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Savino Balzano
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Pubblicato 12 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/2032029944553824401?s=20 Ieri, a La Zanzara, un altro civilissimo confronto con David hashtag#Parenzo, alla luce della sua incredibile intervista all’ambasciatore israeliano. Davvero imperdibile: un’intervista severissima, spietata, a schiena dritta. David contestava tutte le risposte del diplomatico: vi lascio immaginare come è scattato quando quello gli ha detto che Israele desidera solo vivere in pace. Siamo tornati anche sulla vicenda della Famiglia del Bosco: una madre disperata, a cui vengono sottratti i figli, che per certa gente è soltanto una povera pazza. Questo perché, a quanto pare, avrebbe un atteggiamento ostile nei confronti dei servizi sociali. Oh bella! Ma che strano! Davvero incomprensibile! E Cruciani se la ride... giustamente!
Pubblicato 11 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/2031648479953469747?s=20 Serve il coraggio di tornare indietro. È un racconto straziante, che va ben oltre lo scontro politico e le vicende referendarie. Questa storia è enorme, e il dolore dei #BambiniDelBosco è infinitamente più importante delle nostre meschinità e dei nostri scontri quotidiani. Vi prego di ascoltare le parole del prof. Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente di parte della #FamigliaDelBosco. E ditemi voi se è ancora possibile difendere decisioni prese sulla pelle di queste creature. Lo Stato, freddo e distante, sta agendo senza alcuna umanità. E tutti abbiamo il dovere di dirlo: chi non condanna condivide, e la responsabilità ricade su ognuno di noi. Non è questo il modello di società che possiamo accettare. Questi bambini devono stare insieme e tornare ai loro affetti. Invece c’è chi, pur di salvare la faccia e di non ammettere le proprie gravissime responsabilità, continua a percorrere un sentiero che di umano non ha nulla.
Pubblicato 9 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/2031085101204021505?s=20 Chi non coglie la gravità assoluta della vicenda relativa alla #FamigliaDelBosco non si rende conto dell’enorme pericolo che corriamo come società. A me non interessa la destra o la sinistra, né entrare nel merito della discussione sui giudici. C’è qualcosa di enormemente più importante: il destino di questi bambini. E dovremmo essere tutti uniti per loro. Tutti con i #BambiniDelBosco. Se ci fosse stata anche una sola prova seria a sostegno della decisione assunta, l’avrebbero tirata fuori per mettere a tacere la polemica. Invece non esiste una sola motivazione seria a sostegno di un provvedimento tanto pesante. Ci si sorprende per l'astio della mamma nei confronti dei servizi sociali? Siamo matti?! Come dovrebbe comportarsi una madre in una situazione simile? I bambini non si toccano: tornino a stare insieme e tornino dai loro genitori. Mi vergogno di vivere in un Paese dove possono accadere simili episodi. Soprattutto quando, in altre circostanze, i servizi sociali non intervengono nemmeno se si implora il loro intervento. #BattitoriLiberi dal lunedì al venerdì alle 17 su Radio Cusano.
Pubblicato 7 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/2030262828825731146?s=20 Il pianista magico – quello che lo suona col pisello con i sorci al seguito, non mi stancherò mai di ricordarlo – minaccia un capo di governo dell’#UE e della #Nato. #Zelensky, un bandito e un autocrate, dalle nostre parti presentato dagli idioti tatuati come il nuovo Churchill, osannato dai turisti per caso come il nuovo De Gaulle, ha minacciato #Orban, colpevole di non voler sbloccare il prestito da 90 miliardi dell’Ue per #Kiev. Lo sciatore avrebbe detto di voler dare ai propri militari l’indirizzo di Orban, perché «lo chiamino e discutano la questione con lui a modo loro». Ma sentite un po’: come si dice in italiano quando uno ti minaccia di violenza per avere del denaro? Estorsione, per caso? Pizzo? Racket? Come lo volete definire? Zelensky è tecnicamente un balordo, un disperato che le prova tutte pur di non confrontarsi con la realtà e col suo stesso popolo: è alla canna del gas e, dopo aver sabotato il #NordStream, ora minaccia anche uno dei leader europei se non si mette in ginocchio. Fortuna che un sovranista c’è davvero e si chiama proprio Orban. Non mi sorprende, ad ogni modo, che la notizia di questa gravissima minaccia non sia stata commentata dai nostri politici, dai nostri opinionisti e, soprattutto, dalla stragrande maggioranza della stampa. Siamo al più basso livello mai raggiunto. #BattitoriLiberi dal lunedì al venerdì alle 17 su Radio Cusano.
Pubblicato 6 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/2029905414553239688?s=20 Ieri è uscito un libro importante. Un libro che, in un Paese normale, farebbe un chiasso impossibile da ignorare. Qui accade qualcosa di diverso: se ne parla, se ne discute – perché è impossibile evitarlo – ma sottovoce, tra i corridoi, guardandosi attorno con circospezione. Questo perché – e se qualcuno ancora non se ne fosse accorto dovrebbe preoccuparsi – ciò che ostinatamente continuiamo a chiamare democrazia altro non è che un’illusione: una coperta di Linus, una vacua consolazione. I re di denari, di Mario Giordano, edito da Rizzoli, è un libro che parla di banche e di signori del denaro. Di quello che l’autore efficacemente definisce il “gioco dell’Opa”, quel risiko che si muove ogni giorno tutt’intorno a noi: sopra le nostre teste e sotto i nostri piedi. Raramente nel nostro interesse, come risparmiatori e, soprattutto, come cittadini. È bene non perdere di vista il contenuto dell’articolo 47 della Costituzione, che recita: «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese». Dalla sua lettura emerge non solo la dimensione primaria, appunto costituzionale, delle banche, ma anche la loro funzione sociale: le banche come spina dorsale dell’economia reale, come strumento di emancipazione attraverso l’investimento, a partire – innanzitutto – dalla casa. Ecco, vi domando: dalla vostra esperienza e da quanto osservate in giro, ritenete che questi principi della Carta trovino una loro concreta evoluzione? Un loro effettivo dispiegamento? Oppure no? Se volete trovare risposta alle domande che, palesemente o inconsciamente, vi ponete da tempo su questa fondamentale questione della nostra vita pubblica, questo libro dovete leggerlo.
Pubblicato 5 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/2029497341670007129?s=20 Se l’operazione di #Israele e #StatiUniti (checché ne dica #Trump, l’ordine corretto è questo) la critica #DiBattista, Parenzo si infuria e gli dà dello zozzo. Se lo fa #Cecchettin, Parenzuccio diventa un dolce cucciolotto: non è d’accordo, ma “rispetta molto”. Ma guarda un po’. La dittatura del politicamente corretto continua a soffocarci e certi sacerdoti non possono essere minimamente criticati. Nemmeno quando muovono ridicole accuse di sessismo a Carlo #Conti. E invece no: una cazzata resta una cazzata. Anche se la dice Cecchettin. Ospite de #LaZanzara e di Cruciani.
Pubblicato 4 mar
https://x.com/i/status/2029240551011160249 Ovviamente in #Italia ci stiamo davvero distinguendo in questa fase. I nostri giornali, la nostra stampa (fatico, nella maggior parte dei casi, a definirla “informazione”, comprenderete) enfatizzano il gravissimo attacco iraniano a #Cipro. Un Paese dell’Unione Europea, insistono a ricordarci gli augusti commentatori. Un fatto gravissimo, inaudito, inconcepibile. Peccato solo per un piccolissimo dettaglio: la distruzione del #NordStream ad opera degli ucraini del pianista magico (quello che suona il piano col pisello, con i sorci al seguito), una delle più importanti infrastrutture energetiche d’#Europa, che ci avrebbe consentito peraltro di acquistare più agilmente il gas russo a un prezzo molto inferiore rispetto a quello statunitense. E ancor più lo pagheremo. Il nostro Presidente del Consiglio è riuscito a dare la colpa a #Putin. #Trump e #Netanyahu attaccano Teheran e "ha stato Putin". Perché avrebbe rotto l’argine: avrebbe dato il via alla violazione del diritto internazionale. Datemi pure del putiniano, come fa qualche disagiato pellicano pelato, però, a me la replica dell’ambasciata russa sembra impeccabile: «A nostro avviso, madre dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'ONU: contro la Jugoslavia (1999), l’Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro ll’Iran (2026)». Sublime, ancora una volta, il nostro Capo dello Stato, #Mattarella. A caldo, subito dopo l’aggressione all’Iran, dichiara che «la guerra sia tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia». Adesso la guerra si muove da sola, ha quattro ruote motrici. Torna così, autonomamente, non si sa come. Quando si tratta dei russi, facciamo un bel paragone con i nazisti, nonostante abbiano lasciato sul terreno decine di milioni di morti per arrivare a Berlino. Quando si tratta di #Israele, viceversa, la guerra diventa impersonale: come un’auto senza conducente. E se non c’è il conducente, a chi la dai la colpa? Bella trovata.
Pubblicato 4 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/2029135535571157083?s=20 È stata davvero una sorpresa: pare che #Parenzo sia diventato più trumpiano di #Trump. Eppure lo ricordo, insieme ad altri, tutto trafelato e spaventato per l’instabilità internazionale che il presidente USA provocava nel mondo. A breve lo vedremo ballare YMCA dei Village People con il cappellino MAGA. Si sa: quando qualcuno aiuta Israele a “esportare la democrazia”, a salvare le donne dal velo (magari senza farle diventare adulte), diventa sempre un eroe. Altro duro scontro ieri ai microfoni de #LaZanzara e di #Cruciani.
Pubblicato 3 mar
https://x.com/i/status/2028774213952106653 Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Solo che oggi, al posto di Catilina ci siamo noi. Al posto di Cicerone c’è il resto del mondo. Si resta davvero basiti, allibiti per ciò che si sente dire e per ciò che si legge. Come si fa ad ammantare di legittimità quanto #Israele e gli #StatiUniti stanno facendo in Medio Oriente? Si parla di guerra difensiva. Si dice che l’#Iran avesse a disposizione armi pericolosissime (mentre lo nega la CIA). Si afferma che #Netanyahu e #Trump vogliano restituire libertà alle donne, agli omosessuali, agli oppositori iraniani. Sappiamo che con le bombe non si esporta la democrazia, ma sappiamo anche che esportarla non interessa affatto a nessuno. Tanto è vero che a nessuno viene in mente di liberare gli oppressi da bin Salman. Anzi, ci facciamo affari. Come ce li facciamo con al-Jolani, pur conoscendone la storia. È semplicemente ridicolo negare che questa operazione risponda a meri interessi geopolitici. Israele e gli Stati Uniti, al di là delle esigenze di distrazione di massa dei loro leader, hanno bisogno di un regime change. Gli Stati Uniti, in funzione anticinese, in primo luogo. E dunque la domanda resta: quanto ancora il mondo deve pazientare? Quanto può farlo dinanzi alla nostra propaganda demenziale? Perché gli altri non dovrebbero avere il diritto di replicare i nostri comportamenti? Leggo di condanne per le azioni militari iraniane. Si chiede a #Teheran di fermarsi. Ma, dico, siamo pazzi? Che fine hanno fatto #Maduro e sua moglie? Qualcuno ne sa qualcosa? Vi sembra normale andare in giro per il mondo a rapire o sopprimere capi di Stato e di governo? Se i cinesi cominciassero a fare davvero come noi, che cosa accadrebbe? Come reagiremmo? Il nostro dibattito pubblico è imbarazzante. Le aggressioni israeliane a sette Paesi vengono descritte come lotta alle basi del terrorismo, dimenticando che sono state bombardate capitali e un numero incalcolabile di strutture civili. È imbarazzante l’assenza di dignità nei commenti, l’assoluta e palese disonestà: qualche pagliaccio domanda persino quando scenderemo in campo militarmente per difendere #TelAviv. È il riflesso della nostra decadenza culturale e morale. Siamo ormai in una profonda, forse inesorabile, decadenza. Il futuro dei più giovani appare quanto mai fosco. Poveri innocenti. Perché alla fine restano loro: i civili, i bambini, gli innocenti. Sempre sacrificabili, sempre “collaterali”. In nome di una libertà che non arriva mai.
Pubblicato 1 mar
https://x.com/SavinoBalzano/status/2028025360843964570?s=20 Ovviamente sono le ore della peggiore ipocrisia. Leggi le note stampa, apri i social e vieni letteralmente invaso da un fiume mefitico di impudenza. Il peggiore di tutti è l'ucraino magico, quello che suona il piffero — anzi, il pianoforte col pisello — e i sorci gli vanno dietro incantati: per #Zelenski «giusto liberarsi di un regime terrorista». Dovrebbe fare attenzione a certe uscite: se sabotare il #NordStream, unico vero attacco a infrastrutture europee, può essere considerato un atto terroristico o comunque illegale, la testa a rischiare potrebbe essere anche la sua. Lui e le pantegane che da anni farneticano, con le loro patetiche bandierine #UE e ucraine nella bio, di Stato aggredito e Stato aggressore, esultano: sono in piena estasi, in delirio totale. Fioccano pure le foto di #Khamenei con la croce sopra: uno in meno, colpito. A pubblicarle sono cagasotto da divano che non avrebbero mai il coraggio di imbracciare nemmeno una cerbottana per difendere la libertà e la democrazia. Si nasconderebbero nel primo buco disponibile, nel primo tombino. E già me li immagino, i minus habens: «ecco il soccorso al regime degli #ayatollah!». Io penso che ogni Paese debba regolarsi come vuole e che gli iraniani debbano vivere come credono: vedremo adesso quale sarà l’effetto dell’intervento. Ma il punto è un altro: agli israeliani e agli statunitensi non importa nulla della libertà e della democrazia in #Iran. Lo hanno spiegato bene alcuni ieri — bravissimo Marcello Foa nella sua analisi: #Netanyahu rischia di andare in galera e #Trump ha il grosso bubbone #Epstein. L’Iran non aveva armi pericolose per noi (come non le aveva Saddam), è la CIA dirlo, e stava facendo passi enormi per giungere a un accordo mediato dall’Oman. Di che parlate? Se davvero fosse un intervento in difesa delle donne soggiogate, degli omosessuali impiccati, della libertà di un popolo oppresso, perché non una parola per le bambine della scuola femminile #ShajarehTayyebeh? Le immagini che giungono da #Minab sono semplicemente strazianti. Anche qui la risposta ce l’hanno pronta: ci furono vittime anche nella guerra di liberazione in Italia, oggi abbiamo la democrazia. A parte il fatto che toccherebbe parlarne: siamo davvero così liberi oggi dai nostri “liberatori”? Lo potrebbe credere solo un idiota. In ogni caso, un crimine di guerra non ne cancella un altro e lo scopo dell’intervento cominciato ieri è tutt’altro che benevolo. Ti sbattono in faccia le immagini di iraniani in festa. Nessuno dice che il regime iraniano fosse un bene e dunque si capisce che qualcuno (alcuni, non tutti) esulti. Ma domandatevi cosa accadrà adesso: cos’è oggi l’Afghanistan? E cos’è oggi l’Iraq? E la Libia? Gli iraniani soffriranno ancora perché non hanno amici in Occidente. E i piccoli politicanti che affollano il nostro dibattito pubblico continuano a dimostrare la loro patetica inconsistenza. In tutto questo, però, che fine ha fatto il garante assoluto del diritto internazionale? Qualcuno ha sentito per caso la severa e autorevolissima voce di #SergioMattarella? Si può tifare, esultare, sentirsi dalla parte giusta della Storia. Ma la Storia, di solito, presenta il conto ai popoli, non ai commentatori da tastiera. E quando arriverà, sarà troppo tardi per scoprire che la libertà non si esporta con i bombardamenti.
Pubblicato 28 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2027707031268864178?s=20 Mi domando se sotto i missili statunitensi e israeliani cadrà anche qualcuna delle donne dei cui diritti l’Occidente si diceva tanto preoccupato nelle scorse settimane di protesta. Ci si indignava per i caduti provocati dalla repressione del regime di #Teheran. Le stime erano precisissime, nessuna diffidenza — a differenza dei numeri di #Gaza. Certi morti, si sa, contano meno. In tutti i sensi. Chissà se le bombe di #Trump e #Netanyahu sapranno “salvare” gli studenti sopravvissuti ai disordini delle settimane passate. Pareva stessero gli particolarmente a cuore. Sanzioneremo gli #StatiUniti e #Israele? Manderemo aiuti economici o militari all’#Iran? Si potrebbe ancora una volta tirare fuori la storia dell’aggredito e dell’aggressore, puntare il dito contro la nostra ipocrisia. Ma non serve più: non abbiamo altra dignità da perdere.
Pubblicato 25 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2026591481822114147?s=20 Un grandissimo Massimo Cacciari ieri a #BattitoriLiberi. Sono trascorsi quattro anni dall’inizio di questa nuova fase della guerra tra #Russia e #Ucraina. Non quattro anni dall’inizio del conflitto tout court: quello è cominciato nel 2014, ovviamente. E da quattro anni ascoltiamo sciocchezze ripetute da patetici propagandisti, utili idioti – per dirla con #Cacciari – del grande partito transnazionale della #guerra. Ad oggi, sia chiaro, abbiamo fatto tutto ciò che volevano i sostenitori dello “stato profondo”, quello che tiene assieme certe élite statunitensi (democratiche e neocon) con quelle europee più decadenti: Emmanuel #Macron, Friedrich #Merz, Keir #Starmer, Ursula #VonDerLeyen, Kaja #Kallas, Mark #Rutte e predecessori. Abbiamo fatto tutto ciò che chiedevano i tatuati turisti per caso, che farneticano di tradimenti un giorno sì e l’altro pure. E il risultato è sotto i nostri occhi: un disastro. Che fine ha fatto la “guerra ibrida” della Russia contro l’#Europa? Gli attacchi continui dei droni? Gli sconfinamenti degli aerei? Gli articoli 4 e 5 del Trattato atlantico invocati a pranzo e a cena? Nel frattempo hanno perso la vita centinaia di migliaia di persone, un Paese è stato sventrato. Dovremo contribuire a ricostruirlo con i nostri soldi. E nonostante tutto, certi pifferai magici – con i sorci al seguito – continuano a riproporre imbarazzanti e stonate melodie in diretta da #Kiev. Contenti voi...