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Politica

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Pubblicato 18 nov

Nuova puntata de I Nuovi Mostri sempre a Friccicore sempre il martedì alle 20 https://youtu.be/UoNLm4ao374?si=d-8Q6wjC3vs6SM51

462 views

Pubblicato 18 nov

1648, pace di Vestfalia al termine della Guerra dei Trent'anni, nasce il mondo organizzato in Stati uguali e reciprocamente non ingerenti. Grazie al colonialismo e alla successiva ondata decoloniale, gli europei portano il principio statale in giro per il mondo. Esistevano prima modelli organizzativi del politico, molto diversi e variegati tra loro. - Le società di banda: decentralizzate, nomadi, senza una vera autorità centrale e un sistema di giustizia condiviso, molto volatili (singoli membri o interi gruppi entrano ed escono liberamente e spesso); - Le società tribali: acefale, tendono spesso a mettere in atto delle strategie di contenimento del rischio di scioglimento o ingresso di estranei (preferenza per la stanzialità, formazione del lignaggio, talvolta emersione di una figura carismatica: il big man). Il lignaggio lega le persone a un luogo, al passato, spesso favorisce una bozza di culto dei morti o degli antenati (talvolta semplici trasposizioni psicoanalitiche di un culto animale o vegetale: chi ti permette la vita, attraverso la propria morte). Il big man è figura tipica delle società melanesiane. Emerge dal gruppo, carismatico, un ottimo guerriero o un gran cacciatore, di solito un uomo ricco che può possedere molti maiali. Il possesso di questi animali è determinante, perché nelle riunioni sarà la sua magnanimità nel regalare suini a determinarne il successo. La sua presenza può essere preparatoria all'organizzazione di un gruppo più vasto, con leadership fissa, ereditaria, una prima stratificazione della società e la formazione dei primi nuclei urbani propriamente detti: in altre, parole la nascita della chefferie. Qui è il capo a determinare la coesione della comunità, il suo ruolo è metafisico. Qualche giorno fa parlavamo delle pratiche sessuali particolari in questi casi (i matrimoni tra fratelli e sorelle: tra leader nell'Irlanda neolitica, nelle famiglie dei faraoni o tra i regnanti delle Hawaii pre-contatto). Compare anche il legame tra potere e mondo animale: i troni diventano leonini, le famiglie reali rivendicano ruoli originari legati ad animali cacciatori, segno di forza: Roma nasce da un lupo, la Cina e la Corea fanno risalire i loro imperatori all'orso. L'orso assume un significato simbolico nella fascia temperata fredda euroasiatica: forse la sua tendenza a camminare su due gambe ne fa un fratello mancato, un uomo incapace di stare con gli altri, il rischio dell'uomo fuori dalla comunità, la mostrificazione per eccellenza. Così il potere si fa divino e animale, pur di non essere umano (e per questo viene contenuto come strumento utile alla comunità, solo dopo ne scapperà al controllo, come il fuoco che sfugge al controllo dell'incendiario) e sotto traccia agiscono i miti profondi. Basta andare in Francia, alla Grotta Chauvet, per farsi un'idea: tra i 36.000 e i 30.000 anni fa circa, qualcuno si prese la briga di adibire una serie di opere murarie che mostrano animali, figure androgine, metà uomo, metà bestia (nessuna figura umana è intera). Alcune tracce passano tra loro svariate migliaia di anni, altre invece sono fatte dalla stessa mano (da qui l'idea della grotta-carcere: un individuo violento sarebbe stato lì rinchiuso - suggestiva, ma probabilmente solo fantasia). Qui troviamo la Sala degli Orsi, dove su una roccia rialzata (un altare?) è posto un teschio di questo animale, al centro, con attorno segni di combustione (fiaccole?). Nello spazio sono state trovate anche tracce di orsi, che probabilmente venivano per il letargo: non sappiamo se questi e gli umani lo frequentarono nello stesso arco temporale.

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Pubblicato 18 nov

🇷🇺🇺🇸🇵🇸 Il rappresentante della Russia alle Nazioni Unite: La risoluzione del Consiglio di Sicurezza non è in linea con la formula dei due stati, due popoli e potrebbe consolidare la separazione della Striscia di Gaza dalla Cisgiordania. Allora perché la Russia non ha posto il veto? Queste dichiarazioni vuote e senza senso valgono meno della carta igienica usata.

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Pubblicato 17 nov

L'azienda statale creata dal regime fascista per valorizzare il mercato bananiero somalo, dopo che la crisi del '29 aveva messo fuori gioco la cotonicoltura, il precedente campo di sviluppo agricolo dei comprensori italiani, in particolare della gemma del regime Genale, sempre dipendente dal supporto pubblico, politicamente vicina al fascismo, coi concessionari quasi tutti ex camice nere della prima ora e poco propensa alla diversificazione delle colture.

576 views

Pubblicato 17 nov

🇸🇴L'EPOCA COLONIALE NELLE SOMALIE Se nel corso dell'Ottocento vi era stato un forte sviluppo agricolo nell'area del Benadir, particolarmente vocata per lo sviluppo agricolo e l’esportazione di derrate, essendo l’unica pianura fluviale direttamente sul mare del continente. In particolare l’Uebi, che corre per 600 miglia parallelo alla costa e a non più di 6 dall’oceano, era poi facilmente derivabile per sfioro, mentre i mercati esteri vicini favorivano la nascita e lo sviluppo dei porti e mercati di Mogadiscio, Merca e Brava. Il processo fu favorito dall'importazione di schiavi dal mercato zanzibarita fatta dai Bimal e dai Geledi, e dalla formazione di rapporti di patronage tra gruppi pastorali e agricoltori Bantu che avevano trasformato il basso Scebelli nel granaio dell’Arabia favorendo l'esportazione di granaglie e sesamo. Con l'abolizione della schiavitù nella prima stagione coloniale i fondi agricoli e la produzione si ridussero drasticamente, anche per la fuga dalla pratica agricola degli ex schiavi. Ci fu una ripresa dell’agricoltura, in particolare in epoca fascista, dopo i primi stentati tentativi di avvaloramento, ma attraverso i mezzi e i modi dello sfruttamento coloniale con la creazione di aziende e consorzi in mano a coloni bianchi e coltivate da lavoratori coatti, se non in casi particolari come a Villabruzzi dove la Sais riuscì a trattare direttamente con i lavoratori e dedite a produzioni industriali e per l'esportazione: canna da zucchero, cotone e banane. Quindi le colture per cui era famoso il Benadir la dura e il sesamo furono accantonate. Dall'altra parte il Somaliland privo di interesse agricolo e dedito unicamente alla pastorizia fu usato dagli inglesi soprattutto come area strategica e di controllo per il Golfo di Aden. Lo stesso può dirsi per le aree pastorali della Somalia italiana che furono lasciate in abbandono. Non mancarono comunque gli interventi di conquista e militari come l’imposizione del protettorato italiano sui sultanati di Obbia e Migiurtinia o per reprimere le rivolte come quella di Sheikh Mohammed Abdullah Hassan detto per spregio Mad Mullah (primo ventennio del ‘900) che partendo dal Somaliland tentò una rivolta anti coloniale che sconvolse innanzitutto la colonia inglese, ma segnò anche la Somalia settentrionale italiana e l’Ogaden etiope e fu affrontata da tutti e tre gli imperi ed infine piegata dagli inglesi con poderoso impegno di uomini e mezzi moderni. ✍🏻Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 17 nov

https://www.youtube.com/watch?v=5_qnzKIfdzs Il Mega-Inceneritore di Roma Sud: l’Ing. Girardi smonta il progetto Gualtieri punto per punto

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Pubblicato 17 nov

https://youtube.com/live/XAOLUMjoPoI Fuori gli USA dal Sudamerica? Cile e Ecuador chiudono ai gringos? - LIVE H 12 Con Clara Statello! Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify

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Pubblicato 17 nov

Il mondo al bivio Proprio mentre si tiene a Belem la COP30 sul cambiamento climatico e i problemi ecologici che affliggono il pianeta, nella giornata di ieri una ventina di uomini armati è entrato nel territorio nativo Iguatemipeguá, nello stato di Mato Grosso, sparando contro i suoi abitanti. Un attivista è stato ucciso con un colpo alla testa, mentre altri tre (due dei quali adolescenti) risultano aver subito colpi da armi da fuoco. L'intervento delle autorità è stato rallentato dal danneggiamento di un ponte, la strada percorribile più breve per il villaggio, messo in atto dal gruppo criminale. Parallelamente al consesso internazionale gli attivisti climatici e le comunità indigene portano avanti la campagna #LulaDemarca per vincolare il governo brasiliano a riconoscere (restituire) una serie di aree alle popolazioni pre-europee. Questo diritto è stato garantito dal Brasile fin dal 1988 e avrebbe dovuto entrare in completa applicazione dal 1993. Nonostante gli enormi sforzi portati avanti dal governo Lula e dal PT, durante gli anni dei governi di sinistra non si è riusciti ad arrivare ad una reale applicazione di questa misura, perché i grandi latifondisti, la grande borghesia nazionale (quella in Brasile viene indicata come le quattrocento famiglie più ricche del paese e che lo condizionerebbero dall'indipendenza) legati a doppio nodo all'industria agroalimentare e all'industria del legname, hanno fatto ostruzionismo. Nel Nord Globale fatichiamo molto a capire le grandi difficoltà di un governo progressista nel Sud Globale: il rischio del golpe militare è sempre dietro l'angolo (va ricordato che Bolsonaro tentò un golpe a fine mandato e precedentemente la magistratura aveva costretto Dilma Rousseff alle dimissioni con accuse poi scioltesi come neve al sole). Ben pochi saprebbero nominare almeno tre gruppi pre-europei che vivevano in quelle terre; ma parliamo di cinque milioni di persone, fatte sparire (materialmente e mnemonicamente) dalla storia. Questo mi fa venire in mente un incontro sulla Palestina di qualche giorno fa. Il sionismo non ha nulla di speciale, il sionismo è colonialismo e come tale è stato attivo in tutto il mondo extraeuropeo attraverso il genocidio e l'ecocidio.

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Pubblicato 16 nov

https://www.youtube.com/watch?v=F6LrE2JSlNU Anarco-sindacalismo vs Sindacalismo rivoluzionario: una terza via nell’anticapitalismo?

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Pubblicato 16 nov

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Pubblicato 16 nov

Le nostre antenate hanno scelto partner più chiacchieroni e simpatici, favorendo così un processo di selezione auto-addomesticante? A un certo punto della nostra storia, potrebbe esser prevalsa la scelta per partner meno aggressivi e più propensi al dialogo. Il linguaggio avrebbe intrappolato la violenza fisica sul piano verbale e favorito il contenimento delle ambizioni individuali (specie in piccoli contesti demografici come quelli preistorici). Clastres nota come in Amazzonia il capo del gruppo sia costretto ad arringare il villaggio ogni sera, parlando al nulla. Il leader parla, parla, parla, mentre donne e uomini adulti fanno altro, spesso parlano tra loro, i bambini giocano rumorosamente attorno e infine tutti vanno a dormire. La parola intrappola il potere e lo limita, ribadendone la vacuità. Il linguaggio permette la creazione di un'intenzionalità condivisa, insieme elaboriamo un piano per risolvere il problema X; le competenze del linguaggio vanno di pari a passo a quelle della lettura della mente dell'altro, che ci permettono spesso di capirne le intenzioni anche senza una verbalizzazione esplicita. L'idea iniziale era che gli uomini avessero cominciato ad accordarsi per la caccia. Il mito della grande caccia legato all'eurocentrismo preistorico (pure!) è rimasto vivo molto a lungo. Oggi possiamo dire che i nostri antenati mangiavano per lo più piccole prede, vegetali, funghi, persino carcasse e insetti (è solo molto più difficile da dimostrare); non mancavano donne cacciatrici o guerriere (ma probabilmente la gravidanza favorì una qualche selezione; così oggi gli uomini hanno punteggi più alti nell'intelligenza spaziale, si orientano meglio, forse, sottolineo forse, proprio per una selezione positiva legata alla caccia). C'è poi la ricostruzione dell'albero genealogico del sito di Gurgy, in Francia, che ci mostra come fossero le donne a spostarsi presso la casa del maschio, ma che tutti lungo sette generazioni presentavano qualche parentela pur lontana. Possiamo ipotizzare una rete di famiglie, clan, piccole tribù nell'arco di qualche decina di chilometri che gestisse in forma rituale lo scambio genetico attraverso le giovani donne (beccati questo Hobbes). Queste avrebbero portato le conoscenze del gruppo d'origine: dove si trova la fonte X? Questi frutti sono commestibili? Questa pianta cura questa malattia? Sto un po' calcando la mano, ma se dovessimo scoprire un modello generale di questo tipo, potremmo dire che lo spirito cooperativo avrebbe anche in questo caso un discreto vantaggio sull'idea dell'uomo lupo solitario. Esiste poi l'altro grande problema degli studi preistorici-antropologici: non possiamo prendere un sito, ricostruire un aspetto e generalizzarlo a tutta l'umanità del periodo. C'è la concreta possibilità che a 50 chilometri da Gurgy le regole socio-familiari fossero completamente diverse. Non ci resta che continuare a studiare.

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Pubblicato 15 nov

Oggi Climate Parade

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