TGTGInsightintelligence telegramLIVE / telegram public index
Torna ai canali
Giovani di Parola avatar

TGINSIGHT CHAT

Giovani di Parola

@GiovaniParola

Istruzione

Il Canale ufficiale di Animatori Salesiani: ogni giorno il Vangelo del giorno seguente sul tuo telefono e altri contenuti utili per il tuo cammino spirituale! #GiovaniDiParola

Iscritti5,740Iscritti attuali
Post tracciati1,000Post indicizzati
Reach recente29,629Visualizzazioni post recenti
Post recenti

Post recenti

Pag. 39 di 84 · 1,000 post

Pubblicato 29 set

MARTEDI’ 30 Settembre 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,51-56) Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio. Parola del Signore. Le notizie principali che ascoltiamo ormai quasi quotidianamente e a cui ci stiamo abituando riguardano le guerre. Potremmo essere portati a pensare che questo sia il modo corretto di risolvere i problemi.Giacomo e Giovanni alla vista del rifiuto di far entrare Gesù vorrebbero che Gesù facesse scendere fuoco dal cielo per consumare i Samaritani, esprimendo una reazione vendicativa. Niente di tutto ciò riguarda il modo con cui Gesù si è comportato! Gesù di fronte al rifiuto e all'odio, risponde con la mitezza e la misericordia del Padre, mettendo in atto il suo piano di salvezza. Gesù quindi ci invita a non replicare la violenza del mondo, ma ad adottare la via della testimonianza di amore, anche quando questo porta a dover cambiare strada, come fecero Gesù e i suoi discepoli andando verso un altro villaggio. Come sempre è importante sottolineare che dirsi cristiano vuol dire comportarsi come Gesù, domandarsi: cosa farebbe o direbbe Gesù in questa situazione che sto vivendo? Di certo la guerra non è la soluzione!

2,520 views

Pubblicato 28 set

2,120 views

Pubblicato 28 set

LUNEDI’ 29 Settembre 2025 SANTI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE, ARCANGELI Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,47-51) In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». Parola del Signore. L’esperienza di Natanaele è personale e unica ma presenta tratti comuni nei quali ogni credente può ritrovarsi: l’inquietudine che lo spinge a ricercare; un testimone credibile che ci indica la via; il dubbio (“come mi conosci?”) di essere sulla strada giusta; una rilettura della propria vita sotto lo sguardo di Dio. Il brano sottolinea che la fede inizia con un incontro personale e una conoscenza profonda, che porta al riconoscimento di Gesù come il Figlio di Dio e apre alla comprensione dei misteri divini che si rivelano attraverso la sua opera e la sua persona. Il Signore ci promette di continuare ad agire nelle nostre vite in maniera unica e speciale. Noi forse troppo spesso non ce ne accorgiamo. Facciamo memoria della gioia del primo incontro con Cristo e rileggiamo quotidianamente la nostra vita: ci accorgeremo delle cose grandi che accadono anche a noi ogni giorno.

2,550 views

Pubblicato 27 set

DOMENICA 28 Settembre 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 16,19-31) In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma". Ma Abramo rispose: "Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi". E quello replicò: "Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento". Ma Abramo rispose: "Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro". E lui replicò: "No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno". Abramo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti"». Parola del Signore. Il cuore indifferente si chiude a Dio e al prossimo. Questo è il punto su cui questo Vangelo ci invita a riflettere. Il problema non è la ricchezza come tale. Il ricco è senza nome, perché è privato della sua identità, sostituiti dai suoi beni materiali e dal suo stile di vita agiato. Solo Lazzaro ha un nome, perché è colui che riconosce il bisogno di Dio. Il ricco rappresenta la chiusura, mentre Lazzaro è l'opportunità di aprire il proprio cuore e la propria vita. L'ammonimento finale del ricco, "non ascoltano Mosè e i Profeti", sottolinea che la Parola di Dio è sufficiente per la conversione. Non servono segni straordinari, ma l'ascolto attento della Scrittura per aprirsi alla misericordia. Nel nostro quotidiano dobbiamo quindi far attenzione ai Lazzaro che bussano alla nostra porta uscendo da noi stessi per andare incontro agli altri. I beni materiali hanno una funzione sociale e devono essere condivisi. Dobbiamo evitare di chiuderci in noi stessi e lasciarci "ammalare di indifferenza".

2,440 views

Pubblicato 27 set

2,029 views

Pubblicato 26 set

1,980 views

Pubblicato 26 set

SABATO 27 Settembre 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,43b-45) In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento. Parola del Signore. Le vie di Dio sono diverse da quelle umane. I discepoli, con la loro visione limitata, non possono afferrare il senso di un Messia che deve soffrire e morire. La paura è una reazione umana naturale di fronte alla sofferenza, ma è importante non lasciarsi sviare da pensieri negativi e accogliere il Signore. Bisogna avere fiducia nel suo piano divino che porterà alla realizzazione delle sue meraviglie. Se Gesù non fosse morto non ci sarebbe stata nessuna resurrezione! La Resurrezione è Pasqua, la festa principale della nostra fede! Noi siamo figli di un Signore morto si ma Risorto! Per questo seguire il Signore richiede una profonda conversione, un cambiamento nel modo di pensare e di vivere. Richiede che apriamo il nostro cuore all’ascolto, lasciandoci illuminare e trasformare interiormente. Come dice il Papa Benedetto XVI: “Un punto-chiave in cui Dio e l’uomo si differenziano è l’orgoglio: Noi, che siamo piccoli, aspiriamo ad apparire grandi, ad essere i primi; mentre Dio, che è realmente grande, non teme di abbassarsi e di farsi ultimo”.

2,500 views

Pubblicato 25 set

Venerdì 26 Settembre 2025 SANTI COSMA E DAMIANO, MARTIRI Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,18-22) Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo - disse - deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Parola del Signore. Sapere cosa dicono “gli altri” di noi (che non ci conoscono davvero nel profondo) è qualcosa che normalmente non ci interessa. Sapere cosa pensano di te le persone a te piú vicine, quelle con le quali sei te stesso (nel bene e nel male) è qualcosa che può importarti davvero. Non tanto per questioni di apparenza, ma piuttosto per avere un punto di vista esterno, che ci puó dare una visione diversa di noi stessi. Lo stesso vale per Gesù! Se oggi Lui ti chiedesse: “La gente chi dice che io sia?” cosa risponderesti? E se poi ti rivolgesse la domanda: “Chi sono per te?” cosa risponderesti? Un indizio: Non servono risposte preconfezionate! Un'ultima indicazione… dal tuo comportamento, quelli che ti vedono dall’esterno, si potrebbero fare una idea della tua risposta alla domanda?

2,380 views

Pubblicato 22 set

Martedì 23 settembre Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,19-21) In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». Parola del Signore Gesù, oggi ci mostri quanto siano importanti gli altri. Siamo così concentrati a proteggere, considerare per primi quelli che amiamo, amici, familiari che ci dimentichiamo di chi abbiamo intorno. Ma a volte sono proprio gli altri ad aver bisogno di noi per primi. Noi non lo vediamo, corriamo da ciò che ci è familiare, da ciò che ci gratifica. Eppure il mondo là fuori chiede la nostra attenzione e il nostro impegno. Aiutaci a non chiudere gli occhi, aiutaci a vedere il prossimo.

3,030 views

Pubblicato 21 set

LUNEDÌ 22 SETTEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (8,16-18) In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere». Parola del Signore. Essere cristiani apertamente può essere scomodo, magari metterci in imbarazzo o richiederci un certo impegno, una certa coerenza. Sarebbe più facile essere sì cristiani ma magari "non praticanti", o vivere una fede riservata "tra noi e Dio". Ma sarebbe come aver ricevuto in dono una lampada e nasconderla sotto al letto... cioè fare qualcosa di molto lontano da ciò per cui era pensata. La nostra vita di fede è sicuramente qualcosa di prezioso e personale tra noi e il Signore, ma non è per noi. Va alimentata, custodita e condivisa nelle nostre relazioni personali, nella nostra comunità, nelle varie forme in cui siamo chiamati a servire chi abbiamo vicino. La nostra fede e la nostra vocazione sono soprattutto per gli altri, per portare un frutto che non è nostro e che morirebbe se fosse tenuto "sotto il letto". Ed è sorprendente vedere che quanto più ci apriamo e doniamo, tanto più Cristo opera meraviglie nella nostra vita, moltiplicando i doni che mettiamo a disposizione.

2,980 views

Pubblicato 21 set

2,500 views

Pubblicato 21 set

2,600 views
12•••5•••10•••15•••20•••25•••30•••35•••3738394041•••45•••50•••55•••60•••65•••70•••75•••80•••8384