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PoliticaLa fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione. https://www.lafionda.org - t.me/lafionda
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Pubblicato 28 set
Le elezioni politiche in corso in Moldavia potrebbero anticipare un nuovo punto di svolta nella crisi ucraina. Cerniera tra l'Europa occidentale e Mosca, la Moldavia è il paese che dopo l'Ucraina più rischia di pagare a proprie spese il prezzo dell'oltranzismo antirusso. ⚡️ Segui il canale Telegram ⚡️https://t.me/mauriziovezzosi
Pubblicato 28 set
https://x.com/SavinoBalzano/status/1972187511465070869?t=d0Gyu3AqlVaT2TCQEOLg6g&s=19 Al suo arrivo ero persino ottimista. “Insomma” pensai, “abbiamo retto #DiMaio, questa sarà una passeggiata di salute.” E invece devo ammettere di non ricordare un punto più basso di questo nella gestione della politica estera italiana. Di perle ce ne ha regalate parecchie. Non saprei nemmeno quali citare per prime. Mi viene in mente quando convocò l’ambasciatore russo per la famosa lista dei russofobi (che peraltro non esiste). Quello si sarà fatto una risata. Oppure quando diceva di parlare con #Iran e #Israele chiedendo loro di farla finita. Scene da cinepanettone. E, se qualcuno prova a parlare, lui lo mette a posto: la politica estera la fa lui. Andiamo bene. Se fossi un funzionario alla #Farnesina, chiederei immediatamente il trasferimento. E infatti lì non ne possono più: prima trecento, poi cinquecento, ora pare siano quasi settecento quelli che hanno firmato la lettera invitandolo a cambiare atteggiamento. Nel frattempo si consuma la peggiore crisi internazionale dalla fine della Seconda guerra mondiale: la tensione con la #Russia è alle stelle, il Medio Oriente è lava pura. E che fa #Tajani? Canta e balla. Peraltro con la grazia di un cartello stradale. Una roba inguardabile. Io non pretendo Aldo Moro, che pure fu ministro degli Esteri e andava in spiaggia in abito per rispetto al suo incarico. Anche perché questi a Moro non potrebbero nemmeno spicciare casa; manco allacciargli le scarpe gli verrebbe consentito. Mi basterebbe molto meno, davvero molto meno. Che comunque sarebbe infinitamente più di così. Che vergogna...
Pubblicato 28 set
“MONDO È STATO E MONDO SARÀ” Vincenzo Capodiferro Un’avvincente analisi socioculturale della “civiltà contadina” dell’antropologo Giuseppe Melillo Giuseppe Melillo, antropologo, è una persona sensibilissima e profonda. Ecco come si presenta egli stesso: «Laureato in letterature straniere, con tesi in Antropologia Culturale. Assistente per alcuni anni di Antropologia culturale presso l’Università di Basilicata. Giro la Basilicata in lungo e largo e conosco storie… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/09/28/mondo-e-stato-e-mondo-sara/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 28 set
Democrazia 2.0 Di Marco Travaglio Il generatore automatico di attacchi russi all’Europa indifesa dev’essersi inceppato dopo un mese di duro lavoro. Infatti, per non perdere il ritmo, la Stampa raschia il fondo del barile con deludenti “avvistamenti di droni sopra lo Schleswig-Holstein” e l’“arresto di due spie adolescenti in Olanda: due diciassettenni accusati di spionaggio a favore di un Paese terzo per aver cercato di intercettare con un dispositivo wireless i dati di Europol, di Eurojust e dell’ambasciata canadese”. E quale potrà mai essere il “Paese terzo”? Indovinato! “Secondo il padre di uno dei due, sarebbe stato un hacker filorusso a reclutarli su Telegram”. Quindi ha stato Putin. Nella pagina accanto, la chiave di lettura della diuturna produzione di falsi attacchi russi: oggi si vota in Moldova. E il governo filo-Ue vicino alla presidente Sandu rischia perdere perché la gente è stufa di bellicismo, austerità e russofobia, teme di finire come l’Ucraina e minaccia di votare i partiti anti-Ue che l’Ue chiama “filorussi”: se il popolo ce l’ha con le politiche Ue, ha stato Putin. Quindi Rep spiega ai moldavi come devono votare: “Moldova al bivio tra Ue e Mosca: ‘Putin vuole truccare le urne’ con interferenze e soldi. Vuole Chisinau per attaccare Kiev” (l’ha già attaccata una volta nel 2022, ma fa niente). Il Cremlino interferisce sempre e l’Ue mai. Infatti, per non interferire, Macron, Merz, Tusk e Zelensky si sono uniti alla Sandu per ammonire i moldavi a fare come dice lei perché “un governo amico di Mosca sarebbe un trampolino di lancio per attacchi ibridi contro l’Ue”. Sempre per non interferire, la commissaria Ue Marta Kos si fa intervistare dalla Stampa per intimare ai moldavi di “scegliere fra democrazia e regime”: se non votano bene sono dei luridi fascisti e perderanno gli “investimenti della Ue”, che ora “sta dando un sostegno senza precedenti alla democrazia”. Per sostenerla meglio, non muove un dito contro le autorità che han messo fuorilegge quasi tutti i partiti di opposizione perché “filorussi” (infatti in Moldova c’è la Transnistria, piena di russi). Le prove generali dell’inedita democrazia 2.0 si erano svolte l’anno scorso in Romania: Presidenziali annullate perché vinte dal candidato sbagliato, Georgescu, arrestato e reso incandidabile. E fra sette giorni tocca alla Repubblica Ceca: anche lì il premier Fiala è odiatissimo per le politiche filo-Ue e filo-Kiev e il favorito è il rivale e predecessore Babis. Ma il sito Politico avverte che Babis è “populista” e “ha un rapporto ambiguo con la Nato” (roba da ergastolo): infatti il presidente Pavel, democraticamente “suo avversario politico”, “ha un’opzione costituzionale: non nominare Babis premier, anche se dovesse vincere le elezioni”. Giusto: nelle democrazie 2.0 governa chi le perde. 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Pubblicato 27 set
🇵🇸🤝🌏 La Palestina ha presentato domanda formale di adesione ai BRICS. Lo rende noto l'ambasciatore palestinese in Russia, Abdel Hafiz Nofal, confermando che la richiesta è stata inviata. In seguito, il governo cinese, per il tramite del portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Guo Jiakun, ha accolto con favore la richiesta di partecipazione dei “partner che condividono gli stessi ideali” al gruppo Brics, con l’obiettivo di “promuovere congiuntamente lo sviluppo dell'ordine internazionale in una direzione più giusta e ragionevole". ⚠️🙏🏻 @lafionda
Pubblicato 27 set
CENSURA IN RAI. E I PALADINI DEL "FREE SPEECH" CHE DICONO? Per il 7 ottobre, era stata annunciata su Rai3 la messa in onda di No other land, film-documentario premio Oscar girato da un collettivo di registi palestinesi sulle violenze israeliane in Cisgiordania antecedenti all'inizio del genocidio. Diverse testate hanno confermato che, a seguito di una telefonata politica, la messa in onda sia stata "posticipata", e con molta probabilità si tratta di un eufemismo per impedire in toto che esca sulla televisione pubblica. Da poco, per altro, proprio un colono israeliano ha ucciso Awdah Hathaleen, attivista palestinese che ha collaborato per la realizzazione del film. Chi ha fatto questa telefonata? Se fosse stato il centrodestra, ciò dimostrerebbe come i loro discorsi sulla libertà di parola e di pensiero siano solo frasi di circostanza ipocrite. D'altra parte, non è da escludere un ruolo di alcuni esponenti del centrosinistra, e i precedenti a opera dell'infaticabile Pina Picierno del PD parlano chiaro. Al di là di una eventuale commistione di responsabilità, resta da chiedersi guardando a certi ambienti del centrodestra: cosa hanno da dire i paladini del "free speech" e dell'amore per il dibattito libero rispetto a questa brutale censura? 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 27 set
Trump, la “sicurezza nazionale” e la guerra economica: lettura psico-economica di uno shock tariffario Giuseppe Gagliano Da misura tecnica a conflitto strategico L’annuncio di nuove tariffe da parte di Washington — 100% sui farmaci di marca importati, 25% sui camion pesanti, 50% su cucine e bagni, 30% sui mobili imbottiti — non è un semplice ritocco doganale. Rientra in una strategia di guerra economica, dove lo strumento commerciale viene usato… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/09/27/trump-la-sicurezza-nazionale-e-la-guerra-economica-lettura-psico-economica-di-uno-shock-tariffario/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 26 set
Dal fondo umanitario alla critica del capitalismo: brevi note sulle mobilitazioni del 22 settembre Ugo Boghetta Il grande movimento sceso in piazza il 22 settembre non si ferma. Le navi dirette verso Gaza, attaccate da droni che sembrano lanciati da ignoti (mentre altri sono sempre russi), mantengono alto il livello della mobilitazione. All’Onu, intanto, è andato in scena il Nuovo Mondo, a cui Trump e Israele rispondono con un’arroganza suicida.… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/09/26/dal-fondo-umanitario-alla-critica-del-capitalismo-brevi-note-sulle-mobilitazioni-del-22-settembre/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 26 set
Anche il globalismo (progressista) ha fatto cose buone Giulio Di Donato Pensieri sparsi e confusi, come confusa e contraddittoria è la realtà. Saluto con favore la coraggiosa iniziativa di Flotilla: il suo carico simbolico è una spina piantata nell’indifferenza e nella complicità dei governi occidentali. Si potrebbe dire, con una battuta e molto semplificando le coordinate di una vicenda certamente più sfaccettata, che anche il… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/09/26/anche-il-globalismo-progressista-ha-fatto-cose-buone/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 26 set
Siamo a un passo dalla guerra globale, scrive oggi Maurizio Molinari su Repubblica. Il tono è allarmato, ma non è il grido di chi agita lo spettro della guerra per spingere i contendenti verso la pace. È, piuttosto, l’allarme di chi chiede all’Europa di avere “lo stomaco per combattere” (parole sue!). Sempre secondo la logica addizionale dei più: più emergenzialismo, più austerità, più armi, che tanto a pagare il conto sono sempre gli altri, cioè quelli che stanno più in basso. Siamo davanti a una riedizione, in salsa più fanatica, della dottrina Bush della guerra preventiva, quella che portò all’invasione dell’Iraq: al posto delle presunte armi di distruzione di massa, il fantasma dell’invasione russa. Insomma: guerra totale oggi per “evitare” la guerra domani. Certo, ci vuole stomaco per sorbirsi gli editoriali di Molinari. Ma ne vale la pena: sono rivelativi del clima bellicista che agita le coscienze piccole piccole dell’establishment europeo. @lafionda
Pubblicato 26 set
Riscoprire il pensiero di Aldo Capitini per un movimento di resistenza nonviolenta e popolare Mariantonietta D'Apolito Chiediamo che si allarghi l’applicazione del metodo di resistenza attiva nonviolenta, alle lotte per la liberazione dall’imperialismo, dal colonialismo, da tutte le oppressioni, dal potere assoluto di gruppi dittatoriali o reazionari o asserviti alle forze economiche sfruttatrici. Da questo orizzonte aperto, infinito e fraterno, sacro da più di sette secoli ad ogni essere che… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/09/26/riscoprire-il-pensiero-di-aldo-capitini-per-un-movimento-di-resistenza-nonviolenta-e-popolare/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda
Pubblicato 26 set
“LATINOS FOR TRUMP”, UN’ANALISI COMPARATIVA IN PROSPETTIVA EUROPEA Emmanuel Raffaele Maraziti Le differenti prospettive della minoranza latina rispetto a quella afro-americana riguardano anche noi e l’immigrazione centro-sudamericana in Europa L’appoggio della popolazione latino-americana nei confronti di Trump, alle elezioni che lo hanno consacrato Presidente ormai quasi un anno fa, ha senza dubbio sorpreso chi non conosce il background politico-culturale della diaspora centro-sudamericana. Il fenomeno dei… Continua...👇 https://www.lafionda.org/2025/09/26/latinos-for-trump-unanalisi-comparativa-in-prospettiva-europea/ 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda