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Pubblicato 16 feb

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Pubblicato 16 feb

LUNEDÌ 17 FEBBRAIO 2025 Dal Vangelo secondo Marco (8,11-13) In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva. Parola del Signore La bellezza di questo passo sta in quel Gesù che con un profondo sospiro, rifiuta di dare un segno a quella generazione che cerca segni dal cielo, stanco e quasi amareggiato e si allontana. Con queste parole Gesù evidenzia la durezza di cuore e la mancanza di fede di coloro che, nonostante i numerosi miracoli già compiuti, cercano ulteriori prove. Gesù ci invita a riflettere sulla nostra apertura alla fede e sulla capacità di riconoscere i segni della presenza di Dio nella nostra vita quotidiana, ci sprona a guardare con gli occhi del cuore l’ amore puro e vero che nasce spontaneamente e liberamente.

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Pubblicato 15 feb

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Pubblicato 15 feb

DOMENICA 16 FEBBRAIO 2025 Dal Vangelo secondo Luca (6,17.20-26) In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti». Parola del Signore Le beatitudini sono il ritratto di ciò che Gesù è, una strada per raggiungere la vera felicità; esse ci invitano a riflettere sulla nostra relazione con i beni, il potere e il dolore, ci aprono a una visione di vita che va oltre le apparenze e arrivano alle profondità del cuore. Le Beatitudini proclamano beati i poveri, quelli che hanno fame, i piangenti e i perseguitati per il bene, poiché Dio li benedirà e li risolleverà, al contrario avverte i ricchi, i sazi, coloro che ridono e sono apprezzati dalla società, poiché la loro felicità terrena è destinata a svanire. Il Suo insegnamento capovolge i valori mondani, invitandoci a riporre la nostra fiducia non nelle ricchezze o nelle soddisfazioni temporali, ma in Dio e nelle sue promesse eterne.

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Pubblicato 14 feb

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Pubblicato 14 feb

SABATO 15 FEBBRAIO 2025 Dal Vangelo di Marco (8,1-10): In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò. Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà. Parola del Signore L’amore di Gesù si vede e si sente nella semplicità, nel suo sguardo e nella sua compassione verso quella folla che sta con lui per tre giorni e non ha da mangiare. Gesù vede e fa di tutto per farli tornare pieni nello spirito e nella carne, la moltiplicazione dei pani e dei pesci ci fa guardare con occhi nuovi quel Gesù che non perde neanche un secondo per noi, ci fa comprendere quanto nel quotidiano e soprattutto che ogni piccola cosa è importante. Basta fermarsi, osservare, ascoltare per donare quel qualcosa che non si dimenticherà mai, Gesù sottolinea l'importanza della condivisione e della fiducia nella generosità di Dio, che può moltiplicare anche le nostre piccole risorse per il bene degli altri.

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Pubblicato 13 feb

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Pubblicato 13 feb

VENERDI’ 14 FEBBRAIO SANTI CIRLLO E METODIO - FESTA Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,1-9) In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"». Parola del Signore. Ma come gli operai sono pochi e il Signore manda a due a due?! 36 coppie ad andare in giro per evangelizzare quando potevano essere in 72! Il fatto è che la vera evangelizzazione sta proprio nell’andare in coppia, in quello spazio di relazione che si crea tra i due quando si vogliono veramente bene, quando in realtà diventano in tre con la presenza del Signore in mezzo a loro, in mezzo al loro amarsi, al loro accompagnarsi, al loro farsi vicino l’uno l’altro. Forse anche Cirillo e Metodio hanno annunciato il Vangelo prima di tutto attraverso il loro essere fratelli, anzi forse è proprio così che hanno annunciato la bellezza dell’essere figli di Dio in Cristo. Forse è proprio vivendo le nostre relazioni, di amicizia o di coppia (oggi che è anche San Valentino), attraverso l’amore e vita donata a chi ci sta accanto, nelle piccole cose di ogni giorno, che possiamo costruire quel Regno di Dio così vicino, così prossimo, così a portata di mano.

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Pubblicato 12 feb

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Pubblicato 12 feb

GIOVEDI’ 13 FEBBRAIO Dal Vangelo secondo Marco (Mc 7,24-30) In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va': il demonio è uscito da tua figlia». Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato. Parola del Signore. Il Signore con noi vuole prendersi spazi di intimità, di confidenza, di familiarità. Il Signore vuole stare con noi cuore a cuore, a tu per tu, per ricordarci in fondo chi siamo, a cosa siamo chiamati. Spesso però confondiamo questi spazi di intimità con un qualcosa che è solo nostro, qualcosa che poi però ad un certo punto salta in aria ed esplode. Soprattutto quando alla presenza si sostituisce l’assenza, quando ci costa scoprire chi siamo e a cosa siamo chiamati, quando invece di aprire il cuore e parare con il Signore come ad un amico ci sembra di stare in ascensore con il nostro vicino di casa e leggiamo e rileggiamo le cose della vita solo come se fossero le indicazioni messe lì dalla ditta. Che fare quindi? Semplicemente aprirsi all’icontro con gli altri, scoprire che la nostra relazione con il Signore ci fa scoprire figli ma anche fratelli e sorelle. Aprirsi con chi è lontano, con chi non ci capisce e con chi non capisce più niente della sua vita, con chi sta perdendo tutto, con chi va avanti solo saziandosi di briciole di vita. In questo modo anche il vicino in ascensore diventa qualcuno a cui poter annunciare il Vangelo con la nostra vita, qualcuno a cui non possiamo tenere nascosto l’Amore di Dio per noi

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Pubblicato 11 feb

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Pubblicato 11 feb

MERCOLEDI’ 12 FEBBRAIO Dal Vangelo secondo Marco (Mc 7,14-23) In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo». Parola del Signore Parli un po’ strano Signore, poi tutto questo insistere sul male che facciamo, sulle cose che escono dal nostro cuore, così ci scoraggi. O forse vuoi metterci in guardia, ricordandoci ancora una volta che in fondo in fondo siamo un po’ fragili, creature, siamo figli che abbiamo bisogno di un Padre che ci educhi, ci faccia crescere, ci renda davvero liberi di scegliere di voler collaborare con Lui rintracciare e accendere quella scintilla di divinità che Lui stesso ha messo in quello stesso cuore, in quello stesso di dentro. Forse ci chiedi di comprendere proprio questo, forse è proprio in quel cuore che ci chiedi di rientrare, proprio in quell’interiorità che ci chiedi di stare per poter far divampare un fuoco che illumina, riscalda e ridona vita a tutte quelle creature, a tutti quei figli che troppo spesso incontrano chi si lascia sopraffare dai propositi di male.

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