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Giovani di Parola
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Pubblicato 2 mar
LUNEDÌ 2 MARZO 2026 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6, 36-38) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio». Parola del Signore. Col Vangelo di oggi Gesù ci indica ancora una volta in cosa consiste la santità: pensare e agire come Dio agisce. Può sembrare una richiesta presuntuosa, non possiamo pretendere di essere come Dio; in realtà siamo chiamati a diventare come Lui nella misericordia: rinunciare a giudicare gli altri ed imparare a perdonare. Il Vangelo ci insegna anche che per seguire questa strada è importante imparare a donarsi pienamente agli altri e a riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni perché ci sarà dato esattamente quello che diamo agli altri. Non possiamo desiderare di essere amati da Dio se prima non impariamo ad amare gli altri allo stesso modo in cui amiamo noi stessi.
Pubblicato 28 feb
Pubblicato 28 feb
DOMENICA 01 MARZO 2026 Dal Vangelo secondo Matteo (17,1-9) In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti». Parola del Signore Chi di noi non avrebbe voluto esserci quel giorno sul monte della trasfigurazione a lasciarsi inondare di quella luce piena di pace e gioia che solo l'incontro il Risorto può dare. Eppure se ci fermiamo a riflettere, anche a noi sarà capitato di vivere delle esperienze in cui abbiamo avuto la percezione di toccare con mano la prossimità di Dio, la Sua luce, la Sua grazia speciale verso di noi. Sarà stato un momento di ritiro, un incontro, un vissuto. Tutto è bello, intenso, entusiasmante. Poi però, bisogna scendere dal monte e fare i conti con una realtà che spesso sembra spegnere questa luce. Anche noi vorremmo dire a Gesù di stare con noi sul monte, di non scendere. Oggi però la sfida che ci attende è nella realtà che siamo chiamati a vivere ma con la consapevolezza che il Signore è vicino in ogni momento, non solo nelle esperienze forti che abbiamo vissuto e da cui possiamo attingere stimolo e grazia, ma sempre.
Pubblicato 27 feb
Pubblicato 27 feb
SABATO 28 FEBBRAIO 2026 Dal Vangelo secondo Matteo (5, 43-48) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Parola del Signore Il senso del messaggio evangelico si può riassumere nel comandanto dell'amore. Oggi però, Gesù ci mostra un modo diverso di amare, non conforme alle logiche di questo mondo e forse proprio per questo, profondamente umano e divino al tempo stesso. Ci chiede di amare anche quando non conviene, quando costa, quando sembra che no ne valga la pena. Ci chiede di amare chi non lo merita, chi ci ha ferito, chi forse non sa ancora cosa significhi amare davvero. È un amore che ha tutta la forma della croce ed in essa trova il suo senso e il suo perché. Potrebbe venire spontaneo chiederci perché e come si faccia ad amare così. Basta contemplare la croce per trovare le risposte. In questo tempo quaresimale rivolgiamo lo sguardo al Crocifisso, ritagliamoci del tempo per la contemplazione: ha davvero tanto da insegnarci sull'amore.
Pubblicato 26 feb
Pubblicato 26 feb
VENERDÌ 27 FEBBRAIO 2026 Dal Vangelo secondo Matteo (5,20-26) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!». Parola del Signore Attraverso il Vangelo di oggi Gesù ci chiede qualcosa di più. Non basta essere giusti se questa giustizia non tiene conto dell'umanità dell'altro. Non basta non uccidere se poi feriamo gli altri con parole e giudizi più taglienti di lame affilate. Non basta passare ore tra chiesa e oratorio pensando a mille iniziative per "fare comunità" se poi siamo divisi in noi stessi e con gli altri. Gesù ci invita ad una vera conversione che è sempre un essere e mai un apparire, un donare con generosità, un cercare nell'altro il volto di Dio. In questo tempo quaresimale siamo chiamati a riscoprire la nostra identità cristiana, che supera la giustizia di questo mondo per farsi misericordia, accoglienza, incontro con l'altro e nell'altro di Dio stesso.
Pubblicato 25 feb
Pubblicato 25 feb
GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO 2026 Dal Vangelo secondo Matteo (7,7-12) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti». Parola del Signore Le parole del Vangelo di oggi sono quanto mai chiare ed inequivocabili: il Padre nostro che è nei cieli darà cose buone a quanti gliele chiedono. In questo tempo quaresimale siamo chiamati a purificare i nostri desideri e a chiederci cosa siamo soliti domandare al Signore. Talvolta ci sentiamo non ascoltati, dimenticati da Dio, poiché non vediamo compiersi ciò che chiediamo e desideriamo. Ma siamo sicuri che le nostre richieste corrispondano al nostro vero bene? Oggi il Signore ci chiede di fidarci di Lui, del progetto di felicità e salvezza che ha per ciascuno di noi. Ci chiede di ascoltare prima di chiedere, perché solo dall'ascolto della Sua voce possiamo comprendere quale sia il nostro vero bene, la strada che conduce alla pienezza. Ascoltiamo, chiediamo, osiamo sperare sempre. Perché c'è un Padre che ha cura di noi e non desidera altro che la nostra gioia.
Pubblicato 24 feb
Pubblicato 24 feb
MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO 2026 Dal Vangelo secondo Luca (11,29-32) In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona». Parola del Signore. La folla chiede un segno, un miracolo spettacolare, una prova scientifica, Gesù risponde che non ci saranno effetti speciali. Spesso diciamo: "Se Dio esistesse, mi farebbe andare tutto bene" o "Se Dio c'è, perché non ferma le guerre?", chiediamo segni magici per non fare la fatica di credere. Gesù ci dice che il segno c'è già, Lui; ma siamo noi che dobbiamo imparare a guardare meglio. Giona fu un profeta che, dopo tre giorni nel ventre della balena, simbolo della morte e risurrezione di Gesù, predicò a una città lontana e difficile come Ninive, gli abitanti di Ninive non videro miracoli, ascoltarono solo una parola e cambiarono vita. Il vero miracolo è un bullo che chiede scusa, un ragazzo egoista che inizia a fare volontariato, un gruppo che accoglie chi è solo. La conversione è l'unico vero segno che Dio è all'opera. Gesù cita la Regina del Sud, che viaggiò tantissimo per ascoltare Salomone, e i cittadini di Ninive, persone "lontane" che hanno saputo riconoscere il bene, mentre chi era vicino a Gesù non lo vedeva. A volte chi non viene mai in chiesa o chi non si definisce credente si comporta in modo più "evangelico" di noi. Questo brano ci sfida a non dare per scontata la nostra fede, non basta esserci, bisogna ascoltare. Dio non fa lo showman, non lancia fuochi d'artificio per convincerci, Lui è come un seme che cresce piano o come una parola sussurrata. Il segno non va aspettato, va cercato nelle pieghe della nostra giornata.
Pubblicato 23 feb