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PoliticaLa fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
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Pubblicato 4 mar
https://x.com/i/status/2029240551011160249 Ovviamente in #Italia ci stiamo davvero distinguendo in questa fase. I nostri giornali, la nostra stampa (fatico, nella maggior parte dei casi, a definirla “informazione”, comprenderete) enfatizzano il gravissimo attacco iraniano a #Cipro. Un Paese dell’Unione Europea, insistono a ricordarci gli augusti commentatori. Un fatto gravissimo, inaudito, inconcepibile. Peccato solo per un piccolissimo dettaglio: la distruzione del #NordStream ad opera degli ucraini del pianista magico (quello che suona il piano col pisello, con i sorci al seguito), una delle più importanti infrastrutture energetiche d’#Europa, che ci avrebbe consentito peraltro di acquistare più agilmente il gas russo a un prezzo molto inferiore rispetto a quello statunitense. E ancor più lo pagheremo. Il nostro Presidente del Consiglio è riuscito a dare la colpa a #Putin. #Trump e #Netanyahu attaccano Teheran e "ha stato Putin". Perché avrebbe rotto l’argine: avrebbe dato il via alla violazione del diritto internazionale. Datemi pure del putiniano, come fa qualche disagiato pellicano pelato, però, a me la replica dell’ambasciata russa sembra impeccabile: «A nostro avviso, madre dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'ONU: contro la Jugoslavia (1999), l’Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro ll’Iran (2026)». Sublime, ancora una volta, il nostro Capo dello Stato, #Mattarella. A caldo, subito dopo l’aggressione all’Iran, dichiara che «la guerra sia tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia». Adesso la guerra si muove da sola, ha quattro ruote motrici. Torna così, autonomamente, non si sa come. Quando si tratta dei russi, facciamo un bel paragone con i nazisti, nonostante abbiano lasciato sul terreno decine di milioni di morti per arrivare a Berlino. Quando si tratta di #Israele, viceversa, la guerra diventa impersonale: come un’auto senza conducente. E se non c’è il conducente, a chi la dai la colpa? Bella trovata.
Pubblicato 4 mar
🌎 Non solo il Medio Oriente, gli Stati Uniti da qualche tempo hanno iniziato a riportare pezzo, pezzo l'America Latina sotto la loro sfera di influenza. Con la violenza o con altri metodi meno visibili, il risultato è sempre lo stesso. 📆 Oggi, mercoledì 4 marzo, alle ore 19 Sui canali Facebook e Youtube de La Fionda, a raccontarci cosa sta succedendo nel subcontinente ci saranno: Giusi Greta Di Cristina Mauro Morbello Condotti e coordinati da Lorenzo Palaia 🚨 Da non perdere!
Pubblicato 4 mar
Dopo l’immorale aggressione all’Iran, le macerie! Alberto Bradanini Fanno difetto le parole se si prova a descrivere le tragedie di cui sono responsabili i due principali stati canaglia dell’universo, Stati Uniti e Israele, il cui ordine di canaglità può essere invertito a piacimento. Ormai tutto è chiaro, se solo si evita di sedersi davanti alle TV dei regimi occidentali… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2026/03/04/dopo-limmorale-aggressione-alliran-le-macerie/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 4 mar
L’Occidente in guerra e i motivi della sua inevitabile sconfitta: un’intervista a Emmanuel Todd Redazione “Qualunque cosa accada in Iran, la sconfitta dell’Occidente e della sua civiltà è inevitabile. Trump non può fermare la sua implosione, la sta accelerando”. L’impero americano sta crollando come l’Unione Sovietica, afferma Emmanuel Todd. Nel 1976, il demografo aveva previsto la caduta della superpotenza comunista basandosi sui dati relativi alla mortalità infantile. Oggi, vede… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2026/03/04/loccidente-in-guerra-e-i-motivi-della-sua-inevitabile-sconfitta-unintervista-a-emmanuel-todd/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 4 mar
ABBIAMO AGITO PROATTIVAMENTE IN MANIERA DIFENSIVA cit Nuova definizione dal dizionario Rubio – "azione difensiva": attacco preventivo perché sapevamo che la nostra colonia stava per attaccare l'Iran e che l'Iran si sarebbe difeso
Pubblicato 4 mar
IRAN/ “Usa a rimorchio e senza strategia, ecco l’effetto-domino in Medio oriente” Intervista al Generale Maurizio Boni La strategia non c’è, perché questa operazione è stata lanciata dagli israeliani e gli americani li hanno seguiti, anche se non erano neanche stati avvertiti che l’operazione stava cominciando. Marco Rubio, in un consesso molto ristretto di senatori americani del Comitato delle Forze Armate del Congresso, lo ha ammesso candidamente. Non c’è strategia. E se l’obiettivo della missione era quello di abbattere il regime di Khamenei, quindi di rovesciare il governo iraniano, non ci sono riusciti, né ci sono segnali che ci riusciranno. Le forze armate iraniane tengono, la società si è compattata dietro quello che sarà il nuovo leader, e quindi non c’è strategia americana se non quella di continuare a bombardare senza alcuno scopo. L’Iran non crollerà per via delle bombe americane, non deve fare altro che continuare ad assorbire il colpo, perché per questioni logistiche gli americani non hanno la possibilità di sostenere a lungo questo conflitto. Non a caso Trump parla di una guerra di quattro settimane: molto probabilmente le loro dotazioni permettono di sostenere il conflitto per non più di 5 settimane. Gli iraniani hanno colpito tutti i porti nella regione attraverso i quali gli americani rifornivano la loro flotta, il loro sistema militare: sono tutti fuori uso e ora devono far ricorso ai porti indiani e in seconda battuta persino a quelli italiani. Insomma, la logistica è complicata sia per la scarsità degli stock, quindi delle riserve, sia perché sarà molto difficile fare arrivare ciò che occorre nel teatro della guerra. Gli americani hanno sposato pienamente il sistema israeliano di uccidere chiunque si trovi sulla loro traiettoria. Il problema è che hanno seguito gli israeliani, ma non hanno via di uscita: non credo che ci saranno sviluppi positivi a favore della coalizione USA-Israele. Bisogna stare attenti alle missioni sotto falsa bandiera, perché in Iraq e in Arabia Saudita, le autorità governative locali hanno arrestato agenti del Mossad che stavano preparando attentati per attribuirli all’Iran. Nella destabilizzazione regionale gli israeliani continuano a giocare un ruolo importante. Questo per dire come possano essere senza scrupoli. Finora sono state attaccate 27 basi americane e su Al Jazeera troviamo i primi sfoghi di funzionari dei Paesi del Golfo: lamentano che gli Stati Uniti spendono le loro risorse per difendere Israele, lasciando indifese le altre nazioni dell’area che sono partner degli USA. È da tempo che gli israeliani dettano legge e gli americani li assecondano. Anzi, gli Stati Uniti stanno mettendo a repentaglio la loro credibilità politico-militare per Israele. Ed è questo che la base repubblicana non sta perdonando a Trump: è sparita la sovranità americana, altro che MAGA. Trump si era stupito del fatto che l’Iran non avesse capitolato di fronte alla minaccia dell’imponente sistema militare schierato nel Golfo e questo significa proprio uno scollegamento totale dalla realtà. https://www.ilsussidiario.net/news/iran-usa-a-rimorchio-e-senza-strategia-ecco-leffetto-domino-in-medio-oriente/2940108/ 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Pubblicato 4 mar
Definisci regime Matteo Parini Regime. Una delle parole più inflazionate nel dibattito politico-mediatico occidentale per descrivere governi che non rispettano i parametri dell’ordine internazionale dominante. Stai con loro e vieni definito liberale; non stai con loro e sei, appunto, un “regime”. Perché? Secondo l’enciclopedia, regime – da regĭmen, regimĭnis – indica qualsiasi forma di governo: democratico,… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2026/03/04/definisci-regime/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 3 mar
Mentre i mercati globali soffrono sull’onda della guerra scatenata da Israele e Usa contro l’Iran, la Borsa di Tel Aviv macina record. Dal 28 febbraio, giorno dell’inizio dell’offensiva aerea di Washington e Tel Aviv, l’indice della capitale israeliana ha toccato nuovi massimi storici, guadagnando poco meno del 6% lunedì e raggiungendo quota 16.160 punti. A volare sono diversi settori, dall’alta tecnologia alla difesa, passando per quello energetico: nonostante la chiusura di alcune piattaforme energetiche offshore nel Mediterraneo orientale, la guerra all’Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz offrono spazi di mercato ulteriori per il gas naturale liquefatto israeliano. Dal fatidico 7 ottobre 2023 cresce NewMed Energy (+6,4%) ma cresce di oltre il 3% anche la holding della difesa Elbit, che arriva così a un enorme +219%. #telaviv#borsa#iran#war
Pubblicato 3 mar
L'ambasciata Russa risponde così a Giorgia Meloni 👇 "⚡️Commento dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia Il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Giorgia Meloni, in un’intervista del 2 marzo 2026 al canale TV «TG5», ha definito la crisi del diritto internazionale "figlia dell’aggressione russa contro l’Ucraina". Tutto semplice, dunque! Attenendosi alla logica del Primo Ministro italiano, si potrebbe, tuttavia, proporre una formulazione più precisa. A nostro avviso, madre dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'ONU: contro la Jugoslavia (1999), l’Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro ll’Iran (2026). Sempre sulla menzogna, si fonda l’attuale posizione dell’Occidente anche nei riguardi delle cause profonde della crisi ucraina, generata nel 2014 da un sanguinoso colpo di Stato e dalla guerra successivamente scatenata da Kiev contro la componente russofona della propria popolazione residente nel Donbass e in Novorossija, nonché dal sabotaggio da parte dell’Occidente degli Accordi di Minsk - sanciti dalla Risoluzione n. 2202 (2015) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - ossia da una diretta violazione di una norma del diritto internazionale." ‼️Entra nel canale telegram http://t.me/lafionda
Pubblicato 3 mar
Il sistema internazionale e la guerra Tiberio Graziani Norme, potere e transizione geopolitica L’articolo propone una distinzione tra sistema internazionale e ordine geopolitico per interpretare la crisi attuale delle relazioni internazionali. La guerra in Ucraina viene letta non come una rottura improvvisa dell’ordine liberale, ma come l’esito di una progressiva erosione della credibilità normativa durante la fase unipolare. La politicizzazione… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2026/03/03/il-sistema-internazionale-e-la-guerra/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 3 mar
I nemici degli altri Di Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano Nessuno può ovviamente sapere né quanto durerà né come finirà la guerra avviata da Trump a rimorchio di Netanyahu contro l’Iran che ha fatto esplodere l’intero Medio Oriente. L’unica certezza è chi sarà la vittima principale, oltre alla popolazione civile “liberata” a suon di bombe e stragi: l’Europa. Ancora una volta pagheremo carissima una guerra che non ci appartiene contro un nemico che non è il nostro. Noi europei centro-occidentali non abbiamo nemici, ma ce li facciamo regolarmente imporre dai presunti “amici”: gli Usa e ora persino Israele. Con l’Iran, così come con Russia e Cina, avremmo tutto l’interesse ad avere rapporti decenti, ma non possiamo perché gli “amici” ci costringono a combattere o a subire le loro guerre. Dovremmo deciderci – lo scrive Gianandrea Gaiani su Analisi Difesa – a “liberarci dei liberatori”, ma per farlo ci servirebbe una classe dirigente degna di questo nome al posto degli invertebrati che ci sgovernano, incapaci di fare i nostri interessi, opposti ormai da decenni da quelli di Washington. Nel 1999 Clinton ci trascinò in guerra con la Serbia di Milosevic, destabilizzando i Balcani a spese nostre e della Russia e a vantaggio degli Usa. Nel 2001-’03 Bush jr. ci trascinò in guerra con l’Afghanistan e l’Iraq, con ondate di profughi e di terrorismo e rincari petroliferi che danneggiarono l’Europa. Nel 2010-’11 Obama fomentò le primavere arabe incendiando il Nord Africa e il Medio Oriente dalla Libia, all’Iraq alla Siria, compromettendo la nostra sicurezza energetica e quella politica con altre vagonate di migranti. Il golpe di grazia arrivò nel 2014, con il regime change in Ucraina (non un filoputiniano, ma la vicesegretaria di Stato Victoria Nuland dichiarò al Congresso che gli Usa avevano “investito 5 miliardi” nella “rivolta” di Maidan al grido di “Europa vaffanculo!”), la guerra civile, l’invasione russa, la distruzione dei gasdotti Nord Stream a opera del trio Kiev-Varsavia-Cia, le auto-sanzioni a Mosca, i soldi buttati in una guerra persa in partenza: cioè il definitivo suicidio dell’Europa. Sempre lo stesso copione: gli Usa ci impongono le loro guerre, noi paghiamo il conto e raccogliamo i cocci. Ora le bombe sull’Iran, con la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz e il gran ritorno dei pirati Houthi contro le nostre navi, rimandano alle stelle il greggio e indovinate chi ci rimette? Noi. E chi ci guadagna? Gli Usa, che aumenteranno vieppiù le esportazioni del loro gas e del loro petrolio, costosissimi e inquinantissimi per la tecnica del fracking, ma ora persino convenienti col boom del greggio e la rinuncia suicida dell’Europa a rifornirsi in Russia a un quinto del prezzo. Poi, come sempre, arriveranno i profughi e i terroristi. Furbi, noi. 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Pubblicato 3 mar
https://x.com/i/status/2028774213952106653 Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Solo che oggi, al posto di Catilina ci siamo noi. Al posto di Cicerone c’è il resto del mondo. Si resta davvero basiti, allibiti per ciò che si sente dire e per ciò che si legge. Come si fa ad ammantare di legittimità quanto #Israele e gli #StatiUniti stanno facendo in Medio Oriente? Si parla di guerra difensiva. Si dice che l’#Iran avesse a disposizione armi pericolosissime (mentre lo nega la CIA). Si afferma che #Netanyahu e #Trump vogliano restituire libertà alle donne, agli omosessuali, agli oppositori iraniani. Sappiamo che con le bombe non si esporta la democrazia, ma sappiamo anche che esportarla non interessa affatto a nessuno. Tanto è vero che a nessuno viene in mente di liberare gli oppressi da bin Salman. Anzi, ci facciamo affari. Come ce li facciamo con al-Jolani, pur conoscendone la storia. È semplicemente ridicolo negare che questa operazione risponda a meri interessi geopolitici. Israele e gli Stati Uniti, al di là delle esigenze di distrazione di massa dei loro leader, hanno bisogno di un regime change. Gli Stati Uniti, in funzione anticinese, in primo luogo. E dunque la domanda resta: quanto ancora il mondo deve pazientare? Quanto può farlo dinanzi alla nostra propaganda demenziale? Perché gli altri non dovrebbero avere il diritto di replicare i nostri comportamenti? Leggo di condanne per le azioni militari iraniane. Si chiede a #Teheran di fermarsi. Ma, dico, siamo pazzi? Che fine hanno fatto #Maduro e sua moglie? Qualcuno ne sa qualcosa? Vi sembra normale andare in giro per il mondo a rapire o sopprimere capi di Stato e di governo? Se i cinesi cominciassero a fare davvero come noi, che cosa accadrebbe? Come reagiremmo? Il nostro dibattito pubblico è imbarazzante. Le aggressioni israeliane a sette Paesi vengono descritte come lotta alle basi del terrorismo, dimenticando che sono state bombardate capitali e un numero incalcolabile di strutture civili. È imbarazzante l’assenza di dignità nei commenti, l’assoluta e palese disonestà: qualche pagliaccio domanda persino quando scenderemo in campo militarmente per difendere #TelAviv. È il riflesso della nostra decadenza culturale e morale. Siamo ormai in una profonda, forse inesorabile, decadenza. Il futuro dei più giovani appare quanto mai fosco. Poveri innocenti. Perché alla fine restano loro: i civili, i bambini, gli innocenti. Sempre sacrificabili, sempre “collaterali”. In nome di una libertà che non arriva mai.