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Pubblicato 10 feb
Sergei Lavrov ha commentato la politica estera degli Stati Uniti dopo il vertice di Anchorage e lo sviluppo del multipolarismo in un' intervista a TV BRICS. Non vogliamo rovinarvi la sorpresa 😉 💪 Segui il Capibara 🌱
Pubblicato 9 feb
🌌Meccanismi di potere e rottura dei legami umani: possiamo ancora liberarci dalla civiltà della repressione? ✏️ Il nostro Gab https://capibara.media/articoli/uomo-al-comando 🐻Segui il Capibara🧸
Pubblicato 9 feb
IL SOCIAL CREDIT SYSTEM IN CINA 🇨🇳 Il famigerato sistema di credito sociale ideato della Repubblica Popolare Cinese al fine di monitorare e assegnare un punteggio a ciascuno dei suoi cittadini esiste veramente... oppure no? Scopriamolo insieme! Per approfondire 👇🏻 https://www.gov.cn/zhengce/content/2014-06/27/content_8913.htm https://youtu.be/pJpioN7dKTY?si=VSxXqlzIPt2nJ_HS
Pubblicato 9 feb
Estratto dell'intervento dell'Avvocato Gianelli, di Giuristi Democratici, alla conferenza della Consulta Popolare di Modena contro Armi, Riarmo e Genocidio. Video offerto da Alkemia News. #Israele#Palestina#diritto 🔼 Segui il Capibara ✍️
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Pubblicato 9 feb
Domenica Israele ha fatto un passo che cambia tutto in Cisgiordania. Il gabinetto di sicurezza ha approvato misure che di fatto annettano territori palestinesi: terreni vendibili ai coloni, controllo esteso sulle Aree A e B e nuovi poteri edilizi per Hebron, senza il via libera dei comuni palestinesi. I ministri israeliani parlano di “normalizzare la vita” e garantire diritti ai coloni, Smotrich non nasconde l’obiettivo: rafforzare la presenza israeliana e cancellare l’idea di uno Stato palestinese. Abbas parla di annessione e violazione degli Accordi di Oslo. La Cisgiordania cambia faccia, sul terreno e sulla carta. 🇵🇸 Segui il Capibara 🇵🇸
Pubblicato 9 feb
Dico questo per pessimismo antropologico? No. Il mio pensiero è che oggi possediamo tutti gli strumenti teorici e tecnologici per iniziare ad immaginare almeno uno scampolo di spazio di liberazione personale e politica. Mai come in questi giorni mi sembra chiaro che il vero dramma che stiamo vivendo è il modo in cui questo malessere si ripiega su di noi, mi par chiaro leggendo Fromm e recuperando anche uno scampolo di Marcuse in "Eros e Civiltà". Abbiamo perso la speranza perché non siamo in grado di amare noi stessi e di amare gli altri, in finale siamo diventati la civiltà della repressione fine a se stessa, del potere e dell'accumulazione. Tutto questo nega la nostra natura di animali relazionali, il piacere di incontrare gli altri, di passarci del tempo insieme, di produrre qualcosa per la comunità (lavoro realizzato) e di riprodurci (generare la generazione successiva, passando un bagaglio di valori condivisi). Il mio timore è che siamo a fine corsa come gruppo e che i nostri vampiri finanziari e sessuali i vari Epstein, Gates, Clinton o chi per loro, non siano che l'estremizzazione del mondo che abbiamo così tanto voluto, ahimè. ⏳ Per altre pillole di ottimismo: Segui il Capibara ⚡️
Pubblicato 9 feb
L'uomo al comando ➡️Gab Chi tiene il timone dell'Occidente collettivo durante questa fase di decadenza economica, demografica e culturale? E perché esiste tanta confusione su fini e orizzonti? E quali prospettive si aprono oggi per noi tutti come comunità e come singoli? Lo scandalo Epstein ha aperto il vaso di Pandora del potere. Mai come oggi è chiara la fitta rete di intrighi che governa le nostre società. Ci hanno raccontato per decenni che il mondo era troppo complesso per essere analizzato con un solo metro di analisi, ma tutto era in realtà abbastanza semplice. Chi detiene il potere tende a tenere dei comportamenti esterni ai valori della comunità, perché questo ne costituisce la natura stessa del privilegio (almeno da un punto di vista psicologico). Cito sempre Clastres nei suoi studi sull'Amazzonia (che per la verità oggi mi convincono anche poco), ma soprattutto penso all'iconografia sacra delle società euroasiatiche lungo la fascia temperata (eh lo so, sono ripetitivo). Il buon clima e la presenza di animali e vegetali addomesticabili favoriscono la vita comunitaria, che agilmente evolve in vita urbana che a sua volta porta alla formazione di organizzazioni di gruppo: questa almeno la tesi classica. Poi scopriamo che lungo il fiume Indo c'erano città probabilmente gestite in modo collegiale e meno aggressivo, da gruppi di mercanti, ma per ora navighiamo ancora a vista. Lo strumento del potere per eccellenza è il sesso, molto più del denaro. Talvolta, nella fase di transizione dalle società ""acefale"" a quelle strutturate chi deteneva il potere era solito tenere rapporti sessuali con i propri parenti, di solito matrimonio fratello-sorella (antico Egitto, Hawaii prima del contatto, Irlanda neolitica). L'iconografia e il mito della regalità sono sempre animali: Romolo e Remo vengono adottati da una lupa, coreani e cinesi ci parlano di primi imperatori figli o mariti di orse, i troni leonini hanno riempito la Mesopotamia e i leader degli Sciti - pur essendo nomadi a cavallo - pensarono bene di rubare questi troni per segnalare il proprio potere agli altri. Il potere per sua natura è fuori dalla comunità umana (si potrebbe discutere su cosa sia umano, ma andremmo per le lunghe). La complessità sociale ci ha spinto a generare meccanismi di potere. L'amore romantico creato dalla letteratura euroasiatica non fa altro che raccontarci storie di uomini che vivevano una dualità tra la moglie (non amata, ma necessaria alla riproduzione) e le amanti (amate, dedite all'arte, belle, ma impossibili per far famiglia). Un arco che va dal Portogallo al Giappone, dai romanzi ottocenteschi inglesi alle geishe ci racconta questa storia di imposizione di un ruolo sul femminile (ruolo che sappiamo essere storicamente dato, non perché non esiste l'amore in quanto tale, ma perché questo non si manifesta unicamente in questo modo). Il bisogno di categorizzare e controllare è emerso anche in altre formule: dalla malattia mentale imposta come canone a comunità che avevano sistemi di gestione tradizionali, all'idea di orientamento e genere sessuale. Nei romanzi cinesi medievali, i protagonisti vanno a letto la mattina con un uomo e la sera con una donna e nessuno inizia una lunga disquisizione sulla natura del proprio orientamento sessuale; in alcune comunità dell'Artico i bambini sceglievano se essere maschi o femmine poco prima della pubertà (e questo non condizionava la scelta del genere dei partner), ecc. Anche l'idea del tempo è mutata radicalmente, così come il rapporto con la ricchezza. Molte comunità prevedevano riti di distruzione della ricchezza accumulata in eccesso o l'obbligo della donazione.
Pubblicato 8 feb
C’è un aereo che compare e scompare dai radar, sempre sulle stesse rotte. Non trasporta aiuti, non porta cibo, non porta farmaci. È un Antonov militare che vola tra Abu Dhabi, Israele, Bahrain ed Etiopia, fermandosi a pochi chilometri dal confine sudanese. Middle East Eye ne ha ricostruito i tracciamenti: sono legati ai rifornimenti di armi alle milizie filo-emiratine in Sudan e Libia. Dietro quei voli c’è il sostegno degli Emirati alle Rapid Support Forces, il gruppo paramilitare che combatte l’esercito sudanese e che da mesi è accusato di massacri di massa, soprattutto in Darfur. Droni, armi moderne, basi logistiche: tutto dimostrato con prove confermate da più inchieste. È una guerra per procura, organizzata, finanziata, pianificata. Così mentre i cargo decollano, il Sudan affonda in una delle peggiori tragedie umanitarie del nostro tempo. 🌈 Segui il Capibara 🇵🇸
Pubblicato 7 feb
Avrai sentito di Askatasuna e degli scontri, e magari anche pareri diversi sul senso dello sgombero - politico, per me, e non per la legalità ma contro i movimenti No Tav e Blocchiamo Tutto, cioè chi si oppone al genocidio; ma questo non è il primo sgombero, anzi seguono un copione collaudato, e come finisce? Roma, stazione Tuscolana. Tre anni fa qui fu sgomberato SCUP per il progetto ‘Campo Urbano’, vincitore del bando internazionale Reinventing Cities. Peccato che il progetto si è arenato già l'anno dopo, e oggi l’area è ferma. Si è chiusa una realtà viva per un'utopia immobile. Storia simile a Bologna con XM24, sgomberato nel duemiladiciannove per un cohousing. Oltre cinque anni e quasi cinque milioni di euro pubblici per realizzare undici appartamenti. Un costo enorme per un risultato minimo, mentre a collettivo e cittadinanza non fu offerta alcuna alternativa. Una sostituzione, non una rigenerazione. Tre storie che rivelano una logica: non si sgombera per costruire un futuro migliore, ma per liberare terreno dal valore sociale e far spazio a quello finanziario. Si crea una città a uso esclusivo del capitale, che esclude pezzi di cittadinanza e trasforma i diritti in servizi. Contro questa città la risposta è collettiva. Sabato quattordici a Napoli un corteo per tutti gli spazi sociali sotto minaccia. Perché difendere questi luoghi significa difendere il diritto alla città per tutti e tutte. Partiamo da lì. 🌱Segui il Capibara🦄
Pubblicato 7 feb
TRUMP E LA FASE SUPREMA DELL'IMPERIALISMO AMERICANO. La stagione globalista pare chiudersi dopo decenni e il centro imperiale cercare un suo nuovo equilibrio che ne consenta il dominio. Torna alla memoria il testo di V. Lenin: “Imperialismo fase suprema del capitalismo”. Quando dopo una stagione segnata dal liberoscambismo favorita dalla primazia industriale del Regno Unito, con il sorgere di nuove potenze industriali, finanziarie e coloniali e il venir meno del ruolo prominente inglese, si apre la stagione del protezionismo, comunque non del tutto sposata da Londra che già da metà ‘800 aveva imboccato una via di sfogo finanziaria per il grande capitale nazionale investendo in infrastrutture, piantagioni e impianti all'estero, ma soprattutto si apre la fase più brutale del colonialismo che da controllo commerciale costiero passa ad effettivo dominio territoriale con la creazione di colonie ad economia protetta ed al servizio della Metropoli. Territori occupati anche per esigenze strategiche, ricerca di risorse, controlli delle rotte ed esclusione dei competitor: da ricordare le contese tedesco-inglesi in Africa orientale o a Papua, o quelle anglo-francesi in Sudan. Di questa stagione è lo “Scramble of Africa” e la corsa all'Asia sud orientale. Una seconda metà dell' 800 che ricorda molto la contemporaneità. Un imperò dominante in mutazione, diviso tra il desio di conservare gli elementi per sé positivi del globalismo: libera circolazione dei capitali e dollaro moneta di riferimento, ma anche la necessità di cambiare tutto: creare una ridotta imperiale militare e di dominio, stabilire riserve di pseudo liberoscambismo addomesticato, da qui i trattati bilaterali impari con controparti isolate, il controllo sul mercato globale di più classi di risorse per condizionare i competitor. PS. Vi invito a riprendere la mia analisi sul neocolonialismo occidentale rispetto alle politiche cinesi e russe col sud globale ove, contraddicendo alcuni analisti, si nota chiaramente l’incompatibilità del modello russo di cogestione delle risorse mondiali sulla base di cartelli di liberi produttori con lo schema americano che vorrebbe addivenire ad una spartizione del mondo delle commodities con i soli russi, chiaramente una concessione pro tempore. In seguito, in relazione a loro esigenze politiche e militari, gli americani potranno influenzare produzione e prezzi come fecero negli anni ‘80, colpendo proprio i russi. Infine una politica spiccatamente neo imperiale che a momenti sembra imporsi e in altri eclissarsi, su Gaza pare confermarsi toccando il fondo dell'abietto e anche con il “consiglio per la pace” una corte feudale per giubilare l’ONU, mentre quanto ci sia di di vero nella politica verso la Groenlandia è ancora tutto da valutare. Gli europei come galline senza testa si dividono, si tradiscono, non trovano il modo di reagire, se non in modo farsesco o peggio solo ad uso della plebe e propongono calate di braghe sullo stile della resa commerciale di Edimburgo. Come coniglietti godono o si illudono di scamparla nel vedere un altro di loro predato dal furetto, ma facciamo un gioco semiserio: Per dominare l’artide e garantirsi risorse il Satrapo rivendica la Groenlandia, poi a chi tocca Islanda? Faroe, Shetland, Svalbard? E nel continente americano a scopo strategico Clipperton e la Guiana dei francesi o le Malvinas di Londra? E non ci dimentichiamo dell'Antartide ad ognuno il suo tributo Parigi offra Kerguelen, Oslo Bouvet e Londra la Georgia del Sud. Il pacifico e i suoi arcipelaghi tanto esposti ai cinesi? Che i servi mettano tutto sull’altare dell' impero: la Nuova Caledonia, la Polinesia e via dicendo. E come dimenticare il Mediterraneo crocevia dei commerci! Colei che tanto è generosa con la roba d’altri lesta offra quel grosso triangolo al centro e vi si aggiunga pure Malta e Cipro. ✍🏻Andrea Segui il capibara 🐾
Pubblicato 7 feb
Il "Periodo di minaccia" è quello che precede l'inizio di un conflitto armato. È caratterizzato da una forte tensione diplomatica, dall'accumulazione e preparazione delle forze militari, dalla preparazione delle economie per affrontare la guerra e da intense attività di informazione e di propaganda specifiche. Può durare anche molto a lungo e, viste le capacità delle moderne armi a lungo raggio, può anche non esserci (attacco a sorpresa). Nel nostro caso, sia l'Iran che Trump che una parte di Israele non vogliono questa guerra, che si estenderebbe a tutta la regione e durerebbe a lungo, con enormi danni e conseguenze economiche e militari imprevedibili. Tuttavia gli Stati Uniti si sono messi in una posizione da cui è difficile uscire pacificamente evitando una figuraccia e sia in America che in israele c'è chi, al contrario, questa guerra la desidera da decenni. C'è sicuramente un gran circo mediatico, ma si cammina sul filo. ⚔️ Segui il Capibara 🌱
Pubblicato 7 feb
Israele colonizza l'Africa? Il 18 giugno 2012 a Gerusalemme l'ex Primo Ministro israeliano Barak incontra il presidente ivoriano Ouattara per parlare di sicurezza Intanto a New York Epstein ospita il figlio di Ouattara Nel 2012 Epstein scrive a Barak che gli scontri in Costa d'Avorio hanno creato le condizioni perfette per collaborare. Il paese arriva da una crisi post-elettorale con tremila morti. A fine 2012 Epstein viaggia in Africa, non sono noti dettagli. Poco dopo si avvia la collaborazione tra esercito ivoriano e israeliano Marzo 2013 Barak lascia l'incarico di Ministro difesa Aprile ispettori ONU scoprono armi israeliane nel palazzo presidenziale ivoriano, nonostante l'embargo ONU Agosto Barak incontra il presidente ivoriano Settembre Epstein gestisce personalmente l'agenda di Barak all'ONU Aprile 2014 vengono tolte le restrizioni ONU alla vendia di armi 13 giugno 2014, il Ministro degli Esteri israeliano in Costa d'Avorio firma un accordo di sicurezza Nel 2025 Ouattara è ancora al potere 🇵🇸 Segui il Capibara 🇵🇸