TGINSIGHT CHAT
Savino Balzano
@savinobalzano
BlogUn canale dove condivido i miei contributi Twitter https://twitter.com/SavinoBalzano Facebook https://www.facebook.com/sav.balzano/
Post recenti
Pag. 48 di 85 · 1,009 post
Pubblicato 28 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1817474326045598026?t=jTICLdwCTC2vI3XGn_EwrA&s=19 Qualche giorno fa ho letto questo tweet e lo vorrei commentare con voi: un "ragionamento" (virgolette davvero imprescindibili), indegno per chiunque faccia "politica" (queste virgolette forse lo sono ancora di più). L'autore è tale @marattin, quello che "argomenta", come Renzi (pare non si amino più come un tempo), che la sanità pubblica italiana non avrebbe subito alcun taglio, basandosi sul finanziamento nominale, in termini assoluti. Come a dire che un operaio che guadagnava, cifra a caso, 500 mila lire nell'80 e percepisse oggi il controvalore in euro (circa 250 euro) non abbia perso un centesimo. Un genio, direi, giusto? In questo caso a guadagnarci sarebbe ovviamente la multinazionale che paga quei 250 euro, ma è solo una coincidenza. Non vi pare? Bene due giorni fa #Marattin dal nervoso si rosicchiava le unghie delle mani e dei piedi: le #Olimpiadi avrebbero dovuto essere a #Roma e non a #Parigi. Io pure non avrei perso l'occasione di celebrarle a Roma, ma il ragionamento di Marattin è spaziale: la colpa è della politica che ha lasciato decidere a meccanici e fruttivendoli (nello specifico a quelli di @ale_dibattista). Per carità, precisa Marattin, non ce l'ha con loro: sono preziosi e gli vendono la frutta, oltre a riparargli l'automobile. Ma, continua, cosa c'entra con loro la politica? Si occupino di marmitte e peperoni: alla politica ci pensino i #Marattin. Un ragionamento spregevolmente classista, privo di basilari consapevolezze di cultura politica. Perché mai fruttivendoli e meccanici non dovrebbero poter influenzare la politica rispetto a decisioni che incidono sulla loro vita e su quella dei loro figli? Perché non dovrebbero essere ascoltati? La politica (quella senza virgolette) è esattamente l'opposto: coinvolgimento del popolo, ascolto costante e continuo, empatia, simil-patia. Il paradosso è che oggi chi prova ad ascoltare la gente viene condannato e tacciato di populismo (per me un complimento). Cosa avrebbe risposto Marattin ai cafoni di Di Vittorio? Che la politica non era cosa loro, per quanto preziosi nel procurargli dei pomodori? Poi, per carità, in un passaggio furbescamente Marattin parla della finanza: come se il fruttivendolo e il banchiere avessero gli stessi mezzi per incidere. Risibile. E se a fruttivendoli e meccanici è bene impedire di assumere direttamente decisioni politiche, allora è opportuno riscrivere il terzo comma dell'articolo 75 della Costituzione: "Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini [eccezion fatta per fruttivendoli e meccanici] chiamati ad eleggere la Camera dei deputati". Non è una banale presa in giro. Sia chiaro, questa è gente che andrebbe sotterrata di risate, meriterebbero 10, 100, 1000 pernacchie di Eduardo in stile Oro di Napoli, ma poi basta. Poi bisogna capire che la loro "cultura politica", fatta di anomica assenza della stessa, è la negazione della politica. Loro sono la vera anti-politica! Per quanto mitizzato dagli stessi patrizi di cui faceva parte, Lucio Quinzio Cincinnato resta un grande esempio: consolole e due volte dittatore, salvò Roma repubblicana per poi tornare ai campi dai quali proveniva. Ecco, non ci aspettiamo che Marattin salvi la Repubblica oggi, proprio no, ma che da Cincinnato prenda comunque esempio, in qualche modo...
Hashtags
Pubblicato 26 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1816794144414585063?t=ZKiNCMfWBySWZkcatt5qlA&s=19 IL SALARIO MINIMO NON VI SALVERÀ è un #libro importante per me: il più importante tra quelli che ho scritto fino a oggi perché, e sono contento che qualcuno lo abbia notato leggendolo, ci ho messo qualcosa in più, il frutto dei ragionamenti condotti in questi anni. Tutti abbiamo diritto di vivere un’esistenza di #libertà e #dignità, di disporre dei mezzi per ottenerla. Lo dice la nostra #Costituzione. Così non è, per tante persone nella nostra #Italia, e penso che sia doveroso interrogarsi sulle cause del disastro che abbiamo dinanzi agli occhi da tanto tempo, troppo tempo. C’è stato un periodo in cui le nostre retribuzioni correvano, volavano persino, in cui il potere contrattuale della comunità del lavoro era fortissimo: in quegli anni una legge sul #SalarioMinimo non esisteva. Chi oggi la propone ossessivamente non ragiona sulle dinamiche strutturali che hanno fatto avvizzire i nostri salari e, soprattutto, su chi è responsabile di averle messe in moto. Il #SalarioMinimoLegale è sovrastrutturale: una finta soluzione, facile, che pretende di cancellare trent’anni di errori, trent’anni di incapacità e inettitudine, trent’anni di tradimenti. Le retribuzioni sono crollate con l’esplosione (voluta!) dell’offerta di lavoro nel mercato, la #disoccupazione, causata dal crollo degli investimenti, pubblici e privati. L’#UE, che oggi propone una direttiva ipocrita (il cui reale obiettivo è tutelare il mercato, evitando che le multinazionali si facciano concorrenza al ribasso sul costo del lavoro), ha delle responsabilità dirette e gravissime. Ce l’hanno le istituzioni europee e tutte quelle forze politiche che sostengono le strategie di austerità, di contenimento della spesa, di “cautela nei conti”. La disoccupazione lede la capacita rivendicativa di chi è facilmente rimpiazzabile: costui non sarà più in grado di rivendicare alcunché di migliorativo, anche sul piano retributivo. Non sarà, inoltre, in grado di proteggere ciò che nel tempo aveva conquistato. E difatti abbiamo assistito negli anni all’erosione di tanti #diritti, nel tempo faticosamente e talvolta sanguinosamente conquistati, e dunque all’esplosione della #precarietà. La precarietà ha alimentato il circolo vizioso: se sei ricattabile, esposto alle ritorsioni, sostituibile senza alcuno sforzo, non potrai partecipare, rivendicare, migliorare il tuo futuro e quello dei tuoi figli. Ebbene, moltissimi tra coloro i quali oggi pretendono il salario minimo legale sono gli stessi che quella precarizzazione l’hanno imposta, iniettata come un veleno nelle vene del mondo del lavoro, tradendo la comunità che avrebbero dovuto pretendere, spesso con la complicità di un #sindacato di parte (non quella dei lavoratori, evidentemente), contiguo e colluso, privo di visione. Le ragioni dei nostri mali hanno radici lontane: è fondamentale ripercorrerle per capire e correggere ciò che è stato sbagliato. Proporre soluzioni facili, strumentalizzando il dolore di tantissima gente, le sofferenze e i sacrifici di moltissime persone, lo sforzo disumano compiuto per restituire dignità all’esistenza di un figlio, risponde a una bieca e spietata strategia propagandistica, priva di qualsiasi assunzione di responsabilità. Vale per il salario minimo, ma vale anche per tutto il resto: il Paese cade a pezzi e certi individui, privi di vergogna, fingono di denunciarlo mentre continuano a picconare, così come hanno fatto negli ultimi decenni. Ci ho messo tanto in questo libro, edito da @FaziEditore e impreziosito dalla prefazione dell’amica @Lidia_Undiemi: spero lo leggiate e sarei felice di discuterne con voi. Organizzeremo presto nuove presentazioni: teniamoci in contatto.
Pubblicato 24 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1816170123536859453?t=KknXZkD9U-n7d559nQ5Vnw&s=19 A distanza di pochi giorni ci tocca commentare nuovamente un'uscita del direttore de @ilfoglio_it, il magnifico @claudiocerasa. Lo so, chi ce la fa fare? Il fatto è che certe esternazioni sono così offensive dell'intelligenza delle persone che è impossibile non reagire: una risposta se la merita. Poi, vi prometto che lo restituiamo all'oblio che più gli si addice. Sbrodola e slinguazza in reazione alle ultime dichiarazioni del @Quirinale, dichiarazioni di una banalità sconcertante, paralleli storici semplicemente maldestri (ed espressi in evidente malafede). Si torna a parlare della Conferenza di Monaco del '38 (ancora?!), in soldoni: Hitler voleva i Sudeti e Chamberlain, ambasciatore dell'appeasement, glieli concede per la pace. La sentenza di Churchill: "dovevano scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra". Urrà! Una delle citazioni più banali nella storia delle citazioni banali. Il riferimento alla Conferenza di Monaco è risibile per almeno due motivi: 1) non esiste l'imperialismo russo. Storicamente sono stati piuttosto invasi e a più riprese. E non esiste nemmeno oggi: Putin è al potere da decenni e non ha mai manifestato intenzioni imperialistiche. Lo abbiamo fatto noi, invece, tradendo le promesse del 1989, ed allargandoci fino ad "abbaiare alle porte di Mosca" (Francesco). Il "grande spazio" è oggi una nostra ambizione: dell'occidente, della Nato americana e della servile #UE. Osservare questo è fattuale, non vuol dire essere putiniani (già immagino i commenti di qualche disagiato); 2) narrare così banalmente e rozzamente la guerra in #Ucraina è utile a nascondere una grande verità: per gli #StatiUniti era strategico dividere per sempre l'#Europa dalla #Russia e difatti a saltare prima di ogni cosa è stato il gasdotto #NordStream2 (quello che univa la Russia alla #Germania e all'Europa). Quel sabotaggio ha condannato il nostro continente alla totale subalternità verso gli #USA e ha messo in ginocchio l'economia tedesca. Le classi dirigenti di mezza Europa, e di grandissima parte dell'UE, serve fino al midollo, hanno venduto i propri popoli consapevolmente. Perché #Mattarella si lascia andare a considerazioni tanto scalcagnate? Per la ragione che da tempo, insieme ad altri, sostengo: il #PresidenteDellaRepubblica non è più garante della #Costituzione e del popolo italiano. Lo è del vincolo esterno whatever it takes, del pilota automatico, della tecnocrazia europea. Quindi l'articolo 11 della nostra Carta conta zero, deve contare zero. La linea editoriale del Foglio è nota, a dispetto del fatto che non lo legga praticamente nessuno, ed è perfettamente in linea con tali logiche e tali interessi, i quali sono tutt'altro che gli interessi dell'Italia. Era l'ultimo, parola di lupetto.
Pubblicato 24 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1816093217093193735?t=CTZ85DyoLPciXF_J96bXrw&s=19 Davvero Kamala rappresenta l'ultima speranza, l'ultima spiaggia, l'estremo tentativo di resistere: non lo è però per il popolo americano e tantomeno per i popoli del mondo occidentale. Lo è per una élite decadente e guerrafondaia che se la sta facendo sotto: se arriva #DonaldTrump, per loro i giochi sono davvero finiti. È un circo grottesco, una farsa: non so cosa stia accadendo negli #USA e cosa si dica da quelle parti. Sono certo che il servilismo della nostra "informazione", della nostra "stampa", dei nostri opinionisti e dei nostri commentatori sia tale che la metterebbe persino in imbarazzo, #Kamala, se sapesse come sbavano e slinguazzano dalle nostre parti. Una sorta di #Draghi al femminile, così la trattano e la omaggiano. Si affannano nell'argomentare che #Biden si sarebbe tirato indietro per senso dello stato: la verità è che l'hanno messo da parte perché, per quanto comodamente manovrabile, era ormai imbarazzante e totalmente impresentabile. Non lo ammetteranno mai perché lo hanno esaltato negli anni, eletto a grande statista, sostenendo quanto giuste fossero le sue scelte nella gestione delle crisi internazionali, nonostante i fallimenti inanellati uno dietro l'altro. E poi se ammettessero che #JoeBiden è completamente bollito, fuso, come accettare che resti a comandare dalla Casa bianca? E adesso, nell'eleggere #KamalaHarris a donna dell'anno, provano a far apparire #Trump vecchio, stanco, attempato: loro! Gli stessi che leccavano gli stivali del vecchio Joe, quello che stringeva la mano ai fantasmi e si accomodava su sedie invisibili. E #Harris ti viene raccontata come una che non hanno visto arrivare, un po' come una #Schlein un po' più presentabile o come una #Salis ancora più presentabile: si costruisce il personaggio, pian pianino, facendo leva su elementi tanto romanzati quanto ininfluenti. È donna e quindi farà del bene alle donne: quante cose buone hanno fatto, dopotutto, #VonderLeyen e #Lagarde, per le donne. Tante quante ne avrebbe fatte #HillaryClinton e tante quante ne farebbe Kamala che ora è in testa in tutti i sondaggi (i loro "sondaggi"). È di colore, una sorta di american #Soumahoro, e giù li a ricamare e ricamare. Come se un Presidente di colore non ci fosse già stato da quelle parti, tale #Obama, e non avesse bombardato mezzo mondo dopo aver finto di fare la predica ai #Bush. E la cesura deve essere scavata a fondo tra la nuova eroina radical e il Presidente in carica, più a fondo che sia possibile, nel ridicolo tentativo di far dimenticare alla gente che lei ne era la vice e ne condivideva ogni scelta.
Pubblicato 23 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1815695459572134112?t=7sMirIKtdov58GEwZUuXGQ&s=19 #Israele i crimini di guerra di #Gaza li ha compiuti e li compie con le armi #USA. Armi fornite in abbondanza dalla presidenza #Biden di cui #KamalaHarris è la vice. Adesso? Il Telesone, a cui voglio sinceramente bene, si commuove coi lacrimoni perché la figliastra raccoglie due spicci per i palestinesi. E tutto questo, ovviamente, per @lucatelese la riabiliterebbe... e dolcemente diventa #kamala: donna, di colore, coraggiosa rivoluzionaria contro i malvagi neri, una specie di Anita Garibaldi, una sorta di #Salis non so se più o meno presentabile. È la mente "sinistra", impone schemi logici vincolanti: non c'è nulla da fare. Tocca guardarli con tenerezza perché proprio non ce la fanno. È più forte di loro: che ti incazzi a fare?
Pubblicato 23 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1815639714411504110?t=Gfu1uF8Ia9wIGcnvWoxXnA&s=19 Cronache dal "centro", dal "polino", in poche battute: compreso che persino @CarloCalenda non lo si potrà menare ancora per il naso, tocca trovare un modo per portare la pagnotta a casa, in prospettiva. All'esito del folgorante risultato delle europee, si dividono @matteorenzi e @marattin: lo zero virgola nulla da un lato e lo zero virgola niente dall'altro. Prendere esempio da #Biden proprio no?
Hashtags
Pubblicato 22 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1815396609217196131?t=EZXgyd13-dXkrrjAEpNc8w&s=19 Sto leggendo post su post di gente completamente fuori di testa: #Biden si sarebbe tirato indietro per senso dello stato; il suo sarebbe stato un estremo e alto atto di generosità verso il Paese e verso il partito. Dico, ma state bene? Fino a due giorni fa era attaccato alla corsa con le unghie e con i denti: l'hanno defenestrato perché i finanziatori se la stavano squagliando e i #Dem si sarebbero trovati a fine corsa perdenti e pieni di buffi. Tutto qui ragazzi, cerchiamo di essere seri, una volta tanto. Leggo dichiarazioni farneticanti da parte di esponenti politici della #sinistrucola italiana, che parlano di un grande servitore dello stato che fa un passo di lato per il bene comune. La verità? Lo hanno destituito perché in preda al delirio più totale, perché vittima di un'acuta e totalmente invalidante demenza senile. Da anni molti denunciavano il fatto che un uomo bollito fosse formalmente a capo del mondo occidentale, manovrato come un pupo chissà da chi: quando lo dicevamo, guardando centinaia di video virali che ne denunciavano i comportamenti più bizzarri, le reazioni erano violentissime. Comprendo ora l'imbarazzo, ma non potete nemmeno venirci a raccontare certe balle senza suscitare ilarità. E ovviamente già si ci si affanna a costruire il personaggio di quella che lo rimpiazza: una donna, perdipiù di origini afro-asioamericane. Il #PoliticamenteCorretto già sbava. Un attacco al #patriarcato? Come se le donne fossero tutte uguali: #KristalinaGeorgieva, una donna, guida il #FMI; #ChristineLagarde, una donna, guida la #BCE; #UrsulaVonDerLeyen, una donna, guida la #CommissioneEuropea; #RobertaMetsola, una donna, guida il #ParlamentoEuropeo; #KajaKallas, una donna, guida la politica estera dell'#UE. Le cose vanno maluccio, direi, anche per le donne, nonostante tutte queste donne al potere: semplicemente - si sottolinea l'ovvio - le donne non sono tutte uguali. Tocca scegliere quelle giuste e, a occhio, #KamalaHarris non è tra loro. E hanno già avuto pure un presidente di colore, un certo #BarackObama, il riscatto dei più deboli, che bombardò Siria, Libia, Iraq, Afghanistan, Yemen, Somalia e Pakistan. Premio Nobel per la #Pace, che ve lo dico a fare? E ancora una volta il problema è nell'#informazione, la nostra è davvero pessima (dai politici della sinistrucola impossibile pretendere qualcosa di diverso): si impone un racconto sflalsato, fregandosene altamente di quanto risibile esso sia, pur di tentare disperatamente di far apparire cattivo quell'altro. L'epilogo è scontato: #Trump vincerà a mani basse, per fortuna. Di questo e altro, oggi, ospite di @sergioluciano60 e di #GiornaleRadio.
Pubblicato 22 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1815318070698660301?t=6NZqC2aSYxfWJrWfT2Ek_Q&s=19 Dalle immeritate ferie vi rassegno uno dei momenti per me più "intensi" della scorsa "stagione". Durante la stessa chiacchierata con @franborgonovo su @RadioRadioWeb mi hanno dato del #fascista e del #socialista a distanza di pochi minuti (ovviamente in entrambi i casi lo scopo era quello di squalificare il punto di vista, bollarlo, denigrarlo). A mio avviso è significativo e rivelatore di come sia messo male il nostro dibattito pubblico: certo, da una parte e dall'altra, ma credo più da una parte che dall'altra. Se provi a dire che ci vuole più spesa pubblica ti insultano e ti insultano pure se te la prendi con l'#UE che ci impedisce di perseguire il nostro programma costituzionale. Ti insultano se difendi il Paese, se provi ad argomentare che non siamo una mandria di corrotti mangia spaghetti e suonatori di mandolino, gente pigra che vuol vivere a scrocco e al di là delle proprie misere e meschine possibilità: se provi a ricordare che siamo l'Italia, una grande nazione (altra parola proibita). Ti insultano se critichi la gestione delle crisi intarnazionali, ad esempio la guerra per procura in #Ucraina. Ti insultano se denunci il servilismo europeo nei confronti degli #StatiUniti e se preferisci un mondo meno etnocentrico e più multipolare. Ti insultano se provi ad argomentare, con una cartina geografica alla portata di chiunque, che l'espansionismo (financo l'imperialismo) dalla caduta del Muro è stato il nostro, occidentale, atlantico e che la narrazione della Russia imperiale (e della Cina imperiale) non regge: quantomeno non regge se prima non si cita l'elefante nella stanza, la vacca nel corridoio, l'imperialismo statunitense. Ti insultano se affermi l'ovvio, ovvero che #Israele si comporta a #Gaza come uno stato terrorista e canaglia, affamando e assetanto centinaia di migliaia di innocenti, di bambini, e che #Netanyahu è un criminale di guerra, tanto quanto i leader di #Hamas. Ti insultavano quando, postando video virali da anni (sic!), sostenevi che #Biden fosse completamente bollito e che intuitivamente fosse manovrato da chissà chi, in una delle fasi storiche più delicate e pericolose per l'umanità e che un presidente come #Trump sarebbe stato un mondo meglio. Ti insultano quando metti in discussione il ritorno del #Fascismo, dell'#OndaNera, dell'intolleranza delle destre, della soppressione della libertà di stampa: provi semplicemente a ricordare che #Draghi veniva applaudito dai giornalisti in sala stampa, servi persino più di quanto non lo siano di solito, e che durante il suo governo la gente non poteva andare a lavorare se non provvista di una carta insignificante. Gli esempi di moloch potrebbero essere tantissimi: le liste di proscrizione in prima pagina sul Corriere, il garante del vincolo esterno (il Presidente della Repubblica), l'euro e il mercato unico, il racconto dell'Italia che stava fallendo nel 2011, i "migliori" che ci hanno salvati a più riprese, #Murgia (persona intelligentissima di cui però, con tutto il rispetto per la vicenda umana, non ricordo una sola frase scomoda, pericolosa, rivoluzionaria, invisa al potere quello vero), e così all'infinito. Prova a criticare una sola di queste "verità" imposte e ti troverai sotterrato da insulti: fascista, reazionario, pericoloso, qualunquista, populista (per me un complimento), benaltrista, e così se ne potrebbero ricordare all'infinito. Nessuna analisi, nessun ragionamento, pochissimi libri letti e pure sbagliati, tanta tanta paura di accettare una banalissima realtà: la catechesi del politicamente corretto è la vera tirannite, la vera propaganda di regime, propalata con violenza inaudita nei confronti di chiunque provi a introdurre elementi di razionalità e di libertà in un dibattito che di democratico non ha assolutamente nulla.
Pubblicato 21 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1815087418912993448?t=v_o45bevej_RsJbbRsr-xw&s=19 La notizia vera? Ha firmato correttamente #JoeBiden: pare stesse per scrivere #DonaldTrump. Si chiude una parentesi tristissima: un uomo palesemente bollito si fa da parte. Oggi a dirlo sono tutti, solo qualche mese fa ci facevano passare per matti.
Hashtags
Pubblicato 21 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1815011308560957857?t=UB6WbQbVfYs_P4n4SSHKTw&s=19 Questa è davvero bellissima: come ammettere candidamente che in #UE la democrazia è semplicemente inesistente senza nemmeno rendersene conto. Partiamo da due presupposti, meramente logici (@claudiocerasa dovrà concentrarsi moltissimo ma credo che siano alla sua portata). 1: che in occasione delle ultime #ElezioniEuropee sia accaduto "qualcosa" è provato dal fatto che #Macron abbia sciolto l'Assemblea nazionale, giusto? Il partito di #Scholz, del Cancelliere tedesco, è arrivato terzo, non è cosi? Per reagire all'avanzata di #LePen è stato organizzato il #NouveauFrontPoplulaire, corretto? L'asse tra #Francia e #Germania governa le istituzioni eurounitarie, pertanto sono paesi molto rilevanti, ci siamo? Benissimo. Passiamo al secondo. 2: nei giorni successivi al voto quasi tutta la stampa ha raccontato dell'avanzata dell'#OndaNera, del pericolo del #Fascismo e delle destre eversive in #Europa. Persino l'augusto giornale di Cerasa, @ilfoglio_it, titolava "Cosa succede al Parlamento europeo dopo il voto e perché Putin festeggia la crisi di Germania e Francia" o "Il centro regge, ma l'Ue è destabilizzata" o "Macron scioglie l'Assemblea Nazionale dopo la vittoria alle europee di Le Pen e Bardella" o "L’AfD sfonda in Germania e manda un messaggio di pace a Salvini e Le Pen" (tutti titoli del suo assai autorevole quotidiano). Bene, a fronte di elementi oggettivi, confermati dal racconto di quasi tutta la stampa, compreso il suo giornale, Cerasa esulta perché in Europa non è cambiato niente: non si rende conto che così facendo racconta di un sistema che con la #democrazia non ha nulla da spartire e dunque finisce per squalificarlo. Peraltro una volta tanto ci ha azzeccato (ripeto, non volendo): che l'Unione Europea sia quella roba alcuni lo scrivono da decenni. Che lo faccia inconsapevolmente è anche questo logico: il suo giornale rappresenta uno strumento di propaganda tra i più fanatici nel sostenere, spesso ipocritamente, la narrazione europeista ed etnocentrica per la quale ci sarebbero paesi buoni, liberi e democratici (rappresentati, che ve lo dico a fare, dall'Alleanza atlantica), e paesi di serie B, dittatoriali, antidemocratici e illiberali e cattivi (quasi tutti gli altri, in poche parole). Narrazione, peraltro, sventolata come un manganello per sostenere le ragioni della guerra e delle armi. Cosa possiamo concludere? Che oggi per fare il direttore di giornale, per quanto de Il Foglio si stia parlando, non serve particolare cultura, intelligenza, acume o logica: è sufficiente ripetere pappagallescamente la solita solfa, senza badare al fatto che possa risultare contraddittoria ben oltre il limite del ridicolo.
Pubblicato 20 lug
https://x.com/SavinoBalzano/status/1814680888384405553?t=THgfu1bw4aClRTm0NfK66Q&s=19 Secondo @matteorenzi, sostenere che tutti i governi abbiano tagliato alla #sanità è #populismo, dal momento che tutti (e dunque anche il suo) avrebbero aumentato le risorse in favore della #SanitàPubblica. A parte il fatto che io sono stufo di questa parola usata a sproposito: "populismo". Se tutto è populismo allora nulla lo è davvero. Qualche tempo prima di morire, Sartori scrisse un bell'editoriale sul corriere (quando ancora qualcosa si riusciva a leggere la sopra) per distinguerlo dalla demagogia. Quest'ultima inganna i popoli con un racconto imposto dall'alto verso il basso. Mentre il populismo attinge dal ventre della gente. Ecco perché apprezzo i populisti e mi sono invece antipatici i demagoghi come #Renzi. La politica dovrebbe ascoltare la gente e renderla felice, no? Se prendiamo il finanziamento al sistema sanitario in assoluto, come fanno #MatteoRenzi e i suoi sodali, allora è vero: è aumentato (istogramma blu). Ma che senso ha un ragionamento del genere? Un operaio un tempo guadagnava qualche centinaio di lire, oggi il controvalore di qualche milione di lire: è diventato straricco? Lo potrebbe affermare solo uno di @ItaliaViva: è assurdo, giusto? Non siamo mica Boschi o Marattin, dopotutto. Basterebbe guardare le colonne rosse del grafico (finanziamento reale) o la linea gialla (finanziamento in rapporto al Pil) per comprendere la verità: la sanità pubblica l'hanno bombardata. E dopotutto come spiegare altrimenti che la gente muore prima di ottenere una visita, che staziona giornate in pronto soccorso, in branda nei corridoi, l'assenza di personale sanitario, le strutture fatiscenti e così via? Perché allora Renzi mente in questo modo tanto squallido e irrispettoso della sofferenza dei nostri malati? Indovinate un po' in quale periodo le colonnine rosse e la linea gialla segnano il tracciato peggiore? Indovinate un po' chi era il Presidente del consiglio in quegli anni? Eh si, proprio lui. Ma la sanità (tutta, non solo quella pubblica) come si finanzia? Con denaro pubblico e privato. Indovinate cosa è successo mentre la spesa pubblica calava: quale è parallelamente aumentata? Quella privata delle tasche dei cittadini (la quota più grossa) e quella intermediata, che ha ingrassato cliniche private e assocurazioni: il "secondo pilastro", per dirla in maniera meno brutta, quello introdotto con la riforma Bindi del #PD di @ellyesse, che con Renzi gioca a calcetto per raccogliere fondi per la sanità. Osceni. Ecco, in due battute, sono questi signori a dire di rappresentare la #sinistra e a voler governare il Paese per salvarlo dalle destre brutte e cattive. Gente che direttamente (o indirettamente sostenendo i governi tecnici) ha tolto quasi 40 miliardi alla sanità pubblica dal 2011 in poi. E pensare con disprezzo ci chiamano populisti: sono tanto stupidi da non accorgersi che per noi è un complimento. E lo era anche per @GiuseppeConteIT, un tempo: ora a palla con loro ci gioca anche lui.
Pubblicato 19 lug
Chissà se #GiorgiaMeloni adesso avrà voglia di smetterla di scimmiottare #Draghi e vorrà dar seguito al mandato elettorale che ha ricevuto. #VonDerLeyen l'ha palesemente fregata: si spera in un minimo di orgoglio, cominciando col prendere le distanze da #Tajani e #ForzaItalia. La conferma di #Ursula è una vergogna: viene confermata una classe dirigente corrotta e decadente, una delle peggiori di sempre (e ce ne vuole dalle parti di #Bruxelles!). Il #PD e #Schlein si sbracciano per il #SalarioMinimo e nulla dicono sul fatto che l'avvizzimento delle nostre retribuzioni è direttamente riconducibile alle imposizioni dell'#UE. I #Verdi di #Bonelli confermano la loro nocività: inquinano (loro si!) il clima politico sostenendo la buffonata del #GreenDeal, mentre votano chi sta contribuendo a dilaniare l'#Ucraina per ingrassare le lobby delle armi americane. Intanto, mentre personaggetti inutili rincorrono una palla con la storia della raccolta fondi della #partitadelcuore, negli ospedali si consuma la tragedia frutto maligno dei tagli alla sanità, voluti proprio da chi era in campo a ricoprirsi di ridicolo. Tutte queste osservazioni, al limite dell'ovvio, sarebbero al centro del dibattito pubblico se non avessimo l'informazione che abbiamo: telegiornali, giornali, talk semplicemente patetici e al servizio del racconto dominante. Esiste un problema serio e la democrazia è in pericolo: non per l'arrivo delle destre, dell'#OndaNera o del #Fascismo, bensì per la narrazione che ci viene imposta, con la quale ci ingozzano come fossimo oche da foie gras, impedendo la nostra emancipazione come Paese. E noi potremmo essere un grande Paese, lo siamo stati. Ospite di @RadioRadioWeb e di @stemolinaradio https://x.com/SavinoBalzano/status/1814241338700738960?t=vRN5ZalvaHAlvEwfjAdDlg&s=19