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Pubblicato 2 gen

https://x.com/SavinoBalzano/status/2007073058725515530?s=20 Il #discorsodifineanno del Presidente della Repubblica #SergioMattarella era pieno di falle e, soprattutto, di ipocrisie. Dalla pace allo Stato sociale, fino all’Unione Europea. #Mattarella parla della nostra sanità, delle nostre pensioni, dello Statuto dei lavoratori e incensa chi ha messo in crisi tutto questo: l’#UE. Secondo Mattarella, «La pace, in realtà, è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio». Incredibilmente, l’opposto di ciò che quotidianamente difende con le unghie e con i denti: coloro che ci impediscono di fare le nostre scelte, costringendoci a investire in armi. Il discorso di fine anno è il momento di massima ipocrisia, soprattutto perché i leader politici, consapevoli di queste contraddizioni, gareggiano a chi gli lecca meglio le suole delle scarpe. Uno spettacolo semplicemente indecoroso.

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Pubblicato 31 dic

https://x.com/SavinoBalzano/status/2006304880315580787?s=20 Continuano a capitarmi tra i piedi “analisi” a dir poco ridicole. Ascoltavo la direttrice di una rivista, non ricordo il nome, qualcosa come MicroMini, dire che #Trump continua a fare da portavoce a #Putin. A fare i suoi interessi, insomma, sulla falsariga dei poveracci che continuano a ripetere la storiella di un Presidente degli Stati Uniti, l’uomo più potente del mondo, al servizio del capo del Cremlino. Un suo “asset”: hanno imparato da poco quest’espressione e la ripropinano di continuo, orgogliosi. Trump è “un asset” di Putin. Orgoglioni, così li definisco: quelli orgogliosi delle proprie coglionerie. Che Trump possa essere al servizio della #Russia è semplicemente ridicolo e solo un lettore di certe testate potrebbe bersela, solo un bimbo euroscemo, un serrapiattista, uno di quelli con la bandierina dell’#Ucraina e dell’#UE nella bio del profilo. Ha imposto all’Unione Europea l’acquisto di armi statunitensi a debito, con un assurdo piano di riarmo voluto dai vertici bellicisti di questa baracca che ci vincola esternamente. Ha inoltre forzato l’aumento delle spese militari dei Paesi membri della #NATO al 5% del PIL. Ci costringe a comprare il suo gas liquido, enormemente più costoso di quello russo. Strategie, mi pare, in evidente contrasto con gli interessi di Mosca. Tutto questo dopo aver peraltro imposto i dazi sulle nostre esportazioni verso gli Stati Uniti. Non sembra un servo, direi. I servi siamo noi: noi e quelli che portano l’acqua con le orecchie a Ursula #VonDerLeyen (fingendo peraltro di essere di sinistra: la sinistrucola, in realtà, come mi piace chiamarla da sempre). Tanto è vero che alcuni di loro supplicano la Meloni di accoglierli in maggioranza al posto della Lega. Patetici. Certi opinionisti, commentatori, analisti da discount semplicemente non vogliono ammettere una cosa semplicissima: la Russia ha vinto la guerra. E l’ha vinta non perché l’Occidente ha smesso di sostenere l’Ucraina. Tutt’altro: l’ha vinta nonostante noi. Fino ad oggi, abbiamo fatto tutto quello che dicevano i fessi di guerra: armi e soldi a Kiev, economia e propaganda russofoba e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo fatto quanto desideravano e anche di più: il risultato è quello che abbiamo adesso sotto gli occhi. Putin appare sereno e detta le condizioni; #Zelensky prega affinché l’altro muoia per intercessione della divina provvidenza in occasione del Natale. Diciamo che gli sono rimasti solo i miracoli. E, peraltro, consapevole com’è della situazione, nonostante i suoi bimbi agitati dalle nostre parti, non si lancia tra le braccia amorevoli di Kaja #Kallas: preferisce il bullo statunitense, nonostante quello lo tenga per le palle. La verità è questa e Trump semplicemente ne prende atto: la Russia ha vinto la guerra e che l’avrebbe vinta lo poteva comprendere chiunque avesse un minimo di sale in zucca fin dal primissimo momento. L’ha strapersa l’Ucraina e l’abbiamo strapersa noi, che abbiamo sbagliato tutto e abbiamo picconato la nostra economia, il potere d’acquisto delle nostre famiglie, la nostra impresa, il nostro stato sociale. L’hanno persa tutti i ciarlatani che in televisione continuavano a farneticare dei successi ucraini sul campo e dei fallimenti dei russi. Poco importa, per loro: i cialtroni nel nostro dibattito pubblico sono ben accetti. La nostra democrazia è alimentata proprio dai servi che pappagallescamente fanno da portavoce a certe narrazioni e a una specifica propaganda. Non è Trump il pupo: i pupi sono loro.

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Pubblicato 30 dic

https://x.com/SavinoBalzano/status/2005938866033742141?s=20 C’è un’asimmetria, l’ennesima, quasi esilarante nella sua tragicità. Se un aeroplanino di carta svolazza in qualsiasi città europea è colpa di #Putin, dei russi, della guerra ibrida, e presagisce l’arrivo dei cosacchi nelle nostre città. Qualche poveraccio parlò persino di Lisbona: meglio non dimenticarlo mai. Ne abbiamo sentite di tutti i colori: i droni sul Lago Maggiore, in Italia, e quello sulla sede di Leonardo in provincia di Varese, poi rivelatosi il segnale GSM di una famiglia che cercava disperatamente di migliorare la propria connessione internet. Ricordo anche l’aereo di Ursula, costretto a un atterraggio di emergenza a causa di un attacco informatico russo, negato persino dai piloti dell’apparecchio stesso. Poi i droni in Polonia, tenuti assieme dal nastro adesivo e dolcemente adagiati sui tetti delle case. Recentemente ho letto su un autorevolissimo giornale, di cui oggi ci si preoccupa di salvaguardare i giornalisti indipendentissimi: «La guerra di Putin uccide in Finlandia: i lupi sconfinano e fanno strage di renne». Non ci credete? Andatevelo a cercare. Poi accade una cosa: più di novanta droni prendono di mira la residenza privata di Putin e, ovviamente, sorgono mille dubbi e perplessità. Per carità, in guerra la verità assoluta non la conosce mai nessuno: siamo letteralmente inondati di propaganda da una parte e dall’altra. Ma ad apparire leggerissimamente risibile, circense come al solito, clownesco, è il differente metro adottato. Quando a parlare è la propaganda di Kiev, i nostri conduttori di telegiornale sono in ginocchio a ricevere la rivelazione; quando parlano gli altri, emerge tutto il loro giornalismo d’inchiesta, quello che preferisce le domande alle risposte, tutti a schiena dritta. Se parla #Zelensky, si reagisce come fosse la reincarnazione di Churchill; se a parlare e Putin, si parla dello Zar. Ascoltavo ieri sera, in un TG delle 20, un signore dalla narrazione incerta (uno di quelli che ,dopo ogni parola, hanno bisogno di fare “ehm”, “mhm” e altri suoni simili) domandarsi, con un’espressione davvero intelligente, qualcosa del tipo: «che poi, che senso avrebbe un attacco simile in questa fase dei negoziati?». Oh bella! Che quesito finissimo, quanta arguzia, quanta raffinatezza! Con questa domanda ci si siede letteralmente di culo a terra. E chi potrà mai anche solo tentare di rispondere a una domanda tanto insidiosa? Proviamoci. E voglio farlo con una scortese risposta sotto forma di un’altra domanda. Comprendo che non sia proprio elegantissimo, ma presumo che in questa circostanza possa risultare proficuo. Ebbene, assai più modestamente e molto meno autorevolmente, oso domandare: immaginate Zelensky, #VonDerLeyen, #Kallas, #Kubilius, #Macron, #Merz, #Starmer e compagnia cantante. Togliete alle loro leadership e alla loro narrazione la guerra. Cosa rimarrebbe di queste assolute nullità, di questi capi senza popolo, di questi politici senza consenso e legittimazione? Cosa resterebbe di molti di loro, peraltro assediati dalla corruzione che li vede protagonisti e che in gran parte li circonda? Cosa resterebbe di un apparato di potere visibilmente compromesso e corrotto? Nulla, assolutamente nulla. E come giustificare, peraltro, l'immane investimento in "difesa" che arricchisce pochi e affama moltissimi? Ecco perché, per qualcuno, le trattative in corso rappresentano un pericolo senza precedenti. In ballo c’è la sopravvivenza di un sistema malefico. Il piccolissimo dettaglio è questo: il crollo di quel sistema è proprio quanto di meglio possa accadere per i popoli oppressi che finge di rappresentare.

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Pubblicato 29 dic

«Chi oggi crede alla pace e ha scelto la via disarmata di Gesù e dei martiri è spesso ridicolizzato, spinto fuori dal discorso pubblico e non di rado accusato di favorire avversari e nemici». Queste parole di #LeoneXIV, pronunciate in occasione dell’Angelus di Santo Stefano, avevano una portata gigantesca. E ovviamente sono state assai poco commentate, quasi marginalizzate dalla nostra informazione. La ragione è semplicissima: il rimprovero del #Papa – perché di questo si tratta – era rivolto principalmente a coloro i quali detengono le redini di ciò che definisce il discorso pubblico. I giornali, i telegiornali, i media tradizionali. E ha perfettamente ragione il Pontefice: tutti quelli che in questi anni hanno previsto quanto sarebbe accaduto e quanto è sotto i nostri stessi occhi ormai da mesi, e ancor di più in queste ore, sono stati insultati, sbattuti in prima pagina e messi al bando, esposti al pubblico ludibrio. Di coloro i quali, per semplice ragionevolezza o buonsenso, sostenevano le ragioni della pace si è fatto un vero e proprio bersaglio propagandistico. https://x.com/SavinoBalzano/status/2005597720011034884?s=20 Pensateci. Quelli che sostengono le posizioni di #Zelensky e del suo governo – l’agenda che fu di #Biden e che ora è di #VonDerLeyen – vengono presentati come irriducibili eroi. Tutti gli altri sono traditori, putiniani (o filoputiniani o filoputinisti: espressioni, peraltro, logicamente e grammaticalmente senza senso. Come dire "filo-comunista" o "filo-fascista": comunista e basta; fascista e basta. No?). Oggi succede che persino Zelensky ci stia scaricando, allineandosi – come prevedibilissimo – ai dettami statunitensi e sostenendo che il 90% ormai è fatto. Eppure si continua a parlare a vanvera nei telegiornali delle 20, affermando che chiunque ritenga inutile il perdurare del conflitto sia più sensibile alle ragioni di Mosca e di #Putin. Così dicono: "più sensibile". Gli stessi, magari, che parlavano di "violazione delle acque internazionali": una sorta di diritto internazionale casereccio, da trattoria, elaborato probabilmente in preda ai deliri prodotti dall’alcol. Le parole di Leone, che peraltro ha ricordato il martoriato popolo ucraino (così lo ha giustamente definito), però restano e pesano come pietre: a essere ridicoli erano coloro i quali sostenevano e sostengono la necessità di vincere militarmente sulla #Russia; che i russi combattessero con pale e microchip, a dorso di muli; che l’#Ucraina fosse parte dell’UE e che fosse necessario scendere in guerra come se fosse anche membro della #NATO; che fosse in atto una guerra di civiltà, con buoni e cattivi divisi dal filo di ferro. Argomentazioni surreali, erette e pompate fino a toccare il cielo, e che oggi ci crollano addosso, sotterrandoci sotto il peso delle nostre ipocrisie. E ancora qualcuno vaneggia della conferenza di Monaco del ’38, con parallelismi storici semplicemente grotteschi, da circo. Ma se davvero di civiltà era questa guerra, come giustificheremo a noi stessi, ai nostri figli e al mondo intero di averla persa? Vorrà forse dire che la civiltà stessa muore con un ipotetico accordo? Come proseguiremo il racconto occidentale, adesso, dopo tutte le balle raccontate? Forse come sempre abbiamo fatto: mentendo, sapendo di mentire.

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Pubblicato 24 dic

https://x.com/SavinoBalzano/status/2003814946094657861?s=20 La nuova versione del #Presepe deve contemplare la presenza degli assistenti sociali che provano a portar via Gesù Bambino: pare che nella grotta manchino riscaldamento e acqua calda. Inserite anche una bella capanna con l’insegna “Tribunale dei minori” e sostituite i Re Magi con i Carabinieri. Quella della #famigliaNelBosco è una storia assurda, che peggiora di giorno in giorno. Le motivazioni a sostegno della decisione sono risibili, il ricorso viene rimandato e, nel frattempo, i bambini restano divisi dalla loro famiglia. Come cittadini dobbiamo tenere alta l’attenzione su questa vicenda ipocrita, perché è un arbitrio che va sottratto a chi lo esercita. Potrebbe succedere ancora. Anzi: succede già a tantissima gente, e se ne parla pochissimo. Ne parleremo ancora anche oggi pomeriggio. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su@RadioCusano Ne parleremo ancora anche oggi pomeriggio. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.

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Pubblicato 23 dic

https://x.com/i/status/2003417868424147213 Il giorno dopo le auguste e autorevolissime parole di Sergio #Mattarella, circa l’assoluta concretezza delle minacce russe, si viene a sapere che il #drone sulla sede elicotteri di Leonardo non era russo. Non era nemmeno bielorusso. E manco cinese. Non solo: si scopre che non era neppure un drone. Era il segnale GSM di una villetta che cercava di migliorare una connessione internet che non andava. Magari era un adolescente disperato che non riusciva a godersi il suo bel pornazzo. Poraccio. E intanto tutte le nostre più prestigiose testate giornalistiche ci hanno fatto una testa così sui droni di #Putin che sorvolavano la penisola. Va benissimo, Presidente: le minacce sono davvero concrete e reali. Intanto, #Zelensky prima dice che dopo l’#Ucraina toccherà alla Polonia, poi che i colloqui procedono spediti, poi che si aspetta un massiccio attacco a Natale dalla #Russia e infine che, grazie agli aiuti dell’#UE, aumenta la sua resilienza. Se ti senti meglio ad avere #VonDerLeyen, #Kallas, #Merz e #Macron dalla tua parte, stai ancora più inguaiato di quanto già sembrasse. E, a proposito di Macron: quello che suggeriva di inviare truppe in Ucraina e di adoperare il suo ombrello nucleare, ha ora cambiato idea. Meglio parlare con il Cremlino. A me spiace se tutti i furboni con la bandierina ucraina e unionale nella bio se la prendono tanto. Comprendo il vostro imbarazzo e la difficoltà a celare la vergogna, ma non è mica colpa nostra se siete più divertenti di una parodia. Continuate così, vi prego, non fermatevi. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.

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Pubblicato 22 dic

https://x.com/SavinoBalzano/status/2003102619632365836?s=20 Mattarella: «Spese per la difesa mai così necessarie, anche se poco popolari». Una frase a dir poco insultante. Voi, popolino, gentarella, persone da poco, non sapete di cosa avete realmente bisogno. Siete lì a pensare al cenone di Natale. Lasciate che sia qualcun altro a badare a voi, lasciatevi commissariare dal vincolo esterno e dal suo pilota automatico. Non vi servono i soldi per crescere i vostri figli o per il vostro welfare: ciò di cui avete disperatamente bisogno – senza saperlo – è la difesa comune. Solo, voi siete troppo sciocchi per capirlo. Dopotutto, come dice #Zelensky, dopo l’#Ucraina toccherà alla #Polonia. E, come ricorda appunto il leader polacco #Tusk, dovete scegliere tra i soldi oggi... o qualcosa di molto peggio domani. In tutto ciò, che fine ha fatto la democrazia? #Mattarella#SergioMattarella#Quirinale#PresidenteDellaRepubblica

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Pubblicato 20 dic

https://x.com/SavinoBalzano/status/2002383126069186895?s=20 Sergio #Mattarella ha tuonato: «Non ci si può stancare di ripeterlo: una democrazia di astenuti, di assenti, di rassegnati è una democrazia più fragile, e a subirne danno sono i cittadini». E tutti a baciargli le scarpe, a gareggiare per chi è più bravo a lucidare le suole presidenziali con la lingua. #SergioMattarella è trattato come una divinità reincarnata, tipo Tutankhamon o Ramses. Una roba del genere. Ma non sarà che il #Quirinale è uno dei maggiori responsabili dell'astensionismo? Il #PresidenteDellaRepubblica, garante del vincolo esterno e del pilota automatico, è tra i responsabili dell’attuale disaffezione e della crisi della democrazia in Italia. Avessimo un’informazione poco poco decente, di certe contraddizioni gli verrebbe chiesto conto. E invece i clown continuano lo spettacolo: evviva il Presidente! Evviva il Capo dello Stato!

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Pubblicato 20 dic

https://x.com/SavinoBalzano/status/2002286494040613034?s=20 Asset russi? Attaccatevi e tirate forte! Unione Europea? Tiè! Ursula von der Leyen? Tiè! Kaja Kallas? Tiè! Macron, Starmer, Merz, Tusk? Tiè! Dobbiamo ringraziare chiunque si sia messo di traverso rispetto a una scelta semplicemente folle, da centro di igiene mentale. Rischiosissima per i Paesi che, autolesionisticamente, continuano a far parte della cloaca chiamata Unione Europea. Dovremmo ringraziare tutti i giorni gente come #Orban. Avrebbe significato escalation e, soprattutto, comportato un’esposizione economica e finanziaria che di sicuro non possiamo permetterci. Dovremmo ringraziare chiunque si sia messo di traverso, altro che ostracismo. Se oggi i moderati sono a favore della guerra e delle armi, allora voglio essere un fanatico estremista. Prossima mossa? Veto sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea: altro che “zona di pace”. Ci manca solo un altro spietato concorrente nella corsa al ribasso dei salari; un ulteriore Stato concorrente che ci faccia guerra sul welfare o sull’accaparramento di capitali. Siamo già pieni di paradisi fiscali nell’UE tanto amata dai moderati stile Mattarella. Avanti tutta e viva l’unanimità. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano

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Pubblicato 18 dic

https://x.com/i/status/2001650769469034638 Ieri tanta franchezza con Peter Gomez. La vicenda delle sanzioni a #JacquesBaud, l’attacco a Limes e a Caracciolo: colpi di coda di una narrazione che cade a pezzi sotto il peso della dura realtà dei fatti. Pur di non ammettere di aver sempre avuto torto, quelli che hanno provato a tacitare chi la pensava diversamente agiscono mortificando i nostri valori liberali e democratici. Ha vinto #Putin? Il tema dell’informazione, quella vera, del diritto a conoscere. Un confronto da non perdere con #Gomez, che ringrazio. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.

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Pubblicato 17 dic

https://x.com/SavinoBalzano/status/2001215262003958020?s=20 La vicenda di #JacquesBaud è davvero sconcertante: la logica è semplice, brigatista: «colpirne uno per educarne cento». I difensori della democrazia e della libertà vogliono tapparci la bocca. Dove sono quelli che denunciavano la torsione democratica, la capocrazia e la democratura? Dove sono quelli che brandivano il Manifesto di Ventotene (senza averlo mai letto)? Dobbiamo reagire. #Baud#UE

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Pubblicato 16 dic

https://x.com/SavinoBalzano/status/2000866245604774223?s=20 Ieri il Presidente #Mattarella è intervenuto con un altro discorso memorabile. Questa volta alla Conferenza degli Ambasciatori. C’è chi – giustamente – ha sottolineato quanto ipocrita sia stata la denuncia verso una #Russia che «con la forza ridefinisce i confini in #Europa». Gli è stato ricordato ciò che ha contribuito a combinare nella guerra del Kosovo, senza alcuna autorizzazione dell’ONU, nel 1999. Ma sono cose che abbiamo già straripetuto. C’è invece un altro passaggio, davvero incredibile, sul quale mi pare assai più interessante indugiare. #SergioMattarella dice: «Pericolose attività di disinformazione tendono ad accreditare una presunta vulnerabilità delle opinioni pubbliche dei Paesi democratici. Cercano di affermarsi inediti ma opachi centri di potere – di fatto sottratti alla capacità normativa e giurisdizionale degli Stati sovrani e degli organismi sovranazionali. Centri di potere dotati di vaste capacità di influenza sui cittadini e, con esse, sulle scelte politiche». Oh bella! Niente di meno? C'è da aver paura! Peccato che nello stesso intervento in cui denuncia oscure interferenze informative a fini propagandistici, dimentica accuratamente che proprio di recente è emersa una storia clamorosa: quella dell’Unione Europea che finanzia sistematicamente ONG, think tank, associazioni, progetti "civici" e media per promuovere sé stessa, contrastare l’euroscetticismo e orientare il dibattito pubblico, il tutto sotto le etichette rassicuranti (per i pochi reduci fessi) di "valori europei" e "lotta alla disinformazione" (v. The Eu’s propaganda machine di Thomas Fazi). Una vera e propria propaganda per procura, documentata nero su bianco: fondi pubblici a soggetti formalmente indipendenti affinché "rafforzino la fiducia nell’UE", "contrastino narrazioni critiche", "correggano" l’informazione. Il tutto fuori da qualsiasi mandato democratico diretto. Roba da Orwell. Alla faccia dei "centri di potere": una parte consistente dell’informazione europea, che da anni fa da gran cassa alle narrazioni della Commissione, alterando il dibattito democratico nei singoli Paesi, è pagata dalla stessa Commissione... coi soldi nostri. Non serve citare testate: basta guardare ai meccanismi di finanziamento, ai contratti di comunicazione, alle campagne mediatiche affidate a grandi agenzie che poi redistribuiscono risorse a giornali e piattaforme. E poi i beneficiari sono facili da individuare: basta leggere la spazzatura che pubblicano. Parliamo di centinaia di milioni di euro l’anno spesi dall’UE in comunicazione. Soldi che finiscono in contenuti sponsorizzati, progetti editoriali, format "educativi", coperture "istituzionali". Tutto legale, tutto opaco. Un’informazione che seleziona, amplifica, silenzia. Che trasforma politiche fallimentari in scelte inevitabili. Che spaccia il dissenso per "disinformazione" e il conformismo per "responsabilità europea". Uno schifo. E qui arriviamo al vero paradosso: noi paghiamo tutto questo. Paghiamo gli effetti delle politiche scellerate dell’UE, dal taglio allo Stato sociale alle sanzioni autolesionistiche contro la Russia, e paghiamo anche la propaganda necessaria a convincerci che vada tutto bene. In altre parole: paghiamo la merda e paghiamo pure quelli che ce la spacciano per cioccolata. Contenti così? Poi ci si chiede perché la fiducia crolli e il dibattito democratico muoia. Colpa della disinformazione russa e i putiniani che infastano il Paese. Ancora una volta, grazie #PresidenteDellaRepubblica. E, mi raccomando, tutti a scrivere "menomale che Sergio c'è!".

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