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Pubblicato 25 mag
⭕️ Khan Younis, sud di Gaza Il video più bello che vedrete oggi. Un padre ritrova le sue figlie sopravvissute ad un bombardamento dei terroristi israeliani ——————— ⚠️⚠️ GAZA HA BISOGNO DI TUTTI NOI: PROPRIO IN QUESTO MOMENTO ⚠️⚠️ l'AntiDiplomatico è in prima linea nel sostenere attivamente tutti i progetti di Gazzella Onlus che ogni giorno eroicamente distribuisce beni di prima necessità a Gaza ➡️Acquistando "Ho ancora le mani per scrivere. Testimonianze dal genocidio a Gaza" (IL LIBRO CON LA L MAIUSCOLA SUL GENOCIDIO IN CORSO) sosterrete i prossimi progetti di "Gazzella Onlus" per la popolazione allo stremo: https://www.ladedizioni.it/prodotto/ho-ancora-le-mani-per-scrivere-testimonianze-del-genocidio-a-gaza/ LA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE E' UNO DEGLI ULTIMI BARLUMI DI LUCE PER L'UMANITA' QUI PER SEGUIRE OGNI GIORNO LE ATTIVITA' BENEFICHE DI GAZZELLA ONLUS
Pubblicato 25 mag
Ieri a Milano giornata epica per #tuttiacasa in Piazza San Babila e assieme a tutti gli altri organizzatori abbiamo portato avanti il nostro progetto contro il partito unico della guerra e della finanza. Tanti gli interventi da Shoukri dell'UDAP a Moni Ovadia, da Claudia Candeloro a Ugo Mattei, tra gli altri. Come sempre eccezionale il nostro dream team di fuoriclasse degli organizzatori: il nostro Marru per OttolinaTv e Multipopolare, Marx21, Darsi Pace, L'Indispensabile, Paese Reale, i Comitati Contro la Guerra di Milano, la Fionda. Insieme abbiamo lanciato questa avventura e in più di un territorio abbiamo avviato la creazione di questa costituente contro il sistema guerra. Oggi non si riposa, io e Federico Greco parleremo da Quinta Zona (Via Mozart 7, Roma) ore 18.00 di Unione Europea, non proprio in termini positivi, ma per saperne di più dovete venire a sentirci 🙂 Vi aspettiamo!
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Pubblicato 24 mag
C'è gente bella ed intelligente e gente la cui mamma DOVEVA approfittare della 194. ✍🏻 Andrea
Pubblicato 24 mag
Oggi numerosi comuni italiani e alcune università hanno esposto teli bianchi per protestare contro la guerra nella Striscia di Gaza. L'iniziativa è nota come “50.000 sudari per Gaza”. I teli rappresentano infatti i sudari usati per avvolgere i corpi delle persone uccise nel territorio palestinese [In foto Palazzo Civico, sede del municipio di Torino] 🗞@ultimora24
Pubblicato 24 mag
Il presidente brasiliano invita l'omologo angolano a partecipare al vertice BRICS. “Mi sono congratulato con Joao Lourenco per la sua elezione a presidente dell'Unione Africana e ho confermato l'invito al vertice BRICS che si terrà a luglio a Rio de Janeiro”, ha dichiarato Lula da Silva ai giornalisti. (Sputnik) Il vertice dei BRICS si terrà a Rio de Janeiro il 6-7 luglio. @ITALIABRICS
Pubblicato 24 mag
KIEV - Altre immagini dell'attacco dei droni russi ieri notte.
Pubblicato 24 mag
Alcuni dei missili e droni che secondo Rai1 sono stati "intercettati" stanotte.
Pubblicato 23 mag
🔴 Sondaggio shock: l'82% degli israeliani è favorevole alla pulizia etnica a Gaza Un recente sondaggio condotto da un ricercatore per conto dellaPenn State Universitye pubblicato su Haaretz, rivela che l'82% degli israeliani ebrei sostiene l'espulsione dei palestinesi dalla Striscia di Gaza. Inoltre, il 56% è favorevole all'espulsione dei cittadini palestinesi all'interno di israele. Mentre il 47% approva l'uccisione di tutti i gazawi nelle città conquistate dall'IDF . Questi dati evidenziano la realtà dei fatti, ovvero che il problema non è rappresentato solo da Netanyahu e dalla sua cerchia di criminali. Il problema è molto più profondo e riguarda la quasi totalità della società israeliana. Ora ci daranno degli antisemita per il solo fatto che affermiamo questo. Ma a quanto pare a essere antisemita sono i numeri. E i numeri sono frutto delle risposte delle persone israeliane. Quindi chi sono i veri antisemita? A proposito: oggi in molti fanno i gradassi dando addosso a Netanyahu. Ma chi dà addosso solo a Netanyahu e non vede o non vuole vedere dove sta il problema, è totalmente complice oltre che in malafede! T.me/GiuseppeSalamone
Pubblicato 23 mag
Serve una Norimberga per il sionismo? Si. Arriverà un giorno in cui si dovrà rispondere di migliaia di bambini che in questo ore muoiono o soffrono la fame. Il dibattito attorno ai convogli entrati giovedì è raccapricciante. Abbiamo accettato che Netanyahu affermasse: "è necessario sbloccare gli aiuti a Gaza per proseguire nell'operazione bellica". Per la prima volta i leader europei e persino parte della classe dirigente USA sembrano indignarsi di quanto accade. Bene vedere finalmente l'Europa entrare in sintonia con la realtà e (almeno a parole) cercare di scongiurare il genocidio. Ora dobbiamo attivarci per cambiare il meccanismo più generale che vede agire questa classe dirigente come vampiri. L'Europa arriva a schierarsi forse a seguito di una rottura (più o meno pubblica) tra Trump e l'attuale governo di Tel Aviv. Israele vuole arrivare ad uno scontro con l'Iran e bloccare le trattative sul nucleare; la cosa non è gradita al nuovo inquilino della Casa Bianca che punta invece a ridurre la pressione fiscale, l'impegno all'estero e a concentrarsi su Nord America e politica interna. L'impressione è che l'UE si muova contro il genocidio solo ora, con qualche scricchiolo tra Israele e gli USA. Così come non credo alla pantomima del teatrino tra USA e UE per l'Ucraina. Il conflitto continuerà su delega, con l'UE che si indebita per comprare armi USA da inviare a Kiev. La classe dirigente occidentale è al tramonto, dopo sei secoli di dominio globale incontrastato, ma proprio in questa fase il colpo di coda può essere terrificante e coinvolgere tutti noi. Per questo motivo vi invitiamo domani a Milano alle ore 16.00 in Piazza San Babila per mandarli #tuttiacasa. Mai come in questi giorni la sconfitta del partito unico della finanza e della guerra è evidente, non vi chiediamo di scendere in piazza per la rivoluzione del dopodomani, ma per fermare una macchina governativa corrotta e che ci ha condotto sull'orlo della crisi economica, ecologica, bellica e persino esistenziale. Mandarli #tuttiacasa è il primo passo per ritrovare chi siamo, vi aspettiamo!
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Pubblicato 22 mag
L’Algeria è diventata ufficialmente oggi membro della Nuova Banca di Sviluppo BRICS. Lo ha annunciato il quartier generale di Shanghai della banca. @ITALIABRICS
Pubblicato 22 mag
Non dobbiamo pertanto avere paura del concetto di statualità o di nazionalità per poter combattere contro un potere politico con cui potremmo scontrarci, a differenza del potere finanziario globale che ci costringerebbe ad obbedire alla legge del più forte. Su questo terreno ben venga chiunque creda che la politica debba tornare ad essere serva della sola filosofia e padrona dell'economia, scienza moralmente inferiore e funzionalistica. Per questa ragione sabato 24 maggio sarò prima delle 16:00 presente in Piazza San Babila per partecipare al "Tutti a casa" organizzato da Ottolina TV e da Multipopolare. https://t.me/IlNorberto
Pubblicato 22 mag
Sulla necessità momentanea del ritorno allo stato. In Italia le culture anarchiche, comuniste, socialiste e talvolta socialdemocratiche hanno, anche comprensibilmente, avuto un rapporto difficile e travagliato con il concetto di nazione e di nazionalismo. Vi sono ragioni specifiche, locali, quali il comportamento predatorio della casa Savoia sul meridione, che ha privato il Risorgimento del valore fondativo ed unitario che avrebbe dovuto, negli intenti dei pensatori politici di allora, essere oggettivo, le imprese coloniali, caratteristica non specifica dell'Italia, anzi da essa riprodotta in scala ridotta, ma che in Italia ha assunto la funzione di offrire un miraggio ai contadini privati di una adeguata riforma agraria, la retorica fascista, che ha incentrato sul nazionalismo e sulla retorica patriottarda la sua sola ragione di esistere proponendo agli esclusi da ogni forma di reddito l'illusione di una nazione forte, dove realizzare le proprie speranze e, ultimo tra i motivi storici più incancreniti, la costruzione di uno stato post bellico incapace di esplicite rotture con il fascismo, con forze di polizia dedite alla violenza gratuita ed all'impunità e giudici soliti a preservare le differenze di classe. Non dovremmo dimenticare che, come nazione, nasciamo da un'unione di decine di differenti popoli, che siamo stati soliti ad usare motivazioni razziste per discriminarci a vicenda, che per essere una nazione così piccola abbiamo una grande varietà climatica. E questo solo per quanto riguarda le ragioni italiane di questo pregiudizio contro il concetto di nazione. Poi vi sono delle ragioni di teoria politica che valgono per tutti i paesi: L'entità territoriale statale è utile al capitalismo, è, in fin dei conti, la sua organizzazione e la sua capacità di reprimere e disarticolare il dissenso. L'aspirazione al socialismo reale e la sua virtù internazionalista negano, fino alla più concreta fra le eresie, adottata da Stalin, la possibilità del socialismo in un solo stato. Cina, Cuba, Vietnam, Bielorussia e Corea, sospendendo il giudizio su Venezuela e Burkina Faso, dimostrano il contrario. Anarchici, comunisti e socialisti lo capirono. I socialdemocratici molto meno. A questo punto occorre fare una piccola digressione. La Nazione è una questione identitaria, solo in parte organizzativa ed etnica. Ad esempio la Palestina. Lo Stato è una questione legale, può includere più nazioni o lingue. Ad esempio il Belgio. La Patria è una questione di sentimento, letteralmente la terra dei padri, in essa si ripone l'immaginario, ci si riconosce perché si è partecipato nel costruirla o perché nella propria famiglia ci si è sacrificati per essa. È il sentimento che provano i russofoni di Ucraina od alcuni Kazaki, Georgiani e delle ex Repubbliche dell'URSS. Perché tutti questi preamboli e riflessioni? Perché il motivo per cui le ex sinistre si sono arrese al globalismo è la stupida convinzione che il globalismo, in quanto fautore dell'abolizione dei confini, avrebbe recato seco un'inevitabile progresso dei popoli come se il nemico solo fosse lo stato, dimenticando il valore intrensicamente predatorio e spietato del capitalismo. Invece lo stato, seppur davvero era il terreno delle borghesie capitaliste, è insufficiente alle oligarchie finanziare che, per eccesso di ingordigia e prossime a divenire il Leviatano di Hobbesiana memoria, necessitano l'abolizione delle frontiere. Cari ragazzi antifascisti, quando scrivete No Border sui muri lo fate per buoni ideali ma Soros e Rothschild ringraziano. Ecco ora, giornalisticamente, nasce il concetto, un po' farlocco di sovranismo. Il sovranismo è l'ideologia che concerne la sovranità (smettetela d'aver paura della parola ideologia, anche il libero mercato è un'ideologia). La sovranità è una caratteristica indispensabile per permettere ad uno stato di esistere e di agire. Se è pur vero che lo Stato in passato fu il veicolo delle borghesie, oggigiorno è il solo terreno in cui possiamo sperare di costringere, tramite rapporti di forza, a cambiare le politiche locali.