TGINSIGHT CHAT
Capibara Media
@gabgerm
PoliticaCapibara Media è un progetto editoriale che racconta politica, società e cultura. Video, podcast e approfondimenti per chi cerca informazione critica e una comunità. DONA: https://gofund.me/cd9de700a Contatto: [email protected]
Post recenti
Pag. 67 di 84 · 1,001 post
Pubblicato 28 lug
Carestia a Gaza 🇵🇸https://www.instagram.com/p/DMp26iotI-z
Pubblicato 27 lug
Il flusso di profughi crebbe ancora in occasione dell' invasione longobarda del VII sec, buona parte dei centri lagunari attuali o scomparsi: Torcello, Murano, Burano, Mazzorbo, Ammiana e Costanziaco ecc. datano da questo frangente, mentre Rivo alto dovrebbe risalire al V sec. (Il natale di Venezia, piuttosto mitico invero, rimonta al 25 Marzo 421) ma era un centro minore. Testimonianza della vita lagunare di allora è una nota lettera di Cassiodoro che parla di gente che si ciba soprattutto di pesce, che produce sale, utilizzato persino come merce di scambio e dove ogni famiglia possiede una barca che utilizza negli spostamenti, analogamente a quanto si fa con i cavalli in terraferma, le abitazioni "ricordano i nidi degli uccelli marini", costruite tra i canneti o addirittura galleggianti sull'acqua; per i cinefili, immaginate più o meno il villaggio di Bertoldo e Marcolfa in "Bertoldo Bertoldino e Cacasenno” Politicamente l’area, in seguito alle campagne di Giustiniano contro i goti, fu sottomessa, sebbene con una certa autonomia, all'Impero Romano d’oriente e vi rimase anche quando il resto del Veneto fu assoggettato ai Longobardi, restando un’isola orientale in un mare occidentale barbarico. Le isole lagunari erano rette a ducato dipendente dall'Esarcato di Ravenna, ma l’autorità imperiale ben presto entrò in crisi. Gia dalla seconda metà del VII secolo, subendo la pressione delle aristocrazie locali autonomiste ed il protagonismo politico della Chiesa di Roma, l'Italia bizantina si frammentò in una serie di ducati autonomi al di fuori del controllo effettivo dell'esarca, la cui autorità ormai non si estendeva al di là del Ravennate. Contrasti di natura fiscale e religiosa tra Papato e Bisanzio accelerarono il disfacimento dell'esarcato, mentre le armate, reclutate tra la popolazione locale, non esitavano a rivoltarsi contro all'esarca se nascevano contrasti con gli interessi locali ed il pontefice. Con la caduta definitiva dell' esarcato conseguente alla conquista longobarda di Ravenna nel 751 il Ducato della Venezia si costituì a vita autonoma fissando la sede governativa prima a Cittanova, poi a Eraclea ed infine a Malamocco, da dove fu arrestata l’avanzata dei Franchi di Carlo Magno. In realtà nel Ducato si era creato una stato di guerra civile tra filo bizantini e il partito filo franco del Duca Obelerio, ma che si dimostrò ondivago quando giunse la flotta dei bizantini in laguna. Equilibrismo che non lo salvò tanto che fu poi scalzato con il trattato franco-bizantino di Aquisgrana (811-814), (poi confluito nell’840 nel pactum Lotharii, più volte rinnovato dagli imperatori occidentali) seguente la vittoria navale dei Veneziani del canal Orfano. Con l'elezione a Doge di Angelo Partecipazio i Veneziani si liberarono dei filo Franchi e giurando fedeltà a Costantinopoli ottennero la conferma dell’autonomia allontanando al contempo l’altro impero. Più tardi per ragioni di sicurezza la sede politica fu posta a Rialto, dove fra il IX e il X sec. veniva costituita la civitas, che fu prima civitas Rivoalti e poi civitas Venetiarum. Regolati i rapporti esterni ed interni, la città, superata la stagione arcaica descritta da Cassiodoro, fiorì grazie agli intensi traffici mediterranei specialmente con Bisanzio e l’Oriente. Mentre nell 828, per riaffermare il ruolo autonomo rispetto al patriarcato di Aquileia dipendente dall’impero occidentale, veniva trasportata in Città da Alessandria d’Egitto la reliquia di San Marco Evangelista, proclamato patrono di Venezia, accanto al precedente, San Todaro di memoria bizantina. *Continua ✍🏻Andrea
Pubblicato 27 lug
Venezia I Protostoria di Venezia Già in epoca romana, stando alle recenti scoperte archeologiche vi era una parziale presenza antropica nell'area semi paludosa oggi occupata dalla laguna Veneta, sfruttata per la caccia e la pesca, ma su cui insistevano anche saline e campagne bonificate, con centri abitati minori. La zona era molto probabilmente impegnata da 4 bacini paludosi separati da strisce di terra stabile che a partire da IV e V sec. cominciarono a popolarsi dei profughi dell' entroterra sconvolto dalla invasioni barbariche e dalla guerra gótica , che approfittavano del progressivo isolamento dell' area dovuto al deterioramento delle strade e canali romani. Situazione che peggiorò con l’alluvione del 589, la Rotta della Cucca, un disastro dovuto alla mancata cura del territorio e a modifiche del clima, che sconvolse l' idrografia del basso Veneto deviando Brenta e Sile e unendo i 4 bacini paludosi nell' attuale laguna in comunicazione col mare.
Pubblicato 26 lug
Il caccia svedese Grippen ha ricevuto il battesimo del fuoco nel conflitto tra Cambogia e Thailandia. È la prima volta che questo velivolo affronta missioni di combattimento attivo. @GeopoliticalCenterfb
Pubblicato 26 lug
Sionisti attaccano la Handala
Pubblicato 26 lug
Pubblicato 24 lug
Il Parlamento Catalano oggi ha approvato una risoluzione storica e importantissima, sperando che apra la strada ad altri Parlamenti e si rompa il tabù del sionismo affinché venga considerato ciò che è. Questa risoluzione riconosce ufficialmente il sionismo come una forma di razzismo! Inoltre nella stessa risoluzione chiedono di interrompere i rapporti con lo Stato terrorista di israele e con le aziende che traggono profitto dal genocidio, dall'occupazione, dall'apartheid e dal colonialismo. Chiedono anche di impedire l'attracco a navi coinvolte nel traffico di armi o materiali per la loro fabbricazione, destinati a israele. Una risoluzione coraggiosissima oltre che sacrosanta. Viva la Catalogna! T.me/GiuseppeSalamone
Pubblicato 24 lug
Il cattivo (livello canaglia)
Pubblicato 24 lug
Il brutto (assai brutto)
Pubblicato 24 lug
Il buono (la buona)
Pubblicato 23 lug
L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI GUERRA Operazione speciale o guerra russo ucraina, una distinzione che sembra una capziosa questione semantica, ma non lo è affatto. Dietro alle due diciture riposano significati e intenzioni politico-propagandistiche assai diverse. Guerra russo ucraina è il termine elettivo del mondo occidentale, con la variante rafforzativa naffica (per chi non avesse colto la citazione è un richiamo burlesco al cubismo orfico di inizio ‘900 ove le composizioni pittoriche incominciarono ad essere completamente create dal pittore e non tratte dalla realtà) “invasione non provocata dell'Ucraina”. Le definizioni occidentali, anche la meno faziosa, implicano un non detto evidente, cioè che la guerra sia cominciata il 24 Febbraio 2022, espulgendo ogni riferimento agli eventi precedenti, dal 2014 in poi. Operazione questa che ha lo scopo di disegnare una Ucraina assolutamente innocente e quindi attaccata per protervia ed evidente follia del plurimoribondo satrapo moscovita. Il modo maniacale con cui in TV si è portata avanti la crociata contro l’uso del termine “operazione speciale” tradisce proprio questo secondo fine. L’attenzione per le date è piuttosto ficcante a ovest, il documento presentato alle Camere in Italia, in effetti, cominciava ad analizzare la situazione dal momento in cui i russi avevano accumulato truppe per le esercitazioni sul confine occidentale, non un solo giorno prima, perché avrebbero dovuto vedere anche i precedenti accumuli ucraini verso le repubbliche secessioniste. Le tensioni, la guerra, i morti, i massacri, la repressione erano già in essere da 8 anni e ampiamente testimoniate, anche dal mainstream, che allora era meno cieco davanti a certi fatti e a curiosi reparti militari che allora non erano indicati solo come adusi all’esegesi kantiana. Il voler imporre ad ogni costo il termine, che glissa sulla continuità bellica, testimonia oltre che una lettura strabica della realtà una pura truffa. A Mosca e tra i multipolaristi và per la maggiore la definizione Operazione Speciale Militare che ha innanzitutto lo scopo di sottolineare la continuità del fenomeno con la situazione di guerra civile precedente, in seno al paese confinante. Sbarazzando il tavolo così da affermazione del tipo: invasione non provocata ecc e assegnando all'Ucraina un ruolo di attore attivo nella crisi. Però la dicitura va un po' oltre a questo, dando l’idea di una guerra soft e misurata, che visto le potenzialità dei mezzi d’offesa russi e l’innegabile vicinanza sentita con i vicini effettivamente c'è, ma data la quantità di morti sul fronte richiesti da una guerra di logoramento, anche se magari non si coventrizza Leopoli o si manda il paese completamente per stracci potremmo ardire di chiamarla guerra. Perché i nomi leziosi per queste cose brutte sembrano tanto l’imitazione del gioco di nomi e propaganda del Dipartimento della difesa americano, che non ha mai fatto guerre dalla Seconda Guerra Mondiale innanzi, ma operazioni indicate con termini più o meno evocativi e graziosi. Quindi magari è più oggettivo chiamare questo epifenomeno post 24/02/22 “Fase Russa della guerra civile ucraina”, riprendendo la parola impiegata dagli storici per suddividere la Guerra dei Trent'anni: guerra che può essere ripartita in quattro fasi: boemo-palatina (1618–1625), danese (1625–1629), svedese (1630–1635) e francese (1635–1648). PS sperando di non dover aggiungere ulteriori fasi nel futuro e che non duri 30 anni. ✍🏻 Andrea
Pubblicato 22 lug
di Caitlin Johnstone La curva dell'aumento dei decessi per malnutrizione a Gaza sta iniziando ad impennarsi, con il Ministero della Salute che ne segnala 18 in sole 24 ore. I medici riferiscono che le persone stanno "collassando" per strada, e il giornalista di Gaza Nahed Hajjaj avverte il mondo di non sorprendersi se i giornalisti rimasti nell'enclave saranno presto ridotti al silenzio dalla fame. A meno che qualcosa non cambi drasticamente, ci si può aspettare che la situazione peggiori molto rapidamente. Nel frattempo, le forze di occupazione israeliane stanno stabilendo nuovi record con i loro massacri di civili affamati in cerca di aiuto, con 85 morti in un solo giorno domenica. Se questo non è male, allora niente è male. Se israele non è male, allora niente lo è.