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Pubblicato 18 gen

DOMENICA 19 GENNAIO Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 2,1-11 In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. Parola del Signore. Quante volte anche noi iniziamo mettendo il vino buono all’inizio. Spesso però tutto l’entusiasmo iniziale tende ad affievolirsi man mano che incontriamo ostacoli sulla nostra strada. Ci spengono le difficoltà, la stanchezza, le incomprensioni e la noia, un’insoddisfazione che sembra impossibile da colmare. Gesù oggi viene in nostro aiuto per ristorarci. Il miracolo delle nozze di Cana può avvenire nella vita di ognuno di noi, se solo permettiamo a lui di entrare. Qualche bambino a catechismo mi chiedeva: “Ma se Gesù trasforma le cose, è un mago?”. La vera trasformazione non avviene nelle cose intorno a noi, ma nei nostri occhi. Se solo riuscissimo a guardare con gli occhi del vero Amore la nostra vita quotidiana, scopriremmo quante cose meravigliose ci circondano per cui possiamo rendere grazie. Se solo riuscissimo a capire che c’è speranza se continuiamo ad amare. Quindi no, Gesù non è un mago. E’ solo un pazzo incredibile, che ci ha amati fuori da ogni confine, tanto da dare la vita per noi.

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Pubblicato 17 gen

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Pubblicato 17 gen

SABATO 18 GENNAIO Dal Vangelo secondo Marco Mc 2,13-17 In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Parola del Signore. Gesù viene a chiamare i peccatori. La società ci vuole perfetti, Dio invece ci sceglie così come siamo, proprio perché peccatori. Lui ci vuole perfetti solo nell’Amore. Don Bosco ha fatto di quest’idea un po’ la chiave del suo agire. Durante la sua vita ha avuto l’occasione di essere un sacerdote tranquillo, un confessore di ragazze benestanti e di vivere senza preoccupazioni. Nonostante ciò, ha scelto di dedicarsi agli ultimi, a quei ragazzi che erano considerati persi dalla società. Oggi Gesù ci ricorda che non siamo mai realmente persi: ogni giorno continuerà a bussare alla nostra porta per regalarci il suo Amore

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Pubblicato 13 gen

Martedì 14 gennaio Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,21-28) In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea. Parola del Signore Perché, Gesù, avere timore di te? Perché spaventarsi davanti a chi fa qualcosa di buono e importante come scacciare i demoni? Forse perché aspettiamo tutta la vita il divino e quando lo vediamo pensiamo che non sia reale, gridiamo alla stregoneria. Forse perché non siamo abituati, nella nostra logica umana, a pensare che tu potrai farci solo del bene. Abbiamo paura, perché vediamo un potere e temiamo che - se ti facciamo arrabbiare - tu possa usarlo contro di noi. Abbiamo il terrore che tu veda nel profondo i nostri demoni, le nostre menzogne, le nostre debolezze, le nostre fragilità e le giudichi con severità. Aiutaci a non temere, aiutarci a riconoscere, aiutaci ad affidarci.

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Pubblicato 13 gen

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Pubblicato 12 gen

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Pubblicato 12 gen

LUNEDI' 13 GENNAIO al Vangelo secondo Marco (Mc 1,14-20) Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui. Parola del Signore " Vide... E subito li chiamò". Vedere, chiamare e seguire. Il Vangelo ci invita ad alzare lo sguardo e noi stessi, nelle infinite chiamate che ci vengono fatte/ poste ogni giorno. Nella frenesia quotidiana, forse risulta difficile guardare e posare il nostro sguardo sulle cose e sulle persone. Capita di scrollare quello che accade, come se fosse la home di Instagram; ciò che richiede più attenzione, lo skippiamo. Altrettanto, ci costa fatica essere visti senza filtri, senza quell'affannosa smania di rientrare in determinati standard. Gesù, invece, come sempre, ci dimostra che lui ci vede, ci chi- ama e ci pesca nel mare della vita, in ogni momento perché è "nei nostri giorni e nelle nostre notti, nei nostri slanci". Dunque, il Signore ci dia la capacità di recuperare questa dimensione di ascolto e moto, che ci porta ad essere pescati e a nostra volta, pescatori di uomini, i nostri amici, i ragazzi che ci sono affidati, le persone che si fanno prossime nella nostra strada. E proprio per "volare altissimo", che il Signore ci infonda quella capacità di alzarsi Senza se e Senza ma, non rimandando le chiamate, i messaggi, non procrastinando la Vita che ci Chiama.

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Pubblicato 12 gen

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Pubblicato 12 gen

DOMENICA 12 GENNAIO 2025 Festa del Battesimo del Signore Dal Vangelo secondo Luca (3,15-16.21-22) In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». Parola del Signore. Il popolo d'Israele cerca Dio e cerca il Messia mandato da Dio, al punto da chiedersi se non sia Giovanni il Messia atteso. Il Messia però è Gesù, che inizia ora la sua azione pubblica facendosi battezzare. Non è un caso che l'inizio dell'operato di Gesù inizi con il battesimo e con una voce dal cielo che conferma a tutti la vera identità del Cristo: il Figlio di Dio, l'amato. Con il battesimo di Cristo ha inizio il cammino che, fino alla passione e la Pasqua, ci mostra il vero volto del Padre e la nostra vera identità. Così fin da subito è chiarissimo il carattere della nuova alleanza che si viene a creare tra Dio e noi: il rapporto tra un Padre e i suoi figli amati. Riscopriamo allora la bellezza del nostro battesimo, che ci ricorda la santità a cui siamo chiamati e che non c'è nulla da fare o da guadagnare per conoscere Dio e la Sua salvezza se non lasciarsi amare ed imparare ad essere figli come Gesù.

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Pubblicato 10 gen

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Pubblicato 10 gen

SABATO 11 GENNAIO Dal Vangelo secondo Luca (Lc 5,12-16) Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare. Parola del Signore. Forse il Signore è l’unico caso in cui davvero volere è potere. Il fatto è che spesso avvertiamo la tensione tra ciò che vogliamo e ciò che realmente è nelle nostre possibilità e capacità. E troppo spesso anche la nostra relazione con il Signore perde di spontaneità, libertà e informalità e si incaglia nei nostri schemi, nel nostro modo di vedere la vita, il mondo e noi stessi pensando che tutta possa e debba dipendere solo dalla nostra volontà, da ciò che dobbiamo essere, da ciò che altri magari si aspettano da noi, da ciò che crediamo che il Signore si aspetti da noi. Forse c’è solo da imparare a vivere riconoscendo che tutto viene da Dio, orientando il cuore verso di Lui, lasciandosi attrarre da Lui, in modo tale che anche la nostra volontà, i nostri desideri, i sentimenti, le emozioni, i pensieri, l’agire, tutto rientri nelle possibilità del Suo Amore.

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Pubblicato 9 gen

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