TGINSIGHT CHAT
Savino Balzano
@savinobalzano
BlogUn canale dove condivido i miei contributi Twitter https://twitter.com/SavinoBalzano Facebook https://www.facebook.com/sav.balzano/
Post recenti
Pag. 4 di 85 · 1,009 post
Pubblicato 24 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2026217468323066230?s=20 L’operazioncina è chiarissima: #Cinturrino, il poliziotto che ha colpito lo spacciatore nel boschetto di #Rogoredo, si è rivelato una mela marcia e qualcuno spera di poterci speculare politicamente. Speculare negando che esista un enorme problema di #sicurezza nel Paese, principalmente legato all’immigrazione irregolare. Tutti coloro che si sono schierati a favore delle forze dell’ordine — in primis Cruciani e Giordano — avrebbero fatto una figuraccia e ora dovrebbero tacere. Almeno questo prova a sostenere Parenzo. È vero esattamente il contrario: chi crede nella legalità e nel rispetto della legge deve alzare la voce e manifestare il proprio sdegno per essere stato raggirato da un lestofante (almeno per quanto emerge al momento). Ieri, La Zanzara, Radio24.
Hashtags
Pubblicato 23 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2025858386802139488?s=20 Quando lecchi troppo, qualcosa tra i denti ti rimane sempre. È fisiologia. Ho provato a spiegarlo a David Parenzo, ospite de La Zanzara, dal mitico Giuseppe Cruciani.
Pubblicato 22 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2025471908716659093?s=20 Intanto, la nostra solidarietà al Fatto Quotidiano per i continui attacchi ricevuti dai “turisti per sempre”: quelli che pensano che andare di tanto in tanto a #Kiev significhi comprendere ciò che sta accadendo tra #Russia e #Ucraina. In secondo luogo, vorrei chiedere agli #slavaukraini da tastiera di andare fino in fondo, una buona volta: siete convinti che certi giornali e certi giornalisti siano al soldo — in un modo o nell’altro — del nemico? Bene, allora agite: abbiate il coraggio di chiedere, ad esempio, l’arresto di Travaglio e di Gomez. Vediamo come va a finire. Ancora una volta l’ipocrisia si conferma la bussola di certa gente: cianciano di democrazia, farneticano di libertà e di Occidente. Il giorno dopo, però, esultano per l’arresto di un giornalista in Turchia (Andrea Lucidi), fortunatamente già rilasciato. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, Radio Cusano.
Pubblicato 19 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2024564682020049358?s=20 Due piccole domande che prescindono dal dibattito referendario. Ripeto: non c’entrano con il #referendum sulla riforma della #magistratura. Siate onesti. Prima domanda. Vi sembra normale che non possiamo mandare in Albania un tizio con 23 condanne alle spalle (alcune gravissime) perché deve avere la possibilità di parlare con i figli — e gli diamo pure 700 euro — mentre, nonostante le disperate richieste di aiuto della madre, non facciamo tornare a casa i #BambiniDelBosco? Per alcuni, evidentemente, è più educativo il contatto con un genitore pregiudicato con più di venti condanne per reati gravi. Seconda domanda. Vi sembra normale che un’imbarcazione di una #ONG (#SeaWatch), speroni un mezzo della nostra Marina e che si stabilisca non solo che il sequestro dell'imbarcazione fosse illegittimo, ma addirittura che l’organizzazione vada risarcita con oltre 70 mila euro? E, allo stesso tempo, che l’allora ministro dell’Interno (#Salvini) venga sottoposto a un processo durato sei anni per sequestro di persona? La #Rackete pure al Parlamento Europeo. A me non sembra normale: per me siamo diventati la repubblica delle banane. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, Radio Cusano.
Pubblicato 19 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2024421252216107258?s=20 Tre sono le domande che ho posto ad Antonio #DiPietro, sollevando le obiezioni di chi sostiene il #NO al #referendum sulla #giustizia. La prima: se vince il #SÌ, il pubblico ministero diventa un super-poliziotto, non più interessato alla ricerca della verità ma — perdendo la sua cultura giurisdizionale — si concentrerà soltanto a dimostrare di avere ragione, assumendo un atteggiamento punitivo verso indagati e imputati (che, però, secondo #Gratteri & co., voterebbero autolesionisticamente per il SÌ: ma questo è un altro discorso…). La seconda: se vince il SÌ, il pubblico ministero (che oggi, per i sostenitori del NO, sarebbe il nostro primo difensore) diventerebbe unico titolare dell’azione penale, svuotando di senso le indagini e l’udienza preliminare, che forse andrebbero poste sotto il pieno controllo di quello che diverrebbe l’avvocato dell’accusa. La terza: se vince il SÌ, la #magistratura finirebbe sotto il tacco della politica che, infatti, rivendica il controllo della polizia giudiziaria. Da parte mia, desidero ricordare solo questo: l’attuale articolo 104 della #Costituzione, al primo comma, recita: «La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere». Se vincesse il SÌ, e dunque passassero tutte le modifiche costituzionali volute dal Governo, l’articolo 104, primo comma, reciterebbe: «La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere». #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.
Pubblicato 18 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2024041512963547179?s=20 Penso che ci sia molta gente che debba fare pace con il cervello. O, molto più semplicemente, siamo circondati da incapaci e mentecatti che parlano a vanvera. Non piace quanto sta accadendo a Francesca Albanese. Io sono tra quelli – nel mio piccolo – che fin dal primo momento si è indignato per l’accanimento, di ogni genere, riservato alla nostra connazionale. Parliamo di un’italiana che semplicemente fa il suo lavoro: denuncia quanto accade al popolo palestinese e fa benissimo a insistere. Non c’è nemmeno un pallido retrogusto antisemita nelle sue parole e, ancor meno, ho mai sentito da parte sua parole di sostegno per Hamas. Qualche sbavatura? Sì, certo: alle volte ci si può far prendere la mano, soprattutto quando l’attenzione mediatica è alle stelle. Ma di questo parliamo: sbavature. Ha sempre condannato quanto accaduto il 7 ottobre, mai sostenuto il terrorismo, mai attaccato gli ebrei. Punto. Tuttavia, trovo fottutamente ipocrita (dall’ipocrisia siamo sommersi) chi sfrutta la sua vicenda per attaccare l’amministrazione statunitense, come se dalle nostre parti fossimo verginelle sprovvedute. Un trattamento molto simile a quello riservato a Francesca #Albanese è stato infatti riservato a Jacques #Baud, ex militare svizzero, oggi analista geopolitico, che ha subito dall’Unione europea sanzioni pesantissime: congelamento dei beni e divieto di circolazione nell’area Schengen. Pensate che le autorità belghe hanno concesso una deroga alle sanzioni per ragioni umanitarie. Per far capire di cosa stiamo parlando. È il clima che sta cambiando, e cambia in maniera generalizzata: essere arrestati è diventato molto più semplice, e lo è in #Europa tanto quanto negli Stati Uniti. Veniamo ossessivamente bombardati dalle immagini dell’#ICE e molti di noi provano sconcerto; eppure nulla ci viene raccontato delle migliaia di arresti nel #RegnoUnito (circa 2.500 finora), né si registra alcuna reazione ai 9.000 procedimenti penali – fonte Der Tagesspiegel – solo a Berlino, relativi a proteste politiche. Il giochetto è sempre lo stesso: dipingere con toni mostruosi coloro che non sono funzionali a certe logiche di potere, agli interessi di certe élite. Nessun commento, ad esempio, dal #Quirinale su queste vicende: un Quirinale che a parole si dice attento alle prerogative del diritto internazionale. Lo stesso Quirinale che dopotutto puntava il dito contro #Musk, dopo aver accolto con tutti gli onori Bill #Gates, il cui nome è sempre più compromesso dall’affaire #Epstein. Affaire di cui, con ogni probabilità, se non fosse per il social X del brutto e cattivo Musk sapremmo ben poco. E torniamo al punto di partenza: quelli che dovrebbero fare pace con il cervello o, più banalmente, gli utili idioti del sistema. Gli utili idioti sono quelli che pensano di far bene e invece servono un assist dietro l’altro all’avversario. Già che qualcuno parli oggi di sovranità monetaria fa un po’ sorridere; ma se la sovranità monetaria diventa l’argomento a sostegno dell’#euro digitale, è proprio il colmo. Vero: certe sanzioni gli #StatiUniti possono comminarle inaudita altera parte perché possiedono i circuiti più importanti (Visa, Mastercard, American Express), ma almeno loro sono uno Stato sovrano. In mano a chi volete mettere questo #EuroDigitale? A Ursula #VonDerLeyen, a Kaja #Kallas, a #Macron? La ricordate la vicenda dei camionisti canadesi coinvolti nel Freedom Convoy? L’allora primo ministro #Trudeau bloccò loro i conti per smorzare la protesta. La nostra stampa parlava di camionisti no vax brutti e cattivi: la stessa stampa che, mi pare, oggi è oggetto di sanzioni pesantissime da parte dell’INPS per aver sottopagato i propri giornalisti. Erano distratti a combattere contro la statua di Montanelli. E allora, agli utili idioti che oggi vaneggiano di sovranità monetaria europea (che di sovrano non ha un ciufolo, non essendo uno Stato) e si eccitano con la storia dell’euro digitale, voglio dire solo questo: state fermi, fingetevi morti. Fate meno danni.
Pubblicato 17 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2023691248041697363?s=20 Avete mai sentito parlare dell’effetto #Dragarella? È un potere speciale, riservato ad alcuni unti dal Signore, come #Draghi o #Mattarella, capace di tramutare in oro tutto ciò che guardano. È la versione Super Saiyan di Re Mida: lui doveva toccare le cose; a questi basta uno sguardo, la sola presenza. Desidero ringraziare l’Onnipotente per averceli mandati: con loro è tutto un successo. Almeno così raccontano alcuni autorevolissimi giornalisti, persino direttori di telegiornale. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, Radio Cusano. .
Pubblicato 16 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2023345461591945705?s=20 Ancora questa mattina i nostri atleti hanno reso l'#Italia orgogliosa alle #OlimpiadiInvernali. Loro sono il sacrificio, il lavoro, l’impegno. Eppure, ancora una volta, una certa “stampa”, una certa “informazione”, non perde occasione per servire miseramente un racconto, miserrimo e sempre meno credibile. Erano le Olimpiadi di Tokyo, ve lo ricordate? E sciocchi commentatori pensavano di poter convincere il pubblico circa l’esistenza di un fantomatico effetto #Draghi. A farlo soprattutto loro: i fact-checker, i debunker, i cacciatori di bufale che lottano con coraggio contro ogni forma di fanatico complottismo. Loro, gli illuministi razionali, che parlavano di una sorta di premier taumaturgo: col suo solo sguardo faceva fioccare gli ori per la delegazione italiana. Lascia perdere le sciocchezze che diceva da capo del governo: che se non ti vaccinavi eri una sorta di Jack lo Squartatore; che col green pass eravamo tutti al sicuro (tranne quelli che perdevano il lavoro, nel silenzio tombale del #Quirinale); che dovevamo scegliere tra i condizionatori e la pace; che la Russia era in ginocchio (oggi lo continua a dire solo quella mezza matta della #Kallas). Questo non c’entra nulla. Oppure c’entra eccome? E lo stesso si fa con Sergio #Mattarella, che poi rappresenta l’identico sistema di potere: è umile perché si sposta in tram, perché dorme in foresteria. È umile, Mattarella, ama la morigeratezza. Irrilevante che il resto dell’anno dorma in quella che fu la dimora di papi e sovrani. Questo cosa vuoi che c’entri: a Cortina è tanto, tanto umile. E col suo sguardo da dolce nonno d’Italia fa vincere le medaglie ai nostri atleti. Una meraviglia. Lascia perdere che, se davvero il conflitto tra #Russia e #Ucraina dovesse chiudersi come pare inevitabile che accada, lui e i leader di mezza #UE non sapranno dove nascondere la faccia: se è vero che si trattava di una guerra di civiltà, tra il bene e il male, tra luce e ombra, tra libertà e barbarie, come diavolo potremo raccontare al mondo che ci guarda e alla gente che lo popola di averla persa? Di essere scesi a compromessi col tiranno? Insomma, a più riprese si divertiva (insieme ad altri) a citare la Conferenza di Monaco del ’38: cosa si dirà di lui (e degli altri), che poteva scegliere tra il disonore e la guerra e alla fine ha prevalso il disonore? Questo non c’entra nulla. Oppure c’entra eccome? La mitizzazione di tali figure diventa imprescindibile: lo si fece in passato anche con #Monti, ricordate? Prima che massacrasse il Paese, lasciandolo a pezzi, mentre alcuni raccontavano (e raccontano ancora) che lo avesse salvato. Propaganda, pura e semplice: l’effetto Monti, quello Draghi, quello Mattarella. Un modo puerile di nascondere ciò che tutti vedono: un immane fallimento politico e una montagna d'ipocrisia. Fortuna che certe fregnacce la gente non se le beve più. Rispetterei il lavoro dei nostri splendidi atleti: trasudano tutto tranne che ipocrisia. Loro. Un’ultima cosa, un sassolino: apprezzo che vi sia qualcuno — pochissimi, a mio avviso virtuosissimi — che abbia effettivamente il coraggio di dire le cose come stanno e di denunciare certe trovate da circo. Insomma, mi piace che si sottraggano alla mitomania che descrive Mattarella e Draghi come infallibili, più del Papa. Tuttavia, se sostituiamo un mito con un altro e una certa infallibilità la attribuiamo a qualcun altro, siamo punto e a capo. Liberi vuol dire liberi: anche da se stessi. E ci siamo capiti.
Pubblicato 14 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2022614424297541692?s=20 La supercazzola di #Gratteri da Formigli ha forse contenuto un po’ i danni: dice che non voleva sostenere che tutti quelli che votano #SÌ siano criminali. E grazie tante per la gentile concessione. Tuttavia, come minimo, tutti quelli che votano SÌ sarebbero in compagnia di massoni deviati e scarti di galera. Questo lo ha detto, e non si può correggere. Per voi è accettabile? E per voi è credibile l’assioma secondo cui tutti quelli che votano #NO sono stinchi di santo? Non ci sarà neppure un evasore fiscale? Magari qualcuno spaventato dal “pm superpoliziotto” di cui parlano da mesi quelli del cucuzzaro. Ma attenzione: peggio delle parole di Gratteri ci sono quelle dei suoi epigoni, più realisti del re. Perché si precisa quanto segue: l’elettorato del SÌ sarebbe composto da: a) criminali (categoria in cui, peraltro, si fanno rientrare anche indagati, imputati e perfino prosciolti: alla faccia della cultura giurisdizionale!); b) gente onesta che si è bevuta la propaganda del SÌ, ovvero — tradotto — poveri fessi. E se dovesse vincere il SÌ, dunque, come titolerete il vostro giornale? Non potrete che scrivere: «Italiani: un popolo di massoni, mafiosi e creduloni». Vedremo. Ecco, io penso che questo non sia il comportamento di un amico. Un amico, uno che ti vuole bene, non fa il cheerleader, non sventola fanaticamente due pompon: ti aiuta a non sbagliare ancora. Una sbavatura può capitare: ci si scusa e si va avanti. Amico è, ad esempio, il presidente del comitato civico del NO, Giovanni #Bachelet, che ha parlato di «commento offensivo per gli elettori, sbagliato. E che porterà più voti al Sì». Chi non si comporta così tradisce una natura proterva e spocchiosa. Gli elettori vi puniranno. E faranno benissimo. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.
Pubblicato 13 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2022255589804351969?s=20 Penso che le parole di #NicolaGratteri siano assolutamente inaccettabili e vadano condannate da tutti, senza se e senza ma. Ha affermato che per il NO voteranno le persone perbene, quelle che credono nella legalità; poi è passato a descrivere chi vota SÌ, senza menzionare altrettanta “gente perbene”. Se in entrambi gli schieramenti ci sono persone oneste, che senso ha citarle? E soprattutto: perché citare solo quelle che votano NO? Ne deriva una cesura evidente: le persone perbene e fiduciose nella legalità sarebbero naturalmente portate a votare NO; alle altre resterebbero due opzioni, astensione o SÌ. Non solo. Nella descrizione di chi vota SÌ compaiono indagati, imputati, massoneria deviata, centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente (la mafia?). Il ragionamento di #Gratteri è un colabrodo, e non solo il suo, verrebbe da dire. Se la riforma trasformasse il PM in un super-poliziotto “cattivo”, perché indagati e imputati dovrebbero votare SÌ? Sono tutti fessi? Se il pubblico ministero è impregnato di cultura giurisdizionale ed è, per alcuni, addirittura il primo difensore del cittadino, perché i “cattivi” voterebbero SÌ? Sono tutti scemi? Pare votino SÌ anche gli avvocati: godrebbero forse nel vedere torchiare i propri assistiti e nel trovarsi di fronte un PM più potente e meno sensibile alle ragioni della difesa e della verità? Curioso, non vi pare? Con la vittoria del NO, questi presunti centri occulti di potere se la passerebbero molto peggio che con la vittoria del SÌ. Il NO, però, coincide con l’attuale assetto: oggi hanno davvero vita difficile? Sono in seria difficoltà? Questo non significa che con il SÌ andrebbero a gambe all’aria: significa solo che nemmeno oggi accade. Ci siamo? Inoltre, Gratteri sostiene che la ’ndrangheta (come se fosse un soggetto unitario, ma sorvoliamo) sia per il SÌ. Come lo sa? Sono state condotte indagini in merito? Esistono evidenze, intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori che attestino tale orientamento? In assenza di tutto ciò, affermazioni di questa portata, rilasciate con tale leggerezza, risultano quantomeno significative. E inquietanti. La domanda che vorrei porre a Gratteri è semplice: ammesso — come lui stesso poi precisa — che esistano persone perbene che votano SÌ, esiste qualche lestofante che vota NO? Perché se si afferma che la gente onesta vota NO, si finisce inevitabilmente per escludere il contrario. Ho poi ascoltato la sua precisazione di ieri sera da Formigli e ne tengo conto. Ma non mi pare abbia risolto. Anzi. Per me Gratteri è un grande magistrato, patrimonio della Repubblica, ma temo si stia facendo prendere un tantino la mano in questa fase. E non solo lui. Questo atteggiamento è inaccettabile e antidemocratico. Così come è inaccettabile incensare (giustamente) l’autorevolezza di Gustavo #Zagrebelsky, ricordando che è stato Presidente della Corte costituzionale, e poi descrivere come impresentabile Augusto #Barbera — che ha ricoperto la stessa identica carica — solo perché, con pari autorevolezza, si schiera per il SÌ. Questo gioco al massacro è incivile e tradisce un nervosismo quantomeno sospetto. Una cosa, però, è certa: anche se vincerà il NO non ci sarà alcun sospiro di sollievo, perché tutto resterà com’è. E oggi le cose vanno male. Molto male.
Pubblicato 12 feb
https://x.com/i/status/2022035283659653545 Avete letto l'ultimo mirabolante titolo dei nostri? AI: «Draghi sbrana l'Europa, nuovo allarme: "L'economia sta peggiorando, dobbiamo agire il prima possibile"». Ormai non sanno più che inventarsi: sono in crisi. Ragazzi, non bisogna rispondere: questi vanno solo presi per il culo... (Ringrazio @durezzadelviver per la preziosa segnalazione). #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.
Hashtags
Pubblicato 12 feb
https://x.com/SavinoBalzano/status/2021883563994390606?s=20 Siamo sicuri che a montare un caso su #Pucci sia la destra? Sì, per carità, #Meloni ha rilasciato una dichiarazione. Poi la telefonata di #LaRussa. Va bene: tutto opinabile, ma anche tutto passato. Non mi pare che a destra oggi non si parli d’altro. Ascolti i talk la sera e, invece, pare proprio così: Andrea Pucci e il Festival di #Sanremo. E i sinistri sarebbero, loro malgrado, costretti a ragionarne. Ad abbassarsi a ragionarne. Poverini. Tutti a premettere di non averne mai sentito parlare prima del casino: «Devo dire che non lo conoscevo», questa la precisazione più comune. Non sia mai che si infanghino le scarpette firmate: quello succede solo quando tocca fare qualche buffonata in occasione delle politiche, per poi pontificare sul diritto al lusso e all’eleganza. La nuova frontiera del sol dell’avvenir. E certo, perché figurati se un sinistro può ammettere di aver riso a una battuta di #AndreaPucci, una battuta popolare, da bar. No, i sinistri ridono della #Littizzetto: lei sì, esponente dell’egemonia culturale della sinistra. Un’artista di enorme spessore, compostezza, acume e garbo. Per carità, ci inchiniamo dinanzi a Lucianina: ci incanta con la storia del tanga con il pelo. Mica roba triviale, lei: la comicità periferica e suburbana è robaccia da destra fascistoide. Io ho la sensazione che il continuo attacco alla maggioranza sul caso Pucci sia funzionale a nascondere una contraddizione bella grossa a sinistra. Sì, perché vi domando: vi sembra comune che un comico, scelto dal direttore artistico del Festival di Sanremo, accetti e poi rinunci a partecipare alla kermesse? Immagino sia il sogno di chiunque faccia spettacolo calcare quel palcoscenico. Non vi pare? Presumo che la rinuncia gli sia costata moltissimo, da ogni punto di vista. Cosa ne consegue? Che ciò che ha subito sia stato certamente pesante, grave, per lui addirittura insostenibile. Una cosa grossa, insomma. E tutti quelli che, ogni sera, insistono nel dire che Pucci non faccia ridere o che si sia ritirato per sua scelta sono semplicemente imbarazzanti, ipocriti e patetici: gli stessi che frignano balbettando di inclusività, menandocela con gli asterischi del politicamente corretto. Il punto non è se Pucci vi piaccia o meno, se vi faccia ridere o meno: è una persona che è stata costretta a ritirarsi da uno degli eventi che sarebbe stato infinitamente significativo per la sua carriera, per qualcosa che ha ritenuto non tollerabile per sé e per la sua famiglia. Andava difeso, a 360 gradi, da tutti. Invece cornuto e mazziato: pur di non difendere un artista ricondotto alla sfera della destra, gli si versano addosso altre secchiate di sterco. Non è Pucci il punto – al quale personalmente, nel mio piccolo, esprimo la mia solidarietà (per le minacce e per i commenti dei miserabili che si affannano in queste ore con il loro atteggiamento insopportabilmente snob) – ma la maledetta ipocrisia di una sinistrucola che pensa sempre di essere dalla parte della ragione, della libertà, della democrazia, e si conferma, invece, più intollerante che mai.