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Pubblicato 30 gen

VANGELO 31 GENNAIO 2025 FESTA DI SAN GIOVANNI BOSCO Mc 4,26-34 In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa. Parola del Signore. Non è una domanda facile quella che Gesù pone agli apostoli: come poter descrivere il Regno dei Cieli? In altre parole: come poter parlare di Felicità? Come poter trasmettere la pienezza d’essere? il nostro scopo ultimo? Il Regno dei Cieli sembra avere tre caratteristiche essenziali: 1) Il Regno dei Cieli nasce sempre da qualcosa di piccolo, insignificante, qualcosa che passa inosservato, qualcosa che getteresti via perchè, agli occhi del mondo, sembrerebbe avere meno valore. Il Mondo è così: a volte un ragazzo di 9 anni sembrerebbe avere nessun valore, un sogno fatto potrebbe non voler dire nulla, un sogno potrebbe essere solo un sogno! E noi, figli di Don Bosco, sappiamo bene che non è così; sappiamo bene che le grandi cose nascono sempre dalle cose piccole! 2) Il Regno di Dio Cresce e diventa più grande di tutto! Il Regno di Dio riempie la tua vita, non ha una misura intermedia, non appaga semplicemente, diventa “l’albero” più grande, più importante, con le radici ben piantate a terra! Il Regno di Dio ,quando cresce e si realizza, riempie la vita, diventa la nostra pienezza! 3) Il Regno di Dio è luogo in cui tutti possono sentirsi a casa! l’albero della parabola fa dei rami affinchè tutti gli uccelli possano crearsi il nido: è essenziale, nella logica del dono, che il Regno sia “per gli altri”, nulla da pienezza se non è al servizio dei fratelli! Nulla da pienezza se non mi apre al servizio di chi è accanto! Abbiamo un Padre che questo lo ha testimoniato con la sua vita! Abbiamo un Padre che si è consumato come una candela per i suoi amati giovani! Abbiamo un Padre che ha costruito per un noi una casa, un oratorio, una famiglia nata dalle cose più piccole, cresciuta in mezzo alle difficoltà, diventata grande e conosciuta in tutto il mondo: La famiglia Salesiana! Chissà se abbiamo davvero il coraggio di far nascere e crescere il Regno di Dio dentro di noi.

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Pubblicato 29 gen

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Pubblicato 29 gen

GIOVEDì 30 GENNAIO Vangelo secondo Marco (MC 4,21-25) In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha». Parola del Signore. Nessuna lampade è creata per essere nascosta! nessuna luce può avere pienezza se non porta la luce! nessuno di noi può raggiungere la felicità se non per mezzo di un Dio che si è fatto uomo. E’ semplice, ma anche estremamente complicato da comprendere. Questo vangelo ci parla di ovvietà che però hanno bisogno di raggiungere il cuore: si, perchè è ovvio che luce serve per illuminare, eppure a volte la nascondiamo, è ovvio che siamo fatti per amare, eppure a volte lo dimentichiamo, o trasformiamo l’amore in qualcosa di più facile da fare. Perchè alla fine saremo giudicati sulla base di quanto amore “siamo stati”, di quanto amore abbiamo illuminato la Terra! Perchè alla fine di tutto a chi ha Amore sarà dato Amore, ma a chi non ha Amore sarà tolto tutto, perchè tutto non basta quando manca l’Essenziale. So dare un nome al mio tutto, a ciò che credo mi basti per andare avanti? E so dare un nome all’Amore, un volto, un gesto concreto? o rimane sempre un “voler bene a chi mi è simpatico”, un compromesso con la vita che mi porta alla mediocrità? L’Essenziale non ti vuole mediocre! Una luce che non illumina è mediocre, un uomo che non ama è mediocre, io che smetto di sognare sono mediocre; Dio vuole la mia luce! sarò capace di illuminare, Illuminare davvero?

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Pubblicato 28 gen

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Pubblicato 28 gen

Mercoledì 29 Gennaio 2025 Dal Vangelo secondo Marco (4, 1-20) In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato». E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno». Parola del Signore È curioso che Gesù dica il motivo per cui parla alle folle con le parabole e non in modo diretto quando parla del regno di Dio: infatti in sostanza dice che le parabole servono un po' a semplificare quello che il regno di Dio è, e che servano anche a salvare il popolo, anche se non si convertisse, tutto questo per rivelarci il suo amore per noi. Per quanto riguarda la parabola in sè per sè, essa ci mostra come dobbiamo essere quasi gelosi della Parola, altrimenti Satana arriverebbe e ce la farebbe abbandonare, non dobbiamo essere frettolosi; per amare Dio abbiamo bisogno delle basi che ci permettono di avere un amore genuino e duraturo, non dobbiamo farci distrarre dalle cose del mondo, che corrompono il cuore e ci fanno allontanare da Lui, e infine ci dice che gli unici con i quali la Parola porterà i frutti, sono coloro che la ascoltano, la accolgono e la fanno fruttare, ció significa che siamo chiamati ad impegnarci per avvicinarci a Dio

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Pubblicato 27 gen

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Pubblicato 27 gen

Martedì 28 Gennaio 2025 Dal Vangelo secondo Marco (3, 31-35) In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». Parola del Signore È sufficiente essere legati da una parentela per essere davvero madre, sorella, fratello? La risposta, nel nostro cuore, la sappiamo già. Siamo consapevoli di quanto spesso le parole vengano usate inappropriatamente: abbiamo visto moltissime storie instagram con su scritto "auguri fratello/sorella", tantissimi commenti sui social come "mio padre", "mia madre" come segno di stima. Ma quante volte queste parole rispecchiano la realtà? Quante volte sentiamo davvero che una persona per noi sia importante come una madre, un padre, una sorella, un fratello? È proprio questo che il Vangelo di oggi vuole insegnarci: non basta avere un legame di sangue per poter definire una relazione. Gesù ci dice che quello che conta davvero è vivere una vita da "figli di Dio": dobbiamo agire, prendere le scelte che abbiamo evitato di prendere finora, soprattutto quelle più scomode, affrontare la realtà di ogni giorno, consapevoli che solo vivendo il nostro quotidiano pienamente, solo assaporando ogni istante della nostra esistenza, solo comprendendo che essa è un dono saremo davvero fratelli e sorelle di Cristo, ma soprattutto fratelli e sorelle IN Cristo.

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Pubblicato 26 gen

Lunedì 27 Gennaio 2025 Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,22-30) In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro». Parola del Signore. Oggi giornata della memoria... ricordare ha a che fare con il cuore, etimologicamente ricordare significa portare di nuovo al cuore; allora possiamo dire che la sede della memoria non è il cervello, ma il cuore. E cosa ricordare? Ricordare gli eventi belli sicuramente, ma sopratutto gli eventi brutti, quelli che hanno segnato la nostra vita per non cadere più, per imparare dai propri errori. Ecco oggi è la giornata della memoria ma sembra che questo mondo non voglia proprio imparare; e non ci poteva essere Vangelo più azzeccato... "un regno diviso in se stesso non rimarrà in piedi". No, non rimarremo in piedi se continueremo a dividerci, se continueremo a giocare al ruolo di vittima e carnefice, sempre alla ricerca di un colpevole, qualcuno d'accusare per sentirci un po' meno colpevoli. Siamo divisi, e non è un caso che la parola diavolo significa proprio questo: divisione! Il diavolo è colui che divide; Cristo invece è venuto per unire tutto, a dare compimento.

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Pubblicato 26 gen

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Pubblicato 26 gen

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Pubblicato 26 gen

Domenica 26 Gennaio 2026 III Domenica del tempo Ordinario Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,1-4;4,14-21) Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Parola del Signore. Immaginate di perdere ogni vostro bene, di trovarvi in mezzo ad una strada senza nemmeno un tetto dove ripararsi... cosa preferireste avere: un amico che capisca la vostra situazione o un amico che vi accolga nella propria casa senza se e senza ma? Questa Domenica, chiamata Domenica della Parola, ci deve aiutare a comprendere che la Parola non si capisce, si accoglie; perchè Cristo non viene a spiegarci la lezioncina, non lo fa nemmeno oggi quando legge il libro del profeta Isaia, ma viene a incarnarsi nella nostra realtà; noi non seguiamo un ideale, seguiamo Dio che si è incarnato con la nostra storia! Perchè, come ci ricorda il Salmo, la Parola è Spirito ma è anche Vita; aderente ad essa in modo incredibile cambia vite e non ideali.

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Pubblicato 24 gen

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