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Politica

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Pubblicato 5 giu

Cara Posta del Cuore, Oggi ti voglio parlare della chiusura del profilo di Clara Statello. Come fa un giornalista a lavorare se gli togli i mezzi di lavoro? Come siamo arrivati a questa situazione in cui le piattaforme sono social, agenzia pubblicitaria e editori? Come mai nel "mondo libero" abbiamo accesso a meno fonti di informazione dell'asse del male?

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Pubblicato 3 giu

Cari tutti, 🚀 Torna fest8lina dal 9 al 13 luglio nella mitica Putignano (Pisa). 🗣 Vi siete segnati?? Siete caldi?? Vi aspettiamo!! 🔥 Forza su! Da bravi, aprire link, compilare e venire a Pisa che Marrucci vi aspetta esaltato ed esaltante al suo solito! 🔼😎 https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeE8gpxpze0r7o9qQkm3SmfAWGq1tkGIgWzEy03f15_mpXQlg/viewform

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Pubblicato 3 giu

LEGITTIMO Il 22 Maggio Elias Rodriguez di Chicago ha abbattuto al grido di “Palestina libera” Yaron Lischinsky, diplomatico ventottenne, e la sua fidanzata Sarah Milgrim, impiegata dell'ambasciata israeliana a Washington. Il delitto politico raramente è efficace, mi viene in mente il caso di Carrero Blanco per chiudere la dittatura Franchista in Spagna, ma il più delle volte è poco utile o addirittura controproducente ed è sfruttato da chi si vuole colpire. Come non rammentare Ernst Eduard von Rath funzionario dell'ambasciata tedesca a Parigi morto due giorni dopo essere stato ferito a colpi di pistola il 7 novembre 1938 da Herschel Grynszpan e che diede la giustificazione al NSDAP per dare il via alla Notte dei Cristalli. L’incredibile capacità propagandistica dei sionisti e la scorta medica occidentale ha consentito allo stato genocida di mettere in piedi il consueto teatrino di vittimismo e strumentali denunce di antisemitismo. Quindi senza dubbio l’atto di Elias non è stato funzionale alla causa che intendeva perorare. Detto ciò però parlare di vittime innocenti è fuori da ogni grazia di Dio, basta vedere cosa pubblica(va) Yaron sul suo profilo X: ”ora è il turno degli Houthi”, “gli ospedali sono obiettivi legittimi”, “non serve l’UNRWA perché c'è cibo a Gaza” il tutto condito da faccine e amenità per solleticare i bassi istinti dei sionisti evangelici amerikani. Funzionari d’apparato di uno stato depravato, propagandisti, propalatori di menzogne, lobbisti…in quale contesto possono essere definiti innocenti? Sono lo strumento non armato del genocidio e questo non li rende meno colpevoli, come uno Julius Streicher che alla fine scriveva solo un giornalaccio. Priva di fondamento anche la critica che ha per base la nazionalità di Elias, perché già in precedenza nel movimento di liberazione della Palestina hanno collaborato stranieri, non posso non menzionare l’Esercito Rosso Giapponese (Nihon Sekigun) che entrò in contatto con il Fronte Popolare nei primi anni ‘70 ed elesse il medio oriente e la Liberazione della Palestina come il campo operativo di quello che sarebbe diventato il più famoso gruppo di lotta armata del Sol Levante, compiendo negli anni ‘70 e ‘80 spettacolari azioni. La prima delle quali fu l’assalto all'aeroporto di Tel Aviv. Più in generale non sta scritto da alcuna parte che un movimento resistenziale debba enumerare esclusivamente concittadini. Non sono neppure d'accordo con chi definisce pazzo, deviato, criminale Elias. Negli stati uniti non è possibile esprimere pienamente la propria opposizione: il boicottaggio dell' entità sionista è proibito, l’antisionismo è equiparato all'antisemitismo, la protesta è repressa, la critica socialmente condannata; nello stesso tempo è la nazione del culto dell’arma e della violenza risolutiva. In questo contesto il delitto politico e l’auto immolazione divengono le risposte estreme, ma conseguenti. Consideriamo che la seconda supremamente non violenta, se non verso lo stesso l’autore, sono riusciti a silenziarla: dopo Aaron c'è stato almeno un altro caso, ma passato sotto silenzio. Fa orrore colpire i civili, ma i civili non sono mai i soggetti attivi di uno sterminio. Fa un genocidio anche chi lo organizza, lo copre, lo rende possibile e lo agevole non solo chi spara, quindi andando contro Moni Ovadia e Marco Carnelos dico che l' obiettivo era legittimo, non utile, non pagante, ma perfettamente legittimo. Questa è la mia (e di nessun altro) opinione. ✍🏻Andrea Alexandro Nałeto

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Pubblicato 3 giu

Cara Posta del Cuore, oggi sarò breve. Tra qualche giorno si voteranno cinque quesiti referendari. Non voglio entrare nel dettaglio dei temi, che altrimenti diventerebbero catalizzatore delle attenzioni. Voglio invece concentrarmi sulla volontà di partecipare. In un mondo impazzito che ci porta verso la guerra, i tagli, il genocidio, è nostro dovere fare tutte le battaglie del caso per estendere gli spazi di partecipazione e lotta popolare. Il referendum è uno di questi. Molti diranno che i promotori sono in cattiva fede e lo credo anche io; altri diranno che sono contrari a questo o quel quesito, sono posizioni legittime: esprimetele. Quello che non possiamo permetterci è dare l'impressione che siamo i primi noi a cui non frega nulla. Il sistema si fonda su una serie di meccanismi autogiustificativi se continuiamo ad avallare l'idea che tutto sia perso, continueremo a perdere. Se proprio volete affondare questo o quel punto, potete recarvi alle urne e prendere alcune schede e rifiutarne una o più su questo o quel quesito specifico. Che possiamo fare? Chiamiamo le persone che sospettiamo non siano informate o siano indecise, convinciamole personalmente. Ognuno di noi si impegni a chiamare due persone al telefono, ogni giorno, da qui al 9 giugno e a cercare di spiegargli l'importanza della partecipazione al voto.

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Pubblicato 30 mag

Aveva solo 11 anni. Si chiamava Yaqeen. Con un sorriso cercava di lenire la fame, la paura, le macerie. Condivideva consigli per cucinare senza gas. Portava vestiti e conforto ai più piccoli. Non aveva un’arma. Aveva un cuore immenso. È stata colpita tra il 23 e il 24 maggio, insieme a suo fratello Mohamed, operatore umanitario. Yaqeen era diventata un simbolo per Gaza. Un faro di speranza in mezzo alle bombe. Oggi non c’è più. Ma il suo esempio resta. Nessun bambino dovrebbe morire così. Nessuna voce dovrebbe essere spenta così.

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Pubblicato 29 mag

In altri tempi, con altri rapporti di forza (globali e locali), forze ben più radicali di quelle odierne fecero il CNL insieme a liberali, democristiani e persino a qualche monarchico. Da questa roba nacquero il referendum monarchia-repubblica con ciò che ne derivò, la Costituzione e un percorso che con alti e bassi, ha avuto svariati meriti. Il buon Fagan scriveva qualche giorno fa un post impietoso di confronto con la Spagna (metto link nei commenti). Perché in finale la politica è farle concretamente le cose: due-tre punti molto pratici, attorno cui raduni un po' di gente, se le cose vanno bene si innesca un meccanismo virtuoso e si prosegue. Leggevo quel post e pensavo a un confronto tra la realtà italiana e quella spagnola, che conosco abbastanza bene. Emerge un quadro desolante: un'Italia invecchiata male e senza vitalità, in cui i vecchi scimmiottano i giovani e i giovani (comprensibilmente) scappano o si spengono (fino a quando non diventano vecchi che scimmiottano i giovani pure loro). Una società senza progetto, in ogni ambito locale, di parte o generale, siamo al "io speriamo che me la cavo" generalizzato. Il problema è che creare un'alternativa in un paese in declino economico, culturale e demografico, con un'età media di oltre 48 anni è una roba improba. Si aggiungono fattori strutturali e storici, sociologici, che ci rendono per tradizione più facili al velleitarismo e al frazionamento che all'azione pratica. Certo, qualcuno dirà, ma la Spagna non è mica il paradiso (e chi lo ha detto?), ma fa meglio dell'Italia, che in alcune contesti, per i più deboli, inizia a sembrare sempre più spesso l'inferno. Ci abbandoniamo al disfattismo? No, però iniziamo a capire il materiale umano su cui lavoriamo, se vogliamo agire politicamente, cosa che nessuno ci obbliga a fare, possiamo pur sempre continuare a parlare del sesso degli angeli, ci sono state intere epoche storiche di comunità che morivano nel disinteresse generale, mentre scomunicavano il resto del mondo.

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Pubblicato 28 mag

Rapporti tra Grecia e Turchia, che succede sulle coste egee? Ne parliamo con Michelangelo Severgnini https://youtu.be/xzUBuyiGTK8?si=F1F4wL-OvBmOJ5Gj

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Pubblicato 27 mag

Il caro amico Nicola Tanno ha scritto questo contributo in cui ricostruisce in modo magistrale la storia dei massacri indonesiani del 1965. "Agli occhi degli italiani il Pki in quel maggio 1965 sembrava davvero sul punto di conquistare le redini del potere: le piazze di Giava erano colme di mobilitazioni comuniste, i contadini erano tornati alla lotta di classe, il Presidente del paese, il nazionalista Sukarno, sembrava essere intenzionato a dare al Pki le leve del governo" Leggetelo qui: https://jacobinitalia.it/la-via-indonesiana/

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Pubblicato 27 mag

In questi ultimi giorni abbiamo visto un allargamento della piattaforma a sostegno della Palestina. Pare che finalmente anche i moderati, persino il PD, stiano aprendo alla causa palestinese. Questo è un bene per il popolo palestinese e per la sua lotta di emancipazione. Ho sentito molte voci critiche sul "non andare col PD", "non fare le cose col PD", penso invece che bisognerebbe avere la forza politica di smetterla di pensarsi sempre sconfitti e considerarsi una volta ogni tanto vincitori. Non siamo noi a fare le cose come il PD, ma è il PD che è stato costretto a spostarsi su posizioni più simili alle nostre. Questo fa del PD un interlocutore affidabile? No. Ma fare politica è portare a casa il risultato e il risultato che aspiriamo a raggiungere è la fine del sistema di apartheid in Palestina. Questo esito non è in NESSUN modo raggiungibile senza una vastissima campagna di mobilitazione per il boicottaggio, il disinvestimento e il sanzionamento di Israele. Questa battaglia politica non è fatta di un'unica grande avanzata verso il risultato, ma di tante fasi, alcune più avanzate, altre meno. Questa per la mobilitazione filo-palestinese è una fase avanzata e come tale include tante retroguardie (molto più arretrate), ma senza le quali non potremo essere efficaci nella nostra causa. Stessa cosa vale per la Spagna o per gli altri paesi che più o meno tiepidamente hanno condannato il genocidio: basta? No, è un primo passo nella direzione giusta che dobbiamo rivendicare e incoraggiare? Si. Benvenga dunque che chiunque, persino Forza Italia o il governo se volessero, condannino Israele. Non importa la coerenza o cosa facevano fino a ieri, a questo penseremo dopo, ora la cosa importante è creare una vastissima mobilitazione contro l'occupazione israeliana, come fu fatto con il Sud Africa fino a portare il governo di Tel Aviv a capitolare. Non si tratta di ripetere le nostre divisioni tra più radicali o riformisti o di avallare questa o quella coalizione di governo, si tratta concretamente sul campo di aiutare la causa palestinese e di cercare di spostare il discorso sulla fine del genocidio. Non possiamo intendere la lotta del movimento ProPal come un bianco o nero, dobbiamo intenderla come un percorso. Certo, il riconoscimento dato da alcuni Stati europei non basta, ma è una prima base che può permettere di ripartire con una mobilitazione più avanzata. Oggi non mi farei molti scrupoli sulla presenza di questo o quello alle mobilitazioni per la Palestina (anche se capisco il disgusto per la classe dirigente), sposterei invece il dibattito dentro il movimento: il problema non è il governo Netanyahu, ma il progetto coloniale in Palestina. Nostro scopo è allargare la piattaforma e (dove e quando possibile) radicalizzarla, non contare i peccati dei singoli manifestanti.

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Pubblicato 26 mag

Intervista TOP a Davide Dormino per parlare di Assange, Gaza e Palestina. Buona visione! https://youtu.be/g3YiOBsqiSo?si=-OOvPRU3sJci2AoY

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Pubblicato 26 mag

Con l'aggravarsi della situazione in Medio Oriente e l'esplosione della crisi tanto ambientale, quanto bellica (tra le altre), sempre più persone hanno avuto la necessità di risintonizzarsi su una nuova narrativa. I media mainstream hanno contribuito a creare una bolla di realtà in cui pensavamo di poter combattere, vincere e spacchettare un paese con 6000 bombe atomiche. Nel suo piccolo anche il silenzio tenuto sui referendum di giugno è una riprova di quanto appena affermato. Proprio questo vuoto comunicativo anima il progetto di OttolinaTv che portiamo avanti ogni giorno. Se il rapporto tra media, crisi, politica, istituzioni scolastiche-universitaria e situazione internazionale vi interessa, oggi saremo a Roma Tre con il caro Francesco Sylos Labini e Matteo Caravani per presentare il loro ultimo libro (che vi invito anche a leggere) e se siete a Roma passateci a trovare 🙂

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Pubblicato 26 mag

Se siete a Roma :)

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