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Pubblicato 27 mar

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Pubblicato 27 mar

VENERDÌ 28 MARZO 2025 Dal Vangelo secondo Marco (12,28-34) In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo. Parola del Signore Il Vangelo di oggi ci mostra come la nostra vita spirituale può essere feconda non a partire da ciò che facciamo, da quanto ci sacrifichiamo, dalla quantità di cose a cui riusciamo a rinunciare ma dall'amore che è ad origine di ogni gesto, parola, azione. Ciò che conta è la qualità della nostra relazione con Dio e con l'altro. Il resto è uno specchio, una conseguenza diretta che non va forzata o ricercata chissà dove. Gesù ci dice chiaramente che il nucleo di tutta la legge trova espressione nell'amore. L'amore che siamo disposti a dare e ad accogliere, l'amore che ci rende capaci di seguire ogni comandamento vivendolo come segno d'amore verso l'altro e verso Dio ma anche verso noi stessi.

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Pubblicato 27 mar

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Pubblicato 27 mar

GIOVEDÌ 27 MARZO 2025 Dal Vangelo secondo Luca (11,14-23) In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde». Parola del Signore Il Vangelo di oggi ci pone davanti ad un interrogativo da cui dipende tutta nostra esistenza, le nostre scelte e azioni. Tu da che parte stai? Non possiamo pensare di vivere un cristianesimo "comodo" di cui prendo solo quello che mi piace e che mi va. Devo capire cosa significa seguire Cristo e procedere con passo costante verso questa direzione. Se sto con due piedi un una scarpa ad un certo punto non riesco più a camminare, mi affatico, perdo l'equilibrio e magari decido pure di non proseguire la mia corsa. Per seguire il Signore dobbiamo prima di tutto fare pace con noi stessi, capire cosa vogliamo e ricordarci della nostra identità di figli di Dio. Se non superiamo certe divisioni e contraddizioni che ci portiamo dentro rischiamo di non riuscire a stare in piedi. Cosa può aiutarci a fare chiarezza? Sicuramente da cristiani siamo chiamati a tenere lo sguardo fisso su Gesù. In lui troviamo tutte le risposte, non solo come cristiani ma anche come uomini. L'ascolto della Parola, i Sacramenti sono i mezzi attraverso cui sperimentiamo la cura particolare del Signore verso ciascuno di noi. Per questa ragione non dobbiamo esitare ad attingere a queste fonti inesauribili di grazia, soprattutto in questo tempo che ci prepara a vivere la Pasqua.

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Pubblicato 25 mar

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Pubblicato 25 mar

MERCOLEDÌ 26 MARZO 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,17-19) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli». Parola del Signore. Molte volte vogliamo un Gesù à la carte. Cioè un Gesù che dice e pensa quello che noi diciamo e pensiamo. Ci sono alcune cose che ci mettono a disagio e, quando ciò accade, dobbiamo trovare un argomento convincente che giustifichi le nostre idee. Nel nostro territorio, nell’ambiente cristiano e salesiano, molte volte può essere affermare: “Gesù ha detto questo” oppure “Gesù ha fatto questo” oppure “Gesù ha pensato questo”. Gesù ha davvero detto, fatto o pensato quello che tu affermi che Gesù abbia detto, fatto e pensato? Dobbiamo stare attenti a ciò che diciamo di Gesù. Non perché ci punirà per aver messo sulla sua bocca parole che non provenivano da Lui o per aver voluto usarlo per il nostro interesse, ma per il nostro bene. Sì, ci sono cose di cui Cristo non era convinto dell'atteggiamento di alcuni farisei o scribi, ma ciò non significa che ciò che giustificava le loro azioni non fosse la volontà di Dio. Dobbiamo discernere da dove provengono le nostre parole e azioni, se sono in linea con il modo di pensare di Gesù o meno, ma questo richiede tempo per la riflessione e la preghiera, così come per conoscere il Signore Gesù della tua vita e l'uomo Gesù. Se non conosciamo Gesù, non possiamo compiere la sua volontà e cadiamo nella tentazione di usarlo a nostro vantaggio, pensando che venga ad abolire tutto ciò che ci dà fastidio. E cadere in questo è ingannare se stessi e gli altri. Oggi è un buon giorno per chiederti: “Conosco Gesù?”

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Pubblicato 25 mar

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Pubblicato 24 mar

Martedì 25 MARZO 2025 Annunciazione del Signore Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38) In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei. Parola del Signore. Durante l'anno liturgico l'annunciazione è uno di quegli episodi del Vangelo che ricorrono ripetutamente. Qualcuno potrebbe anche chiedersi: “Ancora questo frammento del Vangelo?” E ci sono capitoli importanti della nostra vita che appaiono frequentemente nella nostra mente e abbiamo bisogno di ripeterli continuamente. Non ti è mai capitato che quando ti trovi con i tuoi amici ricordi sempre gli stessi aneddoti? Ebbene, con l'annunciazione accade la stessa cosa: i bei ricordi non si dimenticano mai. Nell'annunciazione ricordiamo che Dio si è fatto uomo in una donna semplice e umile, forse di non più di 14 anni. Ricordiamo che le nostre vite sono cambiate per sempre. La nostra vita e quella dell’intera umanità. E tutto per il 'sì' di un'adolescente. Non siamo consapevoli della forza che un “sì” può avere nella nostra vita. E non è che Maria lo abbia dato perché fosse convinta di quello che faceva, ma ci sono momenti in cui davanti a Dio è impossibile dire di no. Basta un “non temere” dall’alto per sentire pace e serenità nella nostra vita. Quali sono i 'sì' che stai rimandando nella tua vita? Se ne hai uno, dovresti ascoltare quella voce che viene da dentro di te e ti dice “non aver paura, io sono con te”. La conversione quaresimale può servire a trasformare alcuni "no" della tua vita in "sì".

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Pubblicato 23 mar

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Pubblicato 23 mar

LUNEDÌ 24 MARZO 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,24-30) In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino. Parola del Signore. La Quaresima non è solo un tempo per convertire se stessi, ma anche un tempo per aiutare anche gli altri a convertirsi. Cioè la Quaresima è conversione e carità. Sì, perché i cristiani, per amore verso i fratelli, sono chiamati a dire le verità, ad aiutare gli altri a conoscere certe cose. Conosciamo tutti i detti "le verità sono scomode" o "la verità a volte fa male". Ed è vero: certe verità feriscono tutti noi. Ma sono verità edificanti, verità che possono aiutarci a crescere e a convertirci. A volte abbiamo bisogno di dirci alcune cose per poterci avvicinare a Gesù. Cristo è stato coraggioso nel dire certe verità. Farà del male a chiunque ferisca. Dobbiamo essere coraggiosi per il bene dei nostri fratelli. Ora dobbiamo anche avere il coraggio di dire certe verità al mondo. Come cristiani non possiamo rimanere in silenzio in alcune situazioni. A volte saremo ben accolti, altre volte, invece, verremo rifiutati e ci complicheremo la vita, causandoci momenti di discriminazione. È in quel momento che siamo chiamati a seguire il Signore: fare la nostra strada e percorrere il nostro cammino con Lui: tempo di conversione e di carità.

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Pubblicato 23 mar

Domenica 23 MARZO 2025 Dal Vangelo secondo San Luca (Lc 13, 1-9) In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”». Parola del Signore. Il Vangelo di oggi è un Vangelo piuttosto difficile quindi spero presto. È un Vangelo che può essere direttamente collegato alla Quaresima quando, erroneamente, lo mettiamo in relazione con un tempo triste e, in un certo senso, duro. Ma il vangelo di oggi è semplicemente un invito di Gesù a convertirci. Chi soffre di più non è il peccatore più grande, ma ciò che dobbiamo vedere in modo diverso: siamo tutti peccatori e tutti abbiamo la possibilità di convertirci dal nostro peccato. Perché? Perché Gesù ci accompagna nel cammino per farlo. In realtà, la vera morte non è altro che quella che soffriamo con il peccato: rompere con la nostra condizione di figli, allontanarci da Dio nostro Padre. Il vignaiolo della parabola non è altri che Gesù che è stato inviato dal Padre a contemplare la sua misericordia, per ottenere quel tempo favorevole alla conversione del cuore e portare frutto. Non perdiamo tempo e accogliamo questo invito alla conversione in questo tempo favorevole, nel tempo di Quaresima.

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Pubblicato 21 mar

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