TGTGInsightintelligence telegramLIVE / telegram public index
Torna ai canali
Giovani di Parola avatar

TGINSIGHT CHAT

Giovani di Parola

@GiovaniParola

Istruzione

Il Canale ufficiale di Animatori Salesiani: ogni giorno il Vangelo del giorno seguente sul tuo telefono e altri contenuti utili per il tuo cammino spirituale! #GiovaniDiParola

Iscritti5,740Iscritti attuali
Post tracciati1,000Post indicizzati
Reach recente26,480Visualizzazioni post recenti
Post recenti

Post recenti

Pag. 29 di 84 · 1,000 post

Pubblicato 27 nov

2,050 views

Pubblicato 27 nov

VENERDI’ 28 NOVEMBRE Dal Vangelo secondo Luca Lc 21,29-33 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». Parola del Signore. Oggi Gesù usa la pianta di fico per aiutarci a capire il regno di Dio. Non è l’unica volta che questa pianta è nominata nel Vangelo. Non è a caso che sia stato scelto il fico piuttosto che una rosa. Il fico è una pianta non particolarmente attraente, non ha nulla di regolare o delicato. Questo albero si adatta a moltissimi tipi di terreni, anche sabbiosi e rocciosi, resiste alla siccità e cresce in pieno sole. Il fico produce anche un fiore molto particolare. Non è visibile: è protetto all’interno del siconio, il frutto che noi chiamiamo fico. Così è anche il regno di Dio. Non è appariscente e stravagante, non è evidente. Non possiamo aspettare i fiori, i segni che ci parlino di lui. Non ci resta che scegliere la vita del fico. Chi conosce quei terreni e osserva le stagioni non è mai colto alla sprovvista dai frutti maturi che la pianta produce.

2,460 views

Pubblicato 26 nov

1,990 views

Pubblicato 26 nov

GIOVEDI’ 27 NOVEMBRE Dal Vangelo secondo Luca Lc 21,20-28 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». Parola del Signore. Vicini alla fine dell’anno liturgico, Gesù ci ricorda che la nostra storia qui nel mondo è destinata a finire. Questo Vangelo non vuole angosciarci, ma ricordarci che il nostro destino non è la fine. La vita eterna inizia proprio quando tutto sembra finire. “Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”. La buona notizia è che, per chi vive con speranza, la fine di questa vita coincide con una liberazione. Gesù ci dice di non arrenderci al sopravvivere, al vivere mediocre, senza cercare un senso, aspettando il “domani arriverà”. Signore, donaci il coraggio di guardare in faccia la realtà, senza cercare distrazioni che ci allontanino da te. Donaci il coraggio di non perdere mai la speranza, in un mondo che ci dice che è fuori moda. Aiutaci a risollevarci.

2,380 views

Pubblicato 26 nov

1,890 views

Pubblicato 26 nov

MERCOLEDI’ 26 NOVEMBRE Dal Vangelo secondo Luca Lc 21,12-19 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita». Parola del Signore. Il male e le difficoltà esistono nella nostra vita. Sono quel serpente che si insinua nelle nostre giornate e abbiamo la sensazione che sia proprio questo che ci impedisce di essere felici al 100%. Molti di noi pregano ogni giorno: “Liberaci dal male”. Ma quando le difficoltà diventano inevitabili? Cosa ci resta da fare? Forse dobbiamo riscrivere le nostre motivazioni, riorganizzare le cause del nostro fallimento nell’essere felici. Il vero pericolo delle difficoltà è che ci fanno sentire “sfortunati”, non capiti e soprattutto poco amati. Ma è questa la verità? E’ proprio in questi momenti che dobbiamo affidarci all’Amore del Signore. Chi è riuscito a farsi abbracciare dal suo Amore anche durante le difficoltà ha vissuto una vita vera e piena. Se pensiamo agli anni in cui Don Bosco non riusciva a trovare un luogo stabile per i suoi ragazzi, quante volte deve essersi sentito stanco, quante volte avrà pianto, quante domande si sarà posto. La sua forza è però rimasta l’Amore che riceveva da Dio e che rifletteva verso i giovani. Un ragazzo senza padre, di umili origini, che ha dovuto lavorare per mantenersi gli studi, è riuscito a fare delle sue difficoltà una ricchezza per gli altri. Ci è riuscito perché ha messo tutto nelle mani del Signore.

2,410 views

Pubblicato 24 nov

MARTEDÌ 25 NOVEMBRE Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,5-11) In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Parola del Signore. La Parola ci invita a saper riconoscere, quando verranno momenti confusi, la voce di Dio che ci parla nel silenzio da voci che gridano più forte della verità, persone che promettono soluzioni facili e immediate. E proprio lì, dice Gesù, serve discernimento. “Badate di non lasciarvi ingannare”: significa custodire il cuore, non farsi trascinare da tutto ciò che brilla ma non illumina. Viviamo in un mondo pieno di opinioni, guru improvvisati, “salvatori” che parlano in nome di Dio ma senza Lui. E Gesù è netto: “Non andate dietro a loro.” Non inseguire ciò che ti illude. Non lasciare che la paura o l’impazienza guidino le tue scelte. La fede è cammino, non fuga; luce, non confusione. È un invito alla lucidità, alla calma, alla fedeltà. A riconoscere la Sua voce in mezzo a mille rumori. Quali messaggi o persone rischiano oggi di confondere la tua fiducia in Dio? Come puoi imparare a distinguere ciò che viene da Gesù da ciò che solo sembra promettere pace? La verità non urla: si riconosce nella pace che lascia dentro.

2,240 views

Pubblicato 24 nov

2,060 views

Pubblicato 23 nov

2,510 views

Pubblicato 23 nov

LUNEDÌ 24 NOVEMBRE Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,1-4) In quel tempo, Gesù alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere». Parola del Signore. Gesù osserva la scena in silenzio: tanti ricchi offrono il superfluo, la vedova dona il poco che ha, ma quel poco è tutto. Ed è proprio questo che tocca il cuore di Gesù. Non conta la quantità, ma il cuore con cui scegli di dare, di fidarti, di consegnarti. La vedova non fa calcoli, non trattiene per paura, non aspetta il momento “giusto”: crede che Dio possa prendersi cura di lei anche quando sembra rischioso. E per questo diventa un’icona di fede radicale, concreta, quotidiana. Quella piccola moneta è un sì grande quanto la sua vita. E Gesù la vede. La ammira. La indica come esempio per tutti noi. In quali aspetti della tua vita fai ancora fatica a fidarti fino in fondo? Cosa significherebbe per te oggi “dare tutto”, anche solo in un piccolo gesto? Gesù ci chiede il coraggio di donargli tutto!

2,500 views

Pubblicato 22 nov

DOMENICA 23 NOVEMBRE Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23,35-43) In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Parola del Signore. Quando incontriamo Gesù siamo tentati di provocarlo, sfidarlo, chiedergli un miracolo della sua potenza, di vedere ciò che è capace di fare nella nostra vita aspettandoci segni visibili all’occhio umano. Ma il vero Re fa l’impossibile all’uomo: sceglie di non salvare se stesso ma di salvare la vita agli altri, perché la regalità di Gesù non è dominio su di noi, ma amore che resta anche quando lo rifiutiamo. In mezzo alle voci di scherno, si alza una preghiera semplice e immensa: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno.” E allora accade l’incredibile: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel Paradiso.” Mentre tutti chiedono a Gesù di scendere dalla croce, Lui porta un uomo con sé in alto, verso la vita che non finisce. Mentre tutti chiedono le cose della terra, Lui ci promette la vita eterna se solo siamo disposti a fidarci. Quali voci, dentro o fuori di te, ti spingono a dubitare di chi è veramente Gesù? Hai mai osato dire: “Ricordati di me”, lasciando spazio alla misericordia invece che alla pretesa? Il Paradiso comincia nell’istante in cui scegli di fidarti.

2,140 views

Pubblicato 22 nov

1,850 views
12•••5•••10•••15•••20•••25•••2728293031•••35•••40•••45•••50•••55•••60•••65•••70•••75•••80•••8384