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Pubblicato 16 nov

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Pubblicato 15 nov

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Pubblicato 15 nov

Domenica 16 Novembre 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,5-19) In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita». Parola del Signore. Diciamo innanzitutto che in questo brano, Gesù, non vuole affatto indicarci di avere paura del futuro elencando guerre, rivoluzioni! Anzi proprio l’opposto! Il brano ci spinge a vivere il presente senza preoccupazioni, con amore e gesti di carità. Badiamo bene che non è un invito a vivere alla giornata senza un obiettivo (infatti dobbiamo vivere con amore e gesti di caritá) ma tutto sommato senza lasciarsi spaventare dal futuro o ossessionare dal passato. Sappiamo tutti che le “cose materiali” non devono essere il nostro scopo, infatti la vera ricchezza sta nel concentrarsi sulla vita vera e sulla trasformazione del nostro cuore. Dobbiamo salvare la nostra vita, essere perseveranti, solo così saremo veri cristiani! Così come chi si allena per un obiettivo o suona uno strumento sa perfettamente che ogni giorno deve dedicarsi a questo compito. Qualora non lo abbiamo ancora chiaro diciamo che Dio non ha bisogno di spaventarci per farsi seguire. La tentazione di confondere Dio con il terrore è sempre alla porta dei nostri ragionamenti. Gesù ci insegna che davanti agli eventi della vita c’è bisogno domandarsi “il fine” non pensare che è la fine.

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Pubblicato 14 nov

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Pubblicato 14 nov

SABATO 15 NOVEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,1-8) In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». Parola del signore Se il Signore venisse oggi, cosa troverebbe nel mio cuore? Forse vedrebbe giornate piene, corse infinite, pensieri che non si fermano mai… il mondo corre sempre più veloce e noi facciamo sempre più fatica a stare dietro a tutto, dimenticandoci, a volte, proprio di quello che conta di più. Gesù oggi ci ricorda che non possiamo dimenticarci di Lui, perché non sono i grandi gesti, le grandi opere a farci ascoltare dal Signore, ma la costanza della preghiera di chi si affida. La vedova non si arrende: continua a chiedere, anche quando sembra inutile e Gesù ci dice che così dev’essere anche la nostra preghiera. Non serve tempo perfetto, basta un istante sincero e la fiducia nel sapere che, anche nei silenzi più bui, il Signore risponde sempre: basta saper ascoltare.

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Pubblicato 13 nov

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Pubblicato 13 nov

VENERDÌ 14 NOVEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 17,26-37) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva. Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata». Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi» Parola del signore Oggi ci soffermiamo a riflettere su quanto abbiamo reso il nostro mondo veloce ed inafferrabile, rincorriamo sempre qualcosa che per quanto tentiamo di avvicinarci ci si allontana sempre di più. Il Vangelo di oggi ci invita a rallentare e soprattutto a riflettere sulle vere priorità della nostra vita, ad essere pronti ed in pace con noi stessi solo ed esclusivamente in funzione del Padre.

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Pubblicato 12 nov

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Pubblicato 12 nov

GIOVEDÌ 13 NOVEMBRE 2025 San Artemide Zatti, SDB Dal Vangelo secondo Luca (Lc 17,20-25) In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!». Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione». Parola del Signore. Leggendo il Vangelo di oggi, immagino Gesù che bussa alla porta, apre, infila la testa dentro casa e dice come avvertimento: "Ehi, tu, sappi che il Regno dei Cieli è già qui!". A volte viviamo la vita a testa bassa, con la mente concentrata sulle mille cose da fare e su tutte quelle che non vanno. E, per giunta, lo facciamo sperando in un futuro migliore, con un certo ottimismo che nessuno può garantire. E se quel futuro non arrivasse mai? E se, in realtà, il futuro fosse oggi? Forse il problema è che viviamo per inerzia invece di fermarci a contemplare la presenza del Regno nelle nostre vite. Ovviamente, ci sono molti motivi per scoraggiarsi nella vita, ma molti di più per gioire e ringraziare Dio. Amico mio, il Regno di Dio non deve venire, è già qui! E, come se non bastasse, sei chiamato a far parte di questo Regno e a costruirlo. È difficile? Assolutamente sì, ma il Figlio di Dio ha dovuto soffrire molto… L’importante è non lasciarsi “ingannare” da chi ci impedisce di vedere il Regno di Dio presente qui. Forza! Mettiamoci al lavoro e godiamo con gioia ed entusiasmo della costruzione del Regno di Dio.

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Pubblicato 11 nov

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Pubblicato 11 nov

MERCOLEDÌ 12 NOVEMBRE 2025 San Giosafat, vescovo e martire Dal Vangelo secondo Luca (Lc 17,7-10) In quel tempo, Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”». Parola del Signore. Oggi, nel Vangelo, possiamo riflettere sulla differenza tra curare e guarire. Sembrano sinonimi, ma dal punto di vista della fede, a mio parere, sono due concetti diversi. I dieci lebbrosi, che chiedono compassione a Gesù, vengono guariti da Lui. Tuttavia, solo uno di loro è veramente guarito, perché ritrova non solo la salute fisica, ma anche quella dell'anima perché si è convertito. A cosa serve la salute se non riconosciamo Gesù come il Signore della nostra vita? In questa vita, potremmo essere apparentemente benedetti per una serie di doni che pensiamo di aver ricevuto: ricchezza, salute, riconoscimento pubblico... Ma il vero benedetto è colui che ha trovato Dio nella propria vita, perché Dio può riempirla completamente. Molte volte non siamo consapevoli delle grazie che riceviamo da Dio; non siamo in grado di vedere la presenza e l'intervento del Signore nella nostra "fortuna". Potremmo essere guariti, ma non guariti. La guarigione porta una vita più serena – a quanto pare – mentre la guarigione, d'altra parte, salva. Dio è presente in ogni cosa, ma dobbiamo avere fede sufficiente per percepire la Sua presenza. Ognuno di noi può essere uno dei lebbrosi guariti, ma la cosa più importante è essere il lebbroso guarito.

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Pubblicato 10 nov

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