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Pubblicato 25 ago

Una nuova Guerra Fredda scuote il Mediterraneo e forse lo cambierà per sempre. Da un lato Israele e il suo rapporto esclusivo e preferenziale con gli USA, dall'altro la Turchia e il suo portato di ambiguità con qualche passo verso i BRICS e lo SCO (al netto dei tatticismi del caso). Ankara si pacifica all'interno, spingendo dopo decenni il PKK al disarmo, si proietta in Siria e vuole usare il paese come ponte verso il Golfo, congiungendosi finalmente al suo amato Qatar. Il duetto è noto: la caserma e la banca, uno ci mette demografia e armi, l'altro petrolio e soldi. Ankara e Tel Aviv si confrontano in Siria, con la prima a desiderare uno stato unitario e la seconda uno stato spacchettato, puntando tutto su drusi e curdi; ma anche a Cipro, dove aumenta la presenza israeliana e si parla anche di cancellare la repubblica turca al Nord; ma anche nei cavi e gasdotti che scorrono lungo il Mediterraneo orientale e che aggirando l'Anatolia manderebbero a monte il piano erdoganiano di centralità geostrategica. Le direttrici di Israele sono verso l'Azerbaigian e la Grecia (via Cipro), le direttrici turche sono verso il Qatar e le coste libiche, intersecando e quindi discutendo quelle dell'avversario regionale. Gli scontri si riflettono poi sulla questione palestinese, di cui Ankara è diventata la paladina ufficiale, nel rapporto preferenziale Erdogan - Hamas (ben presente dagli amici del Qatar e filiazione dei fratelli musulmani, a loro volta vicini al partito di Erdogan) e in parte anche in Libano, anche visto l'enorme peso che Damasco ha nel paese rivierasco. Lo stesso Netanyahu pur avendo rapporti preferenziali con gli USA (quasi a comandarli a bacchetta), si intrattiene poi in lunghe conversazioni telefoniche con Putin e ha spinto per far restare le basi russe nella parte alawita siriana. Complessità del mondo... Nuovo carosello su IG e video sul canale youtube alle 17 - Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 24 ago

Uno degli elementi più interessanti della teoria del sistema-mondo è di poter leggere i rapporti tra Nord e Sud globale da angolature diverse dalla visione comune in Occidente. Interpretare i rapporti tra Stati come centro-periferia, permette di capire come il mondo europeo abbia cercato di trasformare i propri valori (storicamente dati) nella visione universale delle cose. Non molte altre civiltà hanno postulato dei "diritti universali degli uomini". Noi lo abbiamo potuto fare perché il nostro processo storico di emancipazione era imposto tramite colonizzazione al resto del mondo. Tutti dovevano esser e pensarsi liberi come lo eravamo noi. L'uomo occidentale (anglosassone) è diventato il prototipo del sano: dal numero di figli, al lavoro, dai desideri individuali alla moralità politica. Questo passaggio -che ha significato per milioni di individui nel mondo un processo di emancipazione da modelli arcaici- ha un lato oscuro: alienazione, solitudine, perdita di senso. Sintomi che persino nell'Europa mediterranea cattolica soffriamo dopo questa mutazione antropologica imposta (e non a caso i cattolici irlandesi cercarono di resistere in altra epoca e in altri modi). Per il Sud globale la questione è molto più complessa e marcata. Questi popoli hanno avuto accesso ad una sola modernità: quella occidentale. Durante la Guerra Fredda (come notava Pasolini) per i paesi arrivati all'indipendenza esistevano l'alternativa statunitense e quella sovietica, due filiazioni della cultura europea. Col fallimento dei socialismi arabi e il tracollo dell'URSS abbiamo visto risorgere dei movimenti locali o religiosi in contrapposizione alla globalizzazione occidentale. Gli anni Novanta sono stati gli anni dell'Islam radicale in Algeria, in Bosnia, degli attentati alle ambasciate USA in Tanzania e Kenya. Proprio mentre l'Occidente vinceva e teorizzava la fine della storia, cresceva una radicalità non razionale, ma altrettanto forte. Abbiamo continuato ad immaginare gli integralisti islamici come dei pastori violenti sparsi in qualche deserto, finché non abbiamo scoperto che l'odio covava nelle periferie di Bruxelles e Parigi. Veniva portato avanti da persone cresciute qui, che mangiavano pizza e andavano a ballare in discoteca, saltuariamente facevano uso di droghe, poi boom, un qualche episodio drammatico portava queste persone in carcere o a una crisi interiore e avveniva l'incontro con i valori tradizionali, con il totalmente altro dall'Occidente. I dannati della terra trovavano un nuovo strumento di lotta. Quando parliamo dei BRICS, sento spesso dire che sono un blocco disomogeneo, questo è senza dubbio vero, ma non ne sminuisce in nessun modo l'impatto distruttivo per la civiltà occidentale. Torno a ripetere che la fase che stiamo vivendo è un Tardo Antico, Trump è un Diocleziano; Roma è riuscita in quella fase a rallentare la crisi, ma non ad interromperla… Poco più di un secolo e mezzo dopo l'Impero d'Occidente finiva e in molte province era già finito. Se la nostra idea è che tutto debba crollare oggi, subito: questo non sarà, è infantile pensarlo. Abbiamo a che fare con il più grande dispositivo di potere della storia dell'umanità, non salterà dall'oggi al domani (per fortuna?). Nulla toglie che cadrà, non è questione di ottimismo o pessimismo: nulla è eterno, neanche la civiltà occidentale (come la intendiamo oggi) e il suo dominio sul mondo. Sta a noi pilotare, litigare, appassionarci su come gestire questa crisi-transizione e proporre qualcosa di migliore, senza frignare perché l'utopia del cuore non è di strada. Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 23 ago

Ho sbagliato tutto dai tempi della prima comunione! Ma ora so tutto e farò sicuramente tutto giusto, fidati. Draky 😎

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Pubblicato 23 ago

https://youtube.com/shorts/Mg9bBv5FqOg?si=jHO3imxRZDyrVijW

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Pubblicato 23 ago

III🦁 L’AMARA CONCLUSIONE Malgrado gli storici economici dell’università di Padova (Non bazzico le aule di Ca’ Foscari dal 2004, quindi non so se l'infezione della Bocconi è arrivata sino a lì, ma allora ne era esente o se a Padova da cui manco dal 2006 siano rinsaviti.) persistano a trovare elementi comunque positivi nelle stagioni della crisi (‘’600) e della senescenza della Repubblica (‘700) che effettivamente visti dal “buso della ciave” non mancarono: la protoindustria, la sericoltura, l'arricchimento dei proprietari fondiari; ma questi non furono altro che sviluppi puntiformi e processi di concentrazione della ricchezza, prima detenuta in una pluralità di soggetti, in poche mani, ma che nell’insieme della Repubblica portarono ad un calo della ricchezza generale ed ad una riduzione della sua capacità di produrre reddito. Quindi pochi privati ricchi con un capitale per lo più sterilizzato in settori maturi, di cui in seguito vedremo le conseguenze, una moltitudine di immiseriti ed uno Stato impoverito. In sostanza loro vedono la Repubblica in crisi come un economista classico a caso di oggi vede la nostra attuale situazione economica. Sempre tentando un ardito collegamento con l'oggi voglio ricordare che nel tristo evento della Caduta (12 Maggio 1797) il Patriziato accidioso perse la Repubblica accorgendosene e senza fare nulla per impedirlo. Si sommarono lo scoramento dei riformatori eternamente rimbalzati e ora ubriacati di speranza malriposta nel corso e la gran massa dei componenti del Maggior Consiglio rincuorati dalla garanzia che i loro beni privati sarebbero stati garantiti sia dai francesi, che poi dagli austriaci, cedettero così vergognosamente lo Stato che da 11 secoli resisteva. Restarono esclusi i barnabotti che si ritrovarono a spasso, i Barnabotti erano i patrizi privi di beni che vivevano nella zona di Campo San Barnaba in alloggi a poco prezzo offerti dallo Stato. Erano i protagonisti negativi del corpo politico, vendevano i loro voti nel broło (giardino/frutteto) di San Marco e si prestavano alle manovre clientelari e politiche dei Patrizi influenti. Bene la domanda è: faranno lo stesso le attuali élite politiche e economiche? Io credo di sì. Non paghi, sebbene il periodo austriaco sia stato segnato, soprattutto per l’ex Dominante, da una forte crisi economica e sociale, nelle campagne l'imposizione di tasse soprattutto dirette basate sui catasti riequilibrò la fiscalità e cominciò a colpire i grandi proprietari fondiari, anche se in ritardo, visto che l'allodio era ormai perduto sui terreni più vocati, ma ancora in tempo utile per smobilitare il capitale investito nei campi verso attività più redditizie, come la nascente industria…ma invece che succede: pieno sostegno delle classi alte e della borghesia ricca allo stato nascente più a ovest che garantiva tasse indirette e possibilità di dazi agricoli, così il grosso dei fondi restò in investimenti a reddito decrescente portandoli ad una lunga erosione e al sottosviluppo degli ex territori della Repubblica protratto sino agli anni ‘70, tanto che in pochissimi casi alla fase industriale parteciperanno i capitali delle antiche casate (mi vengono in mente solo un paio di casi tra cui i Dolcetta), il grosso di queste finì rovinato, con le immense ville in abbandono. Senza scordare la massima che girava a inizio 2000 a Ca’Foscari “lasciare un immenso impero con tre porti per finire in un paese miserabile pieno di porti”. ✍🏻Andrea Alexandro Nałeto Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 22 ago

http://youtube.com/post/UgkxBl1dS61P9usrYRBnGFAV-lECtww1_3M6?si=1o_SuUxTKqWJPzIF

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Pubblicato 22 ago

Tutti parlano di Medio Oriente, ma pochi guardano alla cartina che da anni gira nei circoli israeliani: quella della Grande Israele. Un progetto che non si ferma alla Palestina, ma guarda oltre, fino al Nilo e all’Eufrate. La questione non è più solo la Palestina: è l’intera regione che rischia di trasformarsi in una gigantesca colonia occidentale. 🗺 Capire il disegno: chi lo sostiene, chi lo subisce, e cosa comporta per l’equilibrio globale? #israele#palestina#mediooriente#geopolitica#grandisrael#arabworld#usa#sionismo#guerra#occupazione#nilo#eufrate#oilpolitics#arabia#iran#egitto#libano#siria#geopolitics#globalorder#colonialismo Il resto delle slide al link: https://www.instagram.com/p/DNp3P4kM51Q/?img_index=1

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Pubblicato 22 ago

III🦁 FINANZIARIZZAZIONE LE MANCATE RIFORME Non fu soltanto la riforma fiscale a mancare, ma molte riforme finirono per essere svuotate o ritardate per lo spirito conservatore e privatistico del Patriziato. Le grandi stagioni di riforma abortite o parzialmente applicate: quella promossa del Doge Andrea Gritti (drogado 1523/38) successivo al recupero dello Stato da Tera dopo il disastro di Agnadello, la stagione del governo del partito dei Zovani nella prima metà del ‘600 e l'azione del Procuratore di San Marco Andrea Tron (cognato dell’arcinota Çeçilia Trona) che nel settecento tentò un tardivo salvataggio della Patria. Basta un solo esempio: sulla scorta della guerra dell'Interdetto, che vide protagonisti il Doge Leonardo Donà e il giureconsulto di stato Paolo Sarpi ed un atteggiamento sempre più antispagnolo del Partito dei Giovani si prese in considerazione di convertire la Repubblica al calvinismo per rompere definitivamente con Roma, ma si scelse di soprassedere, innanzitutto spinti dalla necessità di ottenere l'appoggio delle potenze cattoliche e del Papa nella guerra di Candia e siccome gli ottomani non erano disposti a preservare le proprietà fondiarie dei Patrizi quest'ultimi lottarono senza esclusione di colpi (anche per orgoglio e gloria invero) tanto che alla fine a nessuna famiglia macò il morto in casa, come già fecero dopo Agnadello, in realtà sempre per lo stesso motivo, la mancata garanzia sui loro diritti reali. Comunque un altro fattore che giocò a favore della permanenza nel papismo furono la gestione dei beni ecclesiastici che indirettamente erano controllati dalle famiglie patrizie stesse che monopolizzavano le cariche vescovili ed abbaziali, mentre con la Riforma religiosa tali beni sarebbero stati assorbiti dalla Repubblica e messi all'incanto consentendo un miglioramento della situazione economica e debitoria dello Stato. Decisamente un'occasione perduta non solo economica, ma soprattutto politica perché sarebbe stata la possibilità per una definitiva rottura con il vicino italiano creando una cesura netta che avrebbe impedito l'attrazione incorsa in seguito. Fare proposte estreme era una caratteristica piuttosto tipica dello Stato Veneto nel momento in cui si trovava in ambasce. La proposta enorme veniva valutata a lungo per alla fine essere scartata. L'altra grande proposta impensabile era stata lanciata nel 1509, dopo la rottura di Agnadello e l'invasione dello Stato da Tera: far sbarcare gli ottomani in Veneto e lanciarli contro la lega di Cambrai quindi mezza Europa, però alla fine si scansò l'idea. ✍🏻 Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 21 ago

Riportiamo questa news con ulteriori dettagli......... Gli hacker russi (presumibilmente associati al 🇷🇺MOD) avrebbero violato il database dello Stato Maggiore ucraino, rivelando perdite orrifiche delle AFU. Secondo il registro digitale compromesso, se i dati sono corretti, l'Ucraina ha perso 1.721.000 soldati uccisi o dispersi in tre anni di conflitto. La suddivisione è: — 118.500 nel 2022 — 405.400 nel 2023 — 595.000 nel 2024 — 621.000 nel 2025 Ogni record contiene nomi, circostanze e luoghi di morte o scomparsa, dettagli personali, contatti familiari e fotografie. L'hackeraggio è stato effettuato da gruppi tra cui Killnet, Palach Pro, User Sec e Beregini.

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Pubblicato 21 ago

https://youtube.com/shorts/6fdcYWZCFLs?si=T5lT3tP_vIzfwEMh ISCRIVITI AL CANALE Seguimi anche su: Instagram: /gab.germani Spotify: https://podcasters.spotify.com/pod/sh... Telegram: https://t.me/gabgerm Linktree: https://linktr.ee/gabriele.germani

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Pubblicato 21 ago

IL TRUMPEROTISMO ED ALTRE PARAFILIE. PS. Solo una altrimenti Gabry diventa fucsia. I trumpiani mi fanno impazzire. 🤯 1)Chi voleva gli ucraini nella Nato: gli Usa 2)Chi voleva creare un’Ucraina antirussa: gli Usa 3)Chi voleva spaccare lo spazio Russo: Gli Usa 4)Chi ha allevato i fascisti ucraini: gli Usa 5)Chi voleva mettere truppe e missili intercettori in Ucraina: gli Usa Bene in quale dei magici mondi gli Usa avrebbero vinto la guerra? Poi ci sono le favole, al massimo hanno perso in piedi, la guerra era la LORO, non di Biden. Mi spiace dirlo per i PutinFetishist, ma temo che i russi non avranno la costanza del Vietnam, ma dovrebbero regalargli un bel Saigon75 o essere screanzati come i talebani nel 2021, ma si sa mai. Tanto le storie su armi, soldi, promesse e tutto il resto dei vari lazzi dureranno sino alla prossima elezione americana o nostra. Se inventiamo gli obiettivi possiamo inventare le vittorie: i russi che non hanno conquistato tutto tutto, o gli americani che volevano solo spaccare il rapporto UE-Russia. 1) I russi non volevano prendere tutto 2) Gli americani volevano realizzare il disegno di Brzezinski Infierire sugli imbelli vassalli che gran vittoria…mi ricorda la Francia di fine ‘800 sazia di metà Africa, ma l'Alsazia e Lorena restavano tedesche. ✍🏻 Andrea Abbandoniamo ai loro desiati amplessi i nostri trumperini e se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 21 ago

https://www.youtube.com/watch?v=49c1h1Q0KUY Dal tramonto dell’Occidente al Medioevo hi-tech: che fare? Nuova puntata di Appunti dalla fine del mondo. Un ragionamento a più livelli: dall’Italia in crisi all’Europa stanca, fino al nuovo Rinascimento che cresce altrove. Tecnofeudalesimo, Cina prima potenza economica, municipalismo libertario, storia e futuro intrecciati. Un filo da ricostruire insieme, senza illusioni sul passato e senza scorciatoie facili. Se ti piace questo percorso, iscriviti al canale, lascia un commento e condividi il video. ISCRIVITI AL CANALE Seguimi anche su: Instagram: /gab.germani Spotify: https://podcasters.spotify.com/pod/sh... Telegram: https://t.me/gabgerm Linktree: https://linktr.ee/gabriele.germani

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