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Politica

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Pubblicato 4 dic

https://www.youtube.com/watch?v=i-ko-9rSI8I Cuba in Angola: un’odissea africana — intervista a Nicola Tanno Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 4 dic

🇵🇸🇮🇱 Fathi Abu Hussein e i suoi due figli, Israele li ha uccisi, li ha bruciati nel loro tendone a Mawasi, Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale. È un olocausto in Gaza che l'Occidente rifiuta di riconoscere.

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Pubblicato 4 dic

Come avevo paventato mesi fa l'entità sarebbe tornata alla sua politica dell' anaconda, un genocidio e pulizia etnica a rate, che i fiancheggiatori occidentali (e non) possono plausibilmente nascondere e fingere di non vedere, ma produrrà gli effetti desiderati da Tel Aviv, come sta succedendo da anni in Cisgiordania. Dopo la fine della fase acuta del genocidio di Gaza e scemata la mobilitazione che vi si era opposta, grazie alla solita finta tregua di marca sionistamericana, consentendo all'idra sionista di continuare nell'ombra la sua missione criminale. Ancora una volta il mostro ne uscirà intonso e stavolta non sarà solo colpa/merito di Hasbara e collaborazionisti, ma anche di chi si è accontentato della solita parodia di pace per smobilitare e non parlo di Hamas e palestinesi che comunque erano sotto le bombe, ma di noi. ✍🏻Andrea

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Pubblicato 4 dic

🇸🇴LE CORTI ISLAMICHE Le Corti fino al 2006 operavano per dirimere le contese locali e si interessavano alla vita sociale della zona. Nel disordine della guerra civile emerse sempre più la loro funzione di mantenimento dell'ordine pubblico, utilizzando proprie milizie per sopperire all'assenza di un governo centrale. Ben lungi dall’essere un’istituzione effimera ed esogena, come pensa qualcuno che le crede un regalo dell’ondata salafita, le corti rimandano alla vecchia tradizione delle Tarique islamiche tipiche dell’ambito somalo urbano e dei senza clan in genere. Descritte come club, associazioni, scuole, ecc. erano delle aggregazioni sociali con molteplici funzioni. Le Tarique della stagione precoloniale e coloniale, come le Corti nel nuovo millennio sono l’espressione dell’altra Somalia, non quella dei clan e dei pastori, ma quella che ho sempre ardito dire avrebbe le carte per reggere uno stato. L’esiguità numerica degli urbanizzati, la frammentazione dei gruppi familiari senza appartenenza clinica e la debolezza politica degli agricoltori dopo la stagione coloniale ed i governi dei Giovani Somali e Barre, che perpetrarono la forza della classe pastorale e non hanno mai permesso l’emersione politica di questa seconda Somalia. Le associazioni islamiche e le loro articolazioni funzionali hanno consentito di farlo fondendo gli interessi degli esclusi dal mondo pastorale somalo a quello degli scontenti per il disastro che stavano perpetrando i signori della guerra. All'inizio del 2006 le Corti furono attaccate dai Signori della guerra e per reazione si unirono nell'Unione delle Corti Islamiche, che appoggiata dalla popolazione stanca dei signori, li espulsero da Mogadiscio nella primavera del 2006. Infine dopo 17 anni di vuoto di potere l'Unione prese il controllo di Mogadiscio, col pieno supporto popolare. La situazione della capitale migliorò velocemente, riaprì il porto e l'aeroporto chiusi dalla caduta di Siad Barre. L’unione ebbe particolare successo e si espanse in buona parte del Mezzogiorno somalo, ma non arrivò sino a Baidoa, sede del cosiddetto governo di transizione [NDA] ed al centro del paese Le corti islamiche tentarono di introdurre la Sharia, ma la connotazione clanica del paese rese impraticabile la cosa, quindi l'Unione si limitò a mantenere il controllo politico, rinunciando a quello religioso. La creazione di uno stato islamico era ostacolata anche dall'appoggio dell'IGAD (organizzazione per lo sviluppo che riunisce i paesi del Corno d’Africa) al governo di transizione. Occorre precisare che in questa fase emerge sempre più il ruolo di al Shabaab, la milizia più organizzata ed efficiente tra quelle a disposizione dell’Unione, la loro élite militare era formata da reduci della guerra antisovietica in Afghanistan. Con loro la lotta contro i clan prese accenti sempre più duri. ✍🏻 Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 3 dic

https://www.youtube.com/watch?v=qyTpSKzJvrI&lc=UgzOugcq4Cc-05GwCMl4AaABAg 🔴⚡️ Brasile: la nuova stagione della partecipazione politica | Intervista ad Alessandro Vigilante Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 3 dic

🇸🇴UNA SCONFITTA DELL' INTELLIGENZA Durante la fase dei signori della Guerra della guerra civile somala 1991/2006 il paese era diventato il campo di battaglia dei clan somali, che come si erano contesi per secoli pascoli e pozzi ora lottavano per il potere e le risorse. La questione ci è piuttosto nota perché vide anche l’intervento americano e pure dei loro vari galoppini, dapprima l’operazione americana Restore hope leggera e gestita in modo piuttosto trionfalistico per distribuire gli aiuti e separare le parti (dicembre ‘92 maggio ‘93) di cui si ricordano copiose perdite di soldati stranieri e i fatti incresciosi di torture e violenze riportati da Panorama che coinvolgono il contingente italiano. L'operazione, sempre con copertura Onu, si prolunga nell'intervento UNOSOM II, ma stavolta con regole d’ingaggio più robuste che prevedono il disarmo delle milizie e l'uso della forza, mentre gli americani si affidano a forze d’intervento rapide. Operazione tristemente famosa a sua volta per la battaglia di Mogadiscio e l'abbattimento di due elicotteri statunitensi Black Hawk, per il massacro di 24 soldati pakistani uccisi nella battaglia della Radio e per quella del pastificio, che vide 3 soldati italiani cadere tentando un rastrellamento. Altri due soldati italiani vengono uccisi nell'agguato al porto di Mogadiscio. Le due operazioni si chiusero con un ritiro senza che si fosse cavato un ragno dal buco. Le fazioni espressione dei clan somali quindi ricominciarono, o meglio continuarono, senza l’incomodo di avere stranieri intorno, lo scontro civile. Crisi alimentari, crollo dello stato, lotte intestine ecc il solito corollario degli scontri civili aggravato dai caratteri delle società segmentarie. Nel turbinio dello scontro emerge il ruolo politico e militare delle corti Islamiche. CONTINUA... ✍🏻 Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 2 dic

https://www.youtube.com/watch?v=VN0d28WsC5U ⚡️🔴🗣 Venezuela: le Comuni che resistono — democrazia dal basso tra speranze e contraddizioni

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Pubblicato 2 dic

Prima del sistema-mondo unificato, quello della globalizzazione capitalista, ne esistevano una moltitudine. I sistemi più complessi erano divisi in due grandi tipologie: Imperi-mondo -> Potere centralizzato, grande struttura burocratica e militare. Economie-mondo -> Tante istituzioni politiche in competizione tra loro, con tendenza a far prevalere un centro egemonico. Nel corso della storia, le economie-mondo hanno avuto genericamente vita più breve degli imperi-mondo. Talvolta emergeva un egemone che le unificava, altre volte venivano assimilate da un impero-mondo estero (il caso di Roma che unifica il Mediterraneo). Un sistema-mondo non copre necessariamente l'intero globo, ma è un sistema auto-sufficiente in termini di divisione del lavoro. Sono divisi in centro e periferia (con varie gradazioni, secondo gli autori). Si è però tradizionalmente teso a pensare ai sistemi-mondo come qualcosa di abbastanza rigido. Al contrario, l'approfondimento del caso mesoamericano potrebbe spingerci ad avere posizioni più sfumate. La grande area del Messico centrale (quella azteca) nel periodo tardo aveva ad esempio rapporti con le aree più settentrionali del paese e persino con la zona dell'Istmo (ancor di più in epoca classica Maya). Forse più che immaginare delle zone di stacco netto, tra sistemi-mondo dovremmo pensare a zone cuscinetto, ultra-periferiche. Nel caso del Centroamerica, la zona della costa pacifica sarebbe stata ben integrata (con scambi regolari) alla zona mesoamericana centrale, mentre la costa atlantica sarebbe risultata come una zona di frontiera. Questa ultima sarebbe da intendersi come, occasionalmente aperta allo scambio (specie di preziosi) con l'area adiacente, ma non strutturalmente legata a questa per sopravvivere. Una zona periferica lo è solo dalla prospettiva di un altro sistema-mondo, essendo dotata di proprie organizzazioni e strutture autosufficienti. Le coste del Pacifico erano determinanti per far arrivare merci nella zona centrale del Messico, è possibile che le rotte di terra delle aree periferiche fossero meno sicure, sorvegliate, protette e che questo facesse prediligere il passaggio attraverso una serie di scali portuali. Questo confermerebbe una tendenza generale: le economie-mondo, mancando di un sistema politico unificato e quindi di un sistema tributario e burocratico centralizzato, si sarebbero concentrate nella distribuzione delle risorse attraverso il commercio e dunque la competizione, prediligendo spesso scambi via mare a quelli via terra. Anche questo, ci dona un qualche indizio sul presente, mostrando gli USA (e in generale l'Occidente storico) come alfieri dello scambio e del controllo dei mari, mentre potenze più concentrate sulla terra (come la Cina) più prese alla costruzione del proprio interno (muraglie difensive, strade, grandi concorsi pubblici, dighe, canali). Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 1 dic

https://www.youtube.com/watch?v=h8Up8Jk8sU4 🔴⚡️ Inceneritore di Roma: rischi reali e propaganda. L’analisi scientifica della Dott.ssa Mazzoli Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 1 dic

Il mito fondativo dei fratelli in una società gerarchica si poteva in realtà reggere solo sul grande rimosso: la distruzione e sottomissione violenta dell'Altro. Fuori furono gli altri popoli colonizzati, schiavizzati, cancellati (come oggi in Palestina); dentro, le donne ridotte anche qui a ruoli dialetticamente opposti in cui erano imprigionate. Nasce la lettura romantica e l'idea di amore (come la concepiamo oggi) proprio in questo mondo maschilista: gli uomini (la parte ricca e colta, che scriveva novelle, poesie, diari e romanzi) sposavano donne che non amavano, ma frequentavano le donne che amavano veramente, che non erano dedicate alla riproduzione, talvolta che persino erano colte! Dalle geishe giapponesi alle concubine dei notabili cinesi, fino agli harem ottomani e ai bordelli di tutta l'Europa. I grandi imperi, i monumenti, persino l'oro dei faraoni che la gente accorre a vedere nei musei (come diceva un personaggio di Godard), tutto nasceva sul sopruso, la violenza, la rapina. Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 1 dic

Se diamo per buona l'idea che il capitalismo sia comparso gradualmente in Europa a partire dal Basso Medioevo (ipotesi non scontata) finiamo con legare la crescita di questo sistema produttivo al colonialismo. L'accumulazione di ricchezza fu resa possibile dallo sfruttamento degli altri popoli, della maggioranza della popolazione locale e infine dell'ambiente. Agli occhi degli asiatici, gli europei erano dei cacciatori divisi in bande semi-tribali. Non solo lo Stato-nazione si affermò tardi e a seguito di una grande guerra endemica, ma si caratterizzò come fortino armato pronto a difendere unicamente gli interessi dei grandi capitali. In qualche modo, il denaro si faceva anima e muoveva le mani dei governanti, degli imperatori, persino dei religiosi. Filippo II, imperatore di Spagna e vincitore di Lepanto, in una lettera al suo consigliere scriveva: "Il denaro, tutto si riduce al denaro". Pochi decenni prima, la Riforma Protestante aveva sganciato la lettura delle Sacre Scritture dal ruolo del clero. Si scioglievano lacci e lacciuoli: gli uomini (e le donne) potevano partire per gli oceani armati di Bibbia e merci da vendere, persino Dio era con loro e li guardava dall'alto del cielo. Svaniva lentamente quel lungo Medioevo contemplativo e un po' anarcoide, fatto di utopie contadine, la cui ultima coda furono gli anabattisti e i protestanti radicali, traditi dai loro stessi padri spirituali. Ogni fenomeno sociale è dialettico, nella Riforma confluirono spiriti rivoluzionari e servi del nuovo idolo. La storia del sistema-mondo è la storia dell'estensione dello spazio mentale europeo al globo: stato, diritto, cristianesimo, il metodo, capitalismo, l'applicazione della razionalità alla vita e al mondo. Questa consapevolezza non deve portarci a fare paternalismo. Gli europei - arrivati in India - trovarono un'economia vivace che aveva già la partita doppia e l'equivalente delle lettere di cambio; in India coesistevano il capitalismo mercantile e legami economici meno articolati (così come in tutto il mondo, da sempre); buona parte dei saperi matematici, astronomici e tecnici dell'Occidente arrivarono dalla Persia, dalla Cina e dal mondo arabo. Le società mesoamericane conoscevano perfettamente le stelle, l'agricoltura e la scrittura, disponevano di grandi eserciti, sistemi di calcolo e dazi, fu solo con l'inganno e soprattutto con il vaiolo che gli europei prevalsero. Il capitalismo europeo aveva una grande peculiarità: non esistevano regole, se non nell'accumulazione o vittoria in quanto tale. Cortes fa bruciare ai suoi uomini appena sbarcati in Messico le navi: non si torna indietro signori. Il tempo del mito su questo pianeta è finito, si va solo avanti. La ragione greca, il λόγος, aveva incontrato il Dio degli Ebrei e insieme erano diventati un'incredibile macchina da guerra: un dispositivo di controllo individuale, di addomesticazione dell'umano, della natura, della messa a frutto di tutto. Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος, καὶ ὁ λόγος ἦν πρὸς τὸν θεόν, καὶ θεὸς ἦν ὁ λόγος. Oὗτος ἦν ἐν ἀρχῇ πρὸς τὸν θεόν. Il tempo lineare rompeva tutto. Molti dei precedenti messaggi universali (le varie soteriologie indiane, ad esempio) avevano parlato di un tempo circolare fatto di nascita, vita, morte e rinascita. Il buddhismo Mahayana arrivava in alcuni aspetti quasi a glorificare la circolarità stessa del cammino se fatto con consapevolezza. Il cristianesimo introduceva qualcosa di nuovo: la salvezza è in un momento X della Storia, non si può riavvolgere nulla, da lì tutto è diverso. Nelle stesse aree geografiche (dunque climatiche e geo-produttive) si affermava una cultura con caratteristiche decisamente più patriarcali. Il sistema di controllo diventava ancora più forte e si introiettava nelle fantasie, nei sogni, nelle nevrosi. La società europea nasceva sulla strana idea degli eroi greci, che divideva gli uomini tra quelli di "buona nascita" e il povero Tersite (stupido e codardo, dunque brutto) deriso dagli Achei e il messaggio cristiano dell'essere tutti fratelli. Il mito fondativo dei fratelli in una società gerarchica si poteva in realtà

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Pubblicato 30 nov

🔴L'esercito di occupazione uccide due bambini a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza.

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