TGTGInsightintelligence telegramLIVE / telegram public index
Torna ai canali
Giovani di Parola avatar

TGINSIGHT CHAT

Giovani di Parola

@GiovaniParola

Istruzione

Il Canale ufficiale di Animatori Salesiani: ogni giorno il Vangelo del giorno seguente sul tuo telefono e altri contenuti utili per il tuo cammino spirituale! #GiovaniDiParola

Iscritti5,740Iscritti attuali
Post tracciati1,000Post indicizzati
Reach recente21,040Visualizzazioni post recenti
Post recenti

Post recenti

Pag. 3 di 84 · 1,000 post

Pubblicato 12 mag

1,540 views

Pubblicato 12 mag

MERCOLEDÌ 13 MAGGIO Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 16,12-15) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Parola del Signore. Gesù è molto realistico: dice ai suoi discepoli che ci sono ancora tante cose da comprendere, ma non sono pronti a portarne il peso. Non tutto arriva subito, non tutto si capisce in un momento. E va bene così. Quante volte anche noi vorremmo avere risposte immediate, certezze chiare, strade già definite. Invece la fede è un cammino, fatto di tappe, di crescita, di tempi diversi. Non è tutto e subito, ma poco alla volta. Ed è qui che entra in gioco lo Spirito Santo: Gesù promette che sarà Lui a guidarci verso la verità tutta intera. Non una verità astratta, ma quella che illumina la vita concreta, le scelte, le relazioni, i dubbi. La verità non è un peso che schiaccia, ma una luce che si accende gradualmente. Dio non forza, accompagna. Non pretende tutto subito, ma ti prende per mano e ti fa crescere passo dopo passo. In quale ambito della tua vita stai cercando risposte immediate senza accettare i tempi di Dio? Ti fidi davvero che Dio possa guidarti, anche quando non hai ancora tutte le risposte? La verità non si impone: si scopre camminando. E non sei solo lungo la strada.

1,920 views

Pubblicato 11 mag

1,590 views

Pubblicato 11 mag

MARTEDÌ 12 MAGGIO 2026 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 16, 5-11) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato». Parola del Signore. Questo comincia a farsi pesante. Probabilmente, se hai letto il Vangelo in tutti questi ultimi giorni, puoi avere la sensazione che Gesù stia parlando da settimane del fatto che se ne va. Cioè, siamo nel tempo pasquale, stiamo celebrando che Cristo è risorto e il Vangelo non smette di parlarci della partenza di Gesù. Sì, ci sono motivi per sentirsi stanchi e stufi di tanti annunci tragici. Tuttavia, tutta questa tragedia che Gesù preannuncia è accompagnata da un segno di speranza: non ci abbandona, ma ci invia il Paràclito, lo Spirito di Verità, lo Spirito Santo, perché possiamo continuare a stare con Lui e Lui con noi. Detto questo, del Vangelo di oggi ciò che più colpisce è il paragrafo finale: Gesù parla di un peccato, una giustizia e un giudizio che lo Spirito Santo porterà alla luce dopo il passaggio del Figlio sulla Croce. Possiamo pensare che queste tre cose non ci riguardino o che siano molto astratte, ma ognuno di noi può vivere nel peccato, nella giustizia e nel giudizio. Viviamo nel peccato quando non crediamo nel Signore. È possibile non credere in Dio pur stando in una casa salesiana o appartenendo a una comunità di fede? Certamente. I giudei del tempo di Cristo credevano in Dio, ma non furono capaci di riconoscerlo. Viviamo anche noi, a volte, credendo in Dio ma senza fare lo sforzo di riconoscerlo? Diciamo anche falsamente di credere in Lui quando vogliamo fare noi da Dio, cioè quando vogliamo decidere noi, governare la nostra vita a nostro piacimento. Viviamo nella giustizia quando, a differenza di quando viviamo nel peccato, ci apriamo alla gioia di essere una cosa sola con Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Quando comprendiamo che non siamo "sudditi" di Dio, ma siamo abitati da Lui. Quando non vediamo Dio, ma sappiamo che è con noi e Lo lasciamo essere l'unico Re della nostra vita. Viviamo nel giudizio quando non tacciamo davanti al male, quando comprendiamo che Gesù è finito sulla croce per aver denunciato il male che vedeva intorno a sé e per essersi impegnato con il mondo. Siamo chiamati a condannare quelle realtà del nostro mondo che non sono giuste, che sono governate dal principe di questo mondo che Gesù ha sconfitto con la sua morte. Non basta credere in Dio, non basta essere una cosa sola con Lui: il nostro Dio è un Dio che ci impegna con il mondo che abitiamo.

1,920 views

Pubblicato 10 mag

1,600 views

Pubblicato 10 mag

LUNEDÌ 11 MAGGIO 2026 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 26 – 16, 4) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l'ho detto». Parola del Signore. Sabato commentavamo che dovevamo aiutare a conoscere l'amore di Dio a coloro che non l'hanno ancora conosciuto. E questo stesso ci ripete Gesù oggi: dobbiamo essere testimoni. Lo Spirito Santo è inviato nel mondo affinché noi che crediamo possiamo dare sostegno alla nostra fede, ovvero possiamo conoscere ogni giorno di più la presenza di Cristo in noi e, riconoscendo Cristo, possiamo conoscere il Padre. È un ricevere per dare agli altri: riceviamo dallo Spirito la testimonianza di Gesù per dare noi testimonianza agli altri. Tuttavia, Gesù ci avverte: essere testimoni non è sempre facile. Molte volte siamo incompresi dagli altri quando parliamo di Gesù. Possiamo persino essere, come dicevamo l'altro giorno, oggetto di derisione da parte di molti. E sempre per lo stesso motivo: non hanno conosciuto né il Figlio né il Padre. Ora, queste difficoltà sono una scusa sufficiente per smettere di testimoniare? Gesù ci avverte di tutto questo perché non veniamo meno nel nostro proposito di far conoscere l'amore di Dio a tutto il mondo. Perché chi ama e si sente amato non può tenere per sé l'amore, per quanto difficile sia. Pensa, ad esempio, a quel ragazzo o a quella ragazza difficile che puoi avere all'Oratorio, in classe, oppure a quell'amicizia complicata da mantenere per il carattere dell'altro: non facciamo forse tutto il possibile per cambiare la situazione o cercare il meglio per lui o per lei? Ebbene, lo stesso dobbiamo fare con la testimonianza dell'amore di Dio: per quanto ci costi, sappiamo che è così grande che non possiamo fare altro che il possibile perché tutti possano conoscerlo. Come sono testimone dell'amore di Dio per gli altri?

1,940 views

Pubblicato 9 mag

1,570 views

Pubblicato 9 mag

DOMENICA 10 Maggio 2026 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,15-21) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui». Parola del Signore. Siamo giunti alla sesta domenica di Pasqua e il Vangelo ci offre già un assaggio di dove siamo diretti. La prossima settimana celebreremo la festa dell'Ascensione di Gesù al Cielo; ovvero, Gesù lascerà definitivamente questo mondo "fisicamente" per tornare al Padre, dove sta preparando una dimora per noi, affinché possiamo vivere eternamente alla presenza di Dio ed essere una cosa sola con Lui. Tuttavia, fino a quando non raggiungeremo quel luogo a noi riservato, abbiamo tutta una vita davanti a noi. Una vita in cui Cristo ci chiede semplicemente di amarlo, perché questo è il suo comandamento principale: amare Lui e il prossimo. Ed è quando lo amiamo che scopriamo il suo amore ancora più pienamente. D'altra parte, sappiamo che Cristo "se ne andrà" la prossima settimana, ma non ci lascerà orfani. Tra due settimane, nella solennità di Maria Ausiliatrice, celebreremo la festa di Pentecoste: la discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli apostoli e, quindi, su di noi. Uno Spirito che ci mostra la verità e ci illumina. È uno Spirito che ci aiuta a conoscere il Padre. È uno Spirito che dimora in mezzo a noi, che risiede in ognuno di noi. Eppure, spesso è quello dimenticato. In questa Sesta Domenica di Pasqua, chiediamo al Signore di illuminarci con il suo Spirito affinché possiamo conoscerlo e, di conseguenza, conoscere il Padre. Il Vangelo ci ricorda che non siamo mai soli, che non siamo orfani, ma che siamo una cosa sola con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, che siamo chiamati a essere una cosa sola con l'Uno. Vi incoraggio a provare a rispondere alla seguente domanda: cosa significa per voi essere una cosa sola con Dio?

1,930 views

Pubblicato 8 mag

1,540 views

Pubblicato 8 mag

Sabato 9 Maggio 2026 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,18-21) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato». Parola del Signore. Il Vangelo di oggi può a volte sembrarci un po' strano. Non per le parole di Gesù, ma per il nostro contesto personale. La maggior parte di noi è cresciuta in un ambiente cristiano e rimane legata a una casa salesiana. Potremmo persino vivere in una bolla salesiana, inconsapevoli o ignari dell'esistenza di ambienti non cristiani. Tuttavia, se usciamo, ci rendiamo conto che la nostra società vive come se Dio non esistesse. Ed è proprio per questo che a volte sorgono incomprensioni: le persone non capiscono che possiamo credere in un essere "immaginario", e spesso diventiamo oggetto di scherno. Sicuramente tutti abbiamo ricordi di video o dichiarazioni di personaggi famosi in cui Dio viene deriso. Ora, dobbiamo accettare tutto questo con pazienza. Questo è ciò che Gesù ci chiede nel Vangelo di oggi: se Lui è stato odiato e non ha reagito con vendetta, non dovremmo farlo nemmeno noi. Anzi, Cristo ci avverte che a volte la nostra fede ci renderà bersaglio di derisione. Ma ciò che colpisce di più nel Vangelo di oggi è la giustificazione di Gesù: «E tutti questi vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato». Il grande problema che affligge una parte della società è che non conosce Dio. Pertanto, anziché concentrarci su ciò che gli altri fanno contro di noi, dovremmo considerare ciò che noi potremmo fare per gli altri. Provo compassione per coloro che non comprendono Dio perché non lo hanno conosciuto, non hanno conosciuto il suo amore? La nostra missione, il nostro obiettivo, dovrebbe essere quello di testimoniare l'amore di Dio a queste persone, affinché possano scoprire perché crediamo e perché accettiamo di essere odiati per amore del nome di Gesù. Perché l'amore di Dio è un dono che tutti dovrebbero poter godere. Cosa possiamo fare per essere testimoni e portatori dell'amore di Dio tra coloro che non credono?

1,900 views

Pubblicato 7 mag

1,600 views

Pubblicato 7 mag

VENERDÌ 08 MAGGIO 2026 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 12-17) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». Parola del Signore. In queste parole Gesù cambia completamente il modo di vedere il rapporto con Dio: non parla più di servi, ma di amici. È un passaggio enorme, perché l’amicizia è qualcosa di libero, vero, che non si basa sulla paura o sul dovere, ma sulla fiducia. E dire “vi ho chiamati amici” significa che ciascuno di voi è guardato così, con uno sguardo personale, unico. Però questa amicizia non è qualcosa di superficiale. Gesù la lega a un modo di vivere molto concreto: amare come Lui ha amato. E qui la misura si alza, perché non si tratta solo di voler bene quando è facile, ma di sapersi spendere, di uscire da sé, di esserci davvero per gli altri. Non sempre è spontaneo, anzi, a volte costa. Ma è proprio lì che si vede la qualità delle relazioni. Essere scelti è un’altra parola forte. Gesù dice: “non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”. In un’età in cui spesso ci si mette alla prova, si cerca approvazione, si ha paura di non essere abbastanza, questa frase ribalta tutto: non devi guadagnarti il tuo valore, qualcuno ti ha già scelto così come sei. E poi c’è l’idea di un frutto che rimane. Non qualcosa che dura un attimo e poi sparisce, ma qualcosa che resta nel tempo: un gesto vero, un’amicizia sincera, una scelta fatta con il cuore. È questo che costruisce una vita che non si svuota. Alla fine, quello che resta è una domanda semplice ma scomoda: nelle relazioni che vivi ogni giorno, stai scegliendo di amare davvero o solo quando ti conviene? È lì che si gioca tutto.

1,990 views
12345•••10•••15•••20•••25•••30•••35•••40•••45•••50•••55•••60•••65•••70•••75•••80•••8384