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Savino Balzano
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Tag: #meloni · 47 posts
Posted Apr 8
https://x.com/SavinoBalzano/status/2041786112729809120?s=20 Meloni vive il momento di maggior difficoltà dalla nascita del suo governo. La ragione è una e una soltanto: non c’entrano niente le vicende giudiziarie dei membri del suo governo (erano lì anche quando aveva il vento in poppa), le amanti, le sconfitte referendarie. Il governo è in crisi per l’economia, ovviamente. Francamente, ammetto che mi ha sorpreso quanto abbia retto sulla cresta: immaginavo e scrivevo che il consenso sarebbe crollato molto prima. È l’economia a erodere il consenso: se la gente se la passa male, ti volta le spalle. E invece, nonostante le difficoltà degli italiani, lei teneva: teneva perché l’agenda internazionale si è mangiata praticamente tutto, mettendo in ombra e creando alibi a un governo la cui politica economica è semplicemente drammatica. Il taglio pesante del deficit, il ritorno dell’avanzo primario, l’aumento della pressione fiscale: sembrano scelte made in Mario Monti. E, difatti, la crescita latita, ma soprattutto aumenta il rapporto debito-PIL, a dimostrazione del fatto che il rigore nella gestione dei conti pubblici è tutto fuorché “virtuoso”. Altro che fascisti: erano sfascisti! Ci applaude l’Unione Europea, ci applaudono le agenzie di rating, la BCE, e il ministro dell’Economia è contento: per lui questa strategia era un «dovere morale». E io che credevo lo fosse dar da mangiare agli affamati. Insomma, il governo dell’Italia first è diventato quello dell’austerity first. Questa è la verità, e questa è la vera ragione della scoppola al referendum. Un altro enorme vantaggio di #GiorgiaMeloni è l’armata Brancaleone che vorrebbe candidarsi a soppiantarla: per anni la criticavano sul fascismo, apprezzando tuttavia la "tenuta" dei conti pubblici. L’attaccavano su cose che non esistono e la rispettavano per ciò che di davvero infausto realizzava. Questo per il semplice motivo che, se fossero stati loro a governare, in politica economica avrebbero fatto esattamente la stessa cosa: perché sempre questo hanno fatto. Anche peggio, a dire la verità. Ciò che fiacca la #Meloni è la stessa identica malattia che ha toccato i suoi predecessori: si candidano per cambiare tutto, ma poi si “normalizzano”, si piegano al pilota automatico, al vincolo esterno, al whatever it takes. Occhio a Giuseppe #Conte: pensa di avere qualche possibilità di arrivare a Palazzo Chigi e la prima cosa che tiene a precisare, per tranquillizzare magari chi vigila dal colle più importante di Roma, è che non intende assolutamente discutere un’eventuale riapertura dei ponti energetici con la #Russia. Casomai qualcuno pensi di avere ancora davanti l’avvocato del popolo. Mette le mani avanti, chiarisce, precisa di non essere un problema o una minaccia per gli interessi che la nostra politica è tenuta sempre a preservare, a prescindere da chi vinca le elezioni. E allora è il momento di aprire gli occhi una volta per tutte: mentre ci scanniamo tra destra e sinistra, tifando per un lato o per l’altro di un bipolarismo assolutamente di facciata, qualcuno ride alle nostre spalle e si fa beffe di noi. La nostra democrazia è una vite spanata e, finché qualcuno non avrà il coraggio di mettere radicalmente in discussione il sistema nel suo complesso, saremo qui a parlare ancora del nulla.
Posted Mar 24
https://x.com/SavinoBalzano/status/2036362204031623562?s=20 La #Costituzione si rispetta, sempre, e dunque anche la sovranità popolare: il #No ha stravinto la consultazione referendaria e va bene così. Continueremo a rispecchiarci nella Carta, il nostro contratto sociale. Dobbiamo continuare a batterci per la Costituzione, come Paese e come popolo. A farlo per davvero: non come quelli che in questi mesi hanno frignato citando i padri costituenti (senza aver mai letto un rigo dei lavori dell’Assemblea), dopo averla sventrata inserendovi il pareggio di bilancio. Ritenevo e ritengo che la magistratura in Italia sia diventata un problema serio: e l’esultanza con “chi non salta la Meloni è” lo conferma. Lo abbiamo sentito tante volte, da quelli bravi: “il giudice deve apparire imparziale oltre a esserlo”. Una magistratura così politicizzata e in balia delle correnti diventa eversiva. È eversiva. Ma ha vinto il No e dunque nulla cambia: si rispetta la volontà popolare. Ha vinto il No anche nelle regioni del Sud, anche in quelle ad altissima concentrazione mafiosa. Questo è un dato che dovrebbe colpire: mafiosi e massoni non votavano tutti per il #Sì? Non erano in grado di condizionare radicalmente il voto? Ci citavano i risultati dei socialisti, quelli di #Berlusconi del passato. Un risultato curioso. Cosa facciamo con chi ha votato Sì: 13.251.887 tra mafiosi, massoni e dementi? Così dicevano durante la campagna elettorale: li abbiamo schedati tutti? Ne rinviamo a giudizio qualcuno? Sono 15.083.988 quelli onesti e intelligenti, ma anche i malandrini non sono poi pochissimi: come ce ne liberiamo? Dalle parti del #PD provano una sensazione inedita: aver ragione, avendo vinto. Ecco, vedete? È così che dovrebbe funzionare: chi vince decide. Un’esperienza nuova per chi ha governato il Paese per anni e anni, facendo scempio della Costituzione senza aver vinto le elezioni, grazie a qualche inciucio di palazzo benedetto dal Colle più importante di Roma. E la #Meloni paga quello che deve pagare: la riforma non avrà convinto l’elettorato, va bene; i suoi compagni di viaggio si sono spesso dimostrati semplicemente impresentabili, sissignore. Ma la verità è che Giorgia cade (finalmente!) sui temi economici: il Paese è in ginocchio, le prospettive sono cupe, e lei va a braccetto con le élite europee che aveva promesso di mettere in riga. Hanno votato sovranista e si sono trovati la draghina. Un po’ come nel 2018: votarono gialloverde e chiusero la legislatura con #Draghi. Il più pulito ha la rogna, sia chiaro. Come quelli che hanno votato la Cartabia e oggi parlano di impunità per colpa di #Nordio: fanno ridere. Ma loro proposero degli emendamenti, giusto: dimentico sempre questa parte della filastrocca del #M5S. Un’ultima notazione va fatta. In chiusura di campagna elettorale, la polemica più stupida di tutte: il decreto-legge sulle #accise fatto per condizionare il #referendum. Praticamente, secondo alcuni, il Governo avrebbe dovuto lasciare il prezzo del carburante alto per non condizionare il voto: roba da matti. Polemiche che dimostrano la considerazione che alcuni nutrono per la gente: se non la pensa come loro è mafiosa, massona, demente… o in vendita. E invece, nonostante la diffidenza che le riservate, il popolo vi ha dato ragione, vi ha premiati. La prossima volta, magari, siate un po’ meno ingenerosi. La Carta è di tutti: di chi ha vinto e di chi ha perso. Ora resta l’Italia, a cui dobbiamo voler bene davvero. Vedremo, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, chi alla Costituzione vuole bene per davvero. Anche se, da tempo, un’idea ce la siamo già fatta.
Posted Feb 12
https://x.com/SavinoBalzano/status/2021883563994390606?s=20 Siamo sicuri che a montare un caso su #Pucci sia la destra? Sì, per carità, #Meloni ha rilasciato una dichiarazione. Poi la telefonata di #LaRussa. Va bene: tutto opinabile, ma anche tutto passato. Non mi pare che a destra oggi non si parli d’altro. Ascolti i talk la sera e, invece, pare proprio così: Andrea Pucci e il Festival di #Sanremo. E i sinistri sarebbero, loro malgrado, costretti a ragionarne. Ad abbassarsi a ragionarne. Poverini. Tutti a premettere di non averne mai sentito parlare prima del casino: «Devo dire che non lo conoscevo», questa la precisazione più comune. Non sia mai che si infanghino le scarpette firmate: quello succede solo quando tocca fare qualche buffonata in occasione delle politiche, per poi pontificare sul diritto al lusso e all’eleganza. La nuova frontiera del sol dell’avvenir. E certo, perché figurati se un sinistro può ammettere di aver riso a una battuta di #AndreaPucci, una battuta popolare, da bar. No, i sinistri ridono della #Littizzetto: lei sì, esponente dell’egemonia culturale della sinistra. Un’artista di enorme spessore, compostezza, acume e garbo. Per carità, ci inchiniamo dinanzi a Lucianina: ci incanta con la storia del tanga con il pelo. Mica roba triviale, lei: la comicità periferica e suburbana è robaccia da destra fascistoide. Io ho la sensazione che il continuo attacco alla maggioranza sul caso Pucci sia funzionale a nascondere una contraddizione bella grossa a sinistra. Sì, perché vi domando: vi sembra comune che un comico, scelto dal direttore artistico del Festival di Sanremo, accetti e poi rinunci a partecipare alla kermesse? Immagino sia il sogno di chiunque faccia spettacolo calcare quel palcoscenico. Non vi pare? Presumo che la rinuncia gli sia costata moltissimo, da ogni punto di vista. Cosa ne consegue? Che ciò che ha subito sia stato certamente pesante, grave, per lui addirittura insostenibile. Una cosa grossa, insomma. E tutti quelli che, ogni sera, insistono nel dire che Pucci non faccia ridere o che si sia ritirato per sua scelta sono semplicemente imbarazzanti, ipocriti e patetici: gli stessi che frignano balbettando di inclusività, menandocela con gli asterischi del politicamente corretto. Il punto non è se Pucci vi piaccia o meno, se vi faccia ridere o meno: è una persona che è stata costretta a ritirarsi da uno degli eventi che sarebbe stato infinitamente significativo per la sua carriera, per qualcosa che ha ritenuto non tollerabile per sé e per la sua famiglia. Andava difeso, a 360 gradi, da tutti. Invece cornuto e mazziato: pur di non difendere un artista ricondotto alla sfera della destra, gli si versano addosso altre secchiate di sterco. Non è Pucci il punto – al quale personalmente, nel mio piccolo, esprimo la mia solidarietà (per le minacce e per i commenti dei miserabili che si affannano in queste ore con il loro atteggiamento insopportabilmente snob) – ma la maledetta ipocrisia di una sinistrucola che pensa sempre di essere dalla parte della ragione, della libertà, della democrazia, e si conferma, invece, più intollerante che mai.
Posted Feb 11
https://x.com/i/status/2021507523484737996 LA COERENZA DELLA CADREGA Ragazzi, però cerchiamo di essere un minimo seri. Non dico tanto: un minimo. Che il problema numero uno di #Vannacci sia la classe dirigente l’ho scritto dal primo momento. E si vede sempre di più. Sul decreto armi a #Kiev parlano di coerenza. Sia chiaro: io non manderei più nemmeno una cerbottana a #Zelensky e non lo avrei fatto fin dall’inizio. #Calenda dice che gli ucraini combattono per noi: mi domando come si concili l’idea di un’#Ucraina che combatte per l’Europa con il sabotaggio del #NordStream. Ma è Calenda: la mia stella (s)polare. Aspetto che parli per capire dov’è il torto. Ma siamo sicuri che questi possano parlare di coerenza? È il tredicesimo decreto di aiuti a Kiev: che hanno fatto con gli altri dodici? Li hanno votati o no? Si può anche cambiare idea, per carità, ma in italiano “coerenza” significa un’altra cosa. Tra loro ce n’è uno che è il migliore: si è fatto eleggere in Fratelli d’Italia con un programma (firmato da Giorgia #Meloni in persona) che sosteneva, senza se e senza ma, il supporto anche militare all’Ucraina. Meloni parlava di vittoria, i giorni pari e pure quelli dispari. Costui non ha lasciato il partito quando è nata la formazione politica di Vannacci: lo ha fatto, molto prima, costretto, dopo una pistolettata partita durante un veglione di Capodanno. Coerenza? Un ciufolo. Ora, va bene tutto. Se smettiamo di mandare soldi e armi a quella gente che sfrutta il conflitto per soggiogare il popolo ucraino, io sono contento. Ma cerchiamo di essere seri: si avvicina il 2027 e capisco che il seggio sia importante. Solo, non prendeteci per il culo. Tutto qui. Grazie.
Posted Feb 4
https://x.com/SavinoBalzano/status/2019042471385215360?s=20 Oggi mi ha colpito un aspetto della vicenda #Vannacci: i commentatori di “destra” dicono esattamente le stesse cose di quelli di “sinistra”. Libero come La Repubblica: è panico. Non so quanta strada farà, perché ha un problema enorme, gigantesco: non ha una classe dirigente e rischia quindi di tirarsi dentro gentaglia impresentabile. Ma una cosa è sicura: se può provarci, se può tentare l’esperimento, è anche colpa della maggioranza di governo. Trovo un po’ tristi quelli che frignano e urlano al tradimento: siamo sicuri che sia stato lui a tradire? Per certi aspetti forse sì, ma politicamente Giorgia #Meloni ha molto da rimproverarsi: aveva promesso di mettere in riga l’Ue e la finanza internazionale. Oggi sembra una scolaretta, in prima fila, nella classe di Ursula #VonDerLeyen. Lo stesso vale per la Lega di hashtag#Salvini, che continua a votare i pacchetti di sostegno all’#Ucraina. Una cosa è maledettamente sicura: se avessero mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale, Vannacci non si sarebbe mosso di un millimetro, perché lo spazio per tentare l’impresa semplicemente non sarebbe esistito. Oggi, ospite di #Calibro9, con Francesco Borgonovo su Radio Cusano Campus.
Posted Dec 14
https://x.com/SavinoBalzano/status/2000103592762466742?s=20 È davvero avvilente leggere l’analisi che commentatori, opinionisti, intellettuali e giornalisti (immaginate una cascata di virgolette) fanno della posizione di #Conte e #Salvini. Un noto direttore di telegiornale parla addirittura di partito unico filorusso, di partiti sensibili alle ragioni di #Mosca più di quanto lo siano nei confronti di #Kiev. Per essere sensibili alle ragioni ucraine, presumo sia necessario lavorare per il massacro definitivo dei loro giovani. Si parla spesso – e molto frequentemente proprio in relazione a questi due partiti – di populismo. A prescindere dal fatto che ritenga il populismo cosa buona, certe semplificazioni sono tipiche dei demagoghi in malafede: gente priva di qualsiasi onestà intellettuale, spinta dal semplice intendimento di circuire il pubblico. Di ingannare proprio coloro che ascoltano quelle parole alla ricerca di ciò che ingenuamente ritengono essere informazione (un oceano di virgolette). Le persone, però, sanno benissimo come stanno davvero le cose. La gente è stufa di chi ha ancora il coraggio di propinare, in momenti di massimo ascolto televisivo, il Piano #Draghi, suscitando giustamente una risata. E ha altrettanta nausea per una propaganda – perché di questo si tratta, propaganda pagata a suon di milioni di euro – europeista, che prova a far sentire inadeguato e quasi barbaro chiunque nutra un fisiologico e naturalissimo euroscetticismo. Si continua a farneticare di fascismi, di estremismi: #Trump presentato come il male assoluto. Quando però il Segretario Generale della #NATO, lo scendiletto antitaliano Mark #Rutte, ci dice che dobbiamo essere pronti alla guerra e alle sofferenze dei nostri nonni, nessuno suggerisce di chiamare la neuro e sottoporlo – come sarebbe assolutamente opportuno – a un TSO. E lo stesso vale per molte altre esternazioni, ormai così tante da non poterle riportare tutte, a opera di altre vette del pensiero come #VonDerLeyen, #Kallas, Kubilius, #Macron, #Merz, #Tusk, #Zelensky e così via. Addirittura i cessi d’oro in #Ucraina vengono presentati da qualcuno come segnale della salubrità anticorruttiva del Paese, come se nessuno sapesse che certe indagini sono state condotte dagli Stati Uniti. E la questione di fondo è proprio questa: è davvero nell’interesse dell’Ucraina insistere con la strategia in atto? Il nervosismo dei supporter di #Calenda e #Picierno sarebbe comprensibile se le scelte fatte finora fossero state quelle suggerite dalle piazze per la pace. Uno potrebbe giustamente incazzarsi e dire: "Finora abbiamo fatto come dite voi, i risultati sono miserrimi, adesso si cambia". Ma il punto è che fino a oggi abbiamo fatto tutto quello che suggeriva il grande partito della guerra (semplificazioni per semplificazioni). Il risultato è – come tutta la gente dotata di senno prevedeva – la catastrofe per Kiev e l’impoverimento dei popoli europei. Ricordo che dissi le stesse cose negli studi di diMartedi, a maggio 2022, suscitando l’indignazione dei presenti, in particolare quella di Antonio #Caprarica. Non mi hanno più invitato. Diverso è se si ipotizza che certi esponenti politici, invece di fare gli interessi della gente comune a cui chiedono il voto, rappresentino in realtà chi da questo conflitto sta ricavando enormi profitti. Sotto la scialba retorica della guerra per la democrazia e la libertà – peraltro alimentata da chi, alla fine della fiera, propone sempre di tappare la bocca a qualcuno – si nasconderebbero propositi ben più meschini. E dunque torno all’inizio. Questo bipolarismo è completamente spanato. Salvini, sperando tenga duro, sul tema della guerra e del riarmo non ha nulla da spartire con #Tajani e poco con #Meloni. Lo stesso vale per Conte col PD (con chi comanda davvero lì dentro). La guerra è il tema più importante di tutti: in caso di scontro nucleare, ad esempio, immagino che il salario minimo legale rileverebbe assai poco. Non pretendo di risvegliare il moto che portò alla formazione di un esecutivo che, (...) CONTINUA SU X
Posted Dec 9
https://x.com/SavinoBalzano/status/1998394505398046769?t=_7-A2hwb0byAhp_Lw7UFDQ&s=19 Oggi vi parlo della Legge Ferrea Legge dei Sinistri: «dicesi sinistro colui il quale, indicata la via da intraprendere, induce le masse a imboccare quella opposta». Che in effetti, a pensarci bene, è esattamente il contrario di quello che un tempo faceva la #sinistra: quando parlava Berlinguer, parlava Berlinguer. Quando parlano i sinistri, la gente digrigna i denti e si tappa le orecchie, disturbata. Gli intellettuali dovrebbero anticipare i tempi, spiazzare, sorprendere: mai essere banali. Prendete #TomasoMontanari: quello che dice è prevedibile cento puntate prima che apra bocca. Gli intellettuali dovrebbero essere sintonizzati con la gente, capirla, raccontarle la realtà. Cosa fa invece #Montanari? Ogni giorno, in una trasmissione diversa, in prima serata, ti ripete che al governo ci sono i fascisti e che non siamo più in democrazia. Indovinate qual è la casa editrice che ha visto esplodere le vendite ultimamente? Non si sfugge, ragazzi miei: è la legge ferrea dei sinistri. Il regalo più grande che si potesse fare a Giorgia #Meloni. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.
Posted Nov 21
https://x.com/SavinoBalzano/status/1991797759167418409?t=yGBkPYQoPZm33Q4eAuwWOA&s=19 La notizia: il sindaco di #Genova, #SilviaSalis, stanzia 156 mila euro per un consulente LGBTQIA+. Il compito della politica dovrebbe essere quello di trovare soluzioni, determinare equilibri, esercitare una mediazione volta a individuare un compromesso tra i vari interessi in campo. E questo, quantomeno, dovrebbe essere il compito della politica di governo. Per farlo, evidentemente, soprattutto laddove le risorse sono limitate (e pare lo siano eccome), è necessario stabilire delle priorità. Non possiamo che dedurre che queste siano le priorità del sindaco di Genova, Silvia #Salis. Ed è rilevante sottolinearlo, dal momento che Salis è, a detta di molti, un possibile nome da proporre per la guida del campo largo, il profilo ritenuto più adeguato da contrapporre alle proposte di #GiorgiaMeloni. Ebbene, io me la immagino, la #Meloni, a sfregarsi le mani: non starà più nella pelle. Davvero possiamo considerare anche solo lontanamente accettabile, con tutti i problemi che le nostre città stanno affrontando, che si stanzi una cifra del genere per una figura di questo tipo? A Genova non ci sono problemi più impellenti e urgenti? Quali sono le priorità della sinistra oggi in Italia? Ammesso che questa si possa ancora definire sinistra. Secondo la segretaria Elly #Schlein, il #PD sarebbe tornato a parlare ai lavoratori, agli operai. Sarebbe insomma tornato nelle fabbriche. Ma come la prenderebbe un’operaia genovese la notizia della nuova trovata di Silvia Salis? Il PD, un mero cartello elettorale completamente privo di idee e visione, conferma di essere il baluardo di un insopportabile politicamente corretto che non riempie la pancia; la patria di perbenisti benpensanti che disprezzano il popolo ma vogliono imporgli un solo modo di parlare, pensare, agire. Il popolo ha fame? Che mangi asterischi e schwa! Sarei proprio curioso di sapere cosa la vedono gli omosessuali e transgender metalmeccanici. La sinistrucola — perché questo è — non ha alcuna possibilità contro la destra: nessuna.
Posted Oct 18
https://x.com/SavinoBalzano/status/1979454982702186745?t=oEy7Yx9_WmoIQWKEO6oZjg&s=19 Saviano su Ranucci: solito copione (banale). Sarò ingenuo, ma questa volta ci avevo davvero sperato. Pensavo che la reazione a quanto accaduto a #Ranucci potesse essere dignitosa, rispettosa, di buon senso. Anche perché, di fronte a simili episodi, tutto serve tranne il personaggio di turno che alza i toni e soffia sul fuoco. Davvero, non ce n’è bisogno. E invece certa gente si è scatenata: il primo premio va a Roberto #Saviano. Semplificando il suo ragionamento, quanto accaduto è colpa di Giorgia #Meloni, del governo e della destra destra destra destra destra destra destra... Esattamente, quale libertà sarebbe stata sottratta a certi personaggi? Gli abbiamo sentito dire di tutto. Francamente, ho trovato molto più seria la reazione di Francesco #Storace, che riprendo e condivido: la sua proposta sul ritiro totale delle querele nei confronti di Ranucci e di #Report è un modo responsabile di affrontare momenti difficili come questo. Il resto è sciacallaggio. Triste sciacallaggio da parte di chi, malinconicamente, cerca a tutti i costi di attirare l’attenzione. Triste, davvero triste. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano
Posted Sep 25
https://x.com/SavinoBalzano/status/1971129589729562929?t=lFhJPoIZlMv1Vvnt_O9B3Q&s=19 Guardate questi 60 secondi di video e ditemi se in questo Paese non c’è un problema democratico grande come un grattacielo. Ci si indigna per il mancato sostegno del governo alla #GlobalSumudFlotilla, ma appena fai notare che anche #Mattarella resta in silenzio, subito scattano l’imbarazzo, i balbettii, la prudenza. Insomma: attaccare #Meloni o #Salvini va bene (lasciamo perdere #Tajani che ormai non lo possono vedere manco i 300 dipendenti della Farnesina), ma guai a toccare il Presidente della Repubblica. Eppure, tra le imbarcazioni colpite sembra ce ne fossero anche alcune battenti bandiera italiana, il nostro tricolore. Il Capo dello Stato rappresenta l’unità nazionale, lo dice l’articolo 87 della Costituzione. E allora? Pensa come siamo ridotti. In diretta dalla #Flotilla, l’onorevole #Scotto ci spiega che #SergioMattarella non è tenuto a intervenire. Avrà pensato lo stesso quando ha paragonato la #Russia al Terzo Reich? Se c’è un potere che non si può criticare, la democrazia non esiste: fatevene una ragione. E se certi silenzi li condannate e altri li giustificate, la vostra battaglia perde autorevolezza e credibilità. 100 punti in meno al GrifonSergio. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, con Gianluca Fabi, su Radio Cusano.
Posted Sep 24
https://x.com/SavinoBalzano/status/1970764885970616818?t=-UJ4Z4tDzMILzQXmLzKkMg&s=19 Oggi mi trovate a pagina 15 del Fatto Quotidiano. La Presidente della #BCE si spella le mani per applaudire la gestione dei nostri conti pubblici. Il ministro #Giorgetti ha gli occhi a cuoricino pensando di centrare (e persino migliorare) il rapporto deficit/PIL al 3%. Siamo bellamente in avanzo primario. Unico problemino: i miliardi da spendere in armamenti. Ma pare che saranno miliardi che non costano nulla: forse abbiamo riacquisito la sovranità monetaria senza accorgercene. La crescita? Zero. Ci consola solo il fatto che #Francia e #Germania se la passano peggio di noi. Tutta questa roba non vi ricorda nulla? Quando era #Monti a seguire questa linea, come reagivamo? Eravamo contenti? E cosa diceva #GiorgiaMeloni? La signora si sbracciava contro la finanza internazionale, contro le agenzie di rating, contro il ricatto dello spread. Oggi gongola quando #Fitch ci fa la pagellina. Consiglio caldamente l’editoriale di oggi di Marco Travaglio: anche sul Medio Oriente #Meloni pare aver cambiato idea rispetto al passato. Ciò che nel 2015 era “doveroso”, nel 2025 viene bollato come “prematuro”. Un po’ volubile la nostra premier, non credete?
Posted Sep 20
https://x.com/SavinoBalzano/status/1969341002843299879 Alle volte la storia sa essere davvero beffarda: chi parlava malissimo della finanza internazionale, dei poteri forti, del ricatto dello spread, oggi gongola per la promozione riservata all’Italia. Una promozione che arriva, ovviamente, proprio perché si persevera con l’agenda dell’austerità che Giorgia #Meloni aveva promesso di combattere. Tanto è vero che la nostra politica economica gode del favore della #BCE. Non me ne vanterei più di tanto. Ricorderei inoltre al governo che gli italiani, a cena, non possono mangiare longevità e stabilità. Questi dovrebbero essere strumenti per costruire qualcosa: se li usi per essere più draghiana di #Draghi e più montiana di #Monti, allora servono a poco. Anzi: fanno male, malissimo.