TGINSIGHT CHAT
Giovani di Parola
@GiovaniParola
IstruzioneIl Canale ufficiale di Animatori Salesiani: ogni giorno il Vangelo del giorno seguente sul tuo telefono e altri contenuti utili per il tuo cammino spirituale! #GiovaniDiParola
Post recenti
Pag. 53 di 84 · 1,000 post
Pubblicato 1 lug
Pubblicato 1 lug
Buongiorno MERCOLEDI’ 2 LUGLIO Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,28-34) In quel tempo, giunto Gesù all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?». A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque. I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio. Parola del Signore. Chissà cosa avrà provato il Signore nel momento in cui ha visto una città intera venirgli incontro per impedirgli di entrare, per dirgli di allontanarsi. E chissà cosa avranno provato anche i 12 quando hanno visto il loro Maestro, il loro Amico venire rifiutato. Chissà. Ciò che è certo è che nel petto del Signore c’è un cuore che batte, che si emozioni, che prova tristezza, gioia, allegria, che magari si agita anche. Un cuore però che non smette di amare anche quando una città intera gli fa caprie di non essere gradito, che gli fa capire che ha paura, che non è vuole aprirsi all’incontro con Lui. Un cuore quindi che ha continuato ad andare in lungo e in largo per incontrare persone, per curare, per evangelizzare, per amare. Un cuore che continua ad amare anche noi quando per paura ci chiudiamo, quando facciamo di tutto per non farlo entrare nella nostra vita, quando siamo parte di quella città ancora troppo legata alla proprio comodità che non vuole immischiarsi nelle cose di Dio. Un cuore, che se imparassimo a conoscerlo bene ci renderemo conto che mettersi in gioco e battere con Lui e per Lui dono davvero libertà e pienezza alla nostra vita.
Pubblicato 30 giu
Pubblicato 30 giu
MARTEDI’ 1 LUGLIO Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,23-27) In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva. Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?». Parola del Signore Ma come fai Signore a dormire nel bel mezzo di una tempesta, come fai a startene li fermo mentre sembra che tutto nella mia vita sta andando all’aria, mentre sembra che tutto sta per essere sommerso dall’insignificanza. Come fai?! Il fatto è che in questi momenti mi sembra di averti perso, che non riesco a riconoscerti più, che non riesco a più a vederti, scoprirti presente nella mia vita, non riesco più a lasciarmi amare e fare esperienza del Tuo Amore. E’ proprio in questi momenti, quando la paura mi assale, che da dentro sento l’estremo bisogno di sentirti vicino, di sentirti presente. E allora provo a fare memoria degli incontri che abbiamo avuto, della quotidianità vissuta insieme, dell’Amore che mi hai fatto sperimentare. Magari non rimarrò più sorpreso, forse a volte nutrirò qualche dubbio, ma sicuramente rimarrà viva la speranza e il desiderio di tornare ad aprirmi a Te per attraversare tutti i mari in tempesta.
Pubblicato 29 giu
Pubblicato 29 giu
LUNEDÎ 30 Giugno 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,18-22) In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva. Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti». Parola del Signore. La risposta di Gesù allo scriba potrebbe tradursi come: “Se mi cerchi perché stai cercando sicurezze, sappi che io sono innanzitutto colui che toglie le sicurezze e costringe al viaggio”. Gesù non serve a rassicurarci, ma a darci un motivo per cui affrontare tutta la precarietà della vita. Il Dio che tiriamo fuori nel momento del bisogno, come il mago della lampada, scompare immediatamente dopo aver risolto il nostro bisogno, ma il Dio di Gesù Cristo, il Dio reale non ci lascia mai non solo nella cattiva sorte, ma anche nella buona. Seguire Gesù non è un modo per evitare la vita, ma esattamente un modo per affrontarla. Nessuno può essere Suo discepolo se cerca solo un “punto d’appoggio”. Si può essere discepoli e testimoni solo se si accetta che Egli sia compagno di viaggio. Ogni giorno è importante seguire Gesù non solo dopo che avremmo finito di “seppellire una faccenda”. Se ti sei accorto che oggi il Signore ti sta dicendo una cosa vera, ti sta chiamando a qulcosa, allora non rimandare, fai ciò che è giusto oggi. Attendere in questo caso non è pazienza ma fallimento.
Pubblicato 28 giu
Pubblicato 28 giu
DOMENICA 29 Giugno 2025 SANTI PIETRO E PAOLO, APOSTOLI – MESSA DEL GIORNO – SOLENNITÀ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-19) In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Parola del Signore. Quando vogliamo prendere informazioni su qualcuno che non conosciamo chiediamo in giro ad altre persone che conosciamo, cerchiamo sui social… Ma poi, una volta che conosciamo di persona qualcuno, spesso ciò che ci dicono gli altri o le impressioni che abbiamo dai social si discostano e molto da ciò che sperimentiamo e pensiamo noi stessi. Lo stesso passa con Gesù: frequentiamo un oratorio, una parrocchia, partecipiamo al catechismo, in casa ci parlano di Dio…ma poi noi chi diciamo che sia Gesù? Parlare solo per sentito dire non ci fa essere testimoni. Gesù a ciascuno di noi, che vive nel quotidiano questa fedeltà, che lo riconosce come il Figlio di Dio, che lo segue come modello dice: a te daró le chiavi del Regno! Ognuno di noi è “pietra” su cui è fondata la Chiesa (intesa come comunità di cristiani)! Ogni testimone di Gesù Cristo è parte integrante e fondamentale della Chiesa. La pietra, in una costruzione di un muro per esempio, è fondamentale perché garantisce una altezza superiore del muro e permette che sopra ci si possano poggiare altre pietre: senza quella pietra il muro non sarebbe lo stesso! Tu sei quella pietra fondamentale, il Signore lo sta chiedendo proprio a te!
Pubblicato 27 giu
Pubblicato 27 giu
SABATO 28 Giugno 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,41-51) I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. Parola del Signore. Questo vissuto da Maria e Giuseppe è un dramma in piena regola! Immagina solo l’angustia che hanno provato…per tre giorni. Ma non si sono mai arresi, hanno continuato a cercare Gesù! E Gesù ascoltava ed interrogava i maestri, due azioni che dobbiamo sempre fare di piú nostre per avanzare nel nostro percorso cristiano. Dobbiamo essere “curiosi”, dobbiamo approfondire la nostra fede! Sul nostro cammino dobbiamo “alimentarci” di cristianità chiedendo a chi consideriamo “maestro”!
Pubblicato 26 giu
Pubblicato 26 giu
VENERDI’ 27 Giugno 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 15,3-7) In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione». Parola del Signore. Questa parabola ci fa dire: ma davvero? Davvero un pastore lascerebbe 99 pecore incustodite per recuperare quella smarrita? Rischierebbe che succeda qualcosa alle 99 per salvarne una sola? Ebbene si! Dio ha questa logica! Gesù è venuto a farci vedere nei fatti come agirebbero Lui e suo Padre. Questo esempio che potrebbe sembrare iperbolico, in realtà è molto concreto! Dio ci ama così, follemente! Si viene a cercarci, anche se ci siamo allontanati, si preoccupa per noi anche quando ci siamo allontanati da Lui e diciamo di non vederlo e non sentirlo! Ti rendi conto con quale amore siamo amati?