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Pubblicato 29 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1994811804883501236?t=6uN85Ko_dorYWR6a5rcvwA&s=19 In settimana è passata quasi in sordina l’ultima di #IlariaSalis. La pregiudicata, in un appassionato intervento al Parlamento europeo, dall’alto della sua erudizione, si è lanciata in una personale definizione di passeur. Alcuni passaggi della lectio magistralis di Ilaria: «Nel linguaggio pubblico si usa spesso trafficante di esseri umani ma non vuol dire la stessa cosa e questa confusione semantica non è casuale, fa parte del repertorio discorsivo della guerra contro la migrazione. Il trafficante è chi costringe le persone con la forza, l’inganno o la minaccia. Le riduce in schiavitù, le sfrutta, le sequestra». Il passeur, invece, è «chi organizza l’attraversamento di un confine chiuso, per persone che hanno scelto volontariamente di partire e pagano per il servizio. Un servizio basato sul consenso e che non avrebbe motivo di esistere se ci fossero vie legali e sicure per la migrazione». Poi, il paragone più suggestivo con «coloro che durante il nazifascismo aiutarono gli ebrei a superare illegalmente i confini mettendoli in salvo dalle persecuzioni e dalle deportazioni nei lager». Insomma, roba da dedicar loro un albero nel Giardino dei Giusti. Non ci sarebbe nemmeno da commentarle le sue parole: basterebbe guardare al pulpito. Una persona accusata di reati gravi, gravissimi, che per sfuggire al processo in Ungheria si fa raccomandare (alla faccia della lotta alle caste e ai privilegi) e candidare al Parlamento europeo da partiti di pseudo-sinistra. Ovviamente si tratta di meri vaneggiamenti: spesso, spessissimo, coloro i quali organizzano i viaggi dei migranti lo fanno per interesse, per soldi. Moltissimi soldi. Chi parte per fuggire dalla miseria o dalla guerra è costretto a vendere ogni cosa per pagare il viaggio e, molto spesso, è lasciato a marcire nei villaggi di partenza proprio perché non riesce a raccogliere la cifra necessaria. Una volta raccolta, se non viene derubato o truffato, il disperato si ritrova su imbarcazioni fatiscenti, stracolme e inadeguate alla traversata. In caso di pericolo, gli scafisti buttano tutti in mare e fuggono via. Il suo era un riferimento ai trafficanti via terra, certo, ma il principio non cambia affatto. Vere e proprie organizzazioni criminali, mafiose, che speculano sulla disperazione e costruiscono un business: veri e propri mostri. Un sistema che poi è funzionale alla schiavitù nei Paesi di transito e di approdo: schiavitù da lavoro, schiavitù sessuale, vere e proprie ragnatele nelle quali questi esseri umani restano invischiati, inevitabilmente intrappolati. Ed è, paradossalmente, indispensabile che sia così: le nostre società, sempre più impoverite da politiche neoliberali e austere, necessitano di prodotti a basso costo per potersi sostenere. L’integrazione è impossibile, strozzata dal cappio che le istituzioni eurounitarie impongono agli Stati membri in termini di spesa, e gli schiavi restano tali, finendo per entrare in concorrenza con i lavoratori autoctoni e spingendo le retribuzioni verso il basso, coerentemente con l’economia mercantilista ed esportatrice del continente. Tutto torna, perfettamente funzionale. Ma per la Salis il ragionamento è forse eccessivamente complesso: starà già indugiando sul patriarcato. Gente come lei è una manna dal cielo per il sistema. E la nostra meravigliosa informazione? Basta uno starnuto di chiunque a destra per mettere in piedi palinsesti su palinsesti, utili ad attribuire nostalgie e revanscismi fascisti di ogni sorta. Se a parlare è qualcuno di particolarmente utile a chi comanda davvero, però, meglio far finta di nulla. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.

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Pubblicato 27 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1993952837672341670?t=0PkSj-vdy9jaYVfkxpWRCw&s=19 Il migliore di tutti ci chiedeva di scegliere tra la pace e i climatizzatori accesi. Il senso di fondo era chiaro: siete così egoisti da anteporre un po’ di frescura al diritto internazionale? Alla dignità di un popolo aggredito? Tre anni fa, sempre lui, parlando all’aula semideserta (per nostra fortuna) delle Nazioni Unite, garantiva che l’effetto delle sanzioni fosse dirompente sull’economia russa. Poi è arrivata Meloni, con il suo supporto a Kiev senza se e senza ma: un sostegno simile a quello di chi ti tiene la mano mentre sali i gradini del patibolo, invece di provare a sottrarti al boia. Diceva la verità solo al telefono con due comici: era novembre di due anni fa e parlava apertamente della stanchezza provocata dalla guerra. Nel frattempo abbiamo fatto tutto ciò che desideravano — e desiderano tuttora — quelli che propongono di “aiutare” (virgolette obbligatorie) l’#Ucraina fino all’ultimo, economicamente e militarmente, fino alla vittoria finale. Oggi qualcuno si scandalizza dinanzi all’ipotesi di un accordo tra #Mosca e #Kiev (o meglio, tra Mosca e #Washington). Si parla di resa e, per salvare la faccia, si finge che l’intervento europeo abbia mitigato chissà quanto le pretese iniziali. La verità, nella sua spietatezza, è semplicissima: stiamo assistendo a qualcosa di drammaticamente prevedibile. Una vittoria sulla #Russia, senza scatenare una guerra nucleare totale, era semplicemente impossibile. E ora emergono, grandi come grattacieli, le contraddizioni di chi vaneggiava di guerra di civiltà, guerra all’oscurantismo, lotta per la democrazia e la libertà. Cosa accadrà adesso, che quella guerra è perduta? Soprattutto: qual è il costo della sconfitta? L’#Ucraina è smembrata, dilaniata, con perdite umane incalcolabili. Il disastro richiederà decenni per la ricostruzione e un tempo lunghissimo di sofferenze, anche a guerra conclusa. I popoli europei sono allo stremo: crescita inesistente, costo della vita alle stelle. La Russia gongola: vince militarmente, vince economicamente, vince politicamente. Era tutto dannatamente prevedibile fin dal primo momento, eppure chiunque provasse ad argomentarlo veniva tacciato di putinismo. Chi erano dunque i veri putiniani? Erano quelli che sostenevano la necessità di fermare immediatamente un conflitto dall’esito inevitabilmente nefasto, cercando di minimizzare i vantaggi per il Cremlino? O erano piuttosto quelli che — per fanatismo o per mera stupidità — sostenevano la via militare contro la più grande potenza nucleare del mondo, massimizzando il trionfo russo? Abbiamo per anni dovuto leggere e ascoltare le più assurde fandonie: che i russi volessero arrivare a Lisbona (salvo poi sostenere che fossero così fessi da non riuscire ad arrivare a Kiev), che combattessero con le pale e i microchip delle lavatrici, che fuggissero dinanzi alle controffensive di #Zelensky, che #Putin fosse morto e che quello in tv fosse una sorta di ologramma. Per una ricognizione più ampia del farsesco, rimando agli editoriali del lunedì di Marco Travaglio. Chi risponderà di tutto questo? Dell’odio generato, del danno inferto al dibattito pubblico del Paese e, dunque, alla salubrità della nostra democrazia? Mi domando cosa penserebbe una madre ucraina che ha perso il figlio al fronte: per cosa sono morti quei ragazzi, e per cosa sono morti tutti i civili uccisi dai bombardamenti russi? I russi possono guardare a questi anni avendo ben chiaro il perché del loro sforzo e del loro sacrificio. Questo privilegio non è concesso agli ucraini. E la colpa è anche dei putiniani, quelli veri.

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Pubblicato 25 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1993254229897523297?t=4LezD2frZpV8vEbzq-6BVQ&s=19 Si potrebbe citare la figuraccia di qualche giorno fa all’Esquilino, a Roma, ma anche la valanga incontenibile di insulti e prese in giro sotto alcuni post di Pina #Picerno (ben al di là della “fisiologica” quota di haters che affligge chiunque si esponga mediaticamente), per dimostrare come chi sostiene il supporto militare ed economico a #Zelensky, a oltranza e senza se e senza ma, sia completamente sconnesso dal Paese. Della manifestazione “pro Ucraina” (virgolette a dir poco necessarie) qualcuno ha scritto (Rai): «c’erano oltre duecento persone». Oltre duecento? Addirittura! Eppure di leader politici era pieno così: #Calenda, Picerno, #Casini, #Gentiloni, poi Orsini, Sensi, Quartapelle, Verini e altri. Il minimo comun denominatore è semplice: #Trump imporrebbe una resa all’#Ucraina. Ma non mi dire. E chi se lo sarebbe mai aspettato, nel confronto militare con la più grande potenza nucleare del mondo? Uno scenario del tutto inatteso, assolutamente imprevedibile! Che sorpresa. Tutti ci aspettavamo di vedere gli eserciti di Kiev e della Nato marciare sulla Piazza Rossa, e ovviamente eravamo convinti che #Putin, con le spalle al muro e in ginocchio, non avrebbe mai ricorso alla bomba atomica. Chi mai immaginerebbe, dopotutto, che, in un conflitto, un Paese sfondi l’ultima linea difensiva di un altro e poi pretenda concessioni territoriali e il dimezzamento dell’esercito del secondo? Cose inedite, mai viste nella storia! Chiunque provasse a sostenere che uno scontro diretto tra Occidente e #Russia fosse quantomeno improbabile (fortunatamente!) veniva tacciato di putinismo. Eppure – se si fosse concretizzata una via diplomatica (a dispetto dei continui sabotaggi) – il costo per Kiev sarebbe stato infinitamente inferiore. Invece, quelli che ci hanno farcito le orecchie con le loro corbellerie (Putin malato; Putin già morto; economia russa in ginocchio; russi con le pale e i microchip delle lavatrici; controffensive ucraine mirabolanti; e chi più ne ha più ne metta) non hanno fatto altro che sostenere una strategia che ha infinitamente avvantaggiato proprio il Cremlino. E dunque, chi sono davvero i putiniani? Quelli che volevano la cessazione immediata del conflitto, con vantaggi tutto sommato contenuti per la Russia, o quelli che, scioccamente, gli hanno fatto divorare un Paese intero? Tutto questo senza contare l’infinita perdita di vite umane. Ma finché sono i figli e i fratelli di qualcun altro, poco importa. Ciò che sorprende è che si continui a sostenere l’insostenibile, ben oltre il senso del ridicolo. Pare che si stia pensando pure a un polo liberale, centrista, che raccolga tutte queste debolezze politiche (perché forze politiche, di certo, non sono). E allora vorrei ricordare solo questo: 0+0+0+0+0+0+0+0+0+0+0+0+0+0+0+0 fa sempre 0.

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Pubblicato 24 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1992968577196924990?t=b_3-WDScBOhHh_LJx66rHA&s=19 Quanto accaduto ai "bambini del bosco" è davvero inquietante: diverse pattuglie delle forze dell’ordine — c’è chi dice cinque — per sottrarli alle braccia dei loro genitori. Bambini apparentemente puliti, sereni, felici. Bambini che si avvalevano delle strutture sanitarie pubbliche quando necessario e dei quali lo Stato verificava periodicamente l’avanzamento scolastico. Colpisce che queste creature siano state sottratte alle famiglie, mentre tante altre vengono lasciate nelle mani di genitori tutt’altro che accorti, se non addirittura pericolosi. È fondamentale verificare quanto accaduto, ed è positivo che alcuni si siano attivati in tal senso. Se dovessero emergere errori, spero che i responsabili paghino: perché, se davvero di errore si tratta, questi bimbi avrebbero subito un trauma che andava evitato a ogni costo. P.S. Se vi avanza qualche pattuglia, a Milano e a Roma la situazione delle gang criminali è semplicemente fuori controllo. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.

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Pubblicato 22 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1992178926106419579?t=qzRdNaW_NR8Mnsw1ZmzDSA&s=19 Questa intervista a Paolo Capitini - Generale e Docente di Storia militare - è davvero preziosa: sin dall'inizio era praticamente certo l’esito del conflitto tra #Russia e #Ucraina. Non poteva esserci epilogo differente. A dispetto di ciò che ci hanno raccontato politici da strapazzo, reporter raccattati, fanatici con la bandierina di #Kiev in bio e la (tristissima) compagnia cantante, l’Ucraina non ha mai avuto una reale speranza di vittoria. La verità è che a tradire gli ucraini sono stati coloro che li hanno strumentalizzati, quelli che li hanno spietatamente usati come clava in funzione antirussa. Gli stessi che mentono sul sabotaggio delle trattative di #Istanbul del 2022. Quelle condizioni erano inaccettabili? Erano molto meno umilianti di quelle di oggi, che invece l’Ucraina sarà costretta ad accettare. E dunque, chi ha davvero fatto gli interessi di #Putin? Dovrebbe essere questa la domanda attuale: li ha fatti chi voleva una rapida soluzione diplomatica, che costasse il meno possibile al popolo ucraino; oppure gli invasati che tifavano per il conflitto totale e che oggi schiumano davanti alle macerie di un Paese in ginocchio? Siete voi i putiniani. Magari così sciocchi da non rendervene nemmeno conto. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.

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Pubblicato 21 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1991797759167418409?t=yGBkPYQoPZm33Q4eAuwWOA&s=19 La notizia: il sindaco di #Genova, #SilviaSalis, stanzia 156 mila euro per un consulente LGBTQIA+. Il compito della politica dovrebbe essere quello di trovare soluzioni, determinare equilibri, esercitare una mediazione volta a individuare un compromesso tra i vari interessi in campo. E questo, quantomeno, dovrebbe essere il compito della politica di governo. Per farlo, evidentemente, soprattutto laddove le risorse sono limitate (e pare lo siano eccome), è necessario stabilire delle priorità. Non possiamo che dedurre che queste siano le priorità del sindaco di Genova, Silvia #Salis. Ed è rilevante sottolinearlo, dal momento che Salis è, a detta di molti, un possibile nome da proporre per la guida del campo largo, il profilo ritenuto più adeguato da contrapporre alle proposte di #GiorgiaMeloni. Ebbene, io me la immagino, la #Meloni, a sfregarsi le mani: non starà più nella pelle. Davvero possiamo considerare anche solo lontanamente accettabile, con tutti i problemi che le nostre città stanno affrontando, che si stanzi una cifra del genere per una figura di questo tipo? A Genova non ci sono problemi più impellenti e urgenti? Quali sono le priorità della sinistra oggi in Italia? Ammesso che questa si possa ancora definire sinistra. Secondo la segretaria Elly #Schlein, il #PD sarebbe tornato a parlare ai lavoratori, agli operai. Sarebbe insomma tornato nelle fabbriche. Ma come la prenderebbe un’operaia genovese la notizia della nuova trovata di Silvia Salis? Il PD, un mero cartello elettorale completamente privo di idee e visione, conferma di essere il baluardo di un insopportabile politicamente corretto che non riempie la pancia; la patria di perbenisti benpensanti che disprezzano il popolo ma vogliono imporgli un solo modo di parlare, pensare, agire. Il popolo ha fame? Che mangi asterischi e schwa! Sarei proprio curioso di sapere cosa la vedono gli omosessuali e transgender metalmeccanici. La sinistrucola — perché questo è — non ha alcuna possibilità contro la destra: nessuna.

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Pubblicato 20 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1991468300727976419?t=52EUAz_s2sCxeH_K-KxRVw&s=19 Non mi ha sorpreso affatto la levata di scudi in difesa d'ufficio di #SergioMattarella. Il nostro sistema politico e mediatico è completamente supino, letteralmente asservito al #Quirinale. In un famoso talk televisivo ho ascoltato le solite scialbe menzogne: «#Mattarella è il politico più amato del Paese». Affermazioni più prescrittive che descrittive, volte cioè a imporre una realtà che è mera finzione. Addirittura un'altra, letteralmente comica: «Mattarella ha sfidato i poteri forti: si pensi al suo attacco a Elon Musk». Come se “i poteri forti” fossero una realtà unica, una sorta di monade, e non esistessero faide chiarissime al loro interno, evidenti anche agli osservatori più sprovveduti. Poi, francamente, un Presidente avverso ai poteri forti che va a braccetto con #Draghi fatico molto a immaginarlo. Che la nostra informazione sia ormai specializzata nel racconto del grottesco spacciato per verità lo sappiamo, ma ho trovato esilarante “lo scandalo” di chi si basiva, si sconvolgeva, si perplimeva per l’ipotesi di un #PresidenteDellaRepubblica che interviene per mettere in difficoltà l’esecutivo, magari al fine di soppiantarlo. Con questo non dico affatto di credere che Mattarella voglia disarcionare Meloni: questo non lo so e non abbiamo alcun elemento per affermarlo. Quello che dico è che – qualora emergesse con maggior concretezza – non mi sorprenderebbe affatto. E per una ragione molto semplice: in particolar modo da #Napolitano in poi, queste cose il Quirinale è solito farle. Davvero qualcuno ritiene – con intima onestà – che #GiorgioNapolitano fosse del tutto estraneo alla caduta di Berlusconi nel 2011? Che non avesse facilitato in tutti i modi la salita a Chigi di #Monti perché quest’ultimo realizzasse il programma (di macelleria sociale) che l’Unione Europea voleva imporci (vedasi lettera BCE firmata Trichet/Draghi dell’agosto di quell’anno) L’episodio che vide coinvolto Paolo Savona, a cui fu impedito da Mattarella il Tesoro nel 2018, non dice nulla? Savona non poteva diventare ministro dell’Economia per le sue idee politiche e, nello specifico, per il suo euroscetticismo. Giuseppe Conte cercava una maggioranza e nel frattempo il Colle provava a imporre Cottarelli alla guida del governo, nonostante il palese esito elettorale “antisistema”. Lo stesso discorso vale per la politica estera, per la guerra in particolare: il ruolo di Napolitano sulla Libia appare sovrapponibile a quello di Mattarella verso la Russia. Si somigliano moltissimo. Il minimo comun denominatore è sempre lo stesso, ovvero la tutela di un asse di potere specifico: quello tra Bruxelles e Washington, con particolare deferimento ai Democratici e ai Repubblicani avversi al movimento Maga. Un vero e proprio programma politico, a pensarci: solo che il Quirinale non dovrebbe svolgere questa funzione. Il #CapoDelloStato non è eletto dai cittadini e non è eletto per realizzare un programma politico. Tanto è vero che il mandato travalica la legislatura (nel caso di Mattarella, abbiamo addirittura superato i dieci anni). Un programma, un solco per così dire, da rispettare ce l’avrebbero: sarebbe la #Costituzione. Che però appare relegata al ruolo di mera carta da parati per le sontuose sale del Palazzo.

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Pubblicato 18 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1990892134669406283?t=wkMGX58J-ZiU1vTdhoGzLw&s=19 Si è concluso il Consiglio Supremo di Difesa, presieduto da #Mattarella: a leggerne il resoconto sembra che siamo già in guerra con la #Russia. Si parla di fantomatici cyber attacchi di #Putin: ricorda molto la storiella dell’aereo dirottato di Ursula #VonDerLeyen. A proposito, ve lo ricordate quel drone russo che sorvolava il Lago Maggiore a marzo? Ne avete saputo più nulla? Era sulle prime pagine di tutti i giornali. Appunto. La verità è che il #Quirinale è garante del vincolo esterno, del pilota automatico, di Bruxelles: ha completamente abdicato (da tempo) alla funzione di garanzia della Costituzione. Oggi esserlo significa soffiare sul fuoco della guerra, dell'escalation militare, per sostenere un riarmo contrario all'interesse dei Popoli europei. Poi, #SergioMattarella chi? Quello del bombardamento su #Belgrado? Bella faccia tosta a parlare di rispetto del diritto internazionale! Molti si scandalizzano per il retroscena pubblicato da La Verità, secondo cui il Colle vorrebbe liberarsi della Meloni. Non so quanto sia vero, ma non comprendo lo scandalo: il Quirinale questi piani li ha realizzati innumerevoli volte. Non ci sarebbe nulla di nuovo. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.

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Pubblicato 18 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1990726945168847062?t=VHFQNatc1pYMBCwakU_qdA&s=19 Scusate tanto se non vogliamo mandare soldi a #Zelensky perché i suoi comprino altri gabinetti d'oro. Scusate tanto se riteniamo che le sanzioni alla #Russia le stiano pagando i più fragili in #Europa. Scusate tanto se non crediamo alla storia dei russi in procinto di attaccarci, come suggerirebbero anche le ultime uscite di #Mattarella. Scusate tanto se pensiamo che inviare armi a #Kiev sia assolutamente controproducente per gli ucraini stessi. Scusate tanto se pensiamo che, più si va avanti, più aumentano i rischi di una guerra totale. Per l'#Ucraina e per il resto del mondo. Immagino che sulle bio di certi invasati compariranno, accanto alla bandiera europea e a quella ucraina, anche una sfilza di bandierine venezuelane. E immagino pure che sul braccio di #Calenda stia per apparire un altro tatuaggio. Sbaglio qualcosa? Bel confronto con @borghi_claudio. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su @RadioCusano.

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Pubblicato 16 nov

L'esercito di #Zelensky è ormai allo sbando e, nel frattempo, ci arrivano le foto dei sanitari d’oro che i gerarchi ucraini acquistavano con i soldi che continuiamo a mandare. Dico "continuiamo" perché, se qualcuno — anche in maggioranza — prova a mettere in discussione la strategia folle portata avanti finora, viene subito additato. Ma la gente per bene lo ha capito: ormai tutti sanno che ci hanno mentito per anni. È ancora vivo il ricordo delle liste di proscrizione in prima pagina sul principale quotidiano nazionale: “putiniano” era chiunque — ed è chiunque — provi a mettere in discussione una narrazione semplicemente inverosimile. Chi risponderà delle bugie che ci sono state propinate dalla cosiddetta informazione, ogni singolo minuto degli ultimi anni? Chi pagherà per aver sottratto risorse ai Paesi europei per inviarle al corrotto governo ucraino, così che mandasse i suoi giovani al fronte? Chi pagherà per aver imposto circa venti pacchetti di finte sanzioni alla #Russia, che hanno invece colpito le fasce più fragili delle popolazioni europee? Chi chiederà conto di questa vergogna? Dobbiamo capire, una volta per tutte, che quello dell’informazione è il problema dei problemi: fintanto che saremo inondati da propaganda ben finanziata, le nostre democrazie resteranno una mera illusione. Perché la propaganda, dalle nostre parti, non si paga coi rubli, ma con gli euro. Ennesimo bel confronto con Marcello Foa https://x.com/SavinoBalzano/status/1989980169856041183?s=20

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Pubblicato 15 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1989625457751249391?s=20 Fermi tutti: che malinteso! Non è vero che l’esercito ucraino sia in rotta e si stia ritirando: semplicemente la nebbia (la nebbia!) non gli consente di difendersi adeguatamente. Praticamente siamo tornati all’800. E non è affatto una ritirata: no, gli ucraini stanno semplicemente spostando le loro truppe per rafforzare altri punti del fronte. Altro che disfatta. Questa è la narrazione presentata in queste ore da importanti mezzi di informazione, dalle edizioni delle 20 di autorevoli telegiornali nazionali. Non te la bevi? Sei Putiniano! È davvero inconcepibile trattare così l’opinione pubblica, offenderla tanto impunemente. È propaganda, peraltro maldestra e malfatta. Nel frattempo si susseguono episodi altrettanto inconcepibili: si richiede un’intervista a #Lavrov e non la si pubblica perché non elogia #Zelensky; si licenziano giornalisti che non pongono domande comode alla Commissione Europea; qualche tatuatore prova a tappare la bocca a un professore universitario a Torino; si chiudono i rapporti bancari a chi denuncia gli scandali di Ursula #VonDerLeyen. Davvero siamo il baluardo della democrazia e della libertà? Nessun dubbio? Ne abbiamo parlato con Luca Sommi. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.

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Pubblicato 13 nov

https://x.com/SavinoBalzano/status/1989053055275278761?t=FM2CL51mOPSrIBZfTz4NUw&s=19 Confronto schietto con #Vannacci. Per anni ci hanno raccontato che la #Russia fosse in ginocchio, economicamente e militarmente. La verità è che l’#Ucraina è ormai al tracollo, mentre i russi continuano ad avanzare inesorabilmente: per colpa nostra pagherà un prezzo molto più alto di quello che avrebbe pagato se non avessimo sabotato i negoziati di Istanbul. I nostri giornali confermano ogni giorno che non viviamo in una vera democrazia. Il #CorriereDellaSera chiede un’intervista a #Lavrov e poi, non contento delle risposte, decide di non pubblicarla: si chiama censura. Una guerra che è costata molto anche ai popoli europei, fiaccati da un’economia di guerra imposta da classi dirigenti decadenti e delegittimate. Citofonare a #VonDerLeyen, #Kallas, #Kubilius, #Macron, #Merz e compagnia cantante. I ragionamenti di #RobertoVannacci mi sono apparsi estremamente lucidi e andrebbero ascoltati ed eventualmente confutati nel merito. Cosa fa invece la nostra straordinaria informazione? Parla di #fascismo. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su @RadioCusano. Oggi con @RoVannacci.

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