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Pubblicato 22 feb

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Pubblicato 22 feb

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2025 Dal Vangelo secondo Luca (6,27-38) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio». Parola del Signore. In una pagina di Vangelo Gesù scardina del tutto certi principi che muovono la nostra società e il pensare comune… e onestamente fare ciò che ci chiede il Signore non è cosa da poco, anzi potremmo dire che è impossibile agire così senza di Lui. Normalmente se qualcuno ci tratta male ci sentiamo giustificati, se non proprio autorizzati a rispondere con la stessa moneta; se qualcuno chiede, la priorità è tenere al sicuro ciò che ci appartiene, non sbilanciarsi troppo per l’altro oppure spingersi fin dove conviene, fin dove c’è interesse, gratificazione, contraccambio. Il Signore smonta tutto questo, non solo a parole, ma con la Sua stessa vita. Le sue parole sono incomprensibili se non le leggiamo in Lui, se non le viviamo in Lui, proprio per questo Gesù dice queste cose “a chi ascolta”, non a chiunque. Non si tratta di comportarsi bene, di essere brave persone, ma di essere misericordiosi come il Padre. Perché senza di Lui, senza fare esperienza della Sua misericordia, cioè di un amore traboccante che ci raggiunge anche e soprattutto quando non ce lo meritiamo, è impossibile amare “a fondo perduto”.

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Pubblicato 21 feb

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Pubblicato 21 feb

SABATO 22 FEBBRAIO 2025 Dal Vangelo secondo Matteo Mt 16,13-19 In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Parola del Signore. Quando Gesù chiede "ma voi, chi dite che io sia?" Sta chiedendo se nel tempo trascorso insieme i discepoli hanno capito che seguirLo è una scelta basata sull'esperienza vissuta insieme a Lui. Che incontrare Gesù significa fidarsi e anche se commettiamo grandi errori così come è successo a Pietro, Lui sarà sempre fedele alla promessa di felicità che ci ha fatto. La Chiesa nasce dall' Amore incondizionato che il Signore ha voluto a ciascuno di noi. Lui crede in noi e ci affida il regno, Lui crede in noi e prepara per noi cose grandi che nemmeno possiamo immaginare.

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Pubblicato 20 feb

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Pubblicato 20 feb

VENERDÌ 21 FEBBRAIO 2025 Dal Vangelo secondo Marco (Mc 8,34-9,1) In quel tempo, convocata la folla insieme ai suoi discepoli, Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi». Diceva loro: «In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza». Parola del Signore. Rinnegare sé stessi è un’espressione forte, ma vuol dire accettare che non è tutto sotto il nostro controllo, che seguire Gesù significherà scomodarmi. Rinnego me stesso quando mi spoglio delle maschere, di ciò che mi sono costruito o che mi hanno costruito intorno per lasciarmi incontrare e amare per come realmente sono, senza meccanismi di difesa, senza filtri. Seguire il Signore potrebbe portare a fare delle scelte che non tutti capiranno o accoglieranno, che forse nemmeno noi stessi riusciremo a capire del tutto o ad accettare subito, significherà “perdere” la vita per causa Sua, ma allo stesso tempo trovarla, rileggere con occhi diversi la propria storia e guardare al presente con il coraggio di chi sa di essere amato e di poter amare.

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Pubblicato 19 feb

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Pubblicato 19 feb

GIOVEDÌ 20 FEBBRAIO 2025 Dal Vangelo secondo Marco (Mc 8,27-33) In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Parola del Signore. La logica del Vangelo di Gesù è sempre così diversa dalla logica umana, soprattutto se pensiamo al fatto che la grandezza di un Dio che si è fatto uomo sta nel dono totale della Sua vita fino a morire per l'uomo stesso. Quale pazzo farebbe una cosa del genere? Eppure Gesù chiama Satana Pietro, che aveva pensato secondo la logica umana che la profezia fatta da Gesù fosse assurda. Tu cosa pensi di Gesù? Cosa Gli avresti detto dopo aver ascoltato le Sue parole? Pensi che l' Amore possa essere così assurdo e totale? Chiedi al Signore di poter incontrare un' Amore così.

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Pubblicato 18 feb

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Pubblicato 18 feb

MERCOLEDÌ 19 FEBBRAIO 2025 Dal Vangelo secondo Marco (Mc 8,22-26) In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio». Parola del Signore. Ogni volta che Gesù ci propone la guarigione di un cieco dovremmo chiederci "Da quale cecità, Signore, vuoi guarirmi?" Ognuno può rispondere a questa domanda dopo essersi guardato dentro, dopo aver dato il nome a cosa si porta dentro che non permette al cuore di essere libero. Gesù guarisce solo se lo vogliamo anche noi. Se crediamo di non essere malati, se non accettiamo che qualcuno ci conduca a Lui per guarire, allora il nostro cuore sarà sempre prigioniero di qualcosa e i nostri occhi non si apriranno e non potremmo vedere. Il Signore "lo rimandò a casa sua" dice il Vangelo, perché quando ci salva torniamo a casa, torniamo a Lui, alla nostra origine, ritroviamo noi stessi e il Suo amore per noi.

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Pubblicato 17 feb

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Pubblicato 17 feb

MARTEDÌ 18 FEBBRAIO 2025 Dal Vangelo secondo Marco (8,14-21) In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?». Parola del Signore Gesù ha sempre un occhio d’attenzione per la crescita dei suoi discepoli, li osserva, li ascolta, li ama, infatti cerca di avvertirli di guardarsi dal "lievito" dei farisei e di Erode, riferendosi alle loro influenze negative e alla loro ipocrisia, ma puntualmente loro si preoccupano per la mancanza di pane, non comprendono il significato profondo dell'ammonimento di Gesù. Egli li rimprovera per la loro mancanza di comprensione e memoria, punta sul cuore, sugli occhi, sulle orecchie, sull’umanità tutta, ma l’ingenuità e il non pieno ascolto risuona tra di loro. Il suo modo così diretto e spontaneo ci esorta a essere vigilanti contro le influenze che possono corrompere la nostra fede e a confidare in Dio, ricordando le opere divine compiute nella nostra vita.

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