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Politica

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Pubblicato 29 nov

GLI USA ED I SOMMOVIMENTI IN ASIA ED AFRICA 🌰🪰 Il mondo non è un paradiso, ogni stato ha i suoi interessi internazionali volti ad indebolire concorrenti o accaparrarsi risorse (primi tra tutti gli Emirati, ma l’elenco è sconfinato) e c'è sempre qualche fazione dentro i paesi stessi che non gradisce il governo pro tempore (RSF in Sudan, gli Azawad in Mali, gli indipendentisti kashmiri, le minoranze religiose in Africa, ecc.). L’incrocio tra i due piani crea i problemi, elevando alla terza questioni di ordine pubblico interno. È in questo frangente che USA si trovano tutti questi lavori fatti da altri e gli basta magari spedire qualcosina, o fingere di non vedere i soldi di altri girare per esempio dei sauditi verso i movimenti salafiti; quelli degli Emirati verso le RSF o il Somaliland, o il Puntland o il governo di transizione yemenita; il sostegno del Pakistan verso i movimenti terroristi anti indiani e non solo. Poi i magheggi dei cinesi contro gli Indiani (Bangladesh) e viceversa (Nepal)ecc, o semplicemente lasciare che i loro social corrano senza remore per poi raccogliere i frutti del casino con poca spesa, poco lavoro e scarse implicazioni. Pensiamo a quell'opera d'arte che è stata l'Ucraina: un nazionalismo sobillato dagli Asburgo contro la mobilità polacca, sfruttato dagli imperi centrali nel '17, poi dagli stati interventisti antibolscevichi, passato per i nazisti ed infine arrivato comodamente in mano ad inglesi e americani, che malgrado gli insuccessi del secondo dopoguerra sono arrivati ad ottenere la belva antirussa di oggi. Anche se ora le cose hanno preso d'aceto e tentano di defilarsi all'inglese, comunque i morti sul piatto non li hanno messi loro. Come i ladri di castagne che approfittano del vento notturno che abbatte i ricci per rubare i frutti, così loro sfruttano il lavoro e le contraddizioni create da altri per trarne profitto. Vivono di disordine e prosperano grazie ad esso, come i servi del Signore delle mosche. Non bisogna scomodare il vacuo complottismo è vera bravura. ✍🏻 Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 28 nov

Oggi giornata di scioperi, domani giornata di lotta contro l'inceneritore alla CAE alle ore 10 e poi manifestazione nazionale per la Palestina con annuncio di una nuova iniziativa del Global Movement to Gaza. Nel frattempo che non te la fai una live serale sul canale del buon Hagi per parlare di forze armate indiane? Che fai te ne privi così? Mica vorrai riposatte. Come faccio? Sono in una relazione complicata con l'ibuprofene. Una roba che fentanyl scansate. Alle 19 saremo live per parlare di India, esercito e aerei. Link https://www.youtube.com/live/WJ8vsZslvks?si=Ou5lIem45OkzwOaj

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Pubblicato 28 nov

LA POLITICA DI ISRAELE E USA VERSO I MOVIMENTI RIBELLI ALTRUI Israele come gli Usa usano sempre movimenti e fratture nelle controparti per portare avanti la loro politica, alcune fazioni le controllano direttamente (estrema destra) altre le favoriscono sottobanco o non le combattono. Tutto per ottenere scompiglio e l'indebolimento dei concorrenti. Però bisogna stare attenti a dire che il gruppo X è pagato da Usa o Israele, oppure che sono utili idioti di questi due stati, la loro politica è infinitamente più complessa e articolata. Le due forze sfruttano ogni cosa che gli può essere utile, anche fazioni ostili, ma perfette per creare disordine e quindi indirettamente favorire il loro disegno. La questione più emblematica è quella dei fondamentalisti islamici usati di volta in volta per colpire paesi ostili (Siria) o come scusa per intervenire (Somalia). Gruppi che si presentano come un network con varie diramazioni ognuna con obiettivi e finalità particolari. Non si può ridurre tutto alla definizione di mere creature occidentali. Sono stati sostenuti, aiutati ecc sottobanco dai nostri e dai loro alleati (satrapie del Golfo) per esigenze proprie, ma ogni popolo ha i suoi soggetti problematici e motivi di scontento (il caso somalo verrà trattato in seguito) quindi i gruppi hanno dei loro scopi indipendenti. La manodopera di queste fazioni in gran maggioranza crede veramente a cosa sta facendo, non attaccano Israele perché i loro capi li tengono distanti dai sionisti e loro sì che sanno il motivo per cui non si deve attaccare Israele, ma agli operativi se dai un ebreo tra le mani lo trattano da par loro. Possiamo vedere sotto questa luce anche le infamanti accuse mosse contro Hamas a causa dei fondi sionisti forniti indirettamente attraverso il Qatar per dividere il campo palestinese, ma che i complottisti estremi vedono come rapporto di dipendenza; o contro le BR con l’accusa di essere guidate da infiltrati alle dipendenze del duo usa-Israele. Occorre chiarire che anche se si dimostrassero finanziamenti celati, mancate denunce o appoggi indiretti ecc questi gruppi resistenti volevano/vogliono comunque realizzare il loro progetto, non fare il servizio a Israele o Usa. Mentre i due paesi grazie alla loro capacità di intelligence riescono a ricavare del vantaggio anche da chi li respinge e nello stesso tempo a fornire utilità indirettamente senza allarmare il soggetto aiutato: basta che una cassetta di sicurezza della banca assaltata sia particolarmente arricchita, o che non si “scoprano” certi fornitori di armi ecc. Gli americani e gli israeliani sono astuti ed intelligenti, usano quello che trovano sul posto, le cose create dagli altri o nate da sole, alcune volte nemmeno sono d'accordo ma gli sono utili per fomentare disordine. Non gli serve creare, gli basta usare e per farlo gli è sufficiente non ostacolare, a volte serve fornire aiuto, ma in altri casi basta che facciano finta di nulla. È ora di smettere di credere che siano onnipotenti, semplicemente sono opportunisti e come cimici trovano sempre un buco pronto dove svernare. Come mi piace dire, se desiderano creare scompiglio tutto fa brodo, in Russia non ci sarà onta ad appoggiare o fare appoggiare da altri qualunque movimento che possa essere utile: dai salafiti, ai monarchici a quelli del pride sulla piazza rossa. Ovviamente non è detto che gli vada bene alla fine, invece che un Al Jolani può arrivare un Solimano il magnifico, un Pietro il grande Bis al posto del pretendente Pahlavi ecc, ma intanto hanno guadagnato tempo grazie allo scompiglio creato, lo stesso Putin è il deragliamento del loro successo Eltsin. Degli aiuti per favorire cambi nella narrazione politica e creare un ambiente culturale filo americano basato sui loro leitmotiv strumentali: democrazia, diritti umani, lotta alla corruzione; o ostile ai competitor hanno parlato altri ed è un argomento che non tratto ora. ✍🏻 Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 27 nov

Grazie NSA 😘 per aver fatto saltare il piano simil Gaza preparato per Mosca, almeno il mitino può sopravvivere ancora un po'. Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 27 nov

OPINIONI ✍🏻Natale Babbo (nonno gelo): 🇷🇺 Ecco il verdetto finale sulla Russia Innanzitutto, non è, e non sarà mai, l'equivalente degli Stati Uniti e della NATO, e non può essere definita uno stato imperialista in questo senso. C'è uno standard molto alto per l'imperialismo stabilito dalla colonizzazione europea che rende ignorante il confronto con la Russia Tuttavia, la Russia è uno stato politicamente debole, con grandi contraddizioni interne - tra una storia sovietica e una realtà capitalista, e tutto ciò che sta nel mezzo La Russia si rifiuta di riconoscere che le stesse persone che stanno distruggendo il mondo cercano di distruggere la Russia; la sua "neutralità" in Medio Oriente è il più grande errore strategico, ed è stata esposta come un paese controllato dallo stato profondo, a differenza dei suoi migliori alleati... Putin non è un leader, ed è stato smascherato dalla contraddizione tra la narrazione politica del suo governo e le azioni intraprese sul campo. Non è più un alleato affidabile, e i suoi alleati ora lo vedono - dopo la Siria Il rifiuto di assumersi la responsabilità diplomatica con una politica estera intransigente è dannoso per tutto il mondo anti-imperialista, e il suo dialogo aperto con la NATO - mentre la NATO sta tentando nulla di meno che strisciare verso Mosca - è una debolezza fatale Le persone che ancora trovano le scuse più deboli per giustificare le azioni ingiustificabili della Russia da dicembre scorso sono illuse. Questo è il caso del governo stesso, quando Nebenzya giustifica la decisione di non premere un dannato pulsante chiamato VETO dicendo "è ciò che vuole l'Autorità Palestinese, e rispettiamo la sua sovranità"... Dovremmo davvero definire l'AP come uno stato di polizia satellite gestito dalle stesse persone che fanno volare droni su Mosca? Palestina, Libano, Siria, Iran, Yemen, Venezuela, Colombia, l'alleanza del Sahel, e qualsiasi paese che si oppone alla NATO è di SIGNIFICATO DIRETTO PER LA RUSSIA, e avrà conseguenze contro di essa in futuro se non trattano immediatamente il cancro del liberalismo Questo non è inteso come un attacco, specialmente ai nostri compagni e seguaci russi, e ai più grandi canali Telegram, ma piuttosto come un invito a una rivalutazione - a una nuova valutazione della politica estera attuale del paese, che presto si cristallizzerà in questioni di politica interna. Finché è sullo stesso pianeta, la Russia dovrebbe considerare le questioni globali come proprie, perché le potenze occidentali saranno contente solo con la completa schiavitù dell'umanità Dicci le tue opinioni nella chat del gruppo. ✍🏻Andrea: Perfettamente concorde, comunque è dal 2020/23 che nutro dubbi su Putin (Nagorno e Caucaso). La guerra in Ucraina mi ha spinto a riconsiderare il dubbio, se non altro perché dietro il fragore, probabilmente non voluto, qualcosa si è mosso anche per il resto del sud del mondo: scappatoie alle sanzioni, sfida aperta alla Nato ecc. Certo la dimostrazione di codardia intravista nel Caucaso (la questione verrà trattata più avanti in modo compiuto e riguarda innanzitutto l'interesse geopolitico russo non tanto la questione armena) e deflagrata in Siria se poi ora si mette a 90 con sta supercazzola di accordo di pace, in realtà una tregua piena di ambiguità in cui si potranno infilare gli europei piuttosto che un nuovo presidente USA, se non Trump stesso, dimostrerà la mancanza di grandezza e l'incapacità di ricoprire il ruolo di apripista di una riscossa del resto del mondo contro l'egemone, che per antonomasia non può condividere il potere, quindi a cosa serve accordarsi se non dargli tempo? E tutto questo per interessi da bottegaio piccino: lo strapuntino alla tavola dei grandi, gli agognati mercati, il desiato Swift. Una prece per un mito caduto, ma aspetto la calata di braghe per fare cantare messa.

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Pubblicato 26 nov

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Pubblicato 26 nov

Puntata imperdibile! A Friccicore via delle Acacie 14, Roma - martedì alle 20!

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Pubblicato 26 nov

https://youtube.com/live/xWazyFkcpiw ⚡️🔴🗣 Tra 30 minuti LIVE

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Pubblicato 26 nov

https://www.youtube.com/watch?v=s0i5C1ChnIA 🔴⚡️🗣 Intervista a Pino Arlacchi per I nuovi mostri

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Pubblicato 25 nov

https://www.youtube.com/watch?v=S6Hc_0d9MWM ⚡️🔴 Europa, Ucraina e censura Lanfranco Turci e Alessandro Fontanesi denunciano la deriva autoritaria

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Pubblicato 25 nov

https://youtu.be/bdtEYp7B7Ww Francesco Cori Lavoratori in Rivolta — Perché lo Sciopero Unitario è Saltato

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Pubblicato 25 nov

Uccise quattro persone nelle aree interne alla zona gialla (sotto controllo israeliano), ucciso un bambino a Gaza Nord, bombardato il Libano dopo l'annuncio dell'apertura di una finestra di dialogo. Ci troviamo davanti a un impasse: - Israele ha capito che non può vincere la guerra, che l'unico modo per farlo è ucciderli tutti; - Sarebbe disposto a questo; - La resistenza palestinese oltre a parare i colpi, è riuscita anche ad attivare una strategia offensiva (fatto determinante), ma ha probabilmente valutato in alcuni suoi segmenti esser meglio una tregua onde evitare la carneficina. - La strategia del genocidio è molto difficile da utilizzare: a) Per l'enorme diffusività delle immagini attraverso social; b) Perché parte dell'opinione pubblica araba ha un forte senso di solidarietà con la causa palestinese (spingendo quindi i governi locali, pieni di petrodollari, almeno a fingere interesse). - Il tutto si inserisce nel triangolo: Arabia Saudita - Qatar/Turchia - Iran: a) I sauditi apparentemente avrebbero abbandonato di buon grado Gaza al suo destino per costruire un bel porto turistico su cui far correre le merci indiane fino in Europa; b) Gli iraniani (forse sovraestendendosi) hanno filiato Jihad islamica che in parte ha egemonizzato Hamas (pur essendo questa un'emanazione dei Fratelli Musulmani); Teheran ha puntato tutto sulla creazione di uno scudo di proxy tra Iraq, Libano, Gaza e Yemen, cercando alle spalle un accordo pacifico col Pakistan; c) L'asse Turchia/Qatar filo-occidentale, ma anche intenzionato a non lasciar spazio ideologico all'Iran, dunque in prima linea nell'idea di un Islam politico, ma moderno, perfetto per l'opinione pubblica sunnita di Gaza e non solo. Russia e Cina intanto non posso sconfessare gli attori arabi (che hanno accettato il piano Trump). Il rischio sarebbe quello di perdere influenza e sul medio-lungo periodo gli effetti sarebbero ben peggiori. Dunque? Dunque è importante che la mobilitazione filo-palestinese continui, con la stessa forza, costanza, continuità, capillarità. La mia impressione invece è che ci stiamo lasciando distrarre da altro, ma la questione palestinese è ancora lì, al di là del mare, in attesa di una soluzione. Anche di questo parleremo Venerdì 12 dicembre Al Biondo Tevere con Giulia Bertotto Thomas Fazi Paolo Cornetti per La Fionda, presentando l'ultimo volume della rivista proprio su questa complessa parte di mondo. Vi aspettiamo!

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