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Giovani di Parola
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Pubblicato 9 dic
Pubblicato 9 dic
MERCOLEDÌ 10 DICEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (11,28-30) In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Parola del Signore Di fronte a questa pagina di Vangelo sorge spontanea chiedersi come sia possibile considerare leggero un peso e dolce una sofferenza. A volte facciamo così fatica a reggere il peso di tante situazioni e sofferenze che ci portiamo dentro, che le parole del Vangelo di oggi ci appaiono incomprensibili. Gesù non nega il dolore e la fatica che, soprattutto in alcuni passaggi dell'esistenza, comporti l'essere uomini. Al contrario, ci viene in aiuto mostrandoci un modo nuovo di vivere questa parte della nostra umanità. Ci chiede di consegnare a Lui ogni cosa, affinché ciascuno possa ritrovare la forza di proseguire il cammino con uno spirito rinnovato dalla Sua vicinanza. Cosa ci manca allora? Chiediamo al Signore l'umiltà che, di fronte al limite e alle ferite non si scoraggia ma consegna con fiducia ogni cosa al Padre. Egli saprà rinnovare la nostra vita e sanare ogni ferita del corpo e dell'anima.
Pubblicato 9 dic
Pubblicato 9 dic
MARTEDÌ 09 DICEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (18,12-14) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda». Parola del Signore Il Vangelo di oggi comunica tutta la cura che il Signore ha per ciascuno di noi. Il modo unico e attento in cui ci ama. Per lui non siamo folla, gregge, moltitudine indistinta senza volto e nome. Siamo figli prediletti che guida, custodisce e cerca quando capita che si smarriscano. In questo tempo di avvento che è tempo di relazione con il Signore, di ricerca e attesa feconda, oltre che cercare lasciamoci trovare da Lui che desidera incontrarci e stare con noi, sempre.
Pubblicato 7 dic
Pubblicato 7 dic
LUNEDÍ 08 DICEMBRE 2025 Immacolata concezione della Vergine Maria Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38) In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. Parola del Signore Maria viene raggiunta da una chiamata di salvezza nello spazio del suo quotidiano e questo ci ricorda che ogni vita è vocazione e che solo rimanendo fedeli a ciò che ci viene chiesto di vivere ogni giorno possiamo essere portatori di salvezza per noi e per gli altri. L'umiltà di Maria è disarmata e disarmante. Una giovane donna che consegna tutta se stessa ad un piano divino che profuma di eternità già a partire dal presente di quella chiamata. Una donna che crede nell' impossibile di Dio e che si lascia evangelizzare dalla voce di un angelo che le annuncia l'inizio di una nuova storia di salvezza per l'umanità. Guardiamo a Maria, alla sua umiltà, docilità, fedeltà. È lei modello di relazione autentica con il Padre che ci assicura la salvezza.
Pubblicato 6 dic
Pubblicato 6 dic
DOMENICA 7 DICEMBRE 2025 SECONDA DOMENICA DI AVVENTO Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 3, 1-12) In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all'ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: "Abbiamo Abramo per padre!". Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell'acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Parola del Signore. Il Vangelo di oggi ci presenta Giovanni il Battista come una «voce che grida nel deserto»: non è lui la destinazione, ma il portatore di un annuncio radicale, quello di convertirsi in preparazione al regno dei cieli. La sua non è una semplice raccomandazione, ma piuttosto un invito a cambiare radicalmente la nostra mentalità, ad abbandonare le vecchie sicurezze e prepararci allo sconvolgente passaggio di Dio nelle nostre vite. Il messaggio di Giovanni diventa quindi per noi una nuova sfida. Non basta pregare o sentirsi buoni, Dio ci chiede una conversione vera ed autentica che parte dal nostro interiore. Seguiamo l’esempio di Giovanni il Battista nel prendere sul serio la nostra vita e capire verso quale strada indirizzarla.
Pubblicato 5 dic
Pubblicato 5 dic
SABATO 6 DICEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9, 35-10, 1.6-8) In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Parola del Signore. Gesù non girovaga in maniera casuale, Egli cammina verso la casa del Padre. E proprio durante questo viaggio, condivide l’Amore tra il Padre e il Figlio con quanti incontra, senza trascurare nessuno: è questo dunque lo scopo dell’evangelizzazione. C’è molto lavoro da fare, ma Gesù non sollecita semplicemente i discepoli, piuttosto gli chiede di pregare: l’evangelizzazione diventa un dono di Dio che ci rende come Gesù nel mondo. È un dono che però dobbiamo sfruttare nel presente delle nostre vite. Chi incontra Dio non incontra delle promesse future, ma un cambiamento che è già in atto e che sfocia nella gratuità del donarsi agli altri.
Pubblicato 4 dic
Pubblicato 4 dic
VENERDÌ 5 DICEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9, 27-31) In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!». Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione. Parola del Signore. Ci sono cose nella vita di cui abbiamo talmente bisogno da non importarci se abbiamo i mezzi necessari per raggiungerle: spinti da dentro riusciamo a muoverci nel buio pur di trovare appagamento. È quello che succede ai due ciechi del Vangelo di oggi, continuano a seguire Gesù anche non riuscendo a vederlo. È quello che accade a noi durante la ricerca della felicità, un desiderio così forte da farci muovere nel buio. Gesù è lì ad aspettarci, non pubblicamente, ma in una casa, lontano dal clamore delle folle, a significare che per lui siamo importanti e non importa se gli altri non se ne accorgono. Poi una domanda, non per metterci alla prova, ma per indicarci la strada verso il cambiamento. Dio può più di quello che possiamo credere, dobbiamo solo affidarci a Lui.