ad intervenire dalle turbolente lotte tra i signori dell’entroterra, dalle guerre di Gian Galeazzo Visconti, che dapprima portarono alla presa di Treviso e in seguito alla morte del milanese e al disfacimento dello stato visconteo alla lenta conquista della plenitudine del futuro stato territoriale Veneto. Sino ad allora i Patrizi Veneti avevano potuto investire in beni fondiari locati nello “Stato da Mar” a Candia (Creta per i foresti) e Negroponte (Eubea) acquisendo feudi di origine bizantina. Dopo la IV crociata di Enrico Dandolo il Doge era signore di un quarto e mezzo dell’Impero Romano d'oriente e conservò parte delle conquiste anche dopo la fine dell'effimero Impero Latino costantinopolitano. Mentre ora hanno a disposizione i campi dell'entroterra Veneto, della Longobardia Veneta (Brescia, Bergamo a nord del Fosso e Crema), Ravenna (persa dopo la sconfitta patita ad Agnadello nel 1509 che vide anche la perdita di territori di più recente presa in Lombardia, Trentino e Romagna) ed il Friuli. La trasformazione del Patrizio da mercante a rentier fondiario e a investitore in debito pubblico creano una reale diversificazione antropologica del soggetto politico ed economico Veneto che se nel periodo mercantile aveva vissuto uno condizione simbiotica con lo Stato, che gli garantiva la protezione militare e l'organizzazione delle Mude, mentre ora si assiste ad una progressiva divaricazione dell'interesse dei Patrizi dal bene pubblico, che viene relegato in funzione ancillare, lo Stato perde il ruolo di protagonista. La dipendenza dei privati per quanto riguarda l'armamento delle flotte e la protezione militare e diplomatica li poneva in uno condizione di necessità rispetto allo Stato, ma nella stagione successiva la situazione si inverte con uno Stato che necessita dei privati per reperire fondi e non è più in grado di influenzare i proprietari fondiari. ✍🏻Andrea

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Pubblicato 18 ago

LA FINANZIARIZZAZIONE DELLA REPUBBLICA VENETA🦁

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Pubblicato 17 ago

— 🇺🇾/🇮🇱 NEW: Uruguay suspends its agreement between the National Research and Innovation Agency and the Hebrew University of Jerusalem. @Middle_East_Spectator

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Pubblicato 17 ago

https://youtube.com/shorts/FNOYuzREfY4?si=0f1oMK4Wpwbih_7z ⚡️🗣 Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 17 ago

III 🦁LA FINANZIARIZZAZIONE DELLA REPUBBLICA Da un attento ascolto dei video pubblicati su YouTube, da un canale a noi noto, inerenti la finanziarizzazione dell'economia europea a danno dell'economia reale e del benessere delle nazioni, accomoagnato dalla corsa a investimenti monopolistici o parassitari, oggi verso settori economici legati ai monopoli naturali o in direzione di settori industriali maturi da spremere al massimo senza apportarvi miglioramenti, ieri verso titoli del debito pubblico e latifondi agrari. Dall'altra parte l'incapacità delle élite di porre il bene superiore del continente davanti al proprio tornaconto personale immediato, con un’autocrazia politica che vive di nomine e prebende, che percolano da enti al servizio del sistema imperiale atlantico e di quello economico finanziarocentrico. Non posso che notare il ripetersi dei perniciosi comportamenti che mostrava il Patriziato Veneto dal primo ‘500 al Grande Delitto del 12 Maggio 1797, che hanno portato prima alla lunga senescenza della Repubblica Veneta ed infine alla sua vergognosa dormizione. Quindi voglio ripercorrere le scelte di questa élite che era contemporaneamente economica e politica, in un certo senso la cosa è qui di aiuto perché rende più diretta l'analisi rispetto all’oggi dove esiste una doppia dirigenza disgiunta, ma in cui la parte politica ha finito per asservirsi e servirsi passivamente del fianco economico. Continua. PS non è un inedito, ma serve per dare continuità verso i capitoli finali. ✍🏻Andrea

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Pubblicato 17 ago

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Pubblicato 17 ago

L’Occidente è morto. Non per un evento improvviso, ma per un lungo processo che ha trasformato la libertà in infantilismo, la comunità in solitudine e la conoscenza in distrazione di massa. Dal crollo dello Stato-nazione al potere delle Big Tech, dall’illusione della libertà individuale alla società della dipendenza: questo è il vero volto della crisi occidentale. In questo video racconto come siamo passati dall’epoca delle grandi rivoluzioni a una società incapace di crescere, schiacciata tra nichilismo, atomizzazione e controllo digitale. Un’analisi che non troverai nei media mainstream. 📌 Guarda fino alla fine: la “distrazione di massa” è la chiave per capire il presente e il futuro dell’Occidente. ISCRIVITI AL CANALE https://youtu.be/ddVV-e08T_E?si=KY5ifEpOki5pdxyO ⚡️🗣 Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 16 ago

È morto Pippo Baudo. Proprio ieri notte lo avevo pensato e ne avevo controllato l'età su internet (cosa che non mi capita mai). Poco scomposto dallo scoprire il mio potere, ho chiuso gli occhi e cominciato a ripetere ad alta voce: Netanyahu Gallant Smotrich Ben Gvir Netanyahu Gallant Smotrich Ben Gvir Netanyahu Gallant Smotrich Ben Gvir Hai visto mai

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