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Giovani di Parola
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Pubblicato 3 gen
Pubblicato 2 gen
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VENERDOI' 3 GENNAIO Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,29-34) In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me". Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio». Parola del Signore. Da cugino ad agnello di Dio è un attimo. Chissà cosa è passato per la mente di Giovanni mentre Gesù andava verso di lui. Mentre si rendeva conto che la salvezza è davvero a portata di mano, mentre si rendeva conto che anche la sua vita poteva essere strumento di quella stessa salvezza, di quello stesso amore, di quello stesso Dio atteso per molto tempo e che ora gli va addirittura incontro. Perchè è vero che il Signore sta troppo avanti… tanto avanti che a volte ci sembra di averlo superato, anche se in realtà è Lui che ci sta doppiando, avvolgendo tutta la nostra esistenza della Sua vita. Perchè è sempre Lui che ci raggiunge facendosi prossimo, è Lui che ci avvicina per farsi conoscere, ed è lo stesso Lui che, quando è tanto vicino, ci spinge e ci manda a per farlo conoscere anche ad altri, invitandoci a diventare anche noi prossimi come Lui, vicini come Lui, figli come Lui!
Pubblicato 1 gen
GIOVEDÌ 2 GENNAIO 2024 Dal Vangelo secondo Giovanni (1, 19-28) Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell'acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. Parola del Signore. Che bello in questi giorni freschi di Natale, freschi del ricordo della venuta e della presenza del Signore nel nostro mondo, siamo chiamati a confrontarci così tanto con chi in realtà è capace di capire chi è veramente solo in relazione con il Signore. Perché in fondo il Natale è qualcosa di meraviglioso perché possiamo finalmente rifletterci in Colui che ci restituisce la nostra identità, la nostra bellezza, la nostra natura di figli, di fratelli, di giovani, di uomini e di donne. È solo se impariamo davvero a specchiarci nella vita del Signore che possiamo comprendere davvero chi siamo, anche quando le nostre certezze crollano, quando le nostre sicurezze ormai non esistono più. Ed solo cosi quindi che nella nostra vita potrà riflettersi a sua volta quella del Signore, in modo tale che attraverso di noi qualcun altro potrà incontrare il Signore e ritrovarsi in Lui.
Pubblicato 1 gen
Pubblicato 31 dic
Pubblicato 31 dic
MERCOLEDÌ 1 GENNAIO 2025 Maria S.S. Madre di Dio Dal Vangelo secondo Luca ( 2, 16-21) In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo. Parola del Signore. In questo passo del Vangelo, i pastori, inizialmente marginali, diventano i primi testimoni della venuta del Messia, rispondendo prontamente al messaggio angelico. Rappresentano i "semplici" e "umili" che riconoscono la grandezza dell'evento con fede. La loro reazione ci invita a riflettere sulla nostra disponibilità ad ascoltare e agire quando Dio ci chiama. Trovato Gesù, i pastori testimoniano ciò che hanno visto. Maria, che "custodisce" e "medita" gli eventi, è un modello di contemplazione per i cristiani. Questo passo invita a accogliere Gesù con fede, a testimoniare ciò che abbiamo visto e sentito, e a lodare Dio per la salvezza in Gesù.
Pubblicato 30 dic
Pubblicato 30 dic
MARTEDÌ 31 DICEMBRE 2024 Dal Vangelo secondo Giovanni ( 1, 1-18) In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. Parola del Signore. Il Vangelo di Giovanni inizia con un riferimento diretto al genesi biblica: "In principio", evocando la creazione del mondo. Ma qui, invece di parlare della creazione fisica, Giovanni introduce una realtà spirituale: il "Verbo", lo usa per parlare di Gesù, il Figlio di Dio, che è da sempre con il Padre ed è stesso Dio. Il Verbo è la fonte della vita e della luce degli uomini. La luce, simbolo di verità e salvezza, è sempre presente nella oscurità del mondo, ma le tenebre non sono riuscite a vincerla. Questo richiama il contrasto tra la luce di Cristo e l'oscurità del peccato e dell'incredulità. Il Prologo di Giovanni ci invita a meditare sul grande mistero dell'Incarnazione: Dio che diventa uomo per salvare l'uomo. È una riflessione che supera ogni concetto umano di Dio e ci invita a lasciarci trasformare dalla luce di Cristo, che illumina la nostra vita, scacciando le tenebre del peccato. Come credenti, siamo chiamati a riconoscere in Gesù l'unica vera rivelazione di Dio e a vivere come figli di Dio, accogliendo il Verbo che si è fatto carne.
Pubblicato 29 dic
Pubblicato 29 dic
LUNEDÌ 30 DICEMBRE 2024 Dal Vangelo secondo Luca ( 2,36-40) Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore. C'era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui. Parola del Signore. Il Vangelo di oggi ci invita a riflettere sulla nostra attesa e speranza in Dio. Come Anna, siamo chiamati a vivere una vita di fede concreta, che si esprime nell'attesa, nella preghiera, nel servizio a Dio e al prossimo. Dobbiamo imparare a riconoscere il Signore nelle piccole cose e nelle persone che incontriamo ogni giorno, e, come Anna, essere pronti a testimoniare la gioia della salvezza che abbiamo ricevuto in Gesù. In un mondo che spesso è distratto o indifferente alle realtà spirituali, la figura di Anna ci esorta a non perdere mai la speranza, a perseverare nella preghiera e a riconoscere e annunciare la salvezza che è già presente in mezzo a noi, anche nei momenti più semplici e quotidiani.
Pubblicato 28 dic