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Pubblicato 11 feb

GIOVEDÌ 12 FEBBRAIO Dal Vangelo secondo Marco (Mc 7,24-30) In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va': il demonio è uscito da tua figlia». Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato. Parola del Signore. Nel Vangelo incontriamo una donna che non si arrende. Non ha titoli, non ha privilegi, non “dovrebbe” nemmeno essere lì. Eppure appena seppe di lui andò e si gettò ai suoi piedi. Sa di avere bisogno, e non ha paura di mostrarsi fragile. La sua forza è una parola detta con fede, una parola che nasce dall’amore per sua figlia e da una fiducia ostinata in Gesù. Non scappa davanti al silenzio o alla difficoltà, ma resta, dialoga, spera. E Gesù riconosce quella fede vera; una parola può aprire strade, può cambiare una storia, può far entrare la salvezza dove sembrava impossibile. In quali situazioni della mia vita ho smesso di gettarmi ai piedi di Gesù? Qual è la parola sincera che oggi potrei dirgli senza paura?

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Pubblicato 10 feb

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Pubblicato 10 feb

MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO Dal Vangelo secondo Marco (Mc 7,14-23) In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo». Parola del Signore. Gesù i ci ribalta la prospettiva. Siamo abituati a pensare che il problema sia “fuori”: le persone sbagliate, l’ambiente tossico, quello che ci succede. E invece Gesù va dritto al cuore: non c’è nulla fuori dell’uomo che possa renderlo impuro. Il vero campo di battaglia è dentro di noi. Nei pensieri che coltiviamo, nelle parole che scegliamo, nelle intenzioni che guidano le nostre azioni. Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Non è una condanna, ma una grande responsabilità. E anche una speranza: il cambiamento è possibile. Perché Dio non guarda le apparenze, ma desidera un cuore libero, vero, abitato dall’amore. Cosa sta uscendo dal mio cuore in questo periodo della mia vita? Quali pensieri o atteggiamenti sento che Gesù oggi mi chiede di purificare?

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Pubblicato 9 feb

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Pubblicato 9 feb

MARTEDI 10 FEBBRAIO Dal Vangelo secondo Marco (Mc 7,1-13) In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate - i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini". Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: "Onora tuo padre e tua madre", e: "Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte". Voi invece dite: "Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio", non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte». Parola del Signore. Viviamo in un mondo pieno di regole, abitudini, rituali. Anche nella fede, a volte, sappiamo “come si fa” tutto alla perfezione. In questo Vangelo Gesù però ci spiazza. Non se la prende con la tradizione in sé, ma con una fede che resta solo in superficie. “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.” Parole forti, che parlano anche a noi oggi. Possiamo pregare, partecipare, dire le parole giuste, e intanto tenere il cuore altrove: nelle paure, nelle apparenze, nel giudizio sugli altri. Gesù non cerca cristiani perfetti, ma cuori vivi, sinceri, disposti a lasciarsi toccare. Dov’è davvero il mio cuore quando dico di credere?

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Pubblicato 8 feb

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Pubblicato 8 feb

9 Febbraio 2026 Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,53-56) In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono. Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati. Parola del signore Il vangelo di oggi ci mette davanti ad una realtà evidente: la salvezza non casca dal cielo e noi non possiamo restare immobili. La chiave per poterla raggiungere consiste nel camminare verso il signore con passo sicuro fiduciosi del fatto che non siamo soli.

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Pubblicato 7 feb

8 Febbraio 2026 Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,13-16) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». Parola del signore Ognuno di noi ha qualità più o meno nascoste, spesso ci lasciamo condizionare da ciò che la gente pensa di noi e pensiamo che stare in disparte sia la soluzione. La parola di oggi ci invita a metterci in gioco, a sperimentare e soprattutto a compiere azioni per portare al mondo la luce che è dentro di noi.

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Pubblicato 7 feb

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Pubblicato 6 feb

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Pubblicato 6 feb

SABATO 7 FEBBRAIO 2026 Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,30-34) In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Parola del Signore. Tutti abbiamo bisogno di riposare. La stanchezza perenne non ci porta a nulla di buono. Anche nel nostro quotidiano attraversiamo periodi piú intensi di altri per scadenze di esami, di lavori, di prove… Il riposo successivo non è da vedere come una perdita di tempo, ma bensì un momento in cui vediamo i passi fatti in precedenza. Questo aiuta a due cose fondamentali: 1 imparare dagli errori e 2 centrare sempre l’obiettivo sul perché e per chi facciamo ciò che facciamo. Questo è da applicare anche alla vita di fede dove il centro del nostro fare è Gesù Cristo. Potremmo correre il rischio di sentirci re, di sentirci osannati dalla folla…ma se il nostro fare non ha Gesú Cristo come obiettivo tutto sarebbe tremendamente vano.

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Pubblicato 5 feb

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