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Pubblicato 14 set

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Pubblicato 13 set

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Pubblicato 13 set

DOMENICA 14 SETTEMBRE 2025 ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,13-17) In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui». Parola del Signore L' esaltazione della Santa Croce vuole dirci qualcosa di fondamentale della vita cristiana: è alla Croce di Cristo che dobbiamo guardare con gratitudine, la nostra storia di salvezza è racchiusa proprio lì, il passaggio dalla vita terrena all'eternità. Quando ci sembra un discorso troppo lontano possiamo invece pensare alle nostre situazioni quotidiane in cui sperimentiamo che il dolore non può avere l' ultima parola e che non perdiamo la speranza se alziamo gli occhi verso quella Croce. Anche Papa Francesco ci ricordava la potenza della Croce. "Dalla Croce di Cristo impariamo l’amore, non l’odio; impariamo la compassione, non l’indifferenza; impariamo il perdono, non la vendetta. Le braccia allargate di Gesù sono l’abbraccio di tenerezza con cui Dio vuole accoglierci. E ci mostrano la fraternità che siamo chiamati a vivere tra di noi e con tutti."

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Pubblicato 12 set

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Pubblicato 12 set

SABATO 13 SETTEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,43-49) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande». Parola del Signore Nel Vangelo Gesù usa la metafora dell albero proprio perché l'uomo è come un albero che cresce lentamente; il suo cuore, cioè la sua at-titudine fondamentale verso la vita, si forma con lentezza, fin dall'infanzia. Per questo gli autori spirituali ripetono di occuparsi dell'educazione del cuore. Ma è possibile educare un cuore? L'albero non può prendere il posto di un altro albero; eppure, sì, può: con l'innesto. Quante volte ci rendiamo conto che nonostante i nostri sforzi non riusciamo a non dire male del prossimo. Sappiamo che non è bene, ma non riusciamo a farne a meno. Possiamo dominare le parole? Certo che si può. Bisogna saper controllare la lingua anche se è faticoso. Può succedere che chi ha la tendenza a parlare a vanvera, a forza di controllarsi diventi taciturno e non riesca più a godere di una normale conversazione. Comincia ad invidiare quelli che dicono ciò che pensano con sincerità e naturalezza. Questa sincerità naturale è gradevole, e fa onore, perché corrisponde a ciò che c'è nel cuore. Allora, se vogliamo vincere la cattiva abitudine di parlare male degli altri senza ammutolirci e senza diventare ipocriti, c'è un'unica strada: imparare a pensare bene di loro.

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Pubblicato 11 set

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Pubblicato 11 set

VENERDÌ 12 SETTEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,39-42) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello». Parola del Signore La cecità ha diverse cause, ci si può nascere, o si può diventarlo per disgrazia. Il Vangelo di oggi però parla di una trave nell'occhio in senso metaforico. La nostra mente, il nostro occhio interiore, deve preoccuparsii della salvezza dell'anima e della conoscenza di Dio. A volte, siamo spinti a fissare la nostra attenzione su cose che non ci riguardano e che non possiamo correggere, per esempio i difetti degli altri. Si tratta a volte di cose piccole come pagliuzze, ma sono capaci di occupare i nostri pensieri e il nostro tempo a discapito del bene che potremmo fare. Il nostro impegno oggi potrebbe essere quello di guardare con verità a quella trave che ci portiamo dentro e chiedere al Signore il coraggio di liberarcene. Il nostro sguardo purificato dal Suo si rivolgerà con comprensione prima verso noi stessi e poi verso gli altri.

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Pubblicato 10 set

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Pubblicato 10 set

GIOVEDI' 11 SETTEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,27-38) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio». Parola del Signore Tutti abbiamo dei nemici, quelle persone con le quali non andiamo mai d'accordo, che fanno emergere la parte peggiore di noi stessi, persone con le quali non vorremmo mai avere a che fare. Pensiamo anche ad una lotta culturale o politica, sul piano delle idee, può durare una vita intera. Il vangelo non vuole negare questa realtà. Ma che cosa c'è di nuovo nell'insegnamento di Cristo? Anche Gesù vuole avere discepoli forti, coraggiosi, capaci di vincere una lotta, ma sul campo dello Spirito Santo dove vince la carità. Si parla molto dell'amore, e poi ci lamentiamo che nel mondo ce n'è poco. Potremmo distinguere fra l'atteggiamento d'amore e la sua realizzazione concreta. Non è facile sapere esprimere, con i gesti, l'amore che si sente nel cuore. Il vangelo ci offre un consiglio pratico, provato dall'esperienza di molti secoli. Cerchiamo di metterci nei panni dell'altro e sapremo esattamente cosa gli piace, lo irrita e lo fa soffrire. Osservando i miei sentimenti, imparo il modo migliore per amare gli altri come me stesso.

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Pubblicato 9 set

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Pubblicato 9 set

MERCOLEDÌ 10 SETTEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Luca 6,20-26) In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti». Parola del Signore. Le parole che Gesù pronuncia nel Vangelo di oggi sono veramente difficili da accogliere, perché se da un lato sembrano consolanti, dall'altro sono così distanti dalla realtà che viviamo ogni giorno da risultare quasi fastidiose. È come se ci provocassero a dire: cosa c'è di bello e buono ad essere nel dolore, a subire un' ingiustizia, a faticare per poi non riuscire ad avere neppure un pezzo di pane per sfamarsi? per poter accogliere questa parola occorre essere cristiani fino in fondo e questo significa anche essere disposti a mettere in discussione le proprie certezze per accogliere una prospettiva più grande. Il mondo ci dice che la nostra felicità si fonda sulla stabilità economica, sul successo, sul riconoscimento da parte degli altri. Gesù ci dice che il nostro cuore è più grande di tutte queste cose e dunque esse, non solo non sono sufficienti a renderci felici ma se non vissute in prospettiva della vita eterna possono addirittura allontanarci dalla vera felicità che è Dio stesso. Oggi chiediamo al Signore di aiutarci ad acquisire un nuovo sguardo sulla nostra vita che ci aiuti a ricercare la vera felicità, uno sguardo che guarda oltre e punta al cielo senza smarrirsi nelle cose di questo mondo.

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Pubblicato 8 set

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