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Giovani di Parola
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Pubblicato 9 mar
Pubblicato 9 mar
LUNEDI’ 10 MARZO Dal Vangelo secondo Matteo Mt 25,31-46 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi". Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?". E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato". Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?". Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me". E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna». Parola del Signore. L’avete fatto a me… Gesù, ma in che senso? Siamo stati fatti a immagine e somiglianza di Dio: nessuno di noi è 100% bene o 100% male. L’Amore incondizionato è proprio ciò che ci permette di metterci in comunicazione con il “buono”, con quella scia di divino che c’è nell’altro. Ma siamo sicuri che ce l’abbia anche quel collega così antipatico o quel vecchio amico che mi parla alle spalle? Anche se sembra difficile, è proprio così. Il Vangelo di oggi ci dice ancora una volta: “Amate!”. Amate non perché conviene, non perché possiate ricevere qualcosa in cambio. Amate come Gesù, come dei folli. Amate gli “invisibili”, gli emarginati, i difficili da amare. Amate anche quando sembra tutto inutile, perché alla fine non conterà quanto abbiamo ricevuto, ma quanto abbiamo dato.
Pubblicato 9 mar
Pubblicato 9 mar
DOMENICA 9 MARZO Dal Vangelo secondo Luca Lc 4,1-13 In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l’uomo"». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano"; e anche: "Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «È stato detto: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato. Parola del Signore. Sin da piccoli ci hanno sempre insegnato che è importante essere gentili e che con la dolcezza si può andare molto più avanti. Ogni tanto, però anche noi cristiani siamo chiamati a dire dei NO categorici. La tentazione arriva anche a Gesù, con argomentazioni piuttosto valide. “Se sei tu il figlio di Dio”, gli dice il diavolo. Ciò che è terribile della tentazione è quanto possa anche pungere il nostro orgoglio, i nostri piccoli sogni di gloria che custodiamo gelosamente. Certe volte può anche indicarci un ponte pericolante che ci porta agli altri: “tutti fanno così, perché tu devi essere quello strano?”. In alcuni casi vuole farci credere che ci farà vivere comodamente e accuditi, come quando ci invita a rimanere più a letto la domenica e ci convince (con mille motivi) che per noi sia impossibile frequentare la messa in qualsiasi orario. Gesù oggi ci dà un esempio di fermezza. In questa Quaresima possiamo impegnarci a seguirlo, ricordandoci ciò che ripeteva Don Bosco: “Il demonio ha paura della gente allegra”!
Pubblicato 7 mar
Pubblicato 7 mar
SABATO 8 MARZO Dal Vangelo secondo Luca Lc 5,27-32 In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano». Parola del Signore. Gesù viene a chiamare i peccatori. La società ci vuole perfetti, Dio invece ci sceglie così come siamo, proprio perché peccatori. Lui ci vuole perfetti solo nell’Amore. Don Bosco ha fatto di quest’idea un po’ la chiave del suo agire. Durante la sua vita ha avuto l’occasione di essere un sacerdote tranquillo, un confessore di ragazze benestanti e di vivere senza preoccupazioni. Nonostante ciò, ha scelto di dedicarsi agli ultimi, a quei ragazzi che erano considerati persi dalla società. Oggi Gesù ci ricorda che non siamo mai realmente persi: ogni giorno continuerà a bussare alla nostra porta per regalarci il suo Amore
Pubblicato 7 mar
Pubblicato 6 mar
VENERDI’ 7 MARZO Dal Vangelo secondo Matteo Mt 9,14-15 In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno». Parola del Signore. Forse questo Vangelo nel primo venerdì di quaresima ci lascia un po’ spiazzati. Perché Gesù ci invita alla trasgressione del digiuno quaresimale? In realtà non è proprio così. Gesù vuole in realtà chiederci di praticare un digiuno vero. Desidera per noi che possiamo liberarci dal fioretto di costume, “perché si fa così”. Non serve quel digiuno che ci farà arrivare più in forma ad agosto, né quello fatto come esercizio per affinare la nostra forza di volontà: sono fini a loro stessi e non ci aiutano a uscire dalla nostra sfera di egoismo. Gesù ci spiega che il vero digiuno è quel sacrificio che ci porta a offrire per amore. E’ un digiuno che ci mette in relazione. Solo seguendo la strada dello Sposo, ovvero Gesù stesso, riusciremo a trarre realmente frutto da questo periodo.
Pubblicato 4 mar
Mercoledì 5 marzo Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,1-6.16-18) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». Parola del Signore Il Padre vede nel segreto. Vede nel nostro cuore. E questa forse è la paura più grande. Cosa c’è in fondo al mio cuore? Perché faccio determinate cose? Per dovere o perché le sento? Guarda nel segreto Signore e aiutami a tornare da te. Fa che questo inizio di Quaresima segni un cammino luminoso per la mia anima.
Pubblicato 3 mar
Martedì 3 marzo Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,28-31) In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi». Parola del Signore Eppure Gesù è così difficile prendere il posto degli ultimi. Nessuno vuole starci al posto degli ultimi, tutti noi vogliamo il primo posto. E sgomitiamo per averlo. Cerchiamo in tutti i modi di arrivare primi in tutto. La scalata verso il successo è la nostra priorità, vediamo in quello la felicità. Come fare a renderci conto che non è quella la felicità vera? Come fare a vedere la luce che emani e che ci può far stare bene?
Pubblicato 1 mar
DOMENICA 2 MARZO 2025 VIII domenica del tempo ordinario Dal Vangelo secondo Luca (6,39-45) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?Come puoi dire al tuo fratello: "Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio", mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d'altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda». Parola del Signore. Quando facciamo animazione, o tra amici o in famiglia, è facile notare subito i difetti degli altri, lasciare che il giudizio abbia la meglio o giudicare tutto con il nostro personale metro di misura. Il nostro sguardo è condizionato da "travi" che nemmeno ci rendiamo conto di avere, lenti che alterano il modo di vedere chi e cosa c'è attorno a noi. Lo sguardo che abbiamo sul mondo condiziona il nostro modo di amare e allo stesso tempo rivela ciò che c'è nel nostro cuore. E se anche lo sguardo può essere celato, le nostre azioni mostrano chiaramente se il nostro cuore e il nostro sguardo fanno esperienza di Dio o solo di noi stessi. Né si può pensare che il nostro modo di stare al mondo, di guardare, amare e agire, sia un fatto solo nostro, perché inevitabilmente influenza chi ci è accanto, soprattutto i ragazzi che ci sono affidati. Per questo è essenziale avere un atteggiamento "preventivo", che sappia mettere Dio prima di ogni cosa per avere un cuore puro e uno sguardo limpido: solo così possiamo portare al mondo lo sguardo che Lui ha su di noi.
Pubblicato 1 mar