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Pubblicato 20 apr

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Pubblicato 20 apr

Lunedì 21 aprile Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,8-15) In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno». Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi. Parola del Signore Gesù, ti sei mostrato alle donne: perché? Perché tra tutti hai scelto le donne? Nessuno voleva parlare a loro, nessuno le ascoltava, e tu perché vai da loro? Oggi avresti fatto uguale? Saresti andato di nuovo dalle donne? Io credo di sì. Da quelle donne che a testa bassa hanno sempre lavorato ai margini della società seguendoti e aiutandoti. Da quelle donne che si prendevano cura di te e degli altri. Da quelle donne che avrebbero creduto e avrebbero urlato a tutti di averti visto. Vieni anche da noi, Gesù. Le donne, stimate e rispettate da te, andranno ad annunciare a tutti che sei risorto.

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Pubblicato 19 apr

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Pubblicato 19 apr

Domenica 20 aprile Pasqua del Signore Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 20,1-9 Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. Sei vivo, Gesù. Hai sconfitto la morte. Mi sono sempre chiesta cosa significasse davvero questo per noi… i tuoi amici, certo, volevano averti con loro, come tutti noi vorremmo i nostri cari. Ma noi, a così tanti anni di distanza, perché dobbiamo gioire della tua resurrezione? Perché ci apre una via, lì dove ogni speranza era perduta, lì dove solo il dolore poteva trovare spazio. Tu arrivi e fai rotolare via una pietra enorme! E allora tutto il peso che mi schiaccia a terra, tutta la sofferenza della mia vita e della vita di chi mi è vicino, rotola via. Se sei stato capace di muovere un masso che chiudeva un sepolcro, non ti spaventerai di fronte alla sofferenza umana. E allora grazie Gesù, Grazie per questa speranza. Noi siamo figli di questo sepolcro vuoto e ci aggrappiamo a te, unica nostra ancora di salvezza. Ti prego, spingi via insieme a noi la pietra dei nostri sepolcri.

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Pubblicato 18 apr

SABATO 19 APRILE 2025 Sabato Santo Cristo è morto e sembra che tutto sia finito così. Che rimedio può mai esserci alla morte? Nel cuore degli amici di Gesù dev'esserci stata rabbia, frustrazione, tristezza, confusione, abbandono. Come quando facciamo uno sbaglio a cui non possiamo rimediare, come quando ci lasciamo sfuggire l'occasione della vita, come quando perdiamo una persona che amiamo. Non c'è più nulla da fare, e rimaniamo seduti nel nostro dolore. Il Sabato Santo è così, un'attesa nei dolori di una vita, nelle croci di tutti i giorni, nella morte che incontriamo o che, in un modo o nell'altro, ci portiamo dentro. Eppure, se c'è una cosa che dovremmo imparare da Cristo, è che in questo dolore possiamo chiuderci in noi stessi, o possiamo tentare di abbandonarci a Dio, di lasciare che sia Lui a fare qualcosa, di avere speranza anche quando è incomprensibile. Perché sì, il nostro Dio è morto, davvero, ma proprio per questo abbiamo la certezza che non ha paura di sfidare neanche la morte nella nostra vita, e che da quella morte ci porta a Vita nuova.

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Pubblicato 18 apr

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Pubblicato 17 apr

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Pubblicato 17 apr

VENERDÌ 18 APRILE 2025 Venerdì Santo, "Passione del Signore" Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni (Gv 18, 25-30) Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. Parola del Signore. Il Dio che era atteso da secoli si è fatto arrestare, viene trattato alla stregua di un fuorilegge. È preso in giro dai suoi oppositori, torturato come un prigioniero di guerra, come l'immigrato creduto terrotista. Ucciso di una morta lenta, dolorosa, ben in mostra davanti a tutti come monito della fine che fa il sacrilego. È là, a guardare per l'ultima volta il volto della madre, la stessa madre che di lì a poco lo stringe tra le braccia come quando era bambino per farlo addormentare - mentre ora è grande, e morto. Il nostro Dio è morto. Tutto è compiuto. È questo il finale? Forse un po' deludente. Sicuramente inaspettato, doloroso, irritante. Questo Dio che si fa uccidere dal primo romano di turno ci salverà? Il mio Dio, a cui ho affidato la vita, è morto insieme al ladro di quartiere? È morto, davvero. E questa cosa ha dell'incomprensibile ai limiti della follia e dello scandalo. Ma proprio per questa logica che ci supera e ci sovrasta possiamo sperare che Dio nel miracolo che supera la nostra più fervida immaginazione.

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Pubblicato 16 apr

GIOVEDÌ 17 APRILE 2025 Giovedì santo, "Cena del Signore" Dal Vangelo secondo Giovanni (13,1-15) Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi». Parola del Signore. Queste pagine del Vangelo sull'ultima cena, sul tradimento preannunciato, sulla lavanda dei piedi sono cose già sentite, sono una storia nota e che inizia ad essere scontata. Sappiamo tutti come va a finire e non ce ne stupiamo più. Eppure non deve essere stato così per gli apostoli: prima il pane e il vino che diventano corpo di Cristo da mangiare, poi la notizia che uno di loro tradirà il Maestro, ora anche questo gesto di Gesù così strano e inaspettato a tal punto che Pietro quasi gli dà del pazzo (tu, maestro e signore, vuoi lavare i piedi a me?!). Quella che Gesù scrive è in realtà una storia così rivoluzionaria e fuori dagli schemi che persino i suoi amici più stretti fanno fatica a stargli dietro. Le Sue azioni e il Suo Amore sono fuori da ogni logica, e ci chiedono di seguirlo allo stesso modo, oggi, nella nostra quotidianità che ci sembra un po' scontata, che crediamo già di aver capito in pieno. Il rischio più grande che possiamo correre in questa Settimana Santa e nella vita è credere di aver già capito tutto, di conoscere la storia e la persona di Gesù, come se fossero una favola sentita e risentita. Cristo invece irrompe nella nostra vita sconvolgendoci come ha fatto con i suoi amici, rivoltando da dentro vita, pensieri e modo di amare. In questo triduo, lasciamoci stupire da Cristo. Lasciamo che il Suo Amore fuori dagli schemi ci scomodi e ci porti fuori da noi stessi, perché possiamo davvero morire e risorgere ogni giorno con Lui.

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Pubblicato 16 apr

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Pubblicato 16 apr

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Pubblicato 16 apr

MERCOLEDÌ 16 APRILE 2025 Mercoledì della settimana santa Dal Vangelo secondo Matteo (26,14-25) In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù. Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto». Parola del Signore. Quella di Gesù e degli apostoli è la stessa tavola imbandita delle nostre case nelle feste di famiglia, e tra un boccone di buon cibo e un bicchiere di vino Gesù, quasi di botto, lancia la bomba. Ma come, noi che siamo tuoi amici ti tradiremo? Mai, Signore. È spiazzante rendersi conto che Gesù ci conosce meglio di noi stessi, perfino nelle nostre contraddizioni. Ma è anche profondamente liberante, perché ci fa sperimentare il Suo amore privo di giudizio anche nel momento in cui noi lo tradiamo. E perché, fino alla fine, lascia a noi la possibilità di fare una scelta. La verità è che Giuda si sente chiamato in causa, ma ognuno dei discepoli avrebbe potuto tradirlo, e Pietro addirittura lo fa. È facile prendere le distanze da Giuda, dirci che noi non siamo come lui... Ma noi siamo proprio come Giuda, e Pietro; eppure ci resta sempre la possibilità di scegliere: pensiamo che il tradimento sia una strada a senso unico, senza via d'uscita, o ci lasciamo amare anche lì e torniamo a Cristo e al Padre?

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