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Pubblicato 14 ott
7/10 IL COMPLOTTISMO CHE FINISCE PER FARE LA PANÀ A ISRAELE In certi ambienti si parte dal presupposto che il 7/10 se lo siano fatti da soli o fatto fare per poi poter attaccare a piacimento. Provo a dire la mia: 1)Non gli serviva uno smacco tale, hanno fatto operazioni brutali per molto meno o addirittura preventive, hanno un’eccellente Hasbara bastava la scoperta di un tunnel per fare lo stesso. 2)Israele era totalmente protesa sulla Cisgiordania, aveva gli effettivi completamente rivolti là quindi è normale avesse le spalle scoperte. 3) Sebbene sia d'accordo che Israele abbia avuto sospetti e avvisi, occorre considerare che Gaza è come un carcere, esattamente come in carcere i secondini sanno cosa combinano i galeotti tutti i giorni: ordiscono fughe e malanni, però non sanno quando, cosa e come; ed il problema è sapere quando la cosa diventerà pericolosa. Lo stesso vale per Gaza si sa cosa pensa di fare Hamas, ma non tutto il resto. Senza contare che questo può aver giocato su due piani che hanno invece aumentato la falsa sicurezza dei sionisti al punto da spingerli a comportamenti di sufficienza: A)Contando di avere il polso della situazione abbiano pensato di cavalcare la tigre in caso di un eventuale attentato che non fosse la solita sventagliata di razzi, ma senza aspettarsi l’entità dell'evento, per dare poi il via all'operazione, che per la cronaca studiavano dal '14 quindi non era né una novità, ma allo stesso tempo neppure un'impellenza, potevano anche aspettare se necessario. B) Avendo un sistema totalmente rodato e codificato, sicuro ed efficiente si siano fatti beccare in castagna per troppa fiducia in sé stessi, mentre Hamas può aver ovviato alla cappa di controllo dopo aver scovato e isolato, ma non toccato i soffioni e trovato alternative ai sistemi di trasmissione intercettati e quindi aver organizzato qualcosa che andava oltre alle previsioni degli israeliani, perché la troppa sicurezza in sé stessi uccide quanto la stupidità. La narrazione del “se lo sono fatti da soli” in ultima analisi rafforza l’immagine che l'entità vuol dare di sé di un sistema impenetrabile davanti a dei buzzurri, quindi denigrando la resistenza. Infatti hasbara dice che loro hanno pochissimi caduti in battaglia, ma molti incidenti, cadute, ecc. Il fenomeno lo abbiamo visto anche con gli americani: ci hanno fatto credere negli anni 90 che sapevano dove e quando ogni iracheno andava pure a pisciare quindi per chi ha creduto a questa favola poi è normale immaginare che se un ubriacone nazista fa scoppiare un furgone carico di anfo davanti ad un ufficio pubblico se lo siano fatti da soli perché loro tutto vedono. È il solito testa coda del complottismo che si avvolge su se stesso credendo troppo alla propaganda che invece vuole smontare, finendo per rafforzarla. Sembra una cosa che denigra Israele, ma in realtà sminuisce la resistenza e sottovaluta Hamas. Fornendo un contorto aiuto all'Hasbara. Per di più questa presa di posizione è una fallacia logica che contraddice il metodo storico: hanno fatto la tal cosa, come ci sono riusciti? Ci sono le possibilità: Sì= allora può essere reale No= allora se lo sono fatti Ma non si può partire direttamente dal no A me hanno insegnato la storia delle colonne di Montecassino troppo grosse da portare su, ovviamente sono state proposte tesi che hanno tirato fuori di tutto da pietra già presente in loco all’ assurdo...ma bastava fare archeologia sperimentale e con preghiere, bestemmie, tanti uomini e tempo, un peso pari alla colonna è salito...senza scomodare gli ufo 🫣 Quindi è fattibile SI, non occorre rincorrere teorie nere o affascinanti, semmai indagare perché Israele ha fatto certi errori quanto si debba al pressappochismo, quanta alla sufficienza, quanta alla sottovalutazione del rischio malgrado gli avvisi ecc. In ogni caso si attendevano una nuova Nakba, ma tempi, resistenza e contesto internazionale non gli sono stati propizi. ✍🏻Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify
Pubblicato 14 ott
Dopo settimane di mobilitazioni imponenti per la Palestina, la domanda è inevitabile: questa energia può diventare progetto politico? Insieme a Linda Meleo (Movimento 5 Stelle) e Stefano Galieni (Rifondazione Comunista), analizziamo il successo del movimento ProPal, il caso Spagna-Sánchez e le prospettive per una nuova forza popolare italiana. Un episodio da non perdere per chi crede ancora nella politica dal basso. https://youtu.be/3O5Hi0qSilY?si=_wBJHzZiMomucR8m
Pubblicato 13 ott
La tregua che non era una tregua Dopo oltre sessanta anni di tentativi di annessione coloniale Israele ha capito che non può piegare la resistenza palestinese. Dunque è passato (in concomitanza con i cambiamenti strutturali interni al capitalismo occidentale) alla fase due del piano: il genocidio compiuto. C'è solo un modo per fermare la resistenza palestinese: ucciderli tutti. Il problema reale è che a Tel Aviv e alla Casa Bianca (non fosse per un po' di cosmesi) sarebbero ben disposti a proseguire su questa strada, pur di chiudere la partita e controllare uno snodo geografico fondamentale Est-Ovest e vicino allo Stretto di Suez. Quello che accade a Gaza ci riguarda tutti, è non è un tregua per i gazawi che conserveranno un'entità coloniale e occupante a pochi chilometri da casa. Non è una tregua neanche per noi. L'ordine imperialista sta reagendo alla crescita del Sud globale nel peggiore dei modi possibili: aggredendo, restringendo, depredando, mentendo. Nel Regno Unito 12.000 fermi per post e commenti su internet in un anno: record assoluto nel mondo. Negli USA, il presidente invita l'esercito a operare contro i propri cittadini. Nel resto d'Europa dilagano misure repressive. Non è il bau bau dello spauracchio a doverci far paura, quanto un mondo artificiale, levigato, controllato, profondamente non-democratico, in cui tutti noi diventiamo unicamente strumenti. Lo spirito nichilista dell'Occidente che seicento anni fa partì alla conquista dei mari e degli altri popoli, è ora al suo apice, da qui può proseguire o distruggendo tutto e finendo col divorarci tutti o può perdere uno scontro, mortale, in cui soffriremo tutti, tanto. Facciamoci trovare pronti a questa nuova sfida, metafisica direi. Siamo tutti in pericolo...
Pubblicato 13 ott
Gli Stati Uniti preparano un nuovo colpo in America Latina? Tutti i segnali del prossimo bersaglio https://www.youtube.com/watch?v=ElLh5xmJpxA
Pubblicato 12 ott
https://www.youtube.com/watch?v=Yk9yB2fO5hc Il clown show di Javier Milei: il finale grottesco Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify
Pubblicato 11 ott
LIVE 22:15 - IL CROLLO DEGLI STATI UNITI È INIZIATO? - Cesare Semovigo e Giuseppe Germinario https://youtube.com/live/oOJJeiu2lzM Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify
Pubblicato 11 ott
⚡Maria Corina Machado nuova santa dell'immaginario colonialista occidentale. Il Venezuela🇻🇪 può essere ora sicuro di essere nel mirino degli USA🇺🇸. Ora vai con la propaganda spicciola e razzista sui venezuelani, nessuno però che pensa però al poro Zelensky, che fine ha fatto er poro Zelensky? #Venezuela#nobelprize#CorinaMachado#Zelensky https://youtube.com/shorts/ftI0JogwG-4?si=fHeTIjwR-tpL52r4
Pubblicato 11 ott
L’ARGENTINA E LO SPECCHIO 🇦🇷 L’eterno circolo vizioso politico ed economico che vive il gigante sul Rio della Plata spingendolo sempre a ritornare sui suoi passi e a ricercare vie miracolose a parer mio affonda in un abbaglio psico antropologico che attanaglia i suoi abitanti e che si origina da una mancata analisi storica matura ed oggettiva del suo periodo di belle epoque. È assente uno studio serio ed una presa di coscienza nazionale di cosa sia stata la grandezza del primo scorcio del XX SEC., più mito che realtà. Deriva dalla concentrazione verticale della ricchezza in pochi gruppi elitari (mentre nella meravigliosa Buenos Aires c'era il colera endemico). I risultati economici erano il frutto del corso favorevole delle materie prime cerealicole e della carne che all'epoca erano alti per la scelta economica inglese di trascurare l'agricoltura in favore di industria e allevamento ovino. Successivamente i prezzi furono gonfiati dalla Prima Guerra mondiale. Quindi la crescita era solo il reddito crescente di rentier fondiari che cavalcavano l’export, (tipico delle economie dipendenti dalla vendita di materie prime) mantenendo in piedi lavori collaterali come il bracciataggio, i mattatoi e le attività di servizio e terziarie, che in Argentina hanno avuto già in epoca remota una crescita abnorme rispetto al resto dei settori, ma tutte con un ruolo non di volano economico, quanto piuttosto una funzione polmonare simpatetica con l’andamento delle esportazione e dei redditi conseguenti. Quando sul mercato mondiale arrivarono altri grandi produttori, la domanda inglese si assestò e le esigenze a fini bellici si bloccarono i conti purtroppo arrivano a bilancio. Cullarsi nel mito dell'età d'oro è uno dei peccati originali dell'argentino che lo spinge alle trovate assurde, anche per disperazione, alla ricerca della formula miracolosa da Menem a Milei o prima ancora l’età del disordine e del colpi di stato. Spesso credendo in programmi politico-economici da imbonitori da fiera. Come uscirne, beh diversificare l'economia, ma per farlo bisogna investire, non bastano i privati, questa è la favola dei neoliberisti. Purtroppo investire quando i corsi agricoli sono decrescenti provoca pasticci. Spesso si riduce J.D. Peron a spese pazze elettoralistiche che è in parte vero, le elezioni non si vincono da sole ed il consenso va cercato, ma è soprattutto ingiusto, la fondazione delle grandi industrie argentine è cominciato sotto i suoi primi governi, il problema è doverlo fare nel momento in cui calavano le entrate nazionali e l'Europa usciva dal disastro bellico ripresentandosi come produttore industriale e al contempo riducendo l’import agricolo. Oggi come oggi vi è un ulteriore problema per gli argentini la doppia monetazione, gli argentini esportano moneta in massa, a causa dell'instabilità della loro certo, ma ciò uccide l'economia e crea il circolo vizioso di crescite, pagate con lacrime e sangue seguite da crolli rovinosi. L’investimento sia social-elettoralistico, sia quello funzional-economico finiscono per essere una fatica di Sisifo, come tentare di colmare d’acqua un colapasta. Lo stesso vale per le cure da cavallo neoliberiste della destra, ma quelle sono pure dannose come purghe e sanguisughe per i febbricitanti e che vedono sempre i rimbalzi post decrescita risolversi in nuove crisi. Il guaio è che i politici sia che abbiano preso coscienza della cosa, con più o meno capacità di governare la situazione, sia quelli che vogliono fare finta di nulla e vivere di trovate e formule economiche magiche non possono bloccare la libera circolazione della moneta senza essere linciati in casa e strangolati dal FMI e da Washington. Parafrasando, il problema non è che uno si creda bello, ma che allo specchio non veda lo sgorbio che ha davanti. PS l’Argentina è bellissima. ✍🏻Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify
Pubblicato 10 ott
Trump si compra l'Argentina? https://youtu.be/fwS4Dqupd-A?si=ejJd7Z5LIIfJbG3i
Pubblicato 9 ott
La tragedia e la farsa In un'epoca di superficialità estrema, l'opinione pubblica ruota attorno a topoi dell'immaginario. Una volta le auto elettriche che prendono fuoco (perché invece la benzina te la raccomando) o la terra che non ruota attorno al sole o i fantasmi che fanno ammalare i bambini. Svilente puntare sulla semplificazione eccessiva dei quadri storici, si finisce per trovare colpevoli ideali (archetipici, medievali). Si uccide la ricerca storica per tre cuoricini, proprio come i migliori neoliberisti. Questa sera con Clara Statello parleremo in live alle 21.30 sul mio canale di America Latina e Palestina https://youtube.com/live/La2jbLDtY8E
Pubblicato 9 ott
https://youtube.com/live/La2jbLDtY8E Con Clara Statello LIVE ore 21.30 QUESTA SERA Dalla Palestina all’America Latina, cresce la rete dei popoli che sfidano l’egemonia statunitense. - L'accordo Hamas - Israele: conseguenze regionali - L'Iran è di nuovo nel mirino? - Trump e i Pirati dei Caraibi: guerra a Venezuela e Colombia Con Clara Statello analizziamo i nuovi equilibri globali, il ruolo di Israele, i BRICS e il ritorno della solidarietà Sud-Sud. Un viaggio nella geopolitica della resistenza, tra informazione indipendente e realtà censurate dai media mainstream. 📅 LIVE ORE 21.30 sul canale di Gabriele Germani 🗣 GUEST STAR Clara Statello! 🔔 Iscriviti e attiva la campanella per non perdere le prossime dirette!
Pubblicato 9 ott
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