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Pubblicato 20 ago

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607 views

Pubblicato 20 ago

La mappa geografica raffigura la distanza e posizione geografica, nel continente delle Americhe, del Venezuela 🇻🇪 e degli USA 🇺🇲 ✍️ Vincenzo Tartaglia

570 views

Pubblicato 20 ago

🔴Novità dal mondo🔴 Parte 2 ▪️Conflitto russo-ucraino 🇺🇦🇷🇺🇺🇲🇪🇺 Dopo lo storico incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump il 15 agosto in Alaska (USA), e dopo il recente incontro tra Donald Trump con il presidente ucraino Volodymir Zelensky ed i capi di stato europei, ho preferito aspettare che si diradasse la "nebbia" prima di dire la mia, anche se non sarà molto diverso da quanto già detto. Per dirla semplice, sostanzialmente il vincitore della guerra è Mosca, l'Ucraina è mutilata ed ha perso, pure gli USA hanno preso atto del fatto che la guerra è persa e hanno ottenuto solo una parziale vittoria (vendita di armi e gas e rottura dei rapporti tra Europa e Russia) e il grande perdente sulla scena internazionale è l'Europa, altro che "Russia isolata"... Ora si sta' parlando di un ipotetico incontro trilaterale tra Trump, Putin e Zelensky o bilaterale tra Zelensky e Putin (vedremo) e si parla ancora di queste "garanzie di sicurezza" USA per l'Ucraina, che non si è ancora capito in cosa consistano. Ma sta di fatto che Trump, non si sa in che modo, vorrebbe risolvere il conflitto solo ed unicamente per sfilarsi da un problema (il conflitto ucraino) che scaricherà per bene sulle spalle degli europei, per concentrarsi su altri fronti geopolitici: Medio Oriente, Taiwan e il giardino di casa, cioè l'America latina. L'unica cosa che sottolineo è che questi colloqui di pace non finiranno subito, ma dureranno per molto tempo ancora. La diplomazia è una cosa lunga e seria, che richiede molto realismo e devono essere accolte le richieste di tutti quanti per giungere ad un ipotetico accordo che soddisfi tutti: russi, ucraini e statunitensi. (Fonti varie) ▪️Venezuela 🇻🇪 Come dicevo prima, Trump vuole concentrarsi su altri fronti geopolitici, ed il Venezuela è uno di questi. Negli ultimi giorni Washington ha: 1) triplicato a 50 milioni di dollari la ricompensa storica per informazioni che portino all'arresto di Nicolas Maduro, legittimo presidente del Venezuela. 2) Accusa il Venezuela di narco-terrorismo e di fare arrivare la droga negli USA. 3) promesso di combattere i cartelli della droga sudamericani. Per questi motivi, di recentissimo ha inviato 3 cacciatorpediniere, sottomarini e oltre 4000 marines in direzione delle coste venezuelane, non si sa ancora se per invadere e rovesciare il governo ostile o se è solo una prova di forza. Dal canto suo, Caracas ha messo in allerta il suo esercito e le milizie popolari (4,5 milioni di persone). Tali promesse di Trump di combattere i cartelli della droga e il flusso di droga proveniente dal Venezuela sono ridicole, perché la stragrande maggioranza della droga negli USA arriva tramite il confine con il Messico, dai caraibi (Jamaica) e Oceano pacifico, la verità è che Trump ha da sempre il sogno di voler rovesciare Maduro (voleva farlo già nel 2018), inoltre fanno gola le immense riserve petrolifere venezuelane. Perfino la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum Pardo, ha affermato "No all'interventismo" scagliandosi contro la scerellate mosse di Washington. (Fonti: Fox News, CNN, TeleSur) ✍️ Vincenzo Tartaglia Continua 👇

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Pubblicato 20 ago

L'immagine sopra è la mappa geografica della Birmania/Myanmar 🇲🇲 L'immagine sotto è la mappa geografica del Madagascar 🇲🇬 ✍️ Vincenzo Tartaglia

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Pubblicato 20 ago

🔴Novità dal mondo🔴 Parte 1 ▪️Italia 🇮🇹 La città di Bari si conferma in prima linea in quanto a solidarietà verso la Palestina 🇵🇸 Dopo che il sindaco, Vito Leccese, ha consegnato giorni fa le chiavi della città a Francesca Albanese, la famosa giurista e rappresentante ONU per i territori palestinesi, ora la giunta comunale barese ha deciso di escludere Israele 🇮🇱 alla famosa "Fiera del Levante", in virtù del genocidio in corso nella striscia di Gaza. Una decisione ben accolta dalla popolazione ma contestata da Tel Aviv e politici italiani come Maurizio Gasparri. (Fonte: Corriere del Mezzogiorno) ▪️Madagascar 🇲🇬 Il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, ha inaugurato di recente il tratto autostradale Ambodifasina-Ambohimanga, lungo 8 km. Questo piccolo tratto è parte della più lunga autostrada di 260 km che collegherà la capitale Antananarivo fino a Toamasina, il porto principale del paese. Tale autostrada servirà a velocizzare il commercio interno e con la speranza, come detto dal presidente Rajoelina, di attirare più investimenti stranieri. All'inaugurazione erano presenti molti capi di stato africani. (Fonti: Agende de Presse Africaine, L'Express de Madagascar) ▪️Myanmar/Birmania 🇲🇲 Dopo il terribile terremoto di marzo 2025 che ha devastato il paese asiatico, con la guerra civile tra ribelli e governativi in corso nella regione di Rakhine, le proteste della popolazione e ONG per delle nuove elezioni trasparenti, infine la giunta militare ha preso una decisione. Ci saranno il 28 dicembre le nuove elezioni generali, alla quale si sono registrati oltre 50 partiti politici, con la speranza che si svolgano effettivamente tali elezioni. (Fonte: Asia News) ✍️ Vincenzo Tartaglia Continua 👇

524 views

Pubblicato 20 ago

https://www.youtube.com/watch?v=PmA_qMKQg_A&t=1s Le lucciole lo fanno, le meduse lo fanno, persino certi funghi lo fanno: brillano al buio. E allora perché noi esseri umani, con tutta la nostra tecnologia, non abbiamo ancora inventato una lampadina a bioluminescenza? Una lampadina che funzioni con luciferina e luciferasi, senza consumare elettricità? In questo video ti spiego in modo semplice (e un po’ scemo) perché la natura riesce a fare cose che noi, nonostante miliardi in ricerca, non riusciamo ancora a replicare davvero. 👉 Spoiler: c’entrano efficienza, ricariche chimiche e… yogurt scaduti. Goditi il viaggio nel mondo delle lampadine a lucciola! ISCRIVITI AL CANALE Seguimi anche su: Instagram: https://www.instagram.com/gab.germani Spotify: https://podcasters.spotify.com/pod/sh... Telegram: https://t.me/gabgerm Linktree: https://linktr.ee/gabriele.germani

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Pubblicato 20 ago

Anche quando si riuscì ad introdurre produzioni collaterali come la sericoltura, questa ben lungi dal creare un sistema produttivo simile a quello di Lione, si limitò a produrre materie prime e semilavorati ad unico favore dei grandi proprietari che si prodigarono in spese folli e voluttuarie tanto che si può ben dire: “Vicensa la pare de pria bianca, ma la xe fata co la bava dełi anghi”[Vicenza pare fatta di pietra bianca, ma è fatta con la seta dei bachi. Ango=bruco]. Quando nella prima metà del ‘600 vi fu la reggenza dei Zovani in MC, il Partito dei Giovani raccoglieva un gruppo di famiglie patrizie di tendenza riformista e antispagnolo, con simpatie filofrancesi, comunque la Repubblica non accettò mai l'influenza di entità esterne come dimostrato dalla Guerra dell’Interdetto, anche se il nuovo gruppo di Governo portò avanti un'offensiva contro le élite delle città suddite ed un tentativo di ricomposizione e riforma dello stato [Rimando agli studi di Claudio Povolo sulle istituzioni politiche della Repubblica e l'applicazione del diritto nel corso del ‘600 con i casi del Conte Orgiano o i problemi di altri nobili di campagna dalle condotte un po' scandalose che andavano dall'importunare tutte le promesse spose del contado al dormire col figliolo del fattore, che lo Repubblica impiegò a fini politici per tagliare le unghie alla feudalità e tentare una ricomposizione dello Stato] non si riuscì mai a porre in essere una riforma fiscale per l'opposizione dell’intero corpo politico, anche della maggioranza stessa dei Giovani, per non perdere una fiscalità di assoluto favore che finiva per essere un’esenzione informale, mentre a vuoto cadevano le denunce contro i vizi e le pompe inutili che si consumavano in quel fastoso disastro economico che furono le ville di campagna che tolsero all'economia dinamicità e alla Repubblica la capacità di spesa che gli avrebbe consentito un riarmo e la successiva sopravvivenza, condannandola invece ad una consunzione lenta. ✍🏻Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 20 ago

III🦁 LA FISCALITÀ DELLA REPUBBLICA VENETA Non scriveremo di tasse che non rientrano nell'oggetto dell’analisi (per un'analisi completa della fiscalità della Repubblica Veneta non posso che suggerire i lavori del compianto professor Giuseppe del Torre anche lui mio insegnante), ma solo di quelle che mostrano l'atteggiamento dei Patrizi verso la Nazione e niente è meglio per dimostrarlo che le tasse dirette. Nella Dominante era applicato dal 1461 una tassazione diretta basata su catastici urbani, un’innovazione fiorentina del primo ‘400, ma completamente scartata dagli italiani con l'affermazione della Signoria, che necessitava di sistemi fiscali più elastici a fini clientelari. Il sistema degli inventari al contrario non fu applicato allo Stato da Tera, eccezion fatta che per la Val Brembana nella bergamasca, innanzitutto in ossequio alle usanze locali per fidelizzare le élite delle città suddite e i feudatari. La Repubblica garantisce alle élite locali la pienezza dei diritti reali (diritti sulle cose) e il mantenimento delle antiche consuetudini, tanto che non vi verrà esteso il diritto consuetudinario More Veneto applicato in città, ma resterà il diritto romano. Non solo per le città che si sono inserite nello Stato da Tera per Dedizione, ma anche per quelle conquistate (Padova, Bergamo ecc.) si limitò la repressione ai soli irriducibili. Nello stesso tempo alla feudalità di origine imperiale fu garantita la continuità del titolo in cambio della prestazione degli obblighi feudali in favore della Repubblica. Nelle città dell’entroterra l'importo generale della tassa da versare era stimato a partire da un calcolo approssimativo della produzione di reddito annuo e poi ripartito in carati (quote) tra città, campagna e clero, per la città di Padova era ripartito in questo modo: 10% clero 30% città 60% contado, le cifre di pertinenza erano poi suddivise tra i residenti. Il sistema in una situazione statica era in equilibrio, il problema sorse con l'acquisto da parte del Patriziato urbano delle città soggette e di quello della Capitale di fondi agricoli a partire dal ‘400 e soprattutto tra ‘500 e ‘700 in questo caso alla campagna veniva tolto imponibile senza che la tassa fosse adeguatamente decurtata perché i nobili non essendo residenti non versavano in campagna e dall’altro lato il sistema rigido non consentiva adeguamenti del carato dovuto dal contado. Progressivamente la tassa prese ad aumentare per i residenti diventando sempre più insostenibile creando un circolo vizioso in cui la rovina degli allodieri (coltivatori diretti di un fondo in piena proprietà) la spina dorsale della ricchezza rurale dello stato Veneto si traduceva in ulteriori vendite di fondi provocando la sparizione dell'intero gruppo sociale, in favore di grandi tenute dedite alla cerealicoltura commerciale approfittando anche degli alti corsi del grano raggiunti nel XVI Sec. Malgrado la magnificenza raggiunta dalle grandi ville di campagna, con il calo del valore dei cereali nel secolo successivo si assisterà ad una riduzione progressiva della redditività dell’investimento, compensata comunque dalla forte concentrazione della ricchezza e dal valore ludico attribuito alla villeggiatura. Nel complesso se nel bilancio dei singoli Patrizi la situazione era sotto controllo, sin da allora agronomi e amministratori pubblici denunciano che il sistema stava impoverendo lo Stato e sterilizzando la crescita del capitale privato, che se rivolto ad attività più rischiose come il commercio e la protoindustria avrebbe prodotto più reddito e soprattutto offerto lavoro migliore a fronte del misero bracciantaggio stagionale richiesto dalle grandi aziende cerealicole. La classe politica Veneta anche davanti alla constatazione dell'incipiente disastro non fu in grado di contenere la sua ingordigia ed imporsi una riforma fiscale che salvasse l'allodio ed indirettamente evitasse di fissare il capitale in attività con prospettive decrescenti.

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Pubblicato 20 ago

Guarda i padroni come la mia cagnolina guarda me 🥰 Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 19 ago

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Pubblicato 19 ago

III🦁 FINANZIARIZZAZIONE IL DEBITO PUBBLICO E I TITOLI DI STATO In condizioni finanziarie normali la fiscalità della Repubblica riusciva a tenere i conti in ordine grazie alle tasse indirette sui beni di consumo (come il sale, ecc.), i contributi per il mantenimento delle milizie, i dazi e le tasse commerciali e con le tasse dirette sui fondi agricoli, sui beni produttivi e sui diritti appaltati. Lo Stato Veneto godeva di entrate superiori a qualunque altro stato della penisola e pari a certi regni europei (Inghilterra) nel ‘500. Il gettito veniva raccolto per circa la metà nella Dominante (ciò manifesta la persistenza del valore economico del commercio e della manifattura cittadina anche dopo la crisi del primo ‘500) nello Stato da Tera per il 40% e dallo Stato da Mar per il restante 10/12%. In occasione delle guerre, dalla già vista lotta con Genova, ma in seguito con le guerre d'Italia, la guerra contro la lega di Cambrais, le guerre con i turchi (10 guerre in 3 secoli (le fonti divergono, le guerre vanno da 10 a 12 a seconda che si spezzino le operazioni militari e si considerino anche le guerre per procura) ed altre guerre con Ungheria, impero ecc. era necessario emettere titoli del debito fruttiferi. Particolarmente disastrose per i conti furono la guerra di Chioggia 1381, la guerra di Cipro e Lepanto 1570/71, la guerra di Gradisca 1615/16, la guerra di Mantova e Monferrato 1628/31 e i 25 anni della guerra di Candia 1645/69, le guerre di Morea (Peloponneso): la Prima 1684/99 e la Seconda 1714/18. L’estrema necessità di denaro in occasione della guerra di Candia portano anche all'insolvibilità dello Stato che non riesce a rimborsare il vecchio debito e contemporaneamente ad emetterne di nuovo per le necessità belliche così si decide di non rimborsare il debito più datato, ma qui vediamo il primo sintomo della prevalenza dell’interesse privato dei Patrizi detentori di titoli di debito rispetto all’interesse nazionale. Il debito non viene rinegoziato, ma consolidato in altre parole i titoli divengono non rimborsabili, ma restano fruttiferi e perpetui, un vulnus per i futuri conti dello stato e quando nel corso del ‘700 si deciderà di ridurre l'indebitamento ormai divenuto insostenibile, soprattutto a partire da questi titoli, avverrà nel modo meno traumatico possibile per i creditori, malgrado le necessità del paese fossero altre. ✍🏻Andrea

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Pubblicato 19 ago

https://youtu.be/PRaIGQ_qOlo Nel Settecento Venezia vive la sua “lunga senescenza”: un’epoca di decadenza mascherata da feste, carnevali e turismo, che ricorda molto da vicino il presente dell’Italia e di altre economie ormai fondate quasi solo sul settore turistico. Dal fallimento delle riforme di Andrea Tron, alle campagne navali di Angelo Emo, fino al carnevale trasformato in attrazione internazionale, la Serenissima si spegne lentamente mentre la classe dirigente si rifugia nelle rendite e nelle maschere del divertimentificio. In questo video analizziamo il parallelo tra il declino di Venezia e la fragilità del turismo come unico motore economico, con uno sguardo alla nostra realtà contemporanea. Da un testo di Andrea Alexandro Naleto. 📌 Iscriviti al canale per altri approfondimenti. ISCRIVITI AL CANALE Seguimi anche su: Instagram: https://www.instagram.com/gab.germani Spotify: https://podcasters.spotify.com/pod/show/gabriele-germani Telegram: https://t.me/gabgerm Linktree: https://linktr.ee/gabriele.germani 🔹 Capitoli 0:00 Introduzione – Venezia e il presente 1:45 La fine del commercio e l’era del turismo 3:20 La lunga senescenza della Serenissima 5:10 I tentativi di riforma di Andrea Tron 7:15 I Murazzi e la difesa della laguna 9:00 Angelo Emo e l’ultima flotta 11:20 Carnevale e turismo di massa nel ’700 14:30 Venezia come “Las Vegas d’Europa” 17:10 Il crepuscolo della Repubblica 19:00 Turismo e declino: il parallelo con l’Italia di oggi 21:00 Conclusioni e riflessioni finali

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