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Post recenti
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Pubblicato 20 mag
Durante la cerimonia d'insediamento come nuovo sindaco di Merano, Katharina Zeller, esponente del partito autonomista altoatesino SVP, si è rifiutata di indossare la fascia tricolore italiana, come da tradizione. Il suo gesto, visto come irrispettoso, sta suscitando numerose critiche a livello nazionale 🗞️@ultimora24
Pubblicato 19 mag
Non sono umani, sono il male fatto persona! Che ogni male li colpisca per le prossime mille generazioni.
Pubblicato 19 mag
Dal profilo Fb di Lorenzo Tecleme Ci sono volte che una cosa fredda come un grafico, se compresa, può farti emozionare. È il caso di questo grafico. Sono le emissioni climalteranti cinesi, il primo emettitore mondiale, che quest'anno hanno iniziato a calare. Pechino contava di arrivare a questo risultato nel 2030 ma, secondo l'analisi di un gruppo di ricercatori finlandesi, il picco sarebbe già stato superato, e sembrerebbe iniziata la discesa. La riduzione è ancora minima, e non è detto regga in futuro, ma è comunque una prima volta. Era già successo che ci fossero dei cali momentanei, ad esempio dopo il covid, ma sempre provvisori e legati ad una diminuzione del consumo energetico. Che la Cina emetta meno mentre consuma di più è una novità assoluta. Qui si aprono una serie di discussioni sul modello di governance cinese, sui limiti del disaccoppiamento tra crescita e CO2, su come l'Asia abbia investito prima di altri sulla transizione. E le faremo, queste discussioni. Ma ora portiamoci a casa la buona notizia: mentre gli Stati Uniti smantellano quanto fatto nel passato e l'Europa decide di spostare la propria attenzione sul riarmo, la Cina inizia a decarbonizzarsi con cinque anni di anticipo rispetto ai suoi programmi. Manca ancora molto per essere al sicuro, ma come dicevamo anche in un altro post: quando succede qualcosa di bello, facciamoci caso.
Pubblicato 19 mag
🔴Novità dal mondo🔴 ▪️Haiti 🇭🇹 Huguens Noreston (nella foto) il numero 2 della banda "Gran Grif", è recentemente morto in circostanze poco chiare. Era uno dei membri della banda più violenti e sadici, nella regione di Artibonite. Inutile dire che la popolazione della regione, ha ovviamente festeggiato e tirato un sospiro di sollievo alla notizia della sua morte. (Fonte: Le Nouvelliste e altre fonti haitiane). ✍️ Vincenzo Tartaglia
Pubblicato 19 mag
🔴Novità dal mondo🔴 ▪️Portogallo 🇵🇹 In seguito alle elezioni legislative, la coalizione di centrodestra ha vinto con il 32% dei voti. Il partito di estrema destra "Chega" ha preso il 22% dei voti mentre il Partito Socialista è completamente sprofondato e il segretario del partito, Pedro Nuno Santos, si è dimesso. Il dimissionario Primo Ministro Luís Montenegro (nella foto) è stato rieletto. (Fonti: Notizie Geopolitiche, The Portugal News) ✍️ Vincenzo Tartaglia
Pubblicato 19 mag
🔴Novità dal mondo🔴 ▪️Medio Oriente 🇵🇸🇮🇱🇱🇧 Oggi l'esercito israeliano ha invaso di nuovo tutta la striscia di Gaza con un operazione militare chiamata "Carri di Gedeone". Ovviamente si registrano centinaia di morti e feriti tra i palestinesi. Nel frattempo il presidente libanese, Joseph Aoun, (nella foto) ha esortato la comunità internazionale a costringere Israele a rispettare l'accordo di cessate il fuoco, a ritirarsi dal territorio libanese e a restituire i prigionieri. (Fonti: The New Arab, Al Mayadeen, Al Manar) ✍️ Vincenzo Tartaglia
Pubblicato 19 mag
LA BUFALA DEI GAZAWI IN LIBIA Qualcuno ha indicato la luna e tutti hanno guardato (e postato) il dito. In questi giorni si è parlato di Libia più per una bufala che per le manifestazioni di Tripoli che stanno riscrivendo la storia del Paese. "La notizia di presunti piani per trasferire i Gazawi in Libia è falsa". Così l'Ambasciata degli Stati Uniti a Tripoli che rilancia una nota definitiva di smentita di NBC News che aveva lanciato la bufala: <<Il Dipartimento di Stato e il Consiglio di sicurezza nazionale non hanno risposto alle molteplici richieste di commento prima della pubblicazione di questo articolo. Dopo la pubblicazione, un portavoce ha dichiarato a NBC News che "queste notizie sono false. La situazione sul campo è insostenibile per un piano del genere. Un piano del genere non è stato discusso e non ha senso", ha dichiarato il portavoce>>.
Pubblicato 18 mag
Pubblicato 18 mag
I materiali forniti consentirono di indirizzare il prodotto nazionale interamente sul settore bellico, la vodka fornita alle truppe era fatta con grano importato; i fili di rame, le rotaie ecc alleati evitarono di usare le materie prime per usi non militari. Per concludere le parole essenziale ed inutile vanno semplicemente sgomberate dal campo: il grosso se lo sono fatti in casa i sovietici, ma senza l’aiuto esterno sarebbe stato più difficile. Quando si mostrano solo i dati grezzi delle forniture senza parametrarli alla produzione interna sovietica è propaganda occidentale. Quando ci si limita solo alle forniture militari probabilmente è propaganda Sovietica, ma a dire il vero neppure l’Istituto di marxismo-leninismo nei documenti e materiali della sezione di storia della Grande Guerra Patriottica lo fa’. ✍🏻Andrea Alexandro N
Pubblicato 18 mag
Gli alleati, gli americani in realtà, forniscono 5 milioni di tonnellate di razioni militari attraverso la via di rifornimento persiana. L’agricoltura sovietica soffrì particolarmente e le forniture agricole al paese si ridussero. Fu persa il 37% della superficie arabile e calò la resa a causa della riduzione della manodopera e della requisizione di trattori, camion e quadrupedi per le esigenze dell’Armata Rossa. Da occidente arrivarono 55 milioni di metri di tessuto di cotone, 49 milioni di metri di tessuto di lana e 14 milioni di paia di scarponi, ma occorre considerare che d'inverno i soldati sovietici combattevano con i Valenki locali di feltro e uno scarpone non aveva una durata superiore a qualche mese di intensa battaglia. Sul piano tecnologico gli USA mandarono tecnici, ingegneri, esperti radio e istruttori vari per introdurre le nuove tecnologie militari e non, o per assistere nella rilocalizzazione degli impianti evacuati, che in origine erano stati riforniti con materiali tedeschi ed americani nel corso delle prime Pjatiletka. Nel novembre del 1942 Roosevelt inviò una fabbrica completa per produrre e riparare pneumatici. CONSIDERAZIONI Sulle forniture occidentali si è impiantata una dicotomia ideologica tra gli occidentali ad esagerare oltremisura il ruolo delle importazioni definendole essenziali, mentre dall'altra parte si è tentato di minimizzarne l'apporto. Starei lontano dalla parola essenziale, se l’URSS aveva perso i bacini carboniferi del Donbass, gli restavano quelli di Vorkuta, Karaganda, Kuzbass e parzialmente, dell'area di Mosca. La perdita del bacino ferroso di Krivoy Rog vide la conservazione di quello di Magnitogorsk che alimentò gli altiforni dei bassi Urali, di Lipetsk a sud est della capitale e Kemerovo nel Kuzbass. Il rame era lavorato sul lago Balhas in Kazakistan, l’alluminio a Sverdlovsk sugli Urali. La chimica a Dzeržinsk, come detto e nell’oblast di Kemerovo. La meccanica pesante che produceva macchinari, carri armati e cannoni: a Mosca, Gorky, Magnitogorsk, Nîz Tagil, Omsk, Stalingrado ecc. I famosi cuscini a sfera in un mega impianto alla periferia di Mosca costruito con l’aiuto della Fiat negli anni ‘30. Una pletora sconfinata di donne, vecchi e adolescenti riempiva miniere ed officine; laminatoi e fonderie; raffinerie ed ogni attività produttiva e di trasporto. Aggiungo che se bastassero doviziose forniture estere Saddam Hussein non avrebbe avuto problemi a piegare l’Iran quasi priva di aiuto durante la Guerra Imposta degli anni ‘80 ed oggi l’Ucraina farebbe furore. Con la parola essenziale si decide inoltre di ignorare una regola fondamentale della guerra, il consumo spasmodico di materiale, quello che in tempi di pace si usa nell'ordine delle migliaia in guerra passa a milioni e forniture simili sono poco pratiche sulla lunga distanza. Anche per guerre in cui l’aiuto non è mai stato negato come la Prima Guerra Mondiale, avendo da ragazzino raccattato materiale su vari campi di battaglia la presenza di residuati stranieri in uso ai due contendenti è raro persino nell' ambito del cibo in scatola. Dall'altra parte l’aiuto fornì beni in momenti particolarmente gravi, nel ‘41 soprattutto, anche se in dosi che per le esigenze del fronte spesso risultarono abbastanza omeopatiche e con un certo ritardo. È vero che solo il 10,4% dei carri erano Sherman americani, ma armarono due divisioni corazzate nel corso della guerra, all' inizio erano piuttosto temuti per i problemi legati all'infiammabilità dei vapori della benzina usata dal motore di origine aeronautica che li muoveva, ma presto migliorarono. Istruttori stranieri favorirono l’introduzione delle nuove tecnologie, alcune particolarmente utili, come l’uso della radio in guerra, ma l’URSS non era all'anno zero, a meno che non si voglia cadere nel suprematismo oggi imperante. Gli anni dei piani quinquennali avevano fatto esplodere l’istruzione tecnica.
Pubblicato 18 mag
AIUTO ALLEATO ALL' URSS DURANTE LA II GUERRA MONDIALE Attraverso la legge americana affitti e prestiti gli alleati si sono impegnati a fornire ai sovietici aiuto materiale per portare avanti la guerra. Le strade di accesso erano la via settentrionale con convogli navali scortati dagli occidentali sino all' isola degli orsi e da lì in avanti dalla flotta rossa sino ai porti di Murmansk e Arcangelo, funzionava solo nelle stagioni calde, ma consentiva il trasporto del materiale più pesante. L’altro accesso elettivo era la via Persiana, attiva tutto l’anno, ma vocata per i trasporti meno pesanti, in particolare derrate e granaglie a causa della scarsa efficienza dei mezzi di trasporto tra Russia e Iran. ARMAMENTI Gli armamenti incidevano per una percentuale sull'importazione che andava dal 54% del ‘43 al 45% del ‘44 Gli Usa fornirono 325.784 tonnellate di esplosivi, ma i maggiori impianti per la chimica militare sovietica erano al sicuro a Dzeržinsk una città nella regione russa di Gorky oggi rinominata Nizhny Novgorod , situata sulle rive del fiume Oka a 400 km a est di Mosca. Furono inviate 205 torpedini, 140 cacciatorpediniere, 28 fregate impiegate per il controllo della via settentrionale dei rifornimenti alleati per Murmansk e Arcangelo. l'URSS produsse 136.844 aerei e ne ricevette 18.753 che pesavano per il 12% del totale. In casa furono realizzati 489.000 cannoni a fronte di 9.600 importati (2%). Per quanto riguarda i carri armati e cannoni semoventi gli alleati fornirono il 10,4% dei mezzi, 11.567, mentre l’URSS ne portò al fronte 102.500. AIUTO NON MILITARE Laminati metallici, cavi e prodotti chimici. In particolare sul laminato circa poco meno della metà era rappresentato da rotaie. Forniture di peso erano le macchine utensili 18.600 nel ‘44. 3.400 km di cavi marini, 1.823 km di cavi sottomarini, un milione e mezzo di km di cavi telegrafici. Nel valutare l’incidenza delle importazioni è bene non fermarsi al solo dato numerico, ma occorre pesare l’aiuto. Nel ‘41 e ‘42 le forniture furono più importanti che negli anni successivi per la distruzione dei mezzi, soprattutto militari, sovietici causati dal successo iniziale dell'operazione Barbarossa e per l’evacuazione degli impianti industriali oltre gli Urali e dietro Mosca provocando un gap nella produzione. Successivamente le condizioni del paese migliorarono molto. l'URSS, agli albori del conflitto, non era sprovvista di mezzi militari, per tutti gli anni dei piani quinquennali staliniani (dal 1928 in avanti) la spesa militare fu una tra le più alte del mondo, tra i paesi non in guerra, con una percentuale di impegno media che arrivava sino al 22% del PIL. E l’impostazione dell' ex maresciallo epurato Tuchačevskij aveva dato al paese una dotazione di mezzi corazzati del tutto rispettabile tra i 19/20 mila pezzi, anche se con una buona presenza di carri leggeri ed autoblindo. Malgrado la massiccia fornitura di rotaie, 267.500 tonnellate per l‘anno 1944, furono smantellate le linee ferroviarie non essenziali come la piccola BAm -Baikal-Amur maghistral- (il ramo tra Tynda e la transiberiana) per realizzare linee supplementari attorno a Stalingrado in occasione della battaglia omonima. Per alcuni prodotti, per esempio le radio, fu più importante la possibilità di copiare la tecnologia che il numero in sé, che comunque fu alto con 35.800 postazioni radio fornite. Se gli alleati fornirono 409.526 veicoli di cui 43.728 jeep e 129.100 camion, nella Secondo Guerra Mondiale, sia tedeschi che sovietici si affidarono soprattutto agli animali per il trasporto delle forniture al fronte dalla stazione ferroviaria più vicina, a causa delle condizioni delle vie di comunicazione. Importante fu la consegna di oltre 2.000 locomotive e più di 10mila vagoni a causa dei mezzi rovinati durante l’avanzata nazista e la perdita delle industrie per la produzione di mezzi nel Donbass. Teniamo conto che nel paese erano comunque presenti mezzi autoctoni, i primi tre piani quinquennali avevano fornito all'URSS numeri considerevoli di locomotive e pianali da trasporto.
Pubblicato 17 mag
Tutto ciò che non vorrei da un posto in cui vivo racchiuso in una parola: Francia.