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Pubblicato 4 nov

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Pubblicato 3 nov

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Pubblicato 3 nov

MARTEDÌ 4 NOVEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (14,15-24) In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”». Parola del Signore. C’è un invito per tutti, c’è posto in abbondanza per fare esperienza del regno di Dio. Non ci sono particolari selezioni da fare, curriculum da inviare, prestazioni da offrire… solo una cosa è richiesta: esserci, accettare di esserci, così come siamo, senza costrizioni. All’invito però seguono delle scuse e delle giustificazioni da parte degli invitati. Non c’è tempo, ci sono altri impegni… Il Signore oggi è “tagliente”, perché conosce a fondo i cuori e sa bene che tutto ciò che anteponiamo al Suo invito, lascerà il tempo che trova, ci farà solo allontanare da Lui e non sarà facile tornare se distratti da una marea di altre cose. La sua autorità è fondata sull’amore di chi sa qual è il nostro vero bene e non ci vuole dispersi. Sarebbe un’illusione pensare di poter liberarci di tutte le incombenze che quotidianamente incontriamo, ma è possibile affrontarle senza lasciarsi sopraffare e senza perdere il centro, il Signore.

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Pubblicato 2 nov

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Pubblicato 2 nov

LUNEDÌ 3 NOVEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (14,12-14) In quel tempo, Gesù disse poi al capo dei farisei che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». Parola del Signore. È più facile essere buoni, socievoli, aperti nei confronti di chi sappiamo che si comporterà con noi allo stesso modo. La vera sfida è rischiare nel donare e donarsi “a fondo perduto”, con la consapevolezza che quello che diamo non è detto che ci ritorni indietro nel modo in cui ci immaginiamo. Dare senza aspettarsi un contraccambio è un grande esercizio di libertà. Significa continuare ad amare anche quando nessuno ti applaude, guardare gli altri come persone “libere” dalle aspettative che possiamo nutrire nei loro confronti. Questo è anche il modo in cui Dio ama e offre sé stesso: quando ci sembra di avere poco o niente da offrirGli, Lui prepara ugualmente per noi il più ricco dei banchetti e ci lascia liberi di prenderne parte o meno.

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Pubblicato 1 nov

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Pubblicato 1 nov

DOMENICA 2 NOVEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (25,31-46) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna». Parola del Signore. Il vangelo di oggi ci fa fare un bel bagno di realtà. A volte nel rapporto con il Signore ci complichiamo, ci incartiamo in ragionamenti contorti. Arriviamo a Lui con la testa, ma restiamo sulla soglia. La verità della nostra fede invece si vede nel rapporto che abbiamo con i fratelli, altrimenti sono solo idee o belle parole. Che volto ha il Signore? Quello dell’affamato, del povero, dell’invisibile, dell’ammalato, dell’indifeso, del carcerato... Il Signore si manifesta con chiarezza lì dove ci costa più fatica guardare e restare. Possa allora ogni incontro con un fratello più piccolo aiutarci a non restare chiusi nel nostro ego, a sbilanciarci, ad amare sul serio e riconoscere il vero volto del Signore.

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Pubblicato 31 ott

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Pubblicato 31 ott

SABATO 1 NOVEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12a) In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». Parola del Signore. Le beatitudini sono una delle pagine talmente citate e conosciute, che rischiamo di presumere di non aver più bisogno di ricominciare a leggerla e comprenderla. Il termine greco makarios non indica semplicemente l'assenza di infelicità, ma una condizione di gioia profonda e duratura, una felicità che ha radici in Dio. La vera rivoluzione sta nel fatto che Gesù proclama beati cioè felici coloro che, secondo la logica del mondo, sono considerati sfortunati, sofferenti o deboli. Come se volesse dirci abbiate il coraggio di essere felici. La comunione dei santi che festeggiamo oggi è festa per quanti con umiltà hanno dedicato la loro vita a rincorrere la beatitudine, senza mai perdere la speranza. E’ festa anche per noi, perché con la gioia del cuore infusaci da questa buona notizia, possiamo affrontare ogni avvenimento della nostra quotidianità, senza perdere mai di vista la vera meta.

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Pubblicato 30 ott

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Pubblicato 30 ott

VENERDÌ 31 OTTOBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,1-6) Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole. Parola del Signore Agli uomini che sono attaccati alla legge e che la mettono prima anche della persona e della vita umana, Gesù oggi contrappone la "vicinanza", l' apertura alla salvezza. Mette la persona e il suo bisogno di essere guarita al di sopra della legge del sabato. Non ci vuole dire che dobbiamo infrangere le regole per il semplice gusto di farlo, ma che l'amore viene sempre prima. Nelle nostre relazioni, nella situazioni quotidiane o negli eventi che vi si presentano dovremmo sempre chiederci prima di agire cosa è veramente giusto nell' amore? Non dovremmo agire meccanicamente o "come si deve fare". Non è sempre facile discernere ma nella preghiera e nell' incontro con la Parola è possibile e la legge dell' amore non sbaglia mai. Santa Maria Mazzarello diceva "Fate con libertà tutto ciò che richiede la carità".

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Pubblicato 29 ott

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